21km - la distanza

martedì 7 novembre 2017 - ore 9:03 PM

Orgullo

La zanzara.
Ha piovuto due giorni e lei ce l'ha fatta. E sbuca verso le 4 del mattino. Alle 6 suona la sveglia e chiamano dall'altra stanza, che fa freddo e non si riesce a dormire. Alla fine alle 6.50 glorioso esco.
Giro 6 volte intorno al Poli, da 5.30 a 4.50 alla volta. Rientro che son passati i desiderati 40'.
Questo circumnavigare pesa, saranno le Rider che proprio no (devo smettere di usarle per senso di colpa verso i soldi versati) ma l'asfalto di primo mattino non è cosa per i miei tendini; non appena passo al tratto sterrato, comunque duro, raddoppio velocità ed energie. Basterebbe ci fossero 800m sterrati da qualche parte vicina, in questo maledetto plateau di avanzi di idrocarburi.
Dopo colazione via in bc, suona la canzone delle 8.57 sul telefono, l'orgoglio di una nazione sul falsopiano di Piazza Duomo, tiro come un ladro ed è bellissimo timbrare alle 8.59.

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giovedì 25 maggio 2017 - ore 11:08 PM

Ars et Labor

L'ultima (forse) con i calzoncini della Spal, che in realtà son proprio comodi anche a correre.
Con aglio fresco e pinoli in borsa, pronti per costruire il pesto del ricarico, entro in pista convinto sia già partita la campestre da 3000 ma anche stavolta mi blindano sono là non sono ancora partiti. Diniego. Gli dico che muoro se parto così dopo 7 giorni di ferma. Prendo a scaldarmi in ottava. Fatti 200m passo di lì e c'è Baglioni. Ecco, era come quando Pietro era alle gare, son persone alle quali non puoi dire di no, sono i coach di Coney Island Baby.
Mi fermo e aspetto il via, giusto per aggiungere uno agli arrivati.
Sono 600m in pista e poi 4 giri fuori, che corro ligio lungo il sentierino tranne scoprire dalle foto del turno meridiano (l'avevo dimenticato) che si può tagliare dal prato.
Comunque fanno 12.58 correndo comodo e senza allungare nel finale. Non proprio il passo a cui scaldarsi ma almeno questa parte è andata. Due chiacchiere veloci poi risalgo il rettilineo per far partire i miei 500.
1.46, 1.46, 1.43, 1.44, 1.43, 1.43, recuperi di 2' tornando quei 100m fino al via
Non sprinto mai di forza, son sempre conscio che dopo che ne saranno altri; il fiato recupera velocemente, le gambe un po' meno, forse anche per via del 3000.
Comunque gran roba.

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martedì 9 maggio 2017 - ore 9:20 PM

Sunny

Piano per fare 14km domenica:
- correre oggi, martedì, almeno un'ora
- dormire bene (notte passata mezza insonne scalciato da quattrenne)
- farsi passare il dolore al bicipite femorale
- ricordarsi in gara che sono 17' ogni 4km e mi rimane un margine di 30"

Per cui mi prendo ROL e alle 16.45 sto pedalando sotto un caldo sole verso il Giuriati. Oltre la ferrovia il cielo è nero, si minaccia il mio piano. Entro al Campo che inizia a piovere nel vento. Tempo però di uscire cambiato che il peggio sembra passato, le nuvole stanno andando a sgonfiarsi da qualche altra parte ed è ancora sole.
E' una seduta finalizzata a girare e girare, abituarsi. Per cui dopo 5' in pista prendo il campestre, arrivo presto sui 5.26-5.28 e vado avanti per un'ora, fino a quando, mentre affronto l'ultimo pezzetto di prato, mi salta il muscolo addominale, quello del Famoso Dolorino al Fianco del Corridore. Ancora pochi metri e smetto, fa proprio male.
Per cui ai punti sopra aggiungiamo:
- farsi passare il dolore al fianco destro

Il femorale per fortuna ha tenuto bene, rimane un fastidio ma non sembra che la corsa lo aggravi.

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mercoledì 5 aprile 2017 - ore 11:52 PM

Milano parte 2

I've come a long way,
And never even left Milano.

