Resterà un bel ricordo di Emilio Sr. e me che corriamo sotto al diluvio mentre Baglioni ci aspetta con mantella da supereroe, ombrello familiare e The caldo.
Ce la godiamo ed entrambi ci diamo un obiettivo minimo che manteniamo al secondo; io 11.59 e lui 12.59.
I miei split sono 3.58, 4.05, 3.55.
Ecco il 3000 in 11.20, ordinato e disciplinato.
Parziali da 3.43, 3.49, 3.47
Poi corricchio una decina di minuti e infine
3x2000 con Akko e Olga sua amica, 8.30, 8.23, 8.02, recupero 3' corricchiando.
Finalmente un po' di chilometri senza aver voglia di smettere.
Quasi pronto per il Miglio, nonostante roba densa nel naso e nella gola.
Una serale del Corrigiuriati con qualche presenza in più del solito. Siamo in 8 per il 3000, meglio di quando eravamo in due...
Corro come avevo sperato, sui 3.50/km senza sbiellare, prima volta con gambe recuperate.
Tengo Skalovics e amica dietro a farsi tirare fino al 2700, poi lei molla e invece Stefano mi passa. Non ne ho per rispondere facile e quindi non sforzo, nonostante sia anche per me un bell'ultimo giro.
Chiudo in 11.32
Cielo grigio e aria ancora pregna dell'incendio alla Bovisasca, clima postatomico e caldo.
Gambe non proprio al meglio, a sensazione, ma leggerezza dello stare insieme agli amici ormai di 15 anni, come 15 e anche più hanno i giovani protagonisti del 400 ragazzi e del lungo, che viene nettamente vinto dal maggiore dei baldobrigtsen, con 5.60.
Il nenne si difende nei suoi 400, in bello stile; soprattutto si piace e prende tanti applausi, come anche nel lungo, a 2.85.
Atterro anch'io, meno elegantemente e meno di un metro oltre, le misure che facevo a 11 anni, verso i 3.50.
La portata però più ricca, nella mia testa, è quel 3000 che sarebbe sì lui la mia distanza.
Ci arrivo con discreti allenamenti alle spalle, meno di qualità dello scorso anno ma comunque dignitosi.
Al via lascio andare ma non troppo, primo 1000 in 3.36 (che non guardo), proprio il punto in cui Paolo e Stefano Z si riprendono le gerarchie scavalcandomi. Non sono alle corde e per un attimo mi viene da seguire Paolo, che vedo meno brillante di altre volte. No, meglio portare a casa un buon tempo, mollo un poco ma tenendomi leggero, 3.46 il secondo.
Ora sono lì in gara, non so a quanto sto andando ma vado bene, ho anche superato Gallo e dietro non sento nessuno. Spingo l'ultimo 400, ai meno 200 guardo ma il crono è sul parziale chilometrico e dice 3.00. Cerco di chiudere in 3.40 ed è quello che accede, ma il totale è beffardamente oltre gli 11 anche stavolta, a 11.03. Buonissimo. Sono 9° di società e 2° di categoria.
Embe' dopo 20 giorni mi ributto.
Da 2-3 giorni la schiena non manda più allarmi.
Vado al Giuriati ripromettendomi di correre mezz'oretta senza cadere nelle tentazioni dei tentatori ma commetto l'errore di presentarmi alle 18.58, giusto in tempo per essere convinto da Alessandro, reduce da un bel 3.25 alla Merdathon.
Parto con un solo giro di riscaldamento per correre a 5/km. Con sua moglie (3.29, una dura). Dopo 400m chiacchierando lei rimane indietro e io mi presento al 1000 in un dignitoso 4.15. Proseguo e chiudo il 3000 in 12.24, senza mai spingere ma con le gambe da subito sensibilmente molli.
Poi un altra ventina di minuti di campestre con Alessandro e figlia ragazzina, sui 4.50.
Ennesimo 3000, ormai la distanza che misura da circa un anno il livello della mia quasi sempre precaria preparazione.
Di puntare ancora l'under11 non è cosa. Corro a sensazione senza guardare il tempo e chiudo in 11.25
Passaggi di 3.49, 3.53, 3.42.
