21km - la distanza

domenica 16 febbraio 2020 - ore 9:05 PM

Dei vari modi per cadere

Yeah I can take a little pain
I could hold it pretty well
I can watch your little eyes light up
When you're walkin' me through hell
Yes I've been your fool before, babe
And I probably will again


Dalla stazione di Pioltello al campo gara sono solo 600m, ma si attraversa tutto il mondo, racchiuso tra i balconi e i cortili delle case popolari, pulsanti anche di domenica mattina. Poi compare lo stradone e il prato con i nastri, batteria donne appena partita. Non posso più tirarmi indietro, che quasi non ci ho dormito.
Mi scaldo sulla pista; stranamente sono meno imbolsito che negli abbozzi di corsa della settimana che sta finendo.
Parto quindi sereno, senza troppi pensieri alla classifica di categoria nella quale sono 3° ma senza troppe speranze, visto il rientro di qualche atleta forte che solo partecipando dovrebbe buttarmi intorno alla 5a o 6a posizione.
Il percorso è cambiato, decisamente in meglio; il dosso si affronta al contrario, evitando la scesa scoscesa su terreno duro, sono pure saltati la carrareccia mezza cementata e il fosso estremo. Ne viene un tracciato finalmente gradevole e abbastanza filante, grazie anche a quel poco di pioggia caduto venerdì. Un solo ostacolo: un piccolo tronco piazzato di traverso, ma proprio roba di 30 centimetri.
In queste condizioni quasi ideali la gara scorre piacevole, con Noire ed io che ci alterniamo a tirare. Alla fine del secondo di 3 giri sono ancora dentro la gara, solo poco peggio delle gare in cui arrivavo meglio allenato; un mezzo miracolo, inaspettatamente posso tenerlo abbastanza bene. Guido una fila di una decina di elementi, gli over50 più o meno decadenti con un discreto passato e un incerto futuro; quelli forti sono già almeno un minutino avanti. Ho ancora in testa ora che scrivo la scena della mia gamba destra che salta il tronco e lo supera ma invece non so come il piede inciampa e vado in terra, oltre l'ostacolo, per fortuna sul morbido. Come ho fatto. Mi rialzo subito, nessuna botta e niente sangue, tutti bravi a non calpestarmi, ma ora il drappello è avanti una ventina di metri, sono da solo a inseguire e di colpo sento tutta la fatica che l'imprevisto ha risvegliato.
Poco più avanti mi passa un M55 e lo lascio andare, cerco di tenere qualcosa per il finale; un po' alla volta riprendo fiato e una corsa decente, ma davanti sono lontani. Quando mancano circa 500m aumento un po' il passo, arrivo in vista del Campo che conto ancora di prendere l'M55, ma davanti a lui c'è comunque un buco.
Provo a sprintare ma è un goffo tentativo, a sorpresa guadagno pochissimo e allora almeno spingo quanto riesco per evitare rientri da dietro. Sento gli zoccoli, frequenza doppia rispetto alla mia; mancano 40 metri e sto per essere sorpassato in tromba da dietro, a un passo altro da me. Finisce che chiudiamo in fila: Noire solo 3 secondi avanti (devo avergli recuperato), l'M55 e il superante, ahimè M50, infine io, che mi butto a terra e mi rialzo dopo alcuni minuti.
Scopro alle premiazioni che il mio timore di essermi giocato qualcosa di interessante con la caduta e il finale è una sensazione reale: sono 4° per un punto; nella foto i due punti persi.
Uscendo dal dramma fin qui dipinto, ne premiano comunque 5 e io oggi sono stato 20° di categoria su 37 (26.12 per poco meno di 6km), altro che podio e podio, quelli forti da cui avrei dovuto perdere nemmeno sono venuti.
La gamba destra, il femore che lamenta hanno tenuto abbastanza, tutto questo lo farò probabilmente di nuovo.

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domenica 19 gennaio 2020 - ore 5:57 PM