Dal 21 al 25 scorre come miele, grandi viali alberati, uno scorcio dello stadio tanto per, niente vento e quella sensazione di poter andare all'infinito in uno spazio tutto sommato inesplorato; indietro non si torna. Poi c'è questa cosa della sostina ogni 5km dalla quale mente e corpo sembrano trarre linfa. Mi fermo mentre l'orologio segna 1.56.59. Mentre bevo passa Anselmo, era dietro una decina di secondi e mi chiama a sè, ci vediamo tra poco gli dico.
Torno a correre che lo vedo, una quarantina di metri avanti. Temo per un po' che mi vada via ma la distanza è sempre quella. Nel frattempo la città si è fatta conurbo e vecchi borghi, mi dedico a cercare di tirarmi dietro un paio di maratoneti e riportarli su un gruppetto avanti, un possibile branco con cui fare un po' di strada. I miei inviti e il mio cercare l'aggancio in modo graduale funzionano per me ma non per loro. Quelli cui mi accodo sono in buona parte cesenati, in trasferta, a conquistarsela. Passiamo da Trenno vecchia, mood di paese che acclama i passanti e li festeggia. Bello. Sfioriamo per l'ultima volta il Parco al 27 , poi via a tenersi stretto il gruppetto fino al 30, 2.21.53. Sono troppo distratto, me la sto bevendo e lei si beve me, goccia a goccia, senza che me ne accorga. Ne sa molto più di me di quanto ne sappia io di lei. Trovo Frazzei, sempre un sorridere, salto l'acqua per prendere i sali e i sali non ci sono o me li sono sviati. Uno dell'assistenza mi dice più avanti, ma voleva dire il 35, probabilmente. Lì mi gioco diverse carte, non ho la lucidità al limite di tornare indietro, mi bevo un fondo di bottiglia che mi passa Anselmo, in piccola crisi, rifuto uno dei gel che tira fuori dai suo calzoncini dove ci sta di tutto (pure il telefono con cui ci ha preso l'istante del pre-gara), insomma ne sbaglio una in fila all'altra. Mi dico che al 35 son solo 5 km e lì finisce e poi lì ci sono i gel dell'organizzazione, sempre che servano.
Ripartiamo.
Al 31 per la prima volta mi fermo a camminare qualche metro fuori dai ristori, poco dopo che mi ha passato Cesare con i palloncini del 3.20. Avanti Anselmo cammina fuori gara, sembra quasi voglia fermarsi. Mi manca un po' di convinzione ora, ma riesco a dirmi di correrne uno alla volta e poi fermarmi qualche secondo, perché il passo è ancora quello da 4.45, sono le gambe che, dal 32 in poi, cominciano a indurirsi e le energie a mancare.
Fino al 33 è un continuo alternare passo e corsa, superarmi con Anselmo che fa la stessa cosa ma si ferma in punti diversi. Siamo abbastanza comici, io nemmeno troppo abbacchiato; sono in una roba che non è mia e per questo non le chiedo troppo. Poi ho tanto vantaggio ancora per stare sotto alle 3h30 e vedo che ogni km passa poco sopra ai 5 minuti. In fondo Piazzale Accursio, il rientro e soprattutto so che poco dopo c'è il sovrappasso del Portello, dove sta questo 35 che aspetto.
Cammino, corro, salgo il passaggio sopra la circonvallazione e intorno a me van tutti più piano; scendo ora verso la Fiera e ancora vado più forte degli altri ma i piedi pestano sto pavimento che è troppo duro, cammino, riparto, ecco il ristoro. Prendo un gel e acqua, passo camminando il cartello e con tutto sto casino ho fatto 5k in 26.44 incluso lo stop. Sono al centro di una cipolla con ancora un sacco di strati profumati, posso prendermela comoda e perdere altri minuti per strada.
