21km - la distanza

mercoledì 1 gennaio 2020 - ore 5:29 PM

Combo dell'Anno

Non ricordo bene se l'uso passato fosse di correre l'ultimo dell'anno o il primo. Poi mi sovviene il ricordo di proprio dieci anni fa; stavolta si fa la mattina dopo il Santo e la tombola, introducendo  una bella combo per godere di tutte le risorse di questa terra.
Inizio con il giretto discesa più salita, quella da Venturina che mai avevo ancora fatto in bc; sono solo 2.5 km, a pendenza quasi sempre costante e con il peso della Olmo riesco ad arrivare con le gambe abbastanza rintronate. Poggio il mezzo e parto per la salita del sòcero: 10x180 da 42 a 38 in progressione;  recupero 80 secondi scendendo a piedi.

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domenica 3 novembre 2019 - ore 11:10 PM

Le nostre attività


Eccomi qua a correre per davvero, il giorno dopo aver fatto fare al Nenne per la prima volta la discesona per Allumiere con sosta da Felicina e poi fino al mare, ma soprattutto la salita del ritorno, con la parte finale che lui ha giustamente definito il Muro di Rovinato.
Mi faccio lasciare all'incrocio di Allumiere ma stavolta faccio un giro per Venturina e poi risalgo la vecchia strada di Campiglia, con i suoi bei strappi (purtroppo meno sterrati di un tempo, che anche qui poco alla volta l'asfalto avanza).
Corro 7 km totali in 36', ma buona parte è salita.

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venerdì 1 novembre 2019 - ore 10:05 PM

Violini

Nella quasi annuale e rituale passeggiata a Cala Violina del Ponte dei Morti (con buona pace dei Santi), in giornata calda ma nuvolosa, ci inventiamo una piccola fuga tra crossisti. Lasciamo indietro il resto della famiglia a chiacchierare e inizio il Nenne alle ripetute brevi, che per durata e dislivello richiamano un po' il fartlek. La stradona è sterrata ma ampia, tutta saliscendi, teatro del defunto (appunto) Trofeo Cala Violina, da me purtroppo mai corso. Iniziamo con 1' forte e 1' camminando, poi il ragazzo ci prende gusto e passiamo a 2+1, il tutto per circa 3km, con volata finale sulla discesa che butta sulla spiaggia. Un po' stravolto, alla fine, per fame preadolescenziale, tanto da mollare a breve il celai che gli propongo sulla sabbia per non farlo raffreddare di colpo.
Di mio poi faccio il bagno, acqua ancora calda dell'ottobre esagerato, roba di buoni dieci minuti.

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lunedì 29 aprile 2019 - ore 6:30 PM

Libberata

Pochi giorni di ponte dopo una Pasqua ciclistica che ha fatto oscillare il mio sentir di corridore a piedi. Prime ascese sull'Appennino Pavese, 46km tirati.
Salgo a Lambrate e scendo al mare, leggendo Idaho.
Il giorno del controesodo, prima di pranzo e di affrontare l'autostrada, mi regalo una colazione al fresco, una ricerca di sicurezze perdute.
E va benone, breaking1 dopo una discesa cauta e un seguito in propulsione, senza grande fatica, con  giro di boa a 29.50, sul percorso lungo che arriva all'incrocio con la strada delle Pianacce.
Fatica che si riaffaccia sull'ascesa finale, per la quale so di avere poco più di 12'. Possono bastare dosando le energie senza andare in vacca (chianina, con lunghe corna, diversi esemplari lì da oltre 10 anni, a rotazione - credo io - proprio dove si svolta per lasciare la piana e tornare a casa).
Ultime curve un po' in affanno, con sprint finale per segnare 12.06 sul parziale e un 59.47 totale (sono 13.160m).
Gran sensazioni, inattese, erta una ventina di secondi meno forte dell'ultima volta, esattamente quanto previsto prima di affrontarla, con già oltre 45' tirati nelle gambe. Efficace soprattutto in salita, anni che non stavo sotto all'ora.

