Non è in programma, non ha senso ma è il caso di farlo.
Il Corrigiuriati torna ad essere anche serale (così si dice, ma che io corro era già stato ridotto alla sola sessione delle 13).
Stasera insomma, quella che dovrei rifiatare dopo gli ultimi due allenamenti provanti. Però è un'occasione speciale, segnarsi a referto un privilegio.
Ho giusto il tempo di correre un chilometro di riscaldamento che si parte, siamo solo una quindicina. Dopo 50m sono ultimo, visto che non strafaccio? Li lascio andare, 1.41 ai 400, 4.02 ai 1000.
Corro tranquillo ma anche così le gambe un po' tremano. dai non farà male. Il Presidente e un ragazzo in maglia nera sono gli unici a tiro, una trentina di metri avanti. Passo al 2000 in 8.00, la maglia nera un filo più vicina. Anche oggi ho il mio obiettivo di giornata. Ai 400 finali aumento un poco, è a tiro, ai 300 lo passo e aumento ancora un po', ma sempre in controllo, che dopo c'è da correre ancora. Chiudo in 3.51 l'ultimo mille e 11.51 è il mio tempo sul 3000, assolutamente rispettabile, unitamente al penultimo posto.
Il tempo di mettere una seconda maglia e riparto in ottava corsia. Poche storie, ci si ferma solo allo scoccare dell'ora, che ci vorrà una quarantina di minuti abbondante. Il passo arriva velocemente a 4.40, poi 4.30 e poi meno ancora, anche se gli ultimi 10' sono un po' faticosi di testa.
Prima corsia per i 600 finali, corsi in 2.31.
Sveglia alle 8, che fretta c'è. Colazione a pane e marmellata e tè. Lascio che il Nenne si svegli da solo e poi partiamo in auto con la bc sua nel bagaliaio. Organizzazione certosina, lontana dai miei canoni, tutto quanto di meglio per limitare le soste e gestire facilmente le poche previste in modo tale che io possa continuare a correre e non fermarmi mai.
Dopo due km figlio già capottato, tra l'asfalto e lo scalino che separa dalla corsia sterrata. Poco male, s'ammacca solo la mia borraccia nuova d'acciaio (dalla quale scoprirò essere impossibile bere in corsa senza compromettere i denti).
Si riparte. Siamo in missione. Sfioriamo la pista dopo S. Giorgio, dove scorrono rumoreggianti German Style.
Poi via per la parabolica sicuro che non arrivino macchine?
Porta di Vedano e poi fino a Costa Alta, Allo scoccare dell'ora la prima pausa Nenne. Si riposa e rifocilla mentre io corro intorno alla cascina per una decina di minuti sul prato, mi fermo qualche secondo a bere il miscelone di acqua, melassa, limone e zucchero di canna. Si riparte, tornando indietro e prendendo per San Fedele. Nessuna idea precisa dell'andatura, qualche segno su asfalto mi dice che potremmo essere sui 4.50. Si chiacchiera, si vede il tempo passare. Si promette la sosta successiva all'ora e cinquanta di corsa. Attraversiamo tutta la zona tra Cavriga e Giardini della Villa, risaliamo il Lambro passando accanto al Ponte delle Catene e infine tiriamo oltre il Cantone fino a fermarci di nuovo dagli animali del Colosio, giusti a 1.50.
Il Nenne è abbastanza cotto, lo siedo su un tronco a mangiare e bere mentre improvviso un percorso abbastanza accidentato tra prato asfalto e fango. Sono abbastanza in trance, sento che sto andando oltre e il fallimento è dietro le spalle. Ripartiamo a 2.02 e dopo qualche minuto i saltelli allegri cominciano a chiedere il conto, ma solo un po'. Insomma dalle 2.10 è un correre da ultimi 10 di Maratona, ma è solo una sensazione, le gambe vanno comunque. Detto i minuti al figliolo per tenerlo con me, ma in realtà è solo un po' stufo di stare in sella. Per fortuna vuole passare il Ponte delle Catene, cosa che gli manca, e risalire ancora il Fiume.