Sono 2.48.38 che sono in gioco. Mi mancano 7km. Niente.
Niente. Le gambe non ripartono. Cammino sotto il Portello e nemmeno la Visione di Barac con il cagnulìn che mi dice di correre, nemmeno quella. Poi mi rimetto e ci provo. Alla prima rotonda, Piazzale Chiesa, sono di nuovo vuoto. Cammino, corricchio. Arrivo al 36 che ci ho messo 7 minuti. Riprendo a correre ma ora ho i polpacci che si fanno duri e non si sciolgono. Così anche il femorale. Soprattutto le caviglie, non snodano più, sono come saldate alle gambe, una sensazione mai provata. Cammino, quello riesce, anche se un po' rigidamente.
Andata. Sciolgo subito i sogni di tempo e non va male, anche perché trovo un compagno di nordic walking, passato troppo svelto alla mezza e ora crollato. Lo consolo, sono in vena. Ci facciamo 2km camminando a 10' l'uno, come da manuale della passeggiata sportiva. E' spuntato il sole e non sono quasi sudato, potrebbe andare molto peggio. Potrebbe piovere o tirare vento. Passiamo davanti alla Triennale e sbuchiamo al curvone dove i miei, reduci dal ristoro, aspettano con acqua e tifo da stadio. Ho ancora voglia di sorridere e scherzare.
Cammino un altro km, sullo sterrato del parco Sempione dietro al Castello, una parte che sognavo di correre, quel calcestre che ho pestato tante volte. In Via Legnano provo a corricchiare.
Due passi di corsetta, due passi camminati, due passi di corsetta, due passi camminati.
Supero un passeggiatore ridendo e lo rassicuro. Rido di me gli faccio.
Ora va meglio, un po' alla volta i muscoli si sciolgono ed è corsetta lenta ma continua. Arrivo al ristoro del 40 e mi fermo a prendere i sali. Mentre bevo sento un gran colpo alla schiena e mi cade liquido dal bicchiere. E' un cazzo di staffettista con la maglia EA7 che infoiatissimo travolge chiunque pur di bere e proseguire. Mi prende pure a male parole. Gli tiro addosso l'integratore rimasto ma ormai è fuori tiro e mi mostra il medio. Un altro mi fa andiamo a prenderlo.
Ricomincio a correre, sulla salita del Fatebenefratelli. Correre eh, proprio. Però lo stronzo ha un discreto vantaggio e non riesco a prendergli metri, inoltre il polpaccio si indurisce nuovamente e rallento un po'. Sulla discesa però riparto e ora sto bene. Incredibilmente bene. Arriva in un lampo il km 41; il crono, che fino a poco prima mi serviva per curiosare la possibilità di arrivare entro le 4 ore, dice adesso che il tetto è di 3.45. E sto correndo, adesso proprio veloce, senza alcun dolore, il doppio di quelli che ho intorno. Prendo la salita dei Bastioni di slancio, scendo, ho un largo sorriso in volto. La curva in fondo, dove temevo di lasciare le anche, lascia solo il piacere di vedere in fondo il traguardo e andarci incontro correndo sotto al sole, a zigzag tra quelli che, beati loro, han corso fino a ad allora e giustamente preferiscono salutare.
Sono 3.42.45 di real time. Lo so che questa sembra invece unreal, ma ho preso 8.30 circa dal km 40 alla fine (in effetti un compagno risuperato al 41 finisce 80" dietro e a quelli passati ai -100m di secondi ne rifilo 7 e 9. Per quel che vale.
Ritiro la medaglia dalla signora, cammino fiero fino alla sacca, bevo sali, mangio una banana, incontro Simone al PB, cambio la maglia senza sedermi, che metà di quelli che lo fanno gridano di crampi.
Passeggio fino a Porta Venezia e torno a casa in sella alla mia cavalla a due ruote.


