Dopo 6 giorni di convivenza con il mal di schiena, che dà il peggio di sè quando mi devo alzare dopo almeno mezz'ora in posizione seduta, provo a santificare la pasqua e il mio starsolo a Milano.
Sabato e fortunatamente il Giuriati non è chiuso con la scusa del prefestivo. Ci vado in bc per terrore di correre sull'asfalto.
Il primo approccio con la pista è drammatico: mi devo trascinare cercando di stare radente a circa 2.10 al giro; oltre alla schiena ho il soleo interno di una gamba che manda un dolore inatteso, immagino figlio di una settimana a camminare storto e scomposto. Mi fermo anche per togliermi qualche pezzo, che sta arrivando finalmente la primavera (eh...). Riparto; mi metto in prima che tanto sono solo io e dopo un giro indolore attacco il crono tanto per darmi un tono. Primo giro finalmente in 1.59, costruisco un obiettivo di 5, anzi 6km, provare la mezz'ora. Per fortuna andando ingrano, la schiena è lì che non è proprio felice ma non manda segnali di stop, così che la velocità naturalmente aumenta un po' e chiudo in 28.24.
Sono stato circa 40' sulle gambe.
La mattina sbagliata.
voglia di andare a veder passare la Stramilano, di non perdere il treno dell'uscita domenicale, di dedicare il pomeriggio alla bc di un figlio.
Così vado. leggerino, senza proteggere la schiena dalle folate di vento e forse nemmno la colonna dagli impatti, che il Boost un giorno sapremo se più bene o male.
E pensare che arrivato alle mura spagnole per farmi qualche km di percorso prima delle moto, sembra buttare bene, un fiume di incontri. Prima un pensionato che prepara il passatore, poi Caraceni contromano che si fa il suo giretto da 87enne, infine il Velocista del Monga che si prepara ad aspettare gli africani.
A 30' da casa sono in Porta Romana, km 10 della gara; caracollo per una ventina di minuti facendo pure qualche lieve balzo ma pur sempre balzo, chissà poi perché.
Arrivano i corridori, saltello sul posto (e ci mancava) rientro lentamente contromano sul marciapiede.
Torno a casa velocino, per scaldarmi, 23' anche abbastanza esaltanti.
Dopo la doccia e 10' seduti alla scrivania, un'agonia alzarsi. Lombi andati. Chissà se il nuoto d'avventura del giorno prima, mah.
Uomo di parola, 20km su cancello con il Nenne per Forlanini, gattile e Ponte Lambro.
1. Depilarsi è una roba orribile, meno male che ho quasi recuperato la pelliccia;
2. fight for anestesia locale, è la scelta giusta, anche perché per integrare sedano e ti fai un viaggione niente male, soprattutto se nel mentre uno degli infermieri esce e rientra dicendo è morto David Bowie;
3. i primi movimenti te li devi scegliere, quelli proposti dalle infermiere sono letali;
4. le gelatine alla frutta resusciterebbero David Bowie dopo 36 ore a digiuno con una flebo che serve una goccia ogni 5 secondi;
5. i mutandoni elastici costano un botto e non si capisce se servano a te o alle Sanitarie;
6. col cazzo che te le godi le due settimane di convalescenza;
7. la metropolitana non è la soluzione all'invecchiamento del pianeta anzi meglio una bella tranvia hightech di superficie, assai meno costosa;
8. la Tessera Campi è una Visione del Cielo (cit.);
9. un giorno capirò perchè non ho mai amato i Queen e non esageratamente David Bowie ma Under Pressure è bellissima;
10. tra un mesetto si torna a correre e pedalare.
Insomma ho le scarpe nuove ancora nella scatola, da 33 giorni. E pure il Casio nuovo, uguale al vecchio ma blu, per prendermi i lap, roba fuori produzione che però a me piace. Farsi male il giorno dopo, per aver sottovalutato un irrigidimento della schiena, quando sabato stesso, tornando a casa dal negozio, avevo accarezzato l'idea di fermarmi all'Arena e provarle, così in abito civile.
Un Agosto indimenticabile, per via della schiena a pezzi e di una tracheite che mi trascino da un mese; nel mezzo, una settimana di lavoro a piangere sulla sedia spezzaschiena, un'altra a riprendere confidenza con il nuoto, le biglie, le risalite del Cornia (quest'anno quasi un km, in acque tante e limpidissime, irripetibili), le discese per l'uliveto; poi ancora, una di ufficio e una al mare, stavolta senza mal di schiena ma con la febbre.