Bolgare

Ormai si corre per ricordare la fatica.
Bolgare non possso mancare, per via della classsifica di categoria che per varie coincidenze mi vede 4° ma ancor di più perché è un toponimo che è presente da sempre nel mio immaginario, in quanto intorno al 1975 la mia fui parte di un progetto di scambio epistolare tra bambini di città e bambini di campagna, per cui ricevevo ueste lettere che raccontavano realtà di cascina e che mi immaginavo come un mondo lontano, io che non ho mai avuto parenti in campagna.
Arrivo con comodo e prima di raggiungere il campo sportivo passso dalla via centrale per scoprire se sia rimasto qualcosa di questo mio immaginario. Nulla. Il paese è orrendamente posticcio; le solite case e villette anni '70 cresciute a caso, la A4 appoggiata, zone industriali e pochi prati a produzione.
Mi riscaldo con Gianluca, che quest'anno mi arriva circa un minutino avanti ogni volta e il prossimo anno entrerà tra noi M50; ma è costante e metodico nell'allenarsi, cossì che invecchia benone.
Parto forte per evitare il tappo della strettoia, poi il resto della gara su 3 giri è un certo calvario, per la mia scarsa condizione, per i lunghi sstratti in vialetto duro di parco su cui è già un miracolo non infortunarsi. All'ultimo km mi passa un giovane compagno di società, sempre stato dietro; ho almeno le rissorsse mentali per tenerlo 30m avanti e buttar fuori tutto agli ultimi 300m: acchiappo lui e un altro dalle ignobili movenze in breve tempo e la vera volata la faccio con un canottiere gagliardissimo, che avvicino ma non sorpasso.
Sono 11/20 di categoria e 70/115 totale (dai 18 ai 59 di età); tempo 25.17 per circa 5800m. Il Verdi 15" avanti.
Risalgo al 3° posto di categoria dopo 4 prove su 5; probabile che, con la forma che ho adesso, si tramuti in un 5° finale (uno forte che ha saltato una prova ma mi mangia 7-8 punti a prova e un altro che all'inizio andava piano ma che le ultime due volte mi ha bastonato).
Dopo la corsa mi spingo ssui colli vinicoli di Grumello a vedere, fino a San Pantaleone; orbene uesto patrono dei medici non mi salverà da un virulento virus nelle due settimane a venire (post scriptum hopefully not post mortem).

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domenica 22 dicembre 2019 - ore 8:47 PM

Treviglio liquida


Arriviamo a Treviglio dopo un intenso mese di piogge pressoché quotidiane.
Son sempre un po' rotto, la gamba destra vien dietro la sinistra solo perché ne condivide il bacino.
Il campo gara è liquido e include due lunghe pozze alte circa 30cm dentro le quali si corre a caso; i piedi prendono una botta di gelo e poi nei successivi 50m torna tutto a posto, almeno nel mio caso, quanto poroso è il fronte delle chiodate mie.
Ne viene il cross più lungo mai corso, superando per la prima volta la mezz'ora di gara. Non ce n'è lo corro bene, perché con quei muscoli flaccidi e poco allenati prendo il ritmo giusto e sostanzialmente lo tengo per tutta la gara, riuscendo stavolta a tenere dietro Christian (che però corre metà gara senza una suola, a quanto mi riporta) e a operare qualche sorpasso negli ultimi 300m.
Chiudo gli abbondanti 6km in 30.29, 14/32 di categoria e 77/140 generale, tutto sommato divertendomi e pregustandomi le lunghe ferie natalizie che da lì principiano.

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domenica 10 marzo 2019 - ore 11:06 PM

La Mandria

Non è la prima volta agli Italiani di cross, ma questa volta sono gli Assoluti, cui certo non partecipare, se non in gara master di contorno della vigilia, comunque valida come Campionato.
E' una staffetta 4x2000 (un giro del percorso degli Assoluti), che riusciamo a tenere su M50 grazie alla presenza del veloce 65enne Cialfi.
Clima superbo, Parco immenso e a sensazione superiore al Parco di Monza per contesto agricolo reale (ahahah) e per avere le montagne attaccate, la vera beltà della vecchia capitale del reame.
Il percorso è molto mosso, con due discese al guado di un rivolo secco e relative salite e tanti falsopiani. La medaglia è abbastanza lontana, in teoria, ma il nostro capitano è un sognatore, capace anche di trascinare.
Prendo il testimone (un semplice tocco) come secondo frazionista, in una giornata di buon umore ma pesanti sensazioni alle gambe. Tant'è che parto forte ma dopo 500m son già in affanno. Metto fuori comunque una certa testa e volontà, riuscendo nel secondo km forse a scaricare la tensione fisica e riprendere un po' di spinta, nonostante i polmoni stiano già gridando. Ultimo 500 abbastanza eroico, cambio a 7.32, circa quello che mi ero immaginato di poter fare. Prendo respiri immensi cercando aria per un paio di minuti vuoti.
Finiamo al 10° posto di categoria su 16, in 30.48. Ale corre il primo km alla garibaldina ma poi deve rallentare. Io sono forse quello che distribuisce meglio, ma in generale nessuno dei 4 piazza la prova da raccontare ai nipotini. Primi 3 posti oggettivamente lontani, oltre 2' e mezzo, ma sotto i 30 forse avremmo potuto arrivarci, a prendere una 8a posizione...