continuato da qua

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martedì 28 marzo 2017 - ore 9:15 PM

Un dono

La migliore prestazione italiana maschile sul Miglio appartiene a Gennaro Di Napoli, è vecchia di 21 anni come il manto della pista su cui fu realizzato e che vediamo oltre le sbarre mentre giriamo nel decadente ex parco SNAM, l'area gioco di Metanopoli, una città di frontiera con annessa chiesa di punta dedicata alla Santa Barbara del Gas.
Ora quando mi riscaldo al trotto e le Aero sono rimbalzine vuol dire che ho i garretti in buona, oltre alla voglia di non partire cauto.
Inteso che i km totali erano probabilmente giusti ma i parziali mica tanto, prendo con le pinze l'8.00 del secondo km ma anche il 12.13 del terzo, durante il quale mi era sembrato di spingere. In verità poco dopo spingo un Montestella che per tagliare sul marciapiede scarta di netto mentre gli sono attaccato. Lo accompagno con il braccio lungo le retta via e via madonne, prima le sue, poi le mie e dei miei soci (ma c'è anche un estraneo in corso che si propone se hai bisogno per menarlo io ci sono); in realtà lui non la smette, ci giochiamo diverso fiato e alla fine allungo per affiancarlo e proporgli una stretta di mano, che accetta non di primo acchito.
Poi si torna a correre, passando la metà (il primo giro) in 20.25. Tanto mi è servito per riprendermi dalla smania del conflitto, che il sesto va via bene e così fino all'ottavo, a 32.36. A quel punto rifiato un po', tranquillo dell'under41 e temendo di cuocere di colpo; passo al nono in 36.44 (ma sempre dubbi sulla lunghezza, visto che di posizioni non ne perdo) e poi corro il decimo dando quanto ho, ovvero non troppo. Nel vialetto di ingresso ai 200m finali di pista ho un sussulto, sto finendo muscolarmente, poi però la gommina anni '90 mi accompagna dolce al traguardo, appena dietro la donna dalla bella corsa con la quale ho condiviso tira e molla buona parte di gara.
Tempo 40.39, aiutato dal fresco e dall'aria che la pioggia della notte ha portato.

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martedì 14 febbraio 2017 - ore 9:20 PM

Giro di boa

Un allenamento senz'altro importante. Rimettersi in ballo 2 giorni dopo il lunghissimo e vedere come va. E chi lo sa. Lo faccio con le Rider, per alternanza e perché tanto non devo andare troppo veloce.
Primi passi faticosi, per fortuna sono solo le 5 e ormai ci si allena la sera in piena luce. Dopo un paio di giri in ottava corsia, dove meravigliosi bimbetti salterellano tra ostacolini, comincio a carburare e alla fine del 4° prendo il giro sterrato. Non lo abbandonerò che dopo 14 giri, corsi in gran parte intorno ai 5.30-5.34 la coppia (ovvero sui 4.35/km); rimane giusto il tempo per 3k in pista, per superare l'ora. Segno 4.25, 4.20 e 4.04 l'ultimo. Non c'è che dire quel giretto campestre proprio diverte e anche in pista corro rilassato e senza sentire i chilometri di Domenica nelle gambe, nemmeno nei minuti finali, totale 63.
Arrivo carico, tanto che appena mi fermo trovo Lembo Kid che sta partendo per il riscaldamento, così mi faccio altri 4 giri tranquilli.
Si stimano circa 16km e 72' messi via; nessun dolore in corsa.

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venerdì 10 febbraio 2017 - ore 7:58 AM

Tuff

Stamattina una spremuta di limone con zucchero e una bella cucchiaia di melassa, il nuovo sponsor ufficiale del potassio contro i crampi. Il risveglio dei campioni dopo un bell'allenamento. Gambe come nuove, quando si corre con la testa e le si fanno girare un po'.
Venti minuti di riscaldamento in ottava corsia (453.66, pare) e poi via per fare due giri allegri e uno di recupero, con tempi da adeguare in gara, ipotizzando 3.20 e 2.00. Ne faccio 10? Se va ne faccio anche 12, mi dico durante i primi giri, così da superare l'ora.
E' una bella cavalcata in Aero, mai noiosa, con il giro iniziale lento che risulterà quello con il tempo più alto. In sostanza questo mi dice che riesco a correre a 4.50 dopo 2 giri in allungo; me lo tengo buono per la maratona (lesson 1 da morto posso girare a 4.50). Gli 800 li corro quasi tutti a circa 4.08/km; dieci in carrozza, gli ultimi due solo un po' meno leggero, ma sono sulle gambe da ormai più di un'ora e un quarto.
La lesson 2 è che bisogna spezzare gli allenamenti a velocità costante con un po' di fondo di questo tipo, che comunque mette km (riscaldamento incluso ieri sono arrivato a 18.400) e restituisce gambe sane.
La lesson 3 è che a occhio ho corso in 60' la stessa distanza dell'ultima 24x1, ma tranquillo.
In un mese e mezzo sono potenzialmente pronto per una mezza; le prossime 6 settimane dovranno portarmi a essere pronto per 35km, realisticamente. Gli ultimi 7 me li inventerò.