Arriviamo sul Cavriga a 2.17 e al parcheggio di Villasanta a 2.19. Lui si ferma, io corro ancora quel minutino che manca.
Strava del mio telefono, portato dallo scudiero, dice 24.7 a 4.38 di moving time, con 26' di soste (in cui io ho corso). Come sempre troppo ottimista, saranno 10/km in più sicuro, ma comunque, fatti i dovuti conti siamo, tra 29 e 30km.
I segnali buoni sono le relativa freschezza finale, dimostrata dalla buona reattività in curva e dalla tranquillità con cui cammino e salgo le scale tornando a casa. E con cui, due ore dopo, porto il Nenne in monopattino al Coro e la sera vado alla vecchia casa in bc.
Martedì mattina ho un appuntamento alle 11 in banca.
Mi trovo qualcosa da fare prima. Palla. Ho fissato in banca proprio a quell'ora perché prima ho da fare.
Parco Lambro. In giro gran vecchietti passeggiatori ma anche corridori, cui rubo parole mozze mentre passo a fianco.
1. Il Moratti l'avevan messo lì perché alla Saras faceva danni.
2. Ueh ciao Caimano! (non a me)
3. Vedi come corrono quelli che corrono (questa per me da ammrevoli jogger che han fatto la guerra, mentre arranco verso l'ora di corsa).
Modalità ripetitiva, il giro da 2460 per 4 volte più zonzo di avvicinamento e di rientro.
Sole in faccia, quasi caldo, come da tempo non.
Arrivo ai primi segni in terra che son già pesante, sicuramente la Domenica non è ancora del tutto digerita (ma si chiama carico e va bene così); la cosa buona è che son convinto di stare sui 5/km e invece sono 4.30. Cerco di regredire un po' alla volta nel corso di questi benedetti 10k segnati, per cui riprendo la via di casa che il crono segna 45.50. Poi come al solito la maledetta testa fa il suo e per la sola allegria di aver fatto anche questa i marciapiedi finali torna una certa verve.
Sono 82' che, considerato il passo medio, dovrebbero aver messo via quasi 18km e un principio di amicizia con le Supernova, tipo volpe e principe che si annusano.
Sveglia alle 6.30 perché stamattina si svolta. Un bel bicchiere di tisana (aka brodo di tartaruga) e via per Paderno, dove con le Supernova ai piedi comincio a girare tra paese e periferia, fino a che, dopo pochi minuti di corsa, vengo raggiunto da un ragazzo locale con il quale, complice il passo uguale, concordo di unirmi per parte del suo lungo in preparazione di Padova. E' una bella compagnia da 4.40, che passa per la gradevole villa del paese e poi si spinge lungo il Canale Villoresi.
Al minuto 40 lo saluto e torno indietro, non del tutto memore della strada. Un quarto d'ora dopo, quasi perso con principio di rassegnazione ad arrivare a giochi già partiti, incontro fortunatamente una podista che mi instrada, così da rientrare all'auto dopo 61', con buoni 13km in saccoccia.
Giusto il tempo per andare al tendone, asciugarmi, bere un po' di acqua e melassa portata da casa e mettere le chiodate, unirmi ai compagni per il riscaldamento e partire.
Oggi con la scusante del mettere km me la prendo comoda, il percorso ha quella salita verso la Milano-Meda che fatta 2 volte per 3 giri richiede di tenere da conto quel poco di freschezza che rimane. Primo giro comunque passabile, in coda a Tommy, che poi lascio andare per proseguire su un passo da medio. A metà dell'ultimo, appena prima della salita, Maurizio di affianca ma, sia in salita sia in discesa metto qualche metro che poi difendo nei 600m finali, in cui passo anche altri 3 atleti, in verità abbastanza cotti (si parla di girare a 4.25-4.30).
Fanno 27.04 per 6km forse abbondanti, posizione 26/62. Il mio rivale stavolta è già in doccia, al mio arrivo, Tommy appena 20" avanti a me.
Dopo 4 prove sono 14° e mi basta chiudere uno dei prossimi due per rimanere nei 20, probabilmente intorno al 16°, tanto per.
Poi si mette a piovere, ma il mio è finito: circa 20km senza che il tendine abbia battuto ciglio.
