Non ricordo bene se l'uso passato fosse di correre l'ultimo dell'anno o il primo. Poi mi sovviene il ricordo di proprio dieci anni fa; stavolta si fa la mattina dopo il Santo e la tombola, introducendo una bella combo per godere di tutte le risorse di questa terra.
Inizio con il giretto discesa più salita, quella da Venturina che mai avevo ancora fatto in bc; sono solo 2.5 km, a pendenza quasi sempre costante e con il peso della Olmo riesco ad arrivare con le gambe abbastanza rintronate. Poggio il mezzo e parto per la salita del sòcero: 10x180 da 42 a 38 in progressione; recupero 80 secondi scendendo a piedi.
Uscita in bc con la nuova maglia della Pelforth–Sauvage–Lejeune, Team attivo dal 1960 al 1968.
Corelli, Idroscalo, Castello di Peschiera e poi casa, passando per la salita del Ponte degli specchietti e per la Casa dell'acqua di Segrate.
Sono 30km a 24 di media, un po' meno veloce di quanto fatto l'estate scorsa ma anche meno spinta.
La casa che abbiamo preso in affitto a Roma è a meno di un km dalla Caffarella, un parco che in realtà non è altro che un vallone (tuttora percorso da un torrente) che entra il città dalla campagna e che, grazie a sparse rimanenze romane, è stato in gran parte risparmiato dai palazzinari del Boom.
La prima mattina è presto ed è freddo, ma senza i temuti venti romani. Scivolo fuori dal letto e scappo fuori alla scoperta dei prati. L'infinita distesa verde è coperta di brina controluce, qualche corridore lento e un po' di cani, corpo ancora addormentato ma proteso in avanti. Mi faccio tutte le possibili salite verso i piccoli colli che bordano il vallone, su terreno morbido anche se non facilissimo laddove l'acqua ha scavato solchi. Mi perdo, non mi ritrovo, chiedo lumi per rientrare verso Piazza Zama, il mio riferimento.
Alla fine sto in giro circa un'ora (non ho nemmeno l'orologio) e rientro stanco, segno che non mi sono risparmiato, con tutto il necessario per portarci il Nenne l'ultimo giorno, a scorrazzare prima a piedi e poi in bc, scendendo senza freni dai sentieri che ricordano molto i luoghi del Pinocchio di Comencini (troviamo anche la fonte degli Assassini, non è lei ma sembra proprio). Il pecorino del gregge che pascola la Valle è il ricordo tangibile di questa bella mattina, che ci portiamo dietro per giorni.
Papà oggi dove andiamo?
Ormai trovare nuovi itinerari per la gita ciclistica della Domenica è sempre più complicato, ma stavolta sono carico della corsa del mattino, 61' appena alzato al Lambro, inclusi 6k in leggera progressione del giro basso della montagnetta in 25.41 e l'incontro fortuito con Maurizio e Tommy per i minuti finali di defaticamento; Tommy peraltro mi satellita il 750 del giro come 710, tornerò a verificare.
Insomma carico al punto di proporre al nenne una colazione ricca e poi un'avventura di mezzi e bc.
Non sta nella pelle, andare in bc fino a un altro capoluogo di provincia. Per cui metropolitana verde fino ad Abbiategrasso e poi giù per il Naviglio a riprendersi Pavia, in un paio di orette escluse brevi soste. Pedalata cricetosa della mia MTB single speed per star dietro al ragazzo, chiara emozione nel vederlo sgambare tranquillo mentre io mi godo il replay di quella cavalcata di 10 anni fa proprio insieme a lui. A dirla tutta il percorso è abbastanza noioso, non toccando mai centri abitati ed avendo per lunghi tratti la statale a tiro di orecchio; fa la sua parte anche il Naviglio in quasi secca, come succede sempre più spesso anche alla più bella Martesana, aggiungo con buona pace di chi vorrebbe riaprire i Navigli a Milano senza pensare alla ormai cronica carenza di acqua a partire dai grandi laghi che alimentano la rete dei canali.
Una volta in città seguiamo il canale fino alla confluenza con il Ticino, un bel tratto aperto in discesa, degna chiusura. Anzi in realtà c'è ancora un tratto divertente lungo il fiume fino al ponte coperto e poi la salitina per raggiungere Vigoni e accomodarsi nella Sala da The giusto alle 17.
Rientro in treno velocissimo, in 25' siamo alla stazione sotto casa.