1.59 - 3.19
1.55 - 3.19
1.54 - 3.19
1.54 - 3.19
1.55 - 3.17
1.57 - 3.18
1.56 - 3.18
1.56 - 3.18
1.55 - 3.17
1.56 - 3.16
1.56 - 3.18
1.56 - 3.13

totale 1.02.56, 1.22 riscaldamento incluso.

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mercoledì 8 febbraio 2017 - ore 12:35 PM

I had me a vision there wasn't any television

Martedì mattina ho un appuntamento alle 11 in banca.
Mi trovo qualcosa da fare prima. Palla. Ho fissato in banca proprio a quell'ora perché prima ho da fare.
Parco Lambro. In giro gran vecchietti passeggiatori ma anche corridori, cui rubo parole mozze mentre passo a fianco.
1. Il Moratti l'avevan messo lì perché alla Saras faceva danni.
2. Ueh ciao Caimano! (non a me)
3. Vedi come corrono quelli che corrono (questa per me da ammrevoli jogger che han fatto la guerra, mentre arranco verso l'ora di corsa).
Modalità ripetitiva, il giro da 2460 per 4 volte più zonzo di avvicinamento e di rientro.
Sole in faccia, quasi caldo, come da tempo non.
Arrivo ai primi segni in terra che son già pesante, sicuramente la Domenica non è ancora del tutto digerita (ma si chiama carico e va bene così); la cosa buona è che son convinto di stare sui 5/km e invece sono 4.30. Cerco di regredire un po' alla volta nel corso di questi benedetti 10k segnati, per cui riprendo la via di casa che il crono segna 45.50. Poi come al solito la maledetta testa fa il suo e per la sola allegria di aver fatto anche questa i marciapiedi finali torna una certa verve.
Sono 82' che, considerato il passo medio, dovrebbero aver messo via quasi 18km e un principio di amicizia con le Supernova, tipo volpe e principe che si annusano.

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mercoledì 18 gennaio 2017 - ore 9:55 PM

Morbidone

Vado a prendere il nenne a scuola, una delle cose che mi mancano, lo riporto a casa e corro a correre, ancora vaga luce nel cielo invernale. Verrà il giorno che potrò portarmelo dietro, anche se ora il bambino costa 2.5 €.
Parto con Tommy che però dopo un po' si staccherà per fare dei 400. Dopo poco siamo già a 4.40; appena sono solo aumento ancora un po', alternando giro sterrato e pista. Prendo sul doppio campestre tempi di 5.30-5-35, circa 4.30-4.35 al km. Appena prendo i tempi in pista sono subito a 4.20.
Ai piedi le Supernova, con quel tocco di falsa lanetta che cerco di farmi piacere (erano quelle meno brutte e le meno care) e un impatto a terra piuttosto morbido, da verificare su asfalto; così ovattato che un po' il piede bascula e il destro tende un po' a cedere verso l'interno.
Al minuto 47 torno in pista, prendo la prima e corro un 3000 per chiudere. Non spingo, solo lascio andare un po' le gambe, fanno 12.44.
Totale di un'ora precisa, quella ce l'ho facile.
La respiro bene e ne mancano solo un paio, di ore.
Non vorrei avere problemi e finire così.

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lunedì 2 gennaio 2017 - ore 10:41 PM

Quindicinale

La prima dell'anno è la seconda giornata dell'anno, dopolavoro. Al Campo luci più fioche del solito, sono spente le luci del calcetto. Nessuna presenza in pista, nessuna sul terreno da rugby, solo un'ombra che corre lungo il muro. Siamo in due (poi si aggiungerà un velocista a fare ginnastica fermo in pista, alle 8 di una fredda sera).
In quanto convinto e deciso che un primo cambio sia fare anche alcuni dei vecchi allenamenti ma allungandoli, parto per i 300 con l'idea di arrivare a 15, non tirati, con recupero di 100 camminando.
Un quarto d'ora di riscaldamento e qualche andatura e sono pronto.
Il primo, d'assaggio, è abbastanza lento, il secondo pure. Recupero abbastanza svelto, 70" (e sarà così fino alla fine), rispetto ai 90" abituali, presi dall'americana.
Poi gradatamente le gambe si sciolgono, spingo un poco di più in curva e i tempi si avvicinano al minuto.
Molto bene mai in affanno, capacità di cambiar ritmo gennarina, in estate sarà un'altra cosa.