11.27
18.22
17.50
12.06
totale 59.47 per i 13.16

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martedì 1 gennaio 2019 - ore 7:30 PM

Strada bianca

E' farne atto, uscire il primo dell'anno, nonostante un ginocchio da elemosina.
Mi cerco un percorso senza discese assassine, partendo in salita fino al borgo con l'idea di proseguire poi sulla strada bianca in costa, semi-pianeggiante.
Nulla da fare. Quando esco dal paese, dopo breve visita al Presepio mezzo pagano, trovo un nuovo stradello da esplorare e finisco per scoprire una variante che riporta verso il Passo di Valle Pitti via Volpaiola. Allungo così l'uscita e mi gestisco come viene un lungo tratto di dolorosa discesa.
Una volta a Cafaggio, approfittando delle poco energie fisiche spese perdendo quota, mi gioco una risalita coraggiosa, stampando un probabile personale di 11.48 sui 2.5 km di ascesa al 4.5%
In totale fanno 49' per fare 9.5 km.

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sabato 29 dicembre 2018 - ore 11:03 PM

La pista in terra

Al buio c'è un solo posto e meno male che c'è: il giardino unico di Venturina.
Insieme al giro del lago caldo farebbe anche 800m provanti, ma il buio inghiotte il bacino, così che rimane solo una pistina semibuia ma che si rivelerà essere giusto di 400m, sterrati al 95%, preziosa.
L'aria freddina ma pulita è un piacere; passano in un colpo i 20 giri in progressione, ultima coppia in 3.03.
Fanno 8km in 33.36, 4.12 di media, gli ultimi dell'anno.

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domenica 22 luglio 2018 - ore 3:45 PM

Trovato

La prima volta ieri mattina a farsi intercettare in corsa dal satellite. Calzoncini da trekking e telefono in mano, poche velleità se non esplorative, ma ultimo km in discesa dice a 3.20, senza esser stirato o lasciarsi sfuggire l'arnese.
Nessun Alsaziano ma presenze di tratti di acquedotto Lorena, piuttosto imbucati.
L'anello di circa 3km è oltremodo aggressivo e non so quanto spesso ci tornerò.
In totale fanno 36.40 a circa 5/km.

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lunedì 30 aprile 2018 - ore 11:31 PM

Reprise

Il giorno dopo, quasi stesso caldo ma un debito da cancellare: mi ripresento sul percorso che il girono prima mi ha abbattuto.
La prima parte, che a me pare più brillante, è sorprendentemente più lenta di 30" rispetto al giorno precedente (19.53). Poi però pennello discretamente e calmamente la salita in 14.45.
Almeno questo fantasma è cancellato.


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domenica 29 aprile 2018 - ore 11:31 PM

La cotta

I primi caldi e l'azzardo di rientrare a pranzo sotto la botta di sole.
Prima metà in 19.16, poi attacco la salita e crollo; non mi era mai successo ma devo camminare e anche quando riprendo sono andato, solo arrivare a casa, in 16.42, un paio di minutini sopra al lecito

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sabato 28 aprile 2018 - ore 11:27 PM

Gamer

Una gimkanetta che faccio provare un paio di volte anche al Nenne.
Curve secche e tornanti tra i quasi filari di ulivi, insidiosi rami da sfiorare e ripartire, roba per le caviglie.
In pratica 10x200m su e giù in uliveto, in un pomeriggio primaverile.

