21km - la distanza

lunedì 30 aprile 2018 - ore 11:31 PM

Reprise

Il giorno dopo, quasi stesso caldo ma un debito da cancellare: mi ripresento sul percorso che il girono prima mi ha abbattuto.
La prima parte, che a me pare più brillante, è sorprendentemente più lenta di 30" rispetto al giorno precedente (19.53). Poi però pennello discretamente e calmamente la salita in 14.45.
Almeno questo fantasma è cancellato.


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domenica 29 aprile 2018 - ore 11:31 PM

La cotta

I primi caldi e l'azzardo di rientrare a pranzo sotto la botta di sole.
Prima metà in 19.16, poi attacco la salita e crollo; non mi era mai successo ma devo camminare e anche quando riprendo sono andato, solo arrivare a casa, in 16.42, un paio di minutini sopra al lecito

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mercoledì 2 novembre 2016 - ore 11:24 PM

Dopo Cala Violina

Il giorno dopo aver fatto un lungo bagno a Cala Violina, dove il sole scottava la faccia e l'acqua era fredda solo al principio e non c'era vento, arriva l'ultima occasione per correre un po' di Maremma.
Bivacco mattutino al mare e rientro che io, come narra la storia, preferisco fare per mio conto e sulle mie sole gambe. Lo allungo facendo un giretto per il sentiero tra le dune, giusto per sentire un po' di terra mista a sabbia sotto ai piedi e un po' di profumi di macchia.
Al minuto 12 inizia la strada solita, quella alla quale prendere il tempo.
Corro benino, anche se fa un gran caldo e non ho vestiti adatti; la sensazione è che il cuore salga subito e che la gamba sinistra si trascini dietro quella destra. La memoria non mi aiuta sui riferimenti ai tempi, per cui i calcoli li farò dopo; questi 8km scarsi sembrano una tortura ma ormai ho imparato a muovere un passo dopo l'altro e non badarci.
All'intermedio inizia la salita e l'umore migliora un po'. Il problema è proprio l'assenza di naturalezza nella corsa, non tanto la fatica; quell'assenza che toglie il gusto.
Comunque arrivo.
Il tempo è meglio di quanto immaginato, 33.15 - un minuto meno dell'ultima volta.
I passaggi 18.39 e 14.35.

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lunedì 21 marzo 2016 - ore 10:20 PM

Golgota

Il primo bagno dell'anno è purificatore, non è in mare ma lascia un sottile strato sulla pelle, asciugato a tratti dalle raffiche di vento che cercano di ricacciarmi verso il bosco e le dune.
Saluto l'auto blu che riporta la famiglia su in collina, mi riallaccio le scarpe e parto, con queste gambe inerti e già controvento di loro. Però procedo e nulla mi spaventa, nemmeno la voglia di fermarmi a camminare, che in realtà sarebbe pazzo assecondare, a diversi chilometri dal risotto che mi aspetta.
Supero il cavalcavia sull'Aurelia e nemmeno in discesa il corpo va, ma procedo. Lappo l'intermedio a 19.40, oltre un minuto più dei vecchi tempi ma alla fine solo una manciata di secondi peggio dello scorso anno. La salita va in 15.14 e qui perdo, quasi un minuto sull'anno scorso.
Meno male che c'è il nenne a tenere alto lo stile di famiglia.

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giovedì 9 aprile 2015 - ore 6:20 PM

Pasquale

Il pomeriggio dopo il coniglio (ne mangio poca ma è anche vero che) torno finalmente a correre tra le dune stabili della pineta, 38' a tirarmi dietro il nenne a pedali verso sera, selvaggi quanto basta e felici. Ultimi 2km su asfalto lungo la Principessa in accelerata. Bello avere 6 anni.
Poi a Pasquetta affronta la salita a casa controtramontana ma nel sole.
Qui succede una cosa che per dieci anni non mi aveva mai sfiorato. Ci sarà anche il vento, ma le gambe sono allegre e la respirazione è facile. Vado in progressione ma le sensazioni non cambiano. Immagino un buon mezzo minuto in meno al passaggio e lì scopro di essere sopra, di una ventina di secondi, rispetto a settimana scorsa.
19.34 (contro 19.16)
Fa strano, io che ho sempre corso senza guardare il crono e sbagliando di un niente il passo deciso. Affronto la salita sempre in palla e sempre aumentando, adesso per recuperare. Ne ho e ne metto, di questa roba che mi sento addosso. Gli ultimi 200m duri li aggredisco, il falsopiano finale lo spingo. Niente.
14.33 (contro 14.26)
Non so cosa significhi ma è stata una gran mezz'ora, dimentica il tempo.