63.8; 63.5; 62.4; 62.1; 61.0
62.2; 60.6; 61.8; 59.9; 60.7
60.9; 60.0; 60.0; 60.2; 58.0
recupero 70" camminando 100m

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lunedì 14 novembre 2016 - ore 11:19 PM

Vado

Al minuto 49.48 sono sotto al portone di casa, in piena forma nonostante sia partito facendo fatica ad alzarmi dal poltrire di fine mattina, quando dopo la colazione domenicale bighelloni e prima di pranzo torneresti a letto.
Va così, che dopo qualche minuto di strada verso il Lambro il corpo si risveglia e decide di combattere il raffreddore che mi perseguita da qualche giorno; porto a fondo il compito di arrivare là, girare 8 volte la montagnetta e rientrare a casa.
I giri vanno benone, chiudo 6km in 24.24 senza forzare troppo, nel senso che altri 4 li avrei fatti senza morire e facendo balenare un possibile 10.000 su strada sotto ai 41.
Per adesso sto sotto ai 50 e finalmente arrivo intorno a quel minutaggio senza la sensazione di trascinarmi.

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mercoledì 9 novembre 2016 - ore 9:21 PM

A prender freddo

Well my friends are gone and my hair is grey
I ache in the places where I used to play
I said to Hank Williams: how lonely does it get?
Hank Williams hasn't answered yet

 
Un po' smorto e raffreddato, di mercoledì, anticipatario non per scelta.
Il giorno dopo sarebbe uscito un bel sole e invece sono lì nel freddo umido, ma nei 15' di riscaldamento campestre giro bene.
I problemi, un po' di testa e un po' forse organici, cominciano quando affronto il 6x1000 a 3.50.
Il primo passa in 3.49, cammino 100m e riparto segnando 3.47 ma patendo il freddo che ho preso troppo di petto.
Mi copro e parto per il terzo, ma dopo 300m son già appesantito e scatta il processo di blocco motori.
Dopo 2' riparto cercando conforto nei 500, ma sono indispettito da come le mie cosce rifiutino di muoversi con la forza e la leggerezza che vorrei. Di 500 ne faccio 2 recupero 90", in 1.42 e 1.44. Poi con la vecchia tecnica di allungamento agonia passo ai 200, 35.8, 35.9, 36.4; recuperi di 90 da fermo.
Basta.
Ora il raffreddore è un po' scoppiato ma si resiste, al pensiero del training segreto di Domenico, che mi aspetta a Zelo per una sfida d'altri tempi.

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venerdì 21 ottobre 2016 - ore 3:26 PM

Riprovato

Papà oggi dove andiamo?
Ormai trovare nuovi itinerari per la gita ciclistica della Domenica è sempre più complicato, ma stavolta sono carico della corsa del mattino, 61' appena alzato al Lambro, inclusi 6k in leggera progressione del giro basso della montagnetta in 25.41 e l'incontro fortuito con Maurizio e Tommy per i minuti finali di defaticamento; Tommy peraltro mi satellita il 750 del giro come 710, tornerò a verificare.
Insomma carico al punto di proporre al nenne una colazione ricca e poi un'avventura di mezzi e bc.
Non sta nella pelle, andare in bc fino a un altro capoluogo di provincia. Per cui metropolitana verde fino ad Abbiategrasso e poi giù per il Naviglio a riprendersi Pavia, in un paio di orette escluse brevi soste. Pedalata cricetosa della mia MTB single speed per star dietro al ragazzo, chiara emozione nel vederlo sgambare tranquillo mentre io mi godo il replay di quella cavalcata di 10 anni fa proprio insieme a lui. A dirla tutta il percorso è abbastanza noioso, non toccando mai centri abitati ed avendo per lunghi tratti la statale a tiro di orecchio; fa la sua parte anche il Naviglio in quasi secca, come succede sempre più spesso anche alla più bella Martesana, aggiungo con buona pace di chi vorrebbe riaprire i Navigli a Milano senza pensare alla ormai cronica carenza di acqua a partire dai grandi laghi che alimentano la rete dei canali.
Una volta in città seguiamo il canale fino alla confluenza con il Ticino, un bel tratto aperto in discesa, degna chiusura. Anzi in realtà c'è ancora un tratto divertente lungo il fiume fino al ponte coperto e poi la salitina per raggiungere Vigoni e accomodarsi nella Sala da The giusto alle 17.
Rientro in treno velocissimo, in 25' siamo alla stazione sotto casa.