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sabato 12 gennaio 2019 - ore 11:04 PM

Vallone 2019

A Cittiglio dopo qualche anno di assenza. Il miglior prato di Lombardia ci accoglie senza vento e senza gelo, cosa piuttosto inusuale.
Mi scaldo meno di quanto vorrei, ma il clima è abbastanza svaccato e va bene così.
Lollino sfodera una volata ad altissime frequenze e poi tocca a noi. partenza in leggera salita e subito vado duro, ci sarà da soffrire e non sono estremamente pronto a farlo. Verso la fine del primo giro riaggancio a sorpresa la storica maglia rossa della foto, un tempo capace di prendersi il titolo M40, quando ancora la concorrenza era sfrenata. Due chiacchiere, ha un dolore, poi lo passo e allora, come è giusto che sia, si tira su e chiuderà 50 secondi avanti.
Procedo senza grandi sussulti, un pezzetto alla volta. Ultimi 200m di mestiere, quando il mestiere sarebbe almeno un km. Ne passo due di forza sull'ultimo strappo ma arriva anche uno forte da dietro che ci beve tutti.
Faccio 10° di categoria su 6km circa in 25.27; nella globale le assenze mi portano al 5° posto.
A seguire gran pranzo in agriturismo e 12 al totomichetta. Ho sbagliato solo la mia contro Castelli, che gioca ad arrivarmi 6 secondi dietro, su dolore muscolare da far passare.

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domenica 23 dicembre 2018 - ore 10:30 PM

Trediceviglio

Treviglio abbandona il Roccolo e forse è meglio così; chiudiamo un capitolo di belle gare e ne iniziamo uno nuovo, in cui arranco stanco per l'interminabile percorso, prima parte crassa di campo, con anche un tronco da scavalcare, seconda parte tenue ma solo all'apparenza, con tutti quei dietrofront tra gli alberi piantati.
Restituisco il meglio nei tecnici sueramenti del fosso; altrove manco l'appello.
Talmente ridotto da non capire quanto manca e poter quindi operare un solo sorpasso.
Ci impiego 27.34 per 6.4 km; sono 13° su 25 di categoria e perdo qualche posizione nella generale, salutando velleità di podio o giù di lì.
Comunque a due giorni da Natale è un bel salutare l'anno che passa.
Defaticamento sul percorso stesso con chiodate e soprattutto con Marco, primo di categoria e categorico nell'affermare che la strada per il successo è per me spianata. Io ne salto una ed esco di classifica; non c'è più nessuno.

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domenica 2 dicembre 2018 - ore 11:14 PM

Pioltello

L'esordio al Monga è sull'ormai confermato circuito di Pioltello, tanto ricavato nel nulla quanto a suo modo tecnico.
Parto bene per il primo dei 3 giri, tanto da superare Cantù e Avigo verso il passaggio sul traguardo; secondo giro con prime avvisaglie di cedimento e terza tornata al gancio, senza tuttavia perdere troppe posizioni.
Chiudo in 25.20, 8° su 21 di categoria, incapace di buttarmi giù dalla discesa con slancio e poi veloce ma non abbastanza da rimontare la canotta verde, giovane ed effettivamente con spunto.
Porto a casa le gambe e le ginocchia a posto; la gloria al prossimo giro.
Per ora tengo Tommy dietro, che un po' mi spiace anche.

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domenica 18 febbraio 2018 - ore 10:13 PM

Debuttanti

Ma a che velocità devo partire...?
Non troppo forte, non troppo piano. Una velocità che per un giro non fai troppa fatica; poi il secondo giro se riesci aumenti. Devi provare e lo capirai per la prossima volta.

Mi passa davanti dopo il via con lo sguardo deciso, quello che gli ho già visto alle prime in pista e che per me basta. Corre sereno e verso la fine dei suoi 7-800 imbocca il rettilneo finale ancora a buon passo. Da lontano oltre le transenne pubblicitarie lo vedo perdere un paio di posizioni per il motivo che mi confermerà all'arrivo, non avevo capito dove finiva. Tutto come da copione per noi debuttanti; quel tipetto determinato che ha dietro in foto lo prenderà, ma lasciarsi dietro un bel 30 coetanei oggi è oltre quanto mi sarei aspettato.

Il mio lo faccio alla sera, sul viale di cemento d'accesso al Giuriati: 15 volte avanti e indietro recuperando 1' da fermo.
Sono 180m e li faccio in progressione, da 36 a 33, considerato di dover saltare due ralentisseurs.