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martedì 31 marzo 2015 - ore 11:12 PM

L'ora d'aria del portiere

Stato intorpidito e mosche nel cervello. Una settimana pesa e un viaggio di Sabato per portare i bambini sani ai nonni.
Sabato sera uno ha la febbre e l'altra le macchie. Domenica si riparte per riportarli a casa, dopo un passaggio veloce in spiaggia con frola. Aria più fresca che alla Stramilano ma cielo che non offre alcuna protezione al primo caldo.
Dopo essermi quasi assopito sulla sabbia mi spoglio, che sotto c'è il costume da supereroe, quello di Littbarski della Stramilano 2012 aka Domenico21. Sono le 12 e 30 e picchia, mi aspetta mezz'ora abbondante di cui buona metà in salita. Passo all'intertempo in 19.15, chiudo i 7200m in 33.42 (14.26 la salita), facendo fatica ma senza spingere.
Polpo, patate, un bicchiere di rosso e ci si rimette in macchina.

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mercoledì 2 novembre 2011 - ore 10:32 AM

Corri a casa in tutta fretta

Ancora più caldo per tutti i Santi.
Dopo un'ultima mattina al mare rientro a piedi da Rimigliano. Praticamente a freddo (ma non è vero perché in spiaggia non si sta fermi mai, come il mare), prendo il tempo per gli scarsi 8k che servono per raggiungere i carciofi in padella, ultimi 3k in salita.
Mai sceso sotto ai 32 anche forzando, ma stavolta sto bene e pur partendo cauto ci provo, tanto per vedere se è proprio vera, questa grazia. Divido bene lo sforzo ma si vede subito che solo a scaldarmi scappo via.
Guardo l'orologio solo alla fine: 31.30
18.12 fino allo stop della vecchia Aurelia, 4220 m a 4.18
13.18 il resto, 3023 m a 4.26

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lunedì 1 agosto 2011 - ore 10:45 AM

Pirimpimpero

Prima di rientrare a Milano, dopo un sonno pomeridiano di recupero e una nuotatina, rientro a casa come d'abitudine di corsa, per la strada di Allumiere. L'intenzione è prenderla calma ma diamine, le gambe sono da incanto e senza faticare tiro subito un buon passo, che di andare fuori giri sembra non se ne parli. Passo alla fine del falsopiano costiero in 18.45, la salita assomma 13.49, così che in 32.34 chiudo la mia giornata al mare prima di 4 ore di macchina.
I pini marittimi muoiono uno dopo l'altro, colpiti dal letale parassita che sta prendendosi tutto il Tirreno; una tristezza, anche se il Nenne nella sua innocenza la prende bene e continua a cantare Pirimpimpero pirimpimpà e la natura è bella così.

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lunedì 21 marzo 2011 - ore 12:29 PM

E' l'aria de campagna

Un'improvvisata Quattro Giorni di mare e 2 belle uscite sui soliti percorsi mare-casa in falsopiano e salita.
Il primo al venerdì, di 51' con una ventina spesi nel bosco dunare e il resto per fare un imprevisto 32.51 da Rimigliano a casa, mentre faticavo e non capivo perché, credendo di essere su un passo non così vicino ai 32 segnato l'estate scorsa. A torso nudo eh.
Domenica stesso orario prima di pranzo ma passo progressivo, deviando sulla Vecchia Aurelia fino al calidario per rislaire dalla vecchia strada e prendere poi la temuta salita di Monte Pattoni. Sono 44' di cui gli ultimi 10 a tira collo.
Adesso un salto all'Arena con un'idea pazzariella. Tanto a casa ho 10 carciofi da gara.

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martedì 31 agosto 2010 - ore 6:01 PM

Corsa libera

Il Camp estivo di una quindicina di giorni ha dato vita a ben 6 uscite, tutte mare-casa, quindi tutte con 150m circa di dislivello da salire. Ritmi non poi tanto diversi; solo una volta ho corso con passo da lento, il resto direi che sono stati medi progressivi.
Uscita 1: 55.55 da Baratti a casa, con passo a 4.15 nei primi 8km di falsopiano ascendente.
Uscita 2: 52.23 di lungo svelto con ultimo miglio di salita a passo furioso e facile.
Uscita 3: riscaldamento nel bosco e poi percorso Rimigliano-casa a tutta, in 32 netti circa (sono 7550m); totale 49'.
Uscita 4: 38' di lento Rimigliano-casa.
Uscita 5: Rimigliano-casa a freddo, senza alcuna intenzione di spingere, cambiando progressivamente idea; 33.21.
Uscita 6: Rimigliano-Venturina, Calidario e poi strada vecchia, senza rientrare su sterrato ma chiudendo ancora forte sul miglio finale.
Gran divertimento a correre in salita, un po' meno in piano; indimenticabili mangiate di frutta.
Ora le gambe sono forti, dovrò cercare di mantenerle nel turbinio della solita vita urbana.

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