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sabato 27 agosto 2016 - ore 3:30 PM

Torno a casa

Per questo tipo di prodezza servono:
- calzoncini con taschina per chiavi di casa e 2 euro
- canotta e scarpe, calze e mutande
- una vecchia copia di Internazionale da abbandonare poi alla stazione di arrivo
- aver bevuto un paio di bicchieri d'acqua al risveglio
- l'orario dei treni per Gessate (non ce l'avevo ma essendocene spesso uno ogni 30' male non fa)
- occhiali da sole (facoltativi, ma credo di avere un po' di congiuntivite e quindi non me ne separo, ultimamente)

Stamattina faceva anche fresco, almeno fino a quando il trenino verde della metropolitana mi ha scaricato a Cassina De' Pecchi (15 km circa da casa, distanza massima sostenibile), ma dopo un paio di km il sole s'è fatto forza e ho cominciato a dover cercare ombra. L'ho presa un po' lunga, cercando le parti sterrate, per il solito schifo dell'asfalto; quindi tutti i giardini di Cernusco sulla sponda destra e così via.
Quello che doveva essere Lungo è stato quasi subito un Sofferto, per cui, come sempre, ho cercato almento un passo e una falcata più consoni alla mia indole, con il conseguente e noto problema che misurando un paio di km andavo già a 4.14, dopo una ventina di minuti.
Il sole si rafforzava e ho iniziato a darmi i soliti obiettiviminkia (40', 10km, cartello Milano), insomma il contrario dei miei antagonisti nonmollaremai.
Comunque, a fatica, mi son trascinato fin oltre la tangenziale e il Fu Campo Rom, per chiudere esattamente dove il naviglio incontra le auto di Via Padova.
Cosa che fa circa 9730 metri in 43.23, 4.27/km di media generale (ma pedometer mi ha inculato qualcosa, mi sa).
Lunga se è lunga tornare a casa a piedi da lì; però con il clima giusto che asciuga la canotta, un po' di tempo da perdere, la fontanella di Cimiano dove ragazzi filippini provavano deliziosi balletti, è stata una passeggiata rinfrancante di altri 40 minuti.

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domenica 24 luglio 2016 - ore 10:28 PM

Accertarsi bene

Domenica, impossibile seguire il gruppo a Carate per diverse paure, per dire che mi chiami l'ospedale per dirmi qualcosa di brutto mentre sono scollegato e sudato, oppure paura delle discese che dopo l'ernia ci vado cauto ma anche paura delle discese che non correndo mai ho perso tutta l'eleasticità che mi ha tenuto a galla per anni.
La cosa che non mi fa paura è uscire all'una, sotto il sole di fine Luglio che se ne son visti di peggio, ma però. E' che mi vien voglia proprio a quell'ora, forse anche una nostalgia di vacanze randagie mediterranee a impipparsene delle ore se fossero calde o fredde. C'era da andare, camminare, pedalare.
In 13' arrivo ai piedi della montagnetta del Lambro, chiaramente in questa modalità la cosa che viene da sola è il giro bassa, uno dei miei posti. Corro senza spingere ma con voglia, escono 3 passaggi da 1500m (2 giri ciascuno) in 6.19, 6.17, 6.10, ovvero 4.5k a 4.10 di media.
Così son 32', i restanti li faccio senza maglia camminando allegro fino a casa, se allegro si può dire, qui giù in strada.