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domenica 4 giugno 2017 - ore 11:57 PM

Real time

Seratona a un bar scelto a caso che si rivela quello dei fiorentini, per cui la Peroni gelata da 66 con patatine e 4 gol viola scendono lisci lisci, a soli 3 € e 50, un pensiero alle gabbie salariali subito sopito dall'ipotesi di vivere nello stesso territorio dei 4 tifosi che mi trovo accanto al bar, incluso quello con sciarpa del Real annodata in testa che arriva al via già pieno da tempo. E apre la bottiglia nuova con l'occhio.
La mattina dopo la mia unica possibilità prima di rientrare a Milano. Gioco pesante, completamente disallenato e disallineato vado a prendermi la Valle Pitti, alle 8.30 del mattino ma con un sole che già lascia poca tregua.
Discesa partendo davanti a casa, segno 12.25 scendendo cauto, ma insomma la voglia di andare a zonzo c'è. Tanti ciclisti, soli o in gruppo; sempre attento a salutarli simulando fiato tranquillo, sono senza ruote ma non vi sono da meno.
Inizia la parte in salita sterrata che poi passa a un alternanza di saliscendi; il passo è quel che è, ma almeno c'è voglia di andare e la lucidità di accorciare la boa alla casa dove la strada diventa asfaltata.
Distanza che varia tra 5.6 e 6km, a seconda del servizio mappe, ma interessa poco, conta il tempo del parziale, che è 14.54.
Mi giro e riparto per casa, il mare ci aspetta. Caldo atroce nei tratti lunghi al sole ma testa pronta a conviverci, così che comincio l'ultimo settore, tutto in salita, con soli 14.05 spesi.
Ho quasi 50" da gestire per avere negative split; me la prendo calma e tocca lavorare sui minuti che mancano, per darmi un po' di forze. Le cosce ormai mi stanno abbandonando ma resisto.
Ecco la curva dell'impasto ed ecco casa, dopo 13.08, totale 54.34 (27.20 / 27.14).

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lunedì 17 aprile 2017 - ore 5:49 PM

Pasquetta

La tradizionale corsetta di Pasquetta, con la testa che sta risprofondando nella boccia di sinusite spettorante. Quel correre che serve a mettere via km e piacere con la consapevolezza che la febbre arriverà presto. Giro per la pineta 45', in sostanza un circuito completo più un pezzo oltre e un km finale sull'asfalto della ciclabile, con le ultime energie e tanto caldo.
Passo corso ignoto.

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venerdì 14 aprile 2017 - ore 11:01 PM

Ratto e baratto

Dopo un pomeriggio sulla spiaggetta di sassi tra Baratti e la Villa, rientro al parcheggio, saluto tutti e riparto, dopo aver concimato la bella pineta e dopo averne dibattuto con un arcigno vecchio toscano dall'occhio di falco, che da lontano vede tutto.
L'hai fatta? mi chiede mentre deposito nel cestino vicino alla sua panchina la carta. Sì, c'era un buco. E il suo cane l'ha già fatta? Non ancora, lo anticipa la moglie. Buona giornata e vado.
Il primo tratto è nel bosco, dove sorgono le due inconfondibili case; poi un tratto sulla scogliera, il passaggio dietro la spiaggetta e quindi la parte più bella, sulla quale non avevo mai corso e che ogni volta che la camminavo sognavo questo momento. C'è pure il sole e il tratto di scogliera a picco con poi la discesa per lo strettissimo e sinuoso sentiero, tra rami di macchia sono una meraviglia.
Il percorso segue poi la strada privata per la Villa in senso opposto, lungo un passaggio ricavato al confine con i campi.
Si sbuca sulla Strada della Principessa e dopo qualche centinaio di metri già comincia la ciclabile in asfalto, che dopo circa 2km si abbandona per la pineta. Sono senza orologio, ho solo guardato il telefono prima di iniziare per controllare l'ora di partenza e avere un riferimento all'arrivo. Il passo comunque è buono, senza affanno ma senza passeggiare.
Le fontanelle purtroppo son tutte smontate, immagino per disincentivare accampamenti fuori stagione, per cui, partito a secco, mi prosciugo per bene, soprattutto sul tratto asfaltato controvento e sottosole che mi allontana dal mare al termine dei 3km di bosco. Lì patisco ma soffro volentieri, come anche sui 2 km finali di salita che portano a casa, armato di pazienza e scarpe buone.
Ci son voluti 66' circa per fare 14.300km. Lo rifarò, questa bella transumanza.