Pochissimi riferimenti, se non un malallenato Borraccino che incredibilmente si lascia superare a un paio di giri dalla fine; le fredde serali invernali del Corrigiuriati si confermano poco frequentate e inadatte a cercare di tirar fuori i tempi.
Il prossimo verso 11.10 eh, per intanto c'ero alla Prima del Corrigiuriati 2008, 22° assoluto.
Dopo la gara un po' di giri di pista allegri con l'ex 800ista Giuseppe, l'Ingegnere.
Poi dopo perderò male la volata della staffetta svedese con Ale (un misero 1.12 con la scusante aggravante di partire mentre mastico l'ultimo boccone di una portentosa crostata ai frutti rossi), totalizzerò 5.90m nel peso da 5kg (dopo aver fatto ben meglio nel riscaldamento, che ora so essere il momento in cui consume forze che serviranno dopo), ma il 3000 è venuto proprio bene, con la giusta determinazione e il giusto distacco.
Parto che per 300m sono il terzo della fila degli under11. Poi come dev'essere divento a breve 6°, anzi 7°, visto che il Baldo Giovane, piuttosto esuberante, spara subito tutte le sue cartucce.
Non guardo mai il crono, vedo che Paolo è avanti ma ben visibile e questo basta a capire che il ritmo va bene. Passo senza saperlo ai 1000 in 3.37. Poco dopo ripasso Baldino e sono 6° (incluso Mauro che sta facendo la lepre). I maurizii non si vedono non si sentono, saran dietro qualche decina di metri. Continuo senza sprecarmi, il secondo 1000 dice 3.44 e il terzo lo corro, sempre da solo e forse un po' meno leggero, pur sempre con le forze di riprendermi l'ultimo 400 in 1.23 e chiudere forte in 11.00, 5° di Società e 2° di categoria dietro Fantone, secondo solo a Peppe.
Prove Generali per i Societari del 21 Ottobre, dove già il podio di categoria è bruciato in partenza.
Parto i soliti 100 da buffone appena dietro il Vignaiuolo, poi mi lascio sfilare e passo comunque 3.49 al 1000. La fetta centrale è rallentata dal timore e dalla scelta di accodarmi a un ragazzo che mi passa, supponendo a quasi ragione di prendere così un treno buono. Invece lui rallenta, passiamo 3.58 (che io non vedo non voglio vedere, lo scoprirò dopo) e alla campanella, dopo che sul rettilineo l'ho finalmente mollato per involarmi, mi chiede conferma che manchino 2 giri (cfr. foto). Andiamo bene.
Così mentre io prendo una decina di metri di vantaggio lui si resetta e ai 150 sferra l'attacco. Tengo la curva ma poi mi va via. Mi riavvicino sul finale e sono appena dietro, con lo stesso tempo di 11.31.
Daniele vince in 10.14. Mauro sull'orlo di una crisi di nervi. Tutta scena.
Torno al Meeting di Cernusco dove corsi il mio primo e unico bel 1500 9 anni fa.
Questa volta lo faccio un po' da Dirigente Accompagnatore, visto che arrivo prima a ritirare i pettorali degli amici 800isti e sto lì a contarmela su per tutta la serata fino a quando tocca a me.
Mi scaldo con Lorenzo l'infermiere, che correrà la terza batteria, quella in cui avrei voluto essere anch'io, mentre invece mi mettono nella seconda, a rischio di esserne il più scarso.
Stare sotto agli 11 sembra difficile ma me lo pongo come obiettivo.
Succede che parto deciso e poi mi accodo come viene, a un ritmo che sembra essere quello giusto per non stramazzare, visto anche il gran caldo.
Occhio sul crono al 1000, sono a circa 3.48, peggio di quanto mi sembrava di star correndo. C'è poi che un atleta dall'andatura e dal respiro pesante già da un po' è quello che seguo, ma ogni volta che cerco di passarlo sbuffando aumenta, per cui il secondo km lo faccio quasi tutto dietro di lui, finendo per correre praticamente a 4 al km, fino a essere raggiunto e superato da Ettore, non certo sul suo terreno.