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domenica 28 gennaio 2018 - ore 10:01 PM

Tra i pescatori

A Martinengo mancavamo da 11; allora avevo corso dando tutto, una fatica che ricordo ancora, l'ansia a 300m dalla fine che non ricordavo quanto mancasse all'arrivo e l'avevo chiesto a qualcuno dei miei a bordo gara.
Stavolta è una cosa molto più rilassata. Il percorso è pesante, pieno di sassi e con un passaggio di 10m su ghiaia sciolta, residuo delle cave trasformate in laghida pesca; per fortuna i ciottoli portati lì dal Serio fanno sprofondare e quindi il tratto è meno traumatico di quanto ci si possa immaginare. Manca però il passaggio sui ruderi, la cosa più spettacolare.
Parto abbastanza forte, tanto che passo il primo giro appena sopra gli 8'. Il secondo passaggio sul campo molle del lancio gara è già complicato, rallento e vengo passato dopo poco da Skalovics, partito come sempre cauto (soprattutto arrivato in MB da Milano). Alla campanella sono sostanzialmente solo, quelli avanti scappati, quelli dietro lontani. Ho un'andatura però talmente turistica che, a metà giro, Maran mi si fa sotto e mi va via deciso. Di provare a tenerlo zero voglia; perdo 5-6" e quando siamo all'ultimo passaggio su ghiaia ho un sussulto e corro decentemente gli ultimi 2', così da rintuzzare altri attacchi da dietro e provare a riprendere l'atleta che mi separa da Maran. E' giovine però, e a 20m dall'arrivo si rimette a correre e finisce lì la storia.
Percorso corto, circa 5.8km; li chiudo in 24.39, 9° su 31.
Un'oretta più tardi sto sprofondando nelle brioches della Pasticceria di Urgnano, il motivo principale per aspettare il 2019.

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domenica 17 dicembre 2017 - ore 11:02 PM

La conversione di Treviglio

Fare punti. Solo per fare punti.
Una sei giorni tappato nel letto sperando nelle autodifese. Poi una sei giorni di antibiotico con progressivo miglioramente e il giorno dopo mi butto fuori. Per fare punti e tenere viva la speranza di chiudere un circuito di cross dopo anni. Gran sole nella via, nebbia totale già in Via Rombon. Arrivo a Treviglio che si vede nulla, parcheggio lungo il viottolo che porta alla cittadina e inizio il riscaldamento con addosso ancora il gilè imbottito. Un pezzetto per volta. Corro lentissimo cercando di ricordare, ogni tanto torno verso la macchina e tolgo uno strato, fuori siamo sul crinale dello zero. Arrivo alla partenza, comunque felice di esserci.
La gara è un correre al passo che non fa ansimare e calare troppa aria gelata nella trachea. Sembra facile e risulta nemmeno troppo difficile. Non perdo posizioni e qualcheduna la guadagno, correndo costante. Sta prevalendo la freschezza sull'inadeguatezza muscolare, tanto che all'ultimo giro mi permetto anche di pianificare il sorpasso alla fila di 4 che mi precede. Memore di aver tratto qualche vantaggio sullo strappetto e soprattutto sulla discesa tecnica del secondo giro, attacco sulla salitella ed effettivamente vado via. Solo uno mi tiene, giovane, fa lo stesso gioco con me e all'ultima curva, 100m dalla fine, mi va via abbastanza facile. Non reagisco perché probabilmente le gambe sarebbero troppo molli, perché non porta punti e perché soprattutto non devo dar fastidio alle mie vie, respiratorie.
Sono comunque 8° di categoria su 28 in 25.45 e salto 5°, sommando le prime due prove.
Poi si va al pranzo Sociale, meno indimenticabile di altre volte ma buono per riconciliarsi con la vita fuori.

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domenica 3 dicembre 2017 - ore 8:46 PM

Till the end of cross

A 49 anni e 2 mesi esordisco nella categoria M50, come da tradizione del Trofeo Monga, che si svolge a cavallo di due annate ma fa riferimento all'anno in cui avviene l'ultima prova, ovvero il 2018.
Ci arrivo bene, il miglior momento di forma dell'anno, pure con una decente convinzione nei miei mezzi che però, per onorare la nuova età, si accompagna a una pianificazione che vorrebbe essere saggia: non farsi male alla prima. E le preoccupazioni pre-senili non son proprio infondate, visto che la poca pioggia ha lasciato un terreno duro, con in più 200m circa su fondo stradale sterrato ma più duro del cemento, un fosso troppo ampio per essere saltato e che richiede di buttarcisi dentro e risalire, la collina 937, quest'anno affrontata con una docile salita in erba ma una discesa piena di sassi e terminante con altra superficie spaccatendini.
La gara si svolge quindi con buona spinta e la giusta cautela nei tratti sopraelencati. Come previsto le gambe si muovono solide, muscoli finalmente pronti allo sconnesso. Da metà circa in poi ingaggio uno scontro spesso fianco a fianco con un atleta di Zelo che non faccio mai passare e che riesco a staccare negli ultimi 500m, finale in cui in verità opero diversi sorpassi. La cauta discesa dalla Collina non mi consente di evitare di venir scavalcato da un giovinotto, imberbe Assoluto, in coda al quale entro dalla porticina wonderland che immette sui 100m finali di prato. Va via credendosi ma gli mangio metà del divario e basta così.
Tempo finale di 25.59.60 che il chip arrotonda in 26.00, quella roba che una volta volta che andavo forte facevo sempre 58-59 adesso faccio sempre 00-01. Bah.
Sono 8° di categoria su 35, non male salire sul Treno dei Saggi.