Poi qui, oggi che Flora fa 2 anni, ieri che il Nenne salta sulla bc vera e non scende più, ancora non ci crede quanto sia meno faticosa questa dei vari mezzi che l'han portato fin qua. Se dopo 3 giorni che non corri stai male sei un vero runner. No, sei un tossico e per me non te la godi nemmeno tanto. A me non succede. La amo tanto, la corsa. La riprenderò come e quando possibile, ma ho altro nella vita, i gusti dei gelati mi piacciono quasi tutti.
Per 69 euro, ma quello è il modo tradizionale di rilevamento del PIL. Il costo è ben peggiore, scorrazzare in bc avanti e indietro per la città e per negozi, tra caldo e arietta fredda, mi lascia un leggero fastidio ai lombi, che Domenica mattina è appena più accentuato.
A sera rischio l'ora d'aria. Sulle prime sembra andare, a parte il caldo e il conseguente passo turistico (non bastasse sono anche in piena faringite). Prime avvisaglie sul cavalcavia pedonale della Cassanese: in salita, i rimbalzi del ponte molleggiato restituiscono fitte improvvise. Proseguo un altro quarto d'ora, il tempo di uscire indenne da Milano 2, poi, entrati al Lambro, di colpo aumenta e al minuto 38' devo fermarmi e camminare, non senza dolore.
Perfetto. Sudato mi sto raffreddando giusto a 3 km da casa con i bronchi che chiedono alla faringe possiamo giocare anche noi. Dopo qualche minuto riesco ad alternare passo e corricchio, passo e corricchio, strascinato.
Stamattina siamo lì, cammino come il De Curtis; vediamo se è solo una stregoneria e niente di più invalidante.
Si parte alla garibaldina. Ormai si prende tutto.
Via per le strade di Lambrate verso Segrate e il ponte dell'esselunga.
Prendo il tempo sul lungo rettilineo lato INSSE, pedometer dice passo 4.28, siamo al minuto 10.
Girovago per Milano 2 e poi ne esco per costeggiare il cimitero di Lambrate per prati, fino al sottopasso che porta al Parco Lambro. Giretto interno tanto per prendere un altro crono, il passo è aumentato, 2.59 per 700m, sui 4.15.
Si torna a casa dopo 56', gambe un po' tremule ma fiato e cuore da vendere, sono a lunga conservazione.
La spalla un po' meglio come dolore, durante la corsa in realtà riesco a muoverla abbastanza, ma movimento quale gobba fino a quando non inizierò la fisioterapia.
Così si chiama.
Il braccio destro si alza poco e quel tanto è legato a un movimento di spallucce.
Due anni e botte di fisioterapia dolce per recuperare totalmente o quasi.
Oggi però va un po' meglio, chissà mai sia una forma lieve.
I tempi per fare qualsiasi cosa si allungano, non necessariamente quelli dei miei 5+5 giri di oggi, fatti senza crono ma avviando artigianalmente quello dello smàrfono, lasciandolo in borsa..
Sono 17' tondi per 4k, circa lo stesso passo dell'ultima volta, quando a fatica ero anche un quasi atleta e avevo tempo e forze per farne 8.
Ma se Domenico a Verona ha corso oltre un'ora (che potrebbe anche non essere un complimento), tocca muoversi un po' anche qua, prudente ma alla fine nemmeno tanto nello sbracciare.
Sullo sfondo le due velociste, belle a vedersi; voglia di accompagnarle nei loro 200 ma non è proprio il caso, al momento.
E' che sono sempre in ritardo.
Seppur con un braccio offeso ancor prima di sentire l'indiscrezione sul Ministro dell'Alta Voracità, precisando che il mio tag è ben più antico, Giovedì mi son permesso un rientro di 20' su prato, con l'arto destro un po' penzoloni come quelle delle maratonete giapponesi di fine anni '90.
La settimana entrante finalmente un fisioterapista gli darà un occhio; si pensi che nelle mie condizioni non riuscirei nemmeno a fare un saluto romano, cosa che un'ottantina di anni fa mi avrebbe causati seri problemi. Oltre che di notte a freddo il dolore sale.