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venerdì 30 dicembre 2016 - ore 10:23 PM

Bonificato

Ecco lasciatemi giù lì alla piazzola che torno a casa a piedi.
Lungo la trafficata Provinciale sì, ma che dopo 50m prendo per le stradine poderali asfaltate che tanto c'è ancora l'ultima luce. Che invece il sole che regala colori adorni sembra afflito da gravità tanta e da subito la luce crolla veloce. Riesco ad arrivare al bivio per Venturina dopo La Sdriscia che son passati 20.09 e ho percorso 4.26km (4.43/km), ma ormai si vede poco e, il lungo rettilineo che porta allo scavallamento della Nuova Aurelia è già di speranza, speranza che nessun guidatore di macchine faccia il matto. Arrivo alla vecchia Aurelia dopo aver preso male pensa te una buca dell'asfalto che proprio non si vede con 8.81km sulle spalle, media che passa a 4.37/km totale e ora via lungo la Statale dove il buio è completo e non voglio morire pure io nel 2016, da scemo poi.
Supero il Cornia e ormai le luci della Stazione Agip sono vicine, superata la Bonifica entro finalmente in paese per la parte più facile, pure con marciapiede. Media che resta uguale e ora via, su per la salita, con gambe solide e attenzione vigile, che dopo i primi 300 si rientra nel buio completo e stavolta son curve che non ti vedono.
Per fortuna va tutto bene, anche se ogni tanto perdo la linea bianca stinta del bordo carreggiata e mi trovo un po' in mezzo alla strada, fino a che le luci lontane di qualche auto mi spiegano come spostare la traiettoria. Fiato che non sale nonostante le pendenze, mi segno da qualche parte di ricordarmelo ma l'attenzione deve stare lì, a portare a casa la pelle.
Chiudo allungando sugli ultimi 100m di falsopiano mentre sopraggiunge l'ultima macchina della serata e che almeno si stupisca di quanto va veloce quell'oggetto che compare di colpo.
Alla fine sono 13.82km in 65.24, media conclusiva di 4.43.
In un paio di settimane 1/3 della Mara è diventato passeggiare.

http://www.gmap-pedometer.com/?r=7002186

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mercoledì 2 novembre 2016 - ore 11:24 PM

Dopo Cala Violina

Il giorno dopo aver fatto un lungo bagno a Cala Violina, dove il sole scottava la faccia e l'acqua era fredda solo al principio e non c'era vento, arriva l'ultima occasione per correre un po' di Maremma.
Bivacco mattutino al mare e rientro che io, come narra la storia, preferisco fare per mio conto e sulle mie sole gambe. Lo allungo facendo un giretto per il sentiero tra le dune, giusto per sentire un po' di terra mista a sabbia sotto ai piedi e un po' di profumi di macchia.
Al minuto 12 inizia la strada solita, quella alla quale prendere il tempo.
Corro benino, anche se fa un gran caldo e non ho vestiti adatti; la sensazione è che il cuore salga subito e che la gamba sinistra si trascini dietro quella destra. La memoria non mi aiuta sui riferimenti ai tempi, per cui i calcoli li farò dopo; questi 8km scarsi sembrano una tortura ma ormai ho imparato a muovere un passo dopo l'altro e non badarci.
All'intermedio inizia la salita e l'umore migliora un po'. Il problema è proprio l'assenza di naturalezza nella corsa, non tanto la fatica; quell'assenza che toglie il gusto.
Comunque arrivo.
Il tempo è meglio di quanto immaginato, 33.15 - un minuto meno dell'ultima volta.
I passaggi 18.39 e 14.35.

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giovedì 18 agosto 2016 - ore 8:03 PM

Rimedio quotidiano

Altri 43' con il nenne per le dune boscate. E bagno.