Uno spettro s'aggira per i dossi del Campaccio.
La gita è sostanzialmente intesa come:
- preparatoria all'esordio al Monga
- nostalgica antalgica
- guardona delle gare serie
- sperimentale per lanciare la campagna treno+bc+gara
Parto da Dateo, 10' scarsi pedalando da casa; così nella pelle che arrivo 20' prima.
Scendo a Canegrate e prendo la strada, pure ciclabile, che porta in pochi minuti al Campaccio.
Così presto che sono tra i pochi a non fare coda al pettorale.
Mi scaldo in pista, piano pianino e a lungo, prendo posto per tempo per scampare gli annunciati 400 partenti di batteria e poi inizia.
Lancio di gara galleggiando tra la folla, ma appena il terreno si fa campestre le caviglie affondano, non san più come fare; al tornante prima dei dossi son già a frenare per non franare. Primo giro comunque dignitoso, con la forza pure di smadonnare con uno che vorrebbe tagliarmi all'interno in salita (ahi poi lo farà comodamente sul piano).
Passo in 8.28, che sarebbe anche in linea con i miei saperi attuali; però ormai ho dato molto e i due giri succesivi passeggio, trovandomi pure un paio di volte a camminare qualche metro per riprendermi. Scorrono in 8.49 e 8.32, con 1000 finale in 4.12 a recuperare 7 delle oltre 50 posizioni perse, incluso un dignitoso rettilineo di arrivo. Chiudo in 25.53, 83° di categoria, ben oltre la metà. Espettorare il termine che descrive i minuti successivi; sarà stato anche quello, ma caviglie da riapprontare.
La potenza di Marta Zenoni, la consapevolezza di Nadia Battocletti e la classe di Imane Merga.
Piazza San Babila ore 8.50.
Infilo Corso Vittorio Emanuele, convergo sulla scia di un quarantenne in citybike, polo a manica lunga e jeans, capelli spruzzati di grigio, cartella di pelle.
Finalmente uno che viaggia. Mi accodo a mezzo metro, il massimo che consentono i miei poveri freni. Il mio povero freno, negli occhi ancora questa.
A metà accellera e mi prende qualche metro. Poi la ruota anteriore sale. Lo seguo ammirato. Per una trentina di metri prosegue senza scendere, in mezzo a pochi impiegati assonnati e distratti che percorrono il viale verso la sedia.
Lo affianco. Complimente per le penne. E' pirlaggine, non è da complimentarsi, sorride. Per sopravvivere a otto ore di Ufficio. E' il nostro momento di gloria quotidiana, gli faccio.
Poi ci salutiamo e ognuno torna a fare la sua scia.
Per 50 euro ho un nuovo mezzo di collegamento, più adatto al trasporto infanti e solido sul pavè; mi ha promesso di accompagnarmi per qualche anno, almeno.
10X300 recupero 90" i 100m.
Quiz Lorenzo Luciano etc.
#roadtonowhere
Lorenzo: 57,32 Luciano: Io sti quiz non li capisco proprio :)) Luciano: Comunque io dico 58"5 di media Lorenzo: Nicola se li spara a 3,10...certo che dieci sono tantini Nicola: Avessi avuto il panda a cronometrare Lorenzo avrebbe anche indovinato Invece mezzo secondo in piú. Ma va benone, per riprendere confidenza con il 20/cento Lorenzo: Ottimo ma qui siamo a 19 altro che 20! Nicola: 20 per un po' piú di 300 metri . Mi porto avanti che oggi Domenico mi ha lanciato un guanto di sfida. Lorenzo: A 20 l'anno scorso ci hai fatto i 1500
60.1, 57.4, 57.6, 57.8, 57.4, 58.0, 57.8, 57.4, 58.6, 57.3, recupero 90 per camminare i 100 della curva.
Nella media il primo di avvicinamento l'ho un po' schifato; tutt'intorno i preparativi per la Stramilano.
Bentornato nodo Lydiard su A1, primi impatti duri, poi alla fine elasticità che un po' alla volta torna.
Fai il primo un po' più lento e poi vedrai gli altri vanno da soli mi aveva detto Silvestro che ero un pischello di 35 anni.
Durante uno degli ultimi uno che s'è sparato credo non so quanti 2000 a un passo un po' più veloce del mio, in un momento di recupero grida a delle ragazze ferme di spostarsi dalla mia corsia mentre mi avvicino. Anche questa è la pista.