Che poi c'è già l'altra di Moretti no, quella che la mandano a dire in tivù.
Se ne vanno sempre i migliori, pubblico di merda.
Girare un'ora esatta a passo tranquillo. Ci vado alle 2 del pomeriggio sotto una pioggerella nemmeno tanto fredda, ma tutta la città è chiusa in casa. Vado al Lambro, per necessità. La noia mi assale. Il giro basso della Montagnetta è l'unico modo di sviare, così ci metto dentro anche quella salitella breve, per dieci passaggi. Poi rientro e fa circa un'ora. D'accordo. Alla 5a salita comincio a sentire un fastidio alla testa del femore. Sto girando che mi sembro un rottame a 4.35, ah però. Insisto sperando sia un dolore passeggero ma non lo è quasi mai. Va e viene solo se alzo il ginocchio un po' di più. In piano non si sente. Chiudo i miei 10 giri sempre a quella media e rientro a casa. Il dolore c'è, inutile negarlo. E' lo stesso che già in un altro paio di occasioni, sempre in salita (ma quelle volte su salite ripiede e corse forti), mi aveva obbligato a stop di una settimana. Ora è vero che ho intensificato le uscite settimanali, ma spesso son cosa ridicola. Saran stati anche sti benedetti cross, a sfiancare lo snodo dell'anca. Ora chiede tregua. Ieri non ero nelle condizioni psicologiche di dargliela, perché sta oretta la volevo metter via. In questi giorni accetterò le sue condizioni, tanto che il 5000 a coppie di Giovedì era già saltato per indisponibilità del panda. Girare un po' di i coglioni, anche.
p.s. primi ravioli fatti insieme al Nenne e prima volta che li mangia di gusto, gran consolazione.
La mia gambetta destra affetta da sindrome compartimentale del tibiale sembra sulla via della guarigione, dopo 2 settimane di riposo e il massaggio con diagnosi cui mi ha sottoposto ieri il Presidente del Montestella, uomo del Corrigiuriati. Prova a correrci sopra tranquillo su sterrato una ventina di minuti per 2 volte, poi riparti gradualmente. Trovare lo sterrato dalle mie parti mica facile. Poi però mi ricordo dei pratini davanti al Politecnico che dove passano gli ingegneri (uno e uno due) rimane solo terra bruciata, insomma quei vialetti spelati che correndo da un lato all'altro avanti e indietro con quasi 400m. I primi passi sono incerti e un po' di fastidio si sente, ma poi una volta caldo vado via bene. E' sempre emozionante riprendere dopo un infortunio, per leggero che sia; ti rendi conto di cosa hai perso e di quanto sia bello anche solo corricchiare. La sera ghiaccio e troppo spumante per l'amico che ha trovato moglie lao. Oggi per ora nessuna conseguenaza per la corsetta e a pranzo mi spingo al Campo per richiedere copia della mia tessera smarrita; me la faranno avere perche ah lei non è dell'università eh? ma intanto vedo chiuso lo storico bar all'ingresso, quello dove prendere un panino al volo per 2 euro, o una banana per 1. Un professeur del Poli mi spiega che è chiuso che ne apriranno uno verso Via Golgi (toh dove vogliono chiudere mensa) e un po' di storie di affitti non pagati e altro ma la sostanza è che basta con il panino del Corrigiuriati. Anche questo pezzetto di impianto comunale frulla.
Famiglie a zonz sulle montagne, un lentissimo come si deve. Le grandi rocce e le acque gorgoglianti della Val di Mello accolgono la prima passeggiata mano nella mano di Emilio e Martina che, timidi timidi, alla fine se la spassano. Grande attesa per il previsto bagno settembrino del Panda, le cui conseguenze però colgono misteriosamente il nostro già dalle sera prima, con nausee cervicali e tremori. La sua assenza viene superata con un velo di malinconia, che sfocia in misticismo al momento della merenda con torta di mele e grappa del Siro, il cui consumo produce una visione confermata dallo Zio e fortunatamente immortalata. Tendine ancora dolente, domani proverò una mezz'oretta in piano.