Vaso quindi colmo e cambio passo, mollando Ettore e lo sbanfo. Ai 300 sono dietro uno che stava abbastanza avanti; lo supero ma lui reagisce e si mette dietro. Lo sento che ne ha e ai 150 mi ripassa. Provo a tenerlo ma le gambe non ci sono più; faccio quel che posso ma finisco due secondi dietro, in 11.20.20, acido e respiro cortissimi inclusi. Tempo modesto ma prevedibile, con la costante di tutta la stagione, ovvero sempre poco sopra le soglie psicologiche (insomma 11.19 mi avrebbe fatto vedere spiragli di futuro atletico...).
Circa 55' di corsa stasera, che c'era il 3000 del Corrigiuriati.
Riscaldamento decente, un po' di lento in compagnia e poi qualche andatura e diversi allunghi.
Il clima peripiovoso aiuta la mia indole.
Si parte e prendo la testa, cosa che mi ero appunto messo in capa nel corso delle ultime ore.
Anche perché nessuno schizza via.
Passo in 41" ai 200 e in 2.06 ai 600. Primo km in 3.37, dietro e non proprio attaccati gli altri.
Proseguo, un giro alla volta, sapendo che non durerà.
Al 1000 sono comunque ancora avanti, in 3.37, anche grazie alla reattività delle Aero.
Il secondo km è il presagio dello stop; lo corro bene ma il tempo cala vistosamente; passo in 7.30, significando un modesto 3.53.
Sempre solo al comando; dietro cincischiano ma intanto io me la godo.
Ai 2200 sono ancora solo ma sto scomponendomi come un Goldrake assalito da un mostro a testa di serpente. Mi fermo e cammino una cinquantina di metri, mentre dietro un folto gruppetto mi passa in tromba. Sono in controllo delle mie intenzioni, vorrei correre ancora, dopo.
Riparto con la corsa abbastanza celermente e chiudo il terzo km in 4.03, sosta inclusa, che fanno 11.33.
Un bicchiere di tè e riparto con corsa lenta insieme a Stefano Z, come sempre pronto a presentarsi alla maratona cittadina, ne ha saltate quasi nessuna.
Un quarto d'ora di corsa dopo la fine del 3000 mi fermo, aspetto un minuto e parto per i 200.
Solidi, oltre le aspettative, con recupero di 60" da fermo.
36.8, 37.5, 35.8, 36.6, 35.1
Potrei andare avanti ma sento i polpacci ormai duri; corro altri 3 giri di pista tranquillo e la chiudo.
Non è in programma, non ha senso ma è il caso di farlo.
Il Corrigiuriati torna ad essere anche serale (così si dice, ma che io corro era già stato ridotto alla sola sessione delle 13).
Stasera insomma, quella che dovrei rifiatare dopo gli ultimi due allenamenti provanti. Però è un'occasione speciale, segnarsi a referto un privilegio.
Ho giusto il tempo di correre un chilometro di riscaldamento che si parte, siamo solo una quindicina. Dopo 50m sono ultimo, visto che non strafaccio? Li lascio andare, 1.41 ai 400, 4.02 ai 1000.
Corro tranquillo ma anche così le gambe un po' tremano. dai non farà male. Il Presidente e un ragazzo in maglia nera sono gli unici a tiro, una trentina di metri avanti. Passo al 2000 in 8.00, la maglia nera un filo più vicina. Anche oggi ho il mio obiettivo di giornata. Ai 400 finali aumento un poco, è a tiro, ai 300 lo passo e aumento ancora un po', ma sempre in controllo, che dopo c'è da correre ancora. Chiudo in 3.51 l'ultimo mille e 11.51 è il mio tempo sul 3000, assolutamente rispettabile, unitamente al penultimo posto.
Il tempo di mettere una seconda maglia e riparto in ottava corsia. Poche storie, ci si ferma solo allo scoccare dell'ora, che ci vorrà una quarantina di minuti abbondante. Il passo arriva velocemente a 4.40, poi 4.30 e poi meno ancora, anche se gli ultimi 10' sono un po' faticosi di testa.