Riscaldamento di una mezz'oretta sui fantasmagorici giochi dell'Idroscalo. Poi si parte, la squadra è confermata. Finezza di mosse nel darsi il cambio, tra uomo e bicicletta (di piccolo di uomo).
Si sarà capito che intendiamo mangiarci il Giro (e magari sotto i 30' - ma questo non glielo dico). I primi passaggi galvanici di 200 in 200 mostrano tempi che il mio fiato conferma: 56" a botta (aiuto).
Poi però il ragazzo entra in fase contemplativa, in zona portuale; e meno male, da tanti punti di vista.
Lo sterrato del rettilineo opposto alle tribune ci rallenta, per il vezzo di stare sul tracciolino nel prato, ma fermarsi mai. Discesa a tutta e dopo poco lo strappo in salita del km5, con un paio di spinte sul culo che non ricordavo dai tempi di Moser. Senza aver mai messo i piedi a terra, ci lanciamo per la planata verso le tribune, chiudendo allegri per stare sotto ai 31, di 5 secondi.
Un'altra decina di minuti a zonzo e anche oggi è andata.
A sera passo il concetto dell'obiettivo -1; siamo già proiettati sul 29.59.
Il 27 di due mesi fa la schiena si blocca; 61 giorni dopo indosso una canotta e un paio di scarpe.
E' l'unico modo per stare in compagnia del passista scalatore che mi sta crescendo in casa, visto che in macchina due bc non ci stanno e visto che, nonostante giriamo spesso già in strada, di andare fino al Parco Nord non se ne parla.
Sono molto emozionato, stavolta più per me.
Già dal cavalcavia dei Ciliegi si capisce che sarà impegno vero. Il regazzino guida come i pullman polacchi dei primi anni '90: identica velocità di crociera, indipendentemente dal profilo della strada. Delle salite non se ne fa mancare una, il passo medio sarà intorno ai 4.50/km, ma quando spinge tocca fare qualche tratto ai 4/km. La schiena tiene, il resto non cigola.
Al minuto 25 ci fermiamo circa 4-5' in onore delle papere, ma il mio sudore fredda e quindi si riparte. Corro spesso sul prato a margine strada o sentiero, li proviamo quasi tutti, pure il bel pezzo nel bosco dove da sempre non si incontra mai nessuno. Alla collina dei conigli, nonostante il calar del sole, al limitare degli alberi gli abitanti non si mostrano.
Ultima asperità il cavalcavia di partenza, sulla cui discesa lasciamo andare freni e gambe.
Ci fermiamo che rintocca il 54, come nuovi.
Davanti alla Loggia dei Mercanti non c'è più posto.
Si parte, ore 22.30.
La massa è sempre bella, nonostante qualche intoppo che puzza di deviazioni e peperoncino negli occhi, che oggi ricorre pure la fine di Borsellino.
Comunque poco prima dell'una ci stacchiamo e rientro a casa, ma in due or più di una ventina di km non si fanno.
Stasera ci riprovo. Di corsa.
Oh panda il collega di Paternò sostiene che le più belle siciliane siano le gelesi.
D'accordo, non capisco granché di ciclismo dal punto di vista tecnico e la memoria si sta assottigliando, però son pur sempre dotato della maglia originale Renault di Bernard Hinault, del quale son stato uno dei primi 5 tifosi per coinvolgimento emotivo, dallo Stelvio alla Roubaix, dal Mondiale ai Tour de France che riempivano i miei caldi e noiosi mesi estivi in città. Avevo 12 anni quando mi presentai timidamente da Cinelli, oltre il ponte sul Lambro, per scegliere la mia piccola taglia che ancora riesco a indossare.
Va bene, mi son svegliato intontito stamattina, non ho sentito consciamente la scossa ma mi è salito un gran mal di stomaco proprio a quell'ora e non so darne altra spiegazione.
[12.25.12] panda: sei come i cani
Per cui, oltre ad aver trovato un alleato che ha sfanculato con i Guardiani per via della tenuta e dell'affermazione si metta almeno la maglietta, ho pur sempre corso i miei seicenti suggeriti da Lucky camminando il recupero di 3.30 * in 1.53.0, 1.53.2, 1.53.4
*avrei voluto fare 3' come recupero, ma al minuto 2.50 è partita la baruffa e non me la sarei persa per nulla al mondo.