Quattro giorni al mare, con un'uscita di 30' con la temibile salita Cafaggio-Campiglia, a mezzogiorno, come preparazione per Adrara (tanto per dire che qualcosa ho fatto...). Stasera se riesco a liberarmi al giusto 1500 a Cernusco, senza guardare il crono (qui lo prometto). Ho un tendine dell'avanbraccio che dopo un anno di maluso sembra essersi proprio incazzato; si dirà meglio il braccio che la gamba, ma con un figliolo da cullare e un trasloco da fare, non è il momento perfetto. Meno male che ormai ci si tira in piedi e si sta lì, in equilibrio, prossimi al passo.
E' la prima volta che corro i 1000 in pista, per di più serali, anzi dai tag vedo che corro questa distanza circa una volta ogni 10 mesi, avendo predilezione per gli 800. Mi è tornato fuori il fastidio dietro alla testa del femore, dopo gli sprint di Mercoledì, ma spero che correre su ritmi meno forsennati, senza alzare troppo le ginocchia, possa non complicare la situazione. Son dolori che il panda conosce bene, endemici del velocista. Il Campo è ben frequentato, ma quasi solo da bambini e ragazzi sotto i 20 anni, magrissimi e selezionatissimi; ci sono anche piccolini del rugby, di tutte le taglie, e poi ci sono io, l'unico a correre frazioni più lunghe di 100m. I miei 1000 vanno benone, direi, nonostante mi limiti a 6 per questioni di tempo e per non caricare troppo le parti dolenti. Recuperando i 200m in 2', cronometro 3.34, 3.38, 3.32, 3.35, 3.33, 3.33, senza sprintare e senza tirare al limite. Le pezze di tartan sono quasi asciutte ormai, ma tremendamente molli, da evitare. In doccia qualche chiacchiera con Matteo, giovane vecchia conoscenza di 19 anni, i cui potenziali limiti sono ancora da esplorare. In quanto a esplorazioni, ho opzionato un posto pullman per gli italiani dei 10k su strada di inizio Maggio...
Come spesso succede negli ultimi mesi mi riesco a ritagliare un pezzetto di corsa solo la Domenica sera; esco dopo che, in un attimo fortunello, ho acceso la tv proprio alla partenza della 4x400 degli Euroindoor di Torino, con quel finale che mi fatto saltare sulla poltrona. Esco comunque stanco, e con il mal di testa, ma rientrerò pimpante, anche se un po' acciaccato. Dopo 25' di riscaldamento, quando ormai sono prossimo alla montagnetta, sento che l'esterno della gamba dx vicino alla testa del femore s'incricca, come se si fosse accavallato qualcosa, o contratto il muscolo, non so. Mi era già successo mesi fa, facendo salite, e stavolta devo ancora iniziare. Solo che di rientrare a casa non se ne parla, e allora avventatamente non cambio programma. Qualcuno ha gentilmente segnato in gesso i 100 metri di salita; certo la curva sarebbe meglio non ci fosse, ma noi milanesi dell'Est non abbiamo niente di meglio. Mi limito a 10 sprint, con tempi che migliorano progressivamente da 21 a 20.30; la pendenza è circa 7% di media; il recupero 70 per scendere al passo. Nel buio della montagnetta ci sono certi che cercano un labrador nero in fuga, uno con felpa in testa da pugile che risale per prato fino alla cima, uno che scende losco alquanto, e alla base un ciclista ciclone senza fari che gira per tutto il parco; la ronda di sempre. Il fastidio permane, mi impedisce di spingere come vorrei, ma non è un dolore vivo. Rientro a casa dopo 50' di corsa; passata la notte rimane dolente la muscolatura tra rotula e gluteo, ma solo premendo, e ogni tanto sento questo strano accavallarsi solo se faccio movimenti in rotazione con l'anca. Mah...passerà; basta passi per Domenica, posso star fermo anche tutta la settimana. Ma Domenica c'è il Ciovasso. Per entrare nei 100 bisogna stare sotto ai 37, su un percorso che l'anno scorso ai più è sembrato ben oltre 10k.
La mia mamma mi diceva: "Non andare sulle montagne, mangerai sol polenta e castagne, ti verrà l'acidità, mangerai sol polenta e castagne, ti verrà l'acidità".