Prima corsia per i 600 finali, corsi in 2.31.
Allenamento collegiale del Corrimi che cade di giovedì sera e quindi mi ci aggrego. Quattro gatti, a ben vedere. Alla partenza del 3000 veloce c'è solo Ale che scappa, dietro rimango subito io solo, intenzionato a correre sui 3.50, se ci riesco. Passo secondo al 1000, in 3.53, poi il secondo va in 3.54, senza gran fatica. Davanti Ale è scomparso già dal primo giro, mentre dietro sento passi avvicinarsi; potrebbe essere uno dei due Maurizio e invece è un ragazzo con la maglia arancione che alla campanella mi supera di buon passo. Io di mio sto già aumentando e riesco a tenerlo per circa 150m, poi allunga ancora e mi scappa via. Poca voglia di dannarmi, se non che ai 100 ci provo, ma ormai è avanti una ventina di metri e recupero quasi nulla, finendo in 11.31 (ultimo in 3.45).
Correre un 3000 alle 9 del mattino non è decisamente quello di cui avrei bisogno; peccato perché la staffetta di Seggiano ha un percorso tanto brutto quanto affascinante, ovvero prendersi una pista sorta miracolosamente ai margini di una fetida zona industriale, costruirci un quartetto di atleti quarantenni di livello quantomeno regionale e offrire al resto della compagnia non solo un cross per i campi residui, ma anche questa strana gara su asfalto.
Rientra il Dorino, dopo qualche anno di assenza, nel fior dei 67 anni; emozionato come all'esordio, mi dice, se la prende subito con chi non l'ha messo nella staffetta forte degli over 40, la mia, età media comunque 53 anni. Finirà come sempre per aver ragione, perché impiegherà 20" meno del nostro atleta più lento, anche lui da tempo fermo. E' tutto nella testa, mi ribadisce; mi chiede, mi guarda, mi fa capire che anche lui pensa che qualcosa di più lo potrei fare.
Parto per ultimo a giochi fatti, quarti siamo e quarti resteremo, seppur secondi degli over 40. Parto con zero forza nelle gambe, legnoso già nel provare qualche allungo. Parto però sereno, grazie anche alle scarpe leggere, che in giornate del genere sembrano togliere il peso della vita. Comunque vada mi terrete compagnia alla Stramilano, è con voi che me la voglio giocare. Bidoni dipinti di nero ogni 500 metri, molto in stile con il paesaggio. E' tutto un seguire conetti che delimitano il tracciato tra i viali delle industrie, senza guardare il tempo. Mi sembra di andare, nonostante tutto, davanti compare la bc di Salvatore che mi accompagnerà per buona parte del tracciato. Ai 2000 aumento un po', sul lungo rettilineo, fosse una di quelle giornate proverei a fare a gara con lui. Entro in pista e chiudo i 300 finali in spinta decente. Stizzito leggo 10.54, perché mi aspettavo una quindicina di secondi meno. Poi mi passa, oggi va benissimo prendersi questo. Poi accompagno un settantenne che chiude la staffetta, per gli ultimi 500m, insieme ad altri compagni. E' tranquillo ma gira voce che alla partenza non stesse troppo bene, allora si fanno 2 chiacchiere con lui, su passo proprio facile e lo si accompagna fino all'ingresso in pista. Conclude tranquillo, tra un mesetto lo aspetta la Maratona, ne ha già corse alcune. Qualche minuto dopo il malore, negli spogliatoi, la caduta, l'elicottero e l'ambulanza che arrivano, ma son passati già una ventina di minuti e lui è in arresto cardiaco. La società. Il fornaio, il fabbro, il cuoco, il neurologo, il cameriere, il linotipista, il bancario, l'anestesista, la psicologa, il messo comunale, il vigile a piedi, il vigile a cavallo, il parrucchiere, l'avvocato, l'operaio. Il cardiologo. Gli salva la pelle, in quei 20 minuti che aspettiamo che atterrino.