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mercoledì 17 agosto 2016 - ore 10:00 PM

La Valle delle Rozze

Nel 1989 gli studi universitari mi offrirono l'occasione di passare una settimana estiva a girare le parti più infestate delle colline che sbucano dall'alta maremma toscana; zaino in spalla, martello in mano e la compagnia di un paio di conoscitori di funghi che ci consentirono di dare un tono alle serate in campeggio.
Ci ho messo 10 anni ora a prendere il coraggio di ributatrmi per quelle vallette che alla fine son sempre le stesse, se non per l'arricchimento della fauna che ora mostra una pregevole popolazione di zanzara tigre. La salita da San Vincenzo a San Carlo è comunque bella, magari non proprio agostina, ma se non funghi abbiamo trovato more in quantità e pure una bel bar dell'ARCI con vista sul velodromo Solvay, proprio in cima al paese d'arrivo.
A quel punto, l'ora tarda hanno consigliato di accettare la mia proposta di evitare il ritorno a piedi ai piccoli e di buttarmi giù per il sentiero pr scendere alla macchina e risalire, tempo totale previsto non più di 40 minuti. Ho pure accettato di farlo portandomi dietro per emergenze il telefono, scoprendo che, soprattutto sullo sconnesso, non è per nulla fastidioso tenerselo in mano, così che a un certo punto ho pure provato a filmare un paio di minuti.

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lunedì 15 agosto 2016 - ore 9:35 PM

Il ferro di Agosto

Sì come un ferrovecchio, ma deciso a non perdere contato dalla bc del figlio su per i saliscendi dunosi di Rimigliano.
Sempre un bel modo a fartlek di non svuotare del tutto la capacità di corsa, alternando salite, discese e tratti asfaltati in ciclabile sotto i 4 al minuto.
Quarantacinque minuti e poi dopo si fa il bagno insieme.
Tra le tante cose dell'Estate anche la terrazza della Scuola Materna protetta dalla calotta di un pino comandato dal vento.

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domenica 27 marzo 2016 - ore 10:00 PM

Il posto delle oche

Minaccia pioggia e c'è vento, nulla di strano in Maremma.
Scendo per una volta in auto giù al Lago Caldo e con pazienza giro il favoloso circuito misto.
Cade qualche goccia che fa solo piacere; le caviglie finalmente sentono bene il prato e mi sembra di andare rapido e senza fatica. Tempo in realtà più alto rispetto alle sensazioni, ma molto benessere.
Fanno 37.32 per fare 10 giri che sono 8km del circuito; sarei andato avanti in eterno, a sfiorare le oche a metà giro.
Felice rientro per i tornanti mentre finalmente piove; godo del verde che rasserena mentre alla radio passa la malinconia dei posti dove ci si inurba malamente.

http://www.gmap-pedometer.com/?r=6829432

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lunedì 21 marzo 2016 - ore 10:20 PM

Golgota

Il primo bagno dell'anno è purificatore, non è in mare ma lascia un sottile strato sulla pelle, asciugato a tratti dalle raffiche di vento che cercano di ricacciarmi verso il bosco e le dune.
Saluto l'auto blu che riporta la famiglia su in collina, mi riallaccio le scarpe e parto, con queste gambe inerti e già controvento di loro. Però procedo e nulla mi spaventa, nemmeno la voglia di fermarmi a camminare, che in realtà sarebbe pazzo assecondare, a diversi chilometri dal risotto che mi aspetta.
Supero il cavalcavia sull'Aurelia e nemmeno in discesa il corpo va, ma procedo. Lappo l'intermedio a 19.40, oltre un minuto più dei vecchi tempi ma alla fine solo una manciata di secondi peggio dello scorso anno. La salita va in 15.14 e qui perdo, quasi un minuto sull'anno scorso.
Meno male che c'è il nenne a tenere alto lo stile di famiglia.

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