E invece in montagnetta ci sono andato, ora che c'è luce la sera, e all'8° giro di 10 che volevo farne, sulla salita dura, di colpo il dolore, all'anca, allo snodo, che se si blocca quello snodo lì sono guai. Correvo di un bene, come da tempo non; una bella progressione, nell'aria della sera, i polmoni a mantice efficiente, nessun indurimento delle gambe: 2km in 8.33, poi 2 in 8.14, poi 2 in 8.08 e gli ultimi 2 in 8.02. La sera Iperico del Lago d'Idro, dei Montesalute; caccia gli spiriti e pure le fiamme delle infiammazioni. E poi ghiaccio. Ora, a 22 ore dal dolore, va un po' meglio ma mica troppo. Soprattutto mancano 6 giorni alla Mezza di Gaggiano, 20 euro già versati.
Per completezza lo scorso mercoledì un 45' leggeri; corro poco e sarà per quello che mi infortuno facile.
Martedì mi è uscito un dolorino DENTRO al ginocchio, un po' fastidioso psicologicamente proprio perchè nascosto negli anfratti dello snodo; è un po' simile al dolore che avevo al mio primo infortunio del 2003, quando mi riscontrarono una ciste interna al ginocchio, da sforzo, che poi si è riassorbita. Speriamo in bene e andiamo a verificare al Parco Lambro; visto che è un mese circa che non faccio lavori, e Domenica ne ho sentite le conseguenze, decido di scaldarmi bene e poi di provare i 500 collinari dell'Otto; ne esce una serata da favola, con gambe pronte ad allungare in salita e tempi che progrediscono dall'1.53 iniziale fino all'1.47 finale, su sole 6 ripetute con corsetta di 55" a intervallare. Oggi ufficio in bc, e gambe belle calde; il fastidietto rimane, ma non è certo peggiorato.
Black out informativo a seguito di lunghe giornate di pioggia culminate con uno scontro fortuito, ciclistico, al Gpm ponte di Ferro della Martesana. Io che pedalo fradicio a testa bassa, in salita sullo scivolo, l'altro che pedala in discesa sullo scivolo e appunto ci scivoliamo addosso. Rimedio una botta secca al ginocchio che mi obbliga a ripiegare sul mestiere di fotografo, a Besana, dove regna il più assurdo fango. Stasera, dopo 6 giorni, proverò a correre solo per essere sicuro che il ginocchio non si gonfi.
Ieri sera 40 minuti tranquilli, casa-Lambro, 2 giri, e dietro a casa. Solo per vedere come reagivano la gamba sx (credo il peroneo) e l'inguine dx. Reagiscono che stanno come ieri, quindi niente bene niente male; al lavoro in bc. Ora riposo fino a Palazzolo, dove si prevede vento; e lì se c'è vento si respira tutto il fiato dell'Adamello, di grappini e ghiaccio.
Eccomi nei 30; avevo in mente un paio di mesi fa di puntare ai 20, ma siamo solo all'inizio, e poi l'allenamento è stato quel che è stato. E sono gran felice così, prima volta nei 30, e quella volata che è valso il 2 davanti. Palazzolo ha poca salita, e dovrebbe essermi più congeniale, non avessi i dolori che mi trovo, soprattutto il tendine che non ho idea come si chiami che parte dal bacino giù per la coxa anteriore. Tempo di 27.50, 2" sul Felix, che quindi mica ha mollato tanto, fatto bene a tenere fino in fondo, con 4" in meno al km mi sarei presentato per la folta volata dei 27.25, che valeva circa un 25° posto; insomma, guardo avanti, c'è ancora da crescere. E poi prima volta oltre i 100 punti, perché i partecipanti che mi sembravano pochi erano invece ben 161...e così faccio 132 punticini belli.
Sartorio o retto del femore, vai a capire quale tu sia, ma mi fai malino, accidenti. Sarà per la pedata tirata alla bc del vecchiazzo panzone, prepotente da Vallassina che voleva infilare la bc alla Milano City Marathon, dopo che mi aveva mandato a cagare; sarà per le troppe salite che faccio ultimamente, come ieri sera sui prati dell'anfitetro. Ora me ne sto a riposo magari anche fino a Domenica, per il primo cross di Bereguardo. Niente chiodi ieri sera, troppo complicato; 35'. E come corre bene questa donna.
We don’t want our runners like weight lifters, we don't like our runners like gymnasts; we want them like ballet dancers.
(Arthur Lydiard).
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La maggior parte delle foto che mi ritraggono sono tratte da podisti.net
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