La mia piccola quota di sangue abruzzese è confortata dal rientro del socio rosetano, un po' meno dai suoi piani, prevedendosi un 3x3000 abbastanza difficile da digerire; su pista poi. In realtà verrebbe troppo lungo per il tempo che l'intervallo mi concede. Così ne faccio 2, cosciente del parziale nonsense, ma così è la vita. Domenico è a corto, Domenico ne vorrebbe fare 3, Domenico ne farà pure lui 2 e buona che li finisce.
Corro senza guardare il tempo, se non al primo km del primo 3000. Poi basta.
Esce 11.26.91, recupero 3' alternando corsetta e passo, 11.26.94; più noia che fatica, gambe e testa per la 3a prova ci sarebbero anche state, seppur a fatica.
Oggi le A1, con cui mi piccherei di correre la Stragotham City, non mi hanno supportato troppo, a differenza di altre volte; saran le caviglie stanche dei cross, ma mancava la leggerezza richiesta.
"Nelle trasmissioni televisive con intervallo si indica un vuoto nel palinsesto, in passato riempito con musica e immagini, oggi con spot pubblicitari."
Un tentativo all'anno mi pare doveroso, poi la forma e' quella che e' e non ne verra' fuori nulla di buono, ma un tentativo almeno si. ciao, daniele (non mi serve il tomtom per arrivarci, posso farcela di mio).
Così mi scriveva una settimana fa e così oggi eccoci al Corrigiuriati, con io che gli avevo promesso di arrivare insieme al 2000 per darci sostegno per il tentativo che, forse occorre specificarlo, è il 9 davanti. Onestamente non credo proprio di avercelo nelle gambe ma velleitariamente dichiaro di voler almeno battere il 6.43 del 2000 di vecchia data. Ma cazzo se andavo allora, ho capito oggi. Non c'è rassegnatezza e sto un po' caricando ultimamente. Il treno non c'è bisogno di farlo, basta il Direttissimo di Cristiano, che dopo la solita sparata dei primi 100m mette il pilota automatico e Daniele riesce presto ad agganciarsi. Io passo 3° al 1000, dietro di una cinquantina di metri, nel 3.29 che mi comunicano al traguardo. Dietro sento qualcosa che ricorda delle chiodate un po' pesanti. Vabbè proseguiamo ma che fatica, che gambe di balsa. Passo metà gara e riesco a convincermi che forse posso arrivare al traguardo, ma quando ai 2260 fatico a stare dietro a Stefano che mi ha passato da un centinaio di metri, mollo la spugna, con il crono intorno a 8.10. Ormai giravo sui 3.45, distrattissimo. Dopo una ventina di secondi passa Claudio e mi rimetto per chiudere e non pensarci più; finisco il giro tranquillo e poi provo almeno a fare un giro finale dignitoso, in cui recupero Elena e cerco di tirarla per lo sprint finale. Segno 1.10 e 11.11 di totale, qualche secondo davanti a Skalovics, impegnato nell'ultima prova di un 4x3000. Ma l'obiettivo di giornata lo portiamo a casa: 2 vasi di marmellata di rabarbaro e il cam-peone che chiude gara appena dietro Cristiano in 9.56 senza provare quello che forse sarebbe anche riuscito a fare. Adesso mi faccio un 400 con le chiodate gli faccio, dopo qualche giro in chiacchiere. Decide di seguirmi, stesa corsia, la terza. Sarà che ho il terrore di perdere anche questa ma passo forte ai 200, mentre lui dopo pochi metri molla perché quando ti ho visto partire con quella falcata ho pensato che non è cosa per me. Ai 250 comincio a vedere panda sui pioppi che circondano il campo e decido di chiudere al 300; poi però per la prima volta della giornata ci metto un po' di maroni e affronto sto benedetto rettilineo finale. Controvento. Accorcio la falcata ma proprio perché le gambe non salgono più e non che la frequenza aumenti anzi, ai 20m finali, vedo lucky quando s'inchioda e m'accompagna per questa agonia che riconosco avere la sua forza. 1.05.0. Poi festina per i 60 anni di un ragazzo e meno male che si riesce a mettere qualcosa sotto ai denti. E un goccio di Marzemino.