Dopo aver impastato la pizza mi merito il GGG, in Bicocca con il Nenne, in mezzo al vero cinema di esseri urbani di ogni tipo e taglia di vaso per popcorn.
Ora si spegne la luce.
Ha piovuto 3 giorni.
Domani sveglia presto, un'ora di lungo a Paderno e poi cross; chiodi da 11, ovvero 12 consumati.
Giovedì sera tendine che ha sopportato 61' in pista a 4.30, di cui 5000 finale in prima corsia in 22.16. Sempre in controllo.
Buonanotte.
Entro in pista che ancora il cielo mostra cose e pure belle. La cotta di domenica è sostanzialmente recuperata, dopo 48 ore. Primi 5 minuti per riaccendermi e poi giro 63' cercando il famoso passo facile, che sullo sterrato si traduce in passaggi di circa 5.36 al doppio giro e 4.30 al km negli ultimi 20 minuti spesi in pista (3000 finale in 13.08).
Mi fermo che sarei andato avanti ancora tranquillamente, il fiato è assolutamente facile.
Continua quindi la ricerca del passo con il quale affrontare Milano: queste ore corse facili potrebbero anche essere il mio fondo lento, stando calmi, facciamo 4.40. Ora serve sperimentarlo almeno sulle 2 ore, un Gorgonzola andata e ritorno, su.
Ai piedi le Supernova, alle quali comincio ad abituarmi, nonostante abbiano nullo sostegno plantare interno e il mio anomalo piede destro, un po' meno arcuato, tenda leggermente a pronare.
Guarda se uno a mezzanotte deve scendere in cortile a lavare il sale dalla suola Continental. Guarda.
Uscita di giovedì spostata a venerdì, pure a tarda ora. Esco senza voglia alle 8 di sera. Fa freddo, è già il freddo della notte. In giro solo gente a pisciare il cane e lavoratrici dell'Esselunga che fumano il rientro a casa appiccicate al telefono per sentirsi più sicure, nel Ventura Design District.
Dieci volte il Giro la Gatta, nella direzione che meno affatica il mio piede destro. Prima volta con le Supernova su asfalto, faticoso stare in equilibrio, con questa massa gommosa che va un po' da tutte le parti, soprattutto nella breve discesa. Comunque comode.
Montagne di sale ovunque, cerco di correre dove ce n'è meno ma è un'impresa.
Impiego 46.38, circa 4.40 a giro. E' un passo che viene naturale ma che, sarà il carico, costa comunque fatica. Insomma non è ancora quesllo che dovrebbe essere il ritmo Maratona, facile ma non dispendioso.
Considerate andata e ritorno sono 65' e 14 km.
Vado a prendere il nenne a scuola, una delle cose che mi mancano, lo riporto a casa e corro a correre, ancora vaga luce nel cielo invernale. Verrà il giorno che potrò portarmelo dietro, anche se ora il bambino costa 2.5 €.
Parto con Tommy che però dopo un po' si staccherà per fare dei 400. Dopo poco siamo già a 4.40; appena sono solo aumento ancora un po', alternando giro sterrato e pista. Prendo sul doppio campestre tempi di 5.30-5-35, circa 4.30-4.35 al km. Appena prendo i tempi in pista sono subito a 4.20.
Ai piedi le Supernova, con quel tocco di falsa lanetta che cerco di farmi piacere (erano quelle meno brutte e le meno care) e un impatto a terra piuttosto morbido, da verificare su asfalto; così ovattato che un po' il piede bascula e il destro tende un po' a cedere verso l'interno.
Al minuto 47 torno in pista, prendo la prima e corro un 3000 per chiudere. Non spingo, solo lascio andare un po' le gambe, fanno 12.44.
Totale di un'ora precisa, quella ce l'ho facile.
La respiro bene e ne mancano solo un paio, di ore.
Non vorrei avere problemi e finire così.
We don’t want our runners like weight lifters, we don't like our runners like gymnasts; we want them like ballet dancers.
(Arthur Lydiard).
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La maggior parte delle foto che mi ritraggono sono tratte da podisti.net
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