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sabato 25 febbraio 2017 - ore 11:29 PM

Non mi trovo (in classifica)

Vabbe' domani mattina se la notte non porta troppe grane esco e vado a correre. L'intenzione fare un'improvvisata a Vimodrone al Cross per Tutti e poi tornare indietro.
Ma che settimana.
Quel mal di gola con cui ho fatto gara senza mollare un centimetro per quasi due settimane sabato scorso scoppia. La mattina della Domenica sono un fantasma. Sudori freddi e giramenti di testa, non mi vesto sino a che mancano 10' all'appuntamento che, se non fosse proprio qua sotto, avrei già desistito. Un bivio. Lo prendo. Un quarto d'ora dopo sono al bar di Gabriele per il caffe' benaugurante, ma scendo dalla'uto che son sudato e non so perché. Quasi me lo bevo e torno a casa a piedi. Poi vince lo stare insieme e il provarci. A Lissone c'è nebbia e siam tornati vicini allo zero. Il percorso uno sballo, pure con il GPM che, posizionato 400m dopo la partenza, premia il primo a scollinare nel giro iniziale. Ale ci proverà, con occhi spiritati, finirà secondo, sorpassato a un metro dalla meta.
Mi scaldo senza togliere il gillet fintopiuma, per dircela. A passo dell'oca. ma al via sono stranamente carico, troppo, faccio pure qualche allungo. Poi si spiega: ho dimenticato di mettere il chip. Commetto l'errore di correre a prenderlo sperando di fare in tempo, senza valutare l'ipotesi di correre senza, che scoprirò dopo essere prassi (qui) tollerata. Torno al via già in acido, con gara già partita e giretto di lancio completato. Non mi resta che aspettare maurizio e correre questi 6km tranquillo con lui, che comunque non voglio forzare per non dilatare troppo i bronchi e conciarmi peggio.
Stiamo sotanzialmente insieme tutta gara, con io che recupero al GPM e poi perdo qualcosa dopo. Corro a un passo allegro ma comunque bene, per dire Tommy sarà sempre solo una ventina di secondi avanti. Mentre corro decido di camminare gli ultimi 200m per segnalare la mia presenza fuori gara, per cui lascio andare Maurizio ma poi, quando sopraggiunge l'acclamato Cecco e vedo che c'è ancora un passaggio finale al GPM, mi unisco a lui ancora fino alla discesa e poi finalmente deambulo sereno fino all'arrivo. Arrivo peraltro splendido, in morbida leggera salita.
Finita gara mi spiego ai GGG, i quali sembrano comprendere la natura spontanea dell'abbandono e apparentemente  consentono di tenermi, già ampiamente autopunito, in gara, per farmi fare qualche punto ed avere le 5 prove su 6 necessarie.
Macché. Finisco squalificato e basta. Nel frattempo mangio niente, dimentico il gillet alla tenda, il pomeriggio cado nella dolce trappola del nenne che mi porta in giro in bc per 2 ore buone fino all'Idroscalo, per cui dal giorno dopo si manifesta in tutta la sua virulenza l'esserino che passeggia sulle mie tonsille. Sono ancora impestato 5 giorni dopo, ma dopo 4 giorni in casa oggi ho pedalto e pattinato un po' e star male per star male ora me ne vado a letto e domani chissà.
Altrimenti ciao, Corso Venezia.

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domenica 5 febbraio 2017 - ore 11:15 PM

Scoppiettante

Sveglia alle 6.30 perché stamattina si svolta. Un bel bicchiere di tisana (aka brodo di tartaruga) e via per Paderno, dove con le Supernova ai piedi comincio a girare tra paese e periferia, fino a che, dopo pochi minuti di corsa, vengo raggiunto da un ragazzo locale con il quale, complice il passo uguale, concordo di unirmi per parte del suo lungo in preparazione di Padova. E' una bella compagnia da 4.40, che passa per la gradevole villa del paese e poi si spinge lungo il Canale Villoresi.
Al minuto 40 lo saluto e torno indietro, non del tutto memore della strada. Un quarto d'ora dopo, quasi perso con principio di rassegnazione ad arrivare a giochi già partiti, incontro fortunatamente una podista che mi instrada, così da rientrare all'auto dopo 61', con buoni 13km in saccoccia.
Giusto il tempo per andare al tendone, asciugarmi, bere un po' di acqua e melassa portata da casa e mettere le chiodate, unirmi ai compagni per il riscaldamento e partire.
Oggi con la scusante del mettere km me la prendo comoda, il percorso ha quella salita verso la Milano-Meda che fatta 2 volte per 3 giri richiede di tenere da conto quel poco di freschezza che rimane. Primo giro comunque passabile, in coda a Tommy, che poi lascio andare per proseguire su un passo da medio. A metà dell'ultimo, appena prima della salita, Maurizio di affianca ma, sia in salita sia in discesa metto qualche metro che poi difendo nei 600m finali, in cui passo anche altri 3 atleti, in verità abbastanza cotti (si parla di girare a 4.25-4.30).
Fanno 27.04 per 6km forse abbondanti, posizione 26/62. Il mio rivale stavolta è già in doccia, al mio arrivo, Tommy appena 20" avanti a me. Dopo 4 prove sono 14° e mi basta chiudere uno dei prossimi due per rimanere nei 20, probabilmente intorno al 16°, tanto per.
Poi si mette a piovere, ma il mio è finito: circa 20km senza che il tendine abbia battuto ciglio.
Dopo aver impastato la pizza mi merito il GGG, in Bicocca con il Nenne, in mezzo al vero cinema di esseri urbani di ogni tipo e taglia di vaso per popcorn.