Tenuto conto che avrebbe dovuto piovere anche oggi ma invece son riuscito a prendere la bc. Tenuto conto che per una serie di motivi son riuscito a prendermi un'ora di permesso. Tenuto conto che fino a Martedì sera mi faceva male sotto al piede. Tenuto conto che fino a stamattina a scendere le scale i garretti erano ancora doloranti dal Cross della Vernavola. Tenuto conto che oggi fossi stato da solo avrei corso una mezz'oretta di lento svogliato. Tenuto conto che mi son scaldato 5'. Tenuto conto di tutto questo ho corso in piena lucidità, sorridente e senza ammazzarmi 3020m su sentiero in 10.49, circa un 3.35/k.
E' la Corsa in Maschera per dare un segnale alla malavida del pm10 e a quei cialtroni di amministratori che san solo dichiarare Milano Loves Fashion. Tutti con le mascherine offerte da un Docente di Chimica, per il primo giro di pista; poi 4 giri esterni del Giuriati sul pezzo residuo del Percorso Rizzo. Giro in pista piuttosto rilassato, a parte Cristiano che se va subito. A inseguirlo il gagliardissimo Cialfi, l'unico da cui non voglio essere battuto oggi, visto che ha pur sempre 57 anni anche se è in formissima. Dietro un gruppetto in fila di cui tengo il 2° posto per il primo giro lungo. Corro tranquillo senza menate, immagino intorno ai 3.40 (in realtà un po' più veloce). Al giro successivo quello che ho davanti molla e lo passo ma arrivano da dietro anche Stefano e Luca, insieme ai quali ci lasciamo alle spalle anche Cialfi, partito troppo generosamente. Mi metto dietro ai 2 scalmanati, ma a parte Luca che è di altra categoria anche Stefano pare decisamente in palla e me li lascio scappare. Il passo che sto tenendo mi appaga, vedrò se all'ultimo giro saranno ancora a tiro per sperare in un recupero (cosa per la quale non desidero dannarmi). Al penultimo passaggio son dietro circa 5". Alla campanella il divario è cresciuto ancora ma proseguo tranquillo per la mia strada, anche perché sono due ottimi finisseur e in volata farei fatica a lottarci. Veramente mi godo le gambe fresche e l'allenamento in quanto tale, senza strappi (ci vuole pazienza). E dirò di più: è un piacere vedere Stefano sgambettare così davanti a me, io che credo di non essergli mai finito dietro. Un doppiaggio complicato in zona pozzanghere segna la fine di ogni velleità agonistica, per cui concludo il giro con passo costante, che onestamente avrei potuto tenere almeno per un 5000. Vince Cristiano in 10.22 veramente passeggiando per la seconda metà di gara. Dietro come previsto Luca in 10.33 regola Stefano a 10.35, poi ci sono io quarto in 10.49, con una ventina di secondi credo sui successivi partecipanti. Il panda ci guarda dalle tribune e scatta qualche foto mentre consuma il suo panino. Fan proprio bene queste garette; da solo nemmeno 3x1000 mi sarei fatto a questo passo e non avrei firmato per Piazza Lavater.