Il Comune di Parigi ha appena varato infatti un decreto che autorizza i ciclisti a passare impunemente con il rosso. Il provvedimento è frutto di una mobilitazione popolare e viene motivato non solo con la volontà di privilegiare e incentivare l’utilizzo della bici in città, ma anche con la convinzione che si tratta di una norma in grado di ridurre il numero di incidenti.
Ma sono i pedoni veramente che non la smettono di gridare le loro false verità ogni volta che infrango il codice della strada con delicatezza; tipo ieri sera, donne che attraversano a meno di 150m dalle strisce pedonali e se la prendono con me che sono contromano a 6/km (per farmi capire da voi), oppure altri pedoni che si lamentano perché non gli do la precedenza anche se sono già a 1 metro dalle strisce, e si lamentano con il tono drammatico di chi ha appena rischiato la vita.
Ci son state ste campagne nei giornali nazionalpopolari sui ciclisti cattivi che sì è vero che ne muoiono 200 l'anno però sono così insensibili alle regole e così pericolosi per i poveri pedoni (che magari hanno appena lasciato il suv in doppia fila).
Ma quanti incidenti hanno causato le bc? Quanti feriti? Quante vittime?
Avete paura di affrontare la gente che guida i bolidi eh? Fan paura vero? Meglio prendersela con uno sfigato in bicicletta.
C'era il nebbione ieri sera. Sono stato nella pancia della massa fino poco dopo mezzanotte e poi in Piazza 5 Giornate mi sono defilato e ho pedalato con veemenza fino a casa, per scaldarmi e giocare. Via Solari, le sue rotaie e le auto dove non dovrebbero, ancora lì, uno strazio. La massa non è roba per ciclisti da corsa o 3atleti, ma girare la propria città per 2 ore senza dover mai metter giù i piedi è cosa rara. Oggi ancora un po' assonnato mi son preso 33' di progressivo al Sempione, chiuso con l'entrata maratonica in pista per l'ultimo giro a 3.45 (che dev'essere il passo che ho tenuto negli ultimi 15' circa).
Io ci vado. Piazza Mercanti ore 22.30, 10°C nubi sparse.
Il termine Critical Mass fu utilizzato da George Bliss mentre visitava la Cina. Bliss notò che in Cina, sia i ciclisti che i motociclisti, si fermavano agli incroci delle strade, fino a che il numero della massa non raggiungesse una quantità "critica", al che la massa si sarebbe mossa attraverso l'incrocio. http://it.wikipedia.org/wiki/Massa_critica_(evento)
Ancora fermo ma per fortuna c'è la Notturna di Milano per andare a vedere un po' di amici e annusare la pista. Sono in ritardo ma alla fine sono l'unico ad arrivare per tempo, muovendomi in bicicletta; la Vogue Fashion's Night Out che promuove fantomatiche piantumazioni in collaborazione con il Comune ha prodotto code e ingorghi in tutta la zona che circonda la Cittadella del Centro. Comunque sia Lucky riprende la strada di casa con il collo bloccato, mentre Panda e figliola arrivano a 400 e 800 giocati. Pazzesco l'etiope dei 3000 a 7.28 (con gran finale dell'inossidabile Lebid) e bella anche la leggerezza con cui Howe si prende il 20.30. Noi stiamo al rettlineo opposto, dove si gioca l'asta. Il panda è molto emozionato nello spiegare alla figliola le regole dell'atletica questi sono i 400 la gara che fa papà, ma Martina ha occhi solo per il salto con l'asta. Il nostro dichiara il bello dell'atletica è che non serve niente solo mettersi a correre e qualche secondo dopo lo aiuto a realizzare come nel caso dell'asta non sia proprio così semplice; gli prospetto una visione in là nel tempo con lui che, obbligato ad acquistare un macchinone enorme, passa i fine settimana a trasportare sul portapacchi aste lunghissime con segnale di carichi pendenti per l'adolescente promessa. Quando esco ormai solo dall'Arena vedo la Volvo degli astisti con questi enormi imballaggi sul tetto. Poi risalgo in bc proprio mentre transita la Critical Mass e mi faccio portare per un pezzo verso casa nella pancia di questa materna brigata.
We don’t want our runners like weight lifters, we don't like our runners like gymnasts; we want them like ballet dancers.
(Arthur Lydiard).
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La maggior parte delle foto che mi ritraggono sono tratte da podisti.net
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