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lunedì 30 gennaio 2017 - ore 9:28 PM

Brutto brutto

Ho scelto la foto più brutta di una brutta gara, su un percorso in realtà splendido come tracciato e altimetria, pessimo come fondo ora che non piove da mesi e che comunque le querce han fatto il loro dovere di nascondere buche e radici. Insomma portare a casa la pelle e stavolta ho rischiato pure di lasciarcela, quella parte indurita di tessuto chiamata tendini.
Chiodi del 9 che sarebbe stato proprio farne a meno, per una volta, magari anche solo usando le scarpe senza metterli, una via tra trail e cross.
Tendine d'Achille che quando scendo dall'auto duole e non si sa perché, visto che non corro da tre giorni e di dolori nemmeno l'ombra, fino a questo risveglio. Sarà il presagio.
Parto deciso ma van tutti come treni. Poi cominciano le salitelle e i cambi di direzione, patisco tutto e di più, non riesco mai ad attaccare e così per 3 giri. In realtà la sensazione è di star facendo fatica ma di andare anonimo, non male. Tengo qualcosa per gli ultimi 500 nervosi e riesco a ricucire con la fila di 5 all'imbocco dei 100m finali dritti e piani. Renato mi grida di andarli a prendere ma tutti allungano; ora che prendo buona velocità riesco a passarne uno (di categoria) e arrivare a pochi centesimi da un altro, però più giovane. Il 28/71 di categoria dice tutto, preziosi punti lasciati per strada (rimango 12° ma solo per qualche assenza) e il tendine d'Achille destro che bestemmia, oltre a polmoni in crisi per los forzo finale.
Tempo che a sua volta dice tutto: 26.00 (nemmeno un 25.59...) per 6km tondi, preso oltre un minuto da quelli con cui guerreggiavo a Cinisello, il mio rivale 963 di quest'anno che pur avendo corso a sua volta male mi sta di nuovo davanti; ho visto pure uno straccio di video in cui muovevo una gamba ogni 2 secondi circa.
Un po' di tè e torta paesana e, non appena tutti smontano, rigurgito corsa esplorando l'altra parte del Bosco, 36 minuti morbidi mentre i più piccoli chiudono le gare di giornata.
Domenica pomeriggio non riesco a scendere le scale, ma ghiaccio e arnica sembrano fare miracoli: lunedì mattina sono quasi come nuovo.
Domani però si salta, cambia poi poco, s'è visto. Inoltre Domenica ci sarebbe da rimettere i chiodi, visto che porta pioggia per l'intera settimana.

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lunedì 16 gennaio 2017 - ore 10:23 PM

Grugnodritto

Sono stretto tra l'Imam di Lissone e quello di Carugate, ma sono giovani e poi almeno uno lo passo; quello che mi lascia secco è il mio coscritto che, dobbiamo esserci superati più e più volte durante la tortuosa gara, ai 100m sbuca da dietro con un passo da duecentista e saluta tutti.
Prima è stato essere benaccolti su un campo gara organizzato al meglio, con un gelo tendente al freddo e quindi sopportabile, un sopralluogo sul tracciato, vario come dev'essere, tra prato, terreno agricolo, bosco e parti dure in calcestre.
Calzoncini, nuova sottomaglia 2017 e mi sento di partire deciso per arrivare all'imbuto senza troppe chiusure. Luciano la pensa ancora meglio e quindi per tutto il primo giro sono dietro a inseguirlo, a una decina di metri. Mai visto correre così una campestre. Tommy credo sia dietro di poco, Simone è stato a vista per un po' poi se n'è andato; ancora più avanti, di un bel tocco, Peppe.
Corro bene e i continui cambi di direzione e terreno mi rendono facile il lavoro; soffro sulle misere salitelle, sarà il carico di km o non so, ma vedo che Luciano le supera molto meglio di me. Meno male che ci sono anche discesine. Comunque sia, nel corso del secondo giro mi rimetto davanti io e al terzo ne ho per aumentare un po' e recuperare altre posizioni, cosa non impossibile, al passo che è sì migliorato, rispetto a Cesano, ma non è ancora proprio élite.
Aspetto la boa dalla quale mancano 400m alla fine e poi attacco, recuperando un paio di posizioni fino al momento della foto.
Circa 5400m in 22.17, 4.06 al km; 16/67 di categoria, spiace che il 14° e 15° siano avanti pochi metri. Comunque risalgo al 12° dopo 2 prove e metto dietro alcuni che a Cesano mi erano finiti davanti. Insomma come da programma sono cross da correre bene per raggiungere la forma.