Mica noi, collezionisti di piccoli errori. Parlo del correre un 3000 in pista a 35 ore da una gara collinare di 8km (distanza peraltro che a questo punto dell'anno non stimola certo la componente veloce). Arriva anche stavolta lo zio, mentre sono lì a dormicchiare sul prato dell'Arena non del tutto convinto a partire. E quindi mi convinco. Nell'attesa delle 10 di sera, ora dello sparo, abbiamo tutto il tempo di goderci il grandissimo primo rettilineo del panda (no non può essere lui quello, zio - ti dico che è quello, levriero), mentre del rallenty balistico angosciante degli ultimi 50m ci racconterà lui; goderci anche gli ultimi 50m di lucky, mentre dello sleeping 400-600 ci racconterà anche stavolta lui. Nel riscaldamento ho gambe affatto dolenti, ma poi in gara un po' alla volta l'accumulo del giorno prima si fa sentire, perché lo zio parte forte e io non lo seguo ma nemmeno voglio stare troppo distante, così che passo al 1000 in 3.24, e lui mi sa almeno 3.22. Calo un po' e procedo nei miei giri, ormai convinto che sia una gara da finire senza portare danni e basta. Il fiato c'è, le gambe girano sui 3.30-35 ma non ho il cambio di passo, come è normale che sia. Cerco di pormi come obiettivo almeno i 2 che ho appena davanti e che mi hanno sorpassato al 1500. Li tengo a fatica; verso il 2000 li passo da pazzo nel rettilineo d'arrivo controvento e pago al punto che se ne vanno e non li seguo più, se non nell'ultimo 200 che cerco di finire decentemente, e arrivo a poco più di un secondo dal più vicino. Con il crono un po' di sfortuna, questi 2 giorni, tanto che il 10.30.35 mi rode un po' perché un bel 10.29, tempo comunque inutile, mi avrebbe rallegrato un cicinin. Lo zio finisce a 10.13, felice e senza la bambola della volta scorsa, così che stavolta a mangiare la pizza si va tutti. Risveglio senza dolori, oggi, bel segno. Come test (del cazzo) direi che è andata bene, anche se avrei preferito correre costante. Vedremo se entro fine estate limerò solo 10 (minimo) o magari anche 20. Ah prima di andare a correre sono andato a firmare eh. E poi gli ho chiesto, visto che era una sede di PD Ma anche la Lanzillotta ha firmato? Han farfugliato via qualcosa ma era tardi e avevo da andare all'Arena a firmare pure là.
Stamattina ho provato un new deal della corsa, uscendo alle 6.30 dopo il risveglio di Emilio; 48' totali con corsetta e poi 4 volte questo circuito (770m in 3.20) che ho diviso in 4 tratti alternando sprint (delle 6 del mattino, si fa per darsi un tono...) e recupero. Facciamo che sarà meglio cercare un po' di tempo per correre alla sera eh.
Ce ne andiamo a Novara, io e il Panda, in questa Domenica piovosa. Il Campo sportivo è bellino, con prato alto intorno, e la pista di quelle dure e scivolose, veloce. Al sabato mi sono concesso una mezz'oretta di corsa lenta, passando dalla pista dei cavalli del Trotter, così, in piccolo pellegrinaggio, chiudendo poi con 5x100 in allungo; la cosa sembra aver giovato, lasciando muscoli abbastanza reattivi. Il pomeriggio è lungo, ma passa velocemente guardando le gare degli altri e il 150 del Panda, unica gara del programma per cui salta il Timer... Poi lo svago viene anche dall'incontro con Zagarino, mio compagno di società che mai avevo incontrato, classe 1940 napoletano di Napoli, centometrista chiacchierone, che però a un certo punto interrompe la conversazione perché vado a iettar o' pees, da atleta polivalente qual è (poi il Panda lo incontra gli chiede com è andata e la risposta è so' 7 chil e miezz o' pees... A chiudere le 2 serie di 3000; la prima viene vinta in 8.16, con Scapini 4° in 8.23. La seconda è la mia. Sui tempi di presentazione l'unico vagamente di riferimento per me è un 9.51, che potrei guardare da dietro. Ha il pettorale 376 e al via lo cerco con lo sguardo; è un ragazzino che avrà 16 anni e non oso chiedergli che tempo voglia fare, mi sento un po' ridicolo; tanto ridicolo che quando il Giudice chiama il mio nome gli rispondo 376 invece che 361... Al via scattano quasi tutti come molle, e io che vorrei tirare fino ai 2000 a 3.20 son subito indietro, 41 ai 200 e poi 3.23 al primo mille; decido che è comunque un buon passo per puntare ai 10.09, anche perché sto correndo bene, da solo. Verso i 1500 mi sorpassa un atleta da dietro, faccio un giro dietro lui a fatica e poi all'improvviso sembra cedere, tanto che lo ripasso per non rischiare il solito secondo km lento.