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sabato 7 maggio 2016 - ore 2:54 PM

Leggerino

Esco dopo la doccia che è l'ora di pranzo; arrivo alla bellezza di 63' prendendone un paio dentro al Lambro da 4.38 e 4.33, ma probabilmente la media è sui 4.40.
Partito quasi stanco e arrivato stanco ma per certi versi più leggero, per il peso tolto e lo svago.
Lambrate, INSSE, Lavanderie, Milano 2, Lambro con un paio di km dentro, Birrificio, casa.
Le gambe mai leggiadre, se non quando, tagliando dietro la Moschea di Segrate per i campi, un grosso animale salta in un fosso e sguazza rumoroso e invisibile. Me la do a gambe levate.

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domenica 27 marzo 2016 - ore 10:00 PM

Il posto delle oche

Minaccia pioggia e c'è vento, nulla di strano in Maremma.
Scendo per una volta in auto giù al Lago Caldo e con pazienza giro il favoloso circuito misto.
Cade qualche goccia che fa solo piacere; le caviglie finalmente sentono bene il prato e mi sembra di andare rapido e senza fatica. Tempo in realtà più alto rispetto alle sensazioni, ma molto benessere.
Fanno 37.32 per fare 10 giri che sono 8km del circuito; sarei andato avanti in eterno, a sfiorare le oche a metà giro.
Felice rientro per i tornanti mentre finalmente piove; godo del verde che rasserena mentre alla radio passa la malinconia dei posti dove ci si inurba malamente.

http://www.gmap-pedometer.com/?r=6829432

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domenica 6 marzo 2016 - ore 3:28 PM

Ho preferito Birra

Eh no.
Nottataccia.
Me ne vado che son le 9 e fa freddo, umido, fastidioso.
Duro poco ma fa niente, aria aperta is OK.
Ci metto un po'di ginnastica e di passo, pure.
Rientro a casa dopo 35' giusto per fare colazione e integrare un po' a pranzo, senza seguire il Metodo Amoruso.

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giovedì 3 marzo 2016 - ore 9:00 PM

Gira e rigira

Togliersi la voglia di correre a più di 15/h. Quindi vietato superare il chilometro, per ora.
Mi scaldo una decina di minuti e parto per gli 800.
Ogni tanto incrocio Mauro con il suo gruppo e ne approfitto, stanno facendo un medio a quel passo.
3.08, 3.10, 3.08 recupero 2'
Passano due minuti e di fare altre volte due giri a fila non se ne parla; riconversione in 400, cercando di aumentare qualcosa.
Primo a 1.27,  recupero 1.30 e parto per il secondo; dopo poco due lunghe gambe mi affiancano. Mi lascio passare appena e sul rettilineo finale un cm alla volta mi rimetto davanti, alla fine di qualche metro; 1.26.
Federica si presenta quando la ringrazio per il passaggio. Io ne faccio altri due.
La prossima volta.

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venerdì 19 febbraio 2016 - ore 10:33 PM

Castelli nell'aria

Si ti taggo come medio perché si fa una fatica del demonio a correre dopo un mese e mezzo in pista ma per fortuna che ci ho le scarpe nuove che sono la replica delle gloriose Aero di 10 anni fa e vanno da sole, gialle come il sole.
Solo salissero un po' ste cosce, ma sono fiducioso.
A metà dell'impresa mi supera sciolto Ale Castelli in progressiva crescita e a 3 giri dalla mia fine viene a tenermi compagnia mentre sbanfo. Graditissima compagnia anche per tirare fuori dalla cicatrice della pancia un ultimo 400 più che dignitoso.
Nuova tessera del Giuriati scontata a soli 100 euro; nei 20 euro di sconto ci sta la negazione a entrare al XXV Aprile e al Saini (per quel che vale). La butto in casino e faccio richiesta dell'upgrade di 20 euro per potermi fare qualche 300 con Luciano e Lorenzo la prossima estate e per il piacere di non accettare elemosina in cambio del culo.
4.56, 4.33, 4.28, 4.30, 4.30, 4.19
Totale 27.19, media 4.33

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