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domenica 8 gennaio 2017 - ore 4:06 PM

Ost-Berlin

A 366 giorni dall'ultima gara con i chiodini sono di nuovo al via. Mancano circa 6 gradi allo zero termico, anche se il sole cerca di salire, seppur con la grande fatica del primo gennaio di Trump, quello del negazionismo climatico. Per cui scaldarsi serve solo a far girare il sangue nelle vene. Il terreno è duro e gelato, chiaro e privo di vita, sicuramente  riporto degli scavi decennali di questo distretto industriale dove BASF e vernici speciali governavano; mi giro lentamente su me stesso ed è Germania Est: i profili delle fabbriche, la vegetazione spoglia, il cielo bianco e il centro sportivo donato alla popolazione locale in cambio delle vite di uomini e donne.
Primo km intruppato, attento a non stortare le caviglie tra le buche cementate dal freddo; Tommy e Anselmo sono con me. Alla fine del primo giro Anselmo ha mollato e Tommy è lì, anche se gli si è slacciata una delle scarpette bianche da pista. Continuo a danzare pesante tra una buca e l'altra e verso la fine del secondo giro non riesco più a tenere Tommy, lascio che se ne vada.
Terzo giro è roba seria, nel senso che esce l'affanno del cross e non ce n'è per cambiare. Però qualche posizione la recupero, fisiologicamente, tanto che guarda te spunta Lucky che sapevo essermi davanti. Su una delle ultime salite lo passo, poi tengo per i 300m successivi e, al termine dell'ultima salitina, corro finalmente gli ultimi 200 in discesa come si deve. Incurante delle buche mi butto a tutta e ne passo 4 stando largo, due dei quali mi avevano superato proprio all'ultimo giro.
Fanno 5.8k in 24.43, 12" peggio di Tommy e 9 meglio di Luciano; sono 18° di categoria su 54.
Polmoni freddi per l'aria spinta dentro a forza, ci vogliono 10' per riprendersi bene, ma gambe e tendini senza segni, anche il giorno dopo.

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mercoledì 6 gennaio 2016 - ore 9:30 PM

Campaccismo

Uno spettro s'aggira per i dossi del Campaccio.
La gita è sostanzialmente intesa come:
- preparatoria all'esordio al Monga
- nostalgica antalgica
- guardona delle gare serie
- sperimentale per lanciare la campagna treno+bc+gara
Parto da Dateo, 10' scarsi pedalando da casa; così nella pelle che arrivo 20' prima.
Scendo a Canegrate e prendo la strada, pure ciclabile, che porta in pochi minuti al Campaccio.
Così presto che sono tra i pochi a non fare coda al pettorale.
Mi scaldo in pista, piano pianino e a lungo, prendo posto per tempo per scampare gli annunciati 400 partenti di batteria e poi inizia.
Lancio di gara galleggiando tra la folla, ma appena il terreno si fa campestre le caviglie affondano, non san più come fare; al tornante prima dei dossi son già a frenare per non franare. Primo giro comunque dignitoso, con la forza pure di smadonnare con uno che vorrebbe tagliarmi all'interno in salita (ahi poi lo farà comodamente sul piano).
Passo in 8.28, che sarebbe anche in linea con i miei saperi attuali; però ormai ho dato molto e i due giri succesivi passeggio, trovandomi pure un paio di volte a camminare qualche metro per riprendermi. Scorrono in 8.49 e 8.32, con 1000 finale in 4.12 a recuperare 7 delle oltre 50 posizioni perse, incluso un dignitoso rettilineo di arrivo. Chiudo in 25.53, 83° di categoria, ben oltre la metà.
Espettorare il termine che descrive i minuti successivi; sarà stato anche quello, ma caviglie da riapprontare.
La potenza di Marta Zenoni, la consapevolezza di Nadia Battocletti e la classe di Imane Merga.