Invece, nonostante le sensazioni, passiamo ai 2000 in 6.50, e addio tempone. Continuo senza andare al delirio, fluido, in uno stato di piacere poco faticoso ma con la sensazione che appena al di là ci sia l'inferno. Ai 600 dalla fine allungo un po' il passo, sperando di schiodarmi o di essermi schiodato l'altro atleta; ai 400 il crono fa 8.56 e allora dovrebbe arrivare almeno il Personale. La corsa è sempre composta ed efficace, ma un cambio netto di passo non arriva; il rettilineo finale non richiama le fibre veloci, e ai 20 metri vengo affiancato e passato abbastanza facilmente dall'altro, ma io sto correndo per il mio tempo e per quello vado. Finisco fresco in 10.14.41, che come altre volte forse avrei fatto meglio in un 5000, ma son tutte illazioni. Il tempo va benissimo, con tutte le recriminazioni del caso che saltellano qua e là, ma sto proprio bene, nel fresco della sera. La navigatrice del Panda ci riporta a casa mentre mangiamo Savoiardi (sardi di Fonni, i migliori, altroché), e anche la sera, dopo cena, continuo a meravigliarmi del benessere che la gara ha infuso nelle gambe, fresche come non mai, strano effetto di una gara comunque tirata; oggi stesse sensazioni. Adesso il dilemma diventa, 3000 o 5000? Sembra l'anno del 5000, in realtà.
Il poco che mancava era la giornata brillante, tipo ieri, che ti svegli c'è alta pressione e il bluesky, e sei tutto un circolare di forze; oggi un po' gnegne invece, con sonno alterno e gamba debole, perché il 3000 gli voglio tanto bene e un po' mi richiama le paure, come tutte le cose belle. Poi alla partenza mancavano diversi dei forti, e temevo di dover far gara da solo, magari con un fenomeno sconosciuto davanti impossibile da seguire. Invece si parte e davanti scatta un piccolo ma lesto atleta, mai visto; io gli sto dietro, visto che ai 200 passiamo in 40, e va bene. Alle spalle sento un altro che ci segue, e si va via così, 3.25 ai 1000; l'ordine non cambia, stiamo incollati, nessuno alla morte. Il secondo mille come spesso succede è più lento, 3.29. Io nel frattempo comincio a pensare cosa sia meglio fare, all'avvicinarsi degli ultimi 2 giri. Non faccio niente; rimango lì, anche perché in testa è partita una leggera progressione, e c'è ancora un po' di vento che cambia direzione all'improvviso. Ai 400 non ho la testa per prendere l'iniziativa, non ho la chiarezza di idee per sapere se riuscirei a tenere un giro forte, e poi mi preoccupa un po' il terzo, che non molla, e nemmeno so che faccia abbia. Ai 100 il conducente sembra non averne per cambiare passo, ma sbuca il terzo, che ci supera entrambi; io mi metto dietro, con un attimo di ritardo. Rimango alle spalle di 3-4 metri e parto; è un buon cambio di passo, ma non uno di quelli che a volte stupiscono anche me. Rosicchio qualcosa, ai 50 sono ancora dietro 2 metri; aumento, non riesco a strappare ma riduco; non c'è più luce, grida Galeazzi. Un ultimo colpo di reni e sono secondo, a circa 20-30 cm da lui. Non crollo a terra, e avrei continuato per altri 20-30 metri così, ma non avevo il cambio secco. Il tempo è qualcosa tipo 10.16.80- 10.17; facciamo 17, che non mi piace, così al prossimo 3000 di Aprile posso fare meglio. Ringrazio il terzo, che chiude a 10.18, e scopro che entrambi i compagni di podio sono dell'Euroatletica. Si chiacchiera un po' e mi dice che al 5000 se voglio mi tira a 17.30, perché in realtà ha tempi ben miglior dei miei, 35 nei 10k, 17.10 sui 5000. Non sono scontento, e poi a vincere si rischia la paranoia. L'importante come sempre è essersela giocata, e poi è pur sempre il mio personale, 7" meno di 2 anni fa, e probabilmente migliorabile.
Foto gentile concessione della Lucky family (il 3° è il biancorosso, gli altri son doppiati)
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(Arthur Lydiard).
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