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lunedì 9 febbraio 2015 - ore 10:21 PM

Non omologabile

Causa vento. Che affligge un assolata mattina di pieno inverno, di quelle da stare dopo gara a godersi il sangue ripetere il giro scaldandoti come un buon rosso.
Così si parte alla garibaldina, in tanti che non siam più abituati, sperando solo di non cadere, sensazione che dopo la prima salita si trasforma in un speriamo di avere gambe per altri venti minuti.
Stavo meglio a Castiglione, si capisce subito, la sferzata del vento sul fondo del Vallone me lo ricorda e incide. La neve è poca e anzi tiene lontano il fango, ma i nastri volano felliniani ed è gara a non ingarbugliarsi, a tenere d'cchio i picchetti rimasti a segnare la traccia. A metà del secondo di tre giri sto già pensando a una scusa per fermarmi ma resisto, ci ripenso, mi attacco alle belle parole di Noire che mi passa e che nel tratto controvento mi perdo. La seconda parte dell'ultimo giro ritrovo un po' di orgoglio, con le gambe già andate. Affronto la salita finale da ultimo giro di un miglio, composto, sprezzante. Recupero 5-6 posizioni con i giusti tempi e chiudo in 26.39 30esimo di Categoria su 67, che sarebbe anche Campionato regionale Individuale.
Intanto è andata, senza lasciare tracce, un allenamento collinare per uno che al vento può chiedere poco.
Il Monga 2015 mi vede 18esimo di categoria con una prova saltata, livello che mi avrebbe consentito di stare nei primi 6-8 tranquillamente, con qualche allenamento alle spalle (Gerosa finito 4° oggi era solo 9" avanti).

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venerdì 30 gennaio 2015 - ore 2:37 PM

Le pozzanghere di Castiglione

Sono lì tutti gli anni. Anche se non piove da un mese ci sono sempre. per me ci sono anche ad Agosto, su quel rettilineo che si percorre durante la volata e nel tratto iniziale di corsa, dopo una breve gimkana su prato. E se va bene (o forse male) sono ghiacciate.
Ho preso da qualche anno, da quando ho poco da dare, l'abitudine di giocarmi buona parte delle carte nei 300m iniziali, per passare nei primi 10 ed evitare di doverci affondare dentro, soprattutto da quando un anno ho potuto esaminare il contenuto verdastro del liquido che le riempie, immagino un misto di letame a spruzzo e vita che ci cresce dentro.
Così anche stavolta, disallenato ma per fortuna senza affezioni laringee, ci ho provato e la gamba girava pure niente male. Così ho proseguito, buttandomi per la discesa e arrivando alla piana sottoterrazzo niente meno che in coda a marcofantone. Poi da lì un naturale rifiatare, subire il sontuoso sorpasso del Vanetty e di alcuni altri, ma senza mai smettere di fare una cosa vicina al correre, che non mi riusciva da tempo. Sulla risalita del terrazzo guadagno qualcosa, poi sulla piana mi passano le prime due donne e altri due atleti, che riesco a tenere non troppo lontani. Sul secondo e ultimo passaggio della salita mi avvicino a quello dietro, appena in piano gioco d'anticipo e lo passo. Bello sarebbe andare a prendere anche l'altro, ma le dannate pozzanghere non consentono di lanciare una vera volata e con quel che ho mi ci avvicino soltanto, a un paio di secondi. L'altro finisce 4" dietro me, che poi vedo essere lo stesso finitomi alle spalle a Treviglio.
Solita meraviglia di prato umido nella parte bassa, quest'anno anche appena morbido, facile da correre, tanto che scendiamo a defaticare appena finita la gara. E andrei avanti tutta la mattina.
Percorso sotto i 6, circa 5.8, ma almeno si ricomincia a vedere il 24 davanti (24.28).
Risalgo 18° della generale, per le tante defezioni.
Leggera gastroenterite infrasettimanale, per non farsi mancare niente e non sia mai che si possa entrare in pseudoforma.

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martedì 20 gennaio 2015 - ore 11:37 PM

Un movimento lento

Non ancora in giornata, ma almeno volenteroso.
A Treviglio han tagliato tutta la parte di melgòt, la terra sassosa arata del mais, solchi profondi dove l'unica è avanzare, han tagliato pure la parte di bosco sul terrazzo fluviale dell'Adda, per cui rimangono uno zigzagare per prato di medio scivolo e il brivido dello strappetto con relativa discesa e salto del rivolo. Da fare 4 volte.
Partenza dignitosa, primo giro mezzo minuto più veloce dei successivi 3 e abbiamo detto tutto.
Musica tremenda ad accompagnare, in particolare Bomba.
Faccio gara di contenimento e soprattutto di allenamento, subendo 3 sorpassi a giro e puntando Ettore che oscilla tra i 5 e gli 8 secondi avanti. All'ultimo giro lo perdo definitivamente ma lo trovo a bordo pista strappato, quando mancano 200m e gli altri 3 che ho qualche secondo davanti ne han persino più di me sulla chiusura. Che oggi non ho ancora.
Tempo di 27.12, 12/26 di categoria.

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