Il testimone del testimone
Niente a che vedere con staffette o altro, anche se il ragazzo aveva qualche maratona sotto le 3 ore in archivio. Leggo i nomi sul giornale, senza immaginare. Tra i 4 del soccorso alpino c'era anche Diego, cugino del mio testimone di nozze, nonché suo testimone; un fratello per lui. Per me solo suo cugino, mondo diverso dal mio, ma alcuni piccoli punti di contatto, più negli ultimi anni che da ragazzi. Per me un uomo che aveva ancora delle cose da dire, che forse erano lì in cantiere. Spezzarsi l'osso del collo sotto la neve a 42 anni.
E noi siamo qua, fortunati a correre.
La PRIMA è per lui, il 28, appena vista la foto sul giornale. Che altro posso fare? Scendo a Cafaggio e risalgo per la strada dell'Ospedale, la più km verticale che conosca. Ma salgo con calma, dopo 8 giorni fermo e perché è il mio piccolo corteo. Scendo poi ai vecchi lavatoi della Fonte Botroli per un po' di acqua fresca in faccia, pensando alle montagne. Un passaggio dall'alto del paese e poi giù verso casa. Lascio andare le gambe che ne hanno voglia, pazienza se il giorno dopo faranno male; rientro a 41'.
La SECONDA il 30, da Rimigliano. Siamo nel bosco che costeggia il mare, a camminare con Emilio. Io già vestito per rientrare poi di corsa. Passa qualche podista appesantito dalle feste. Poi ne passa un altro, che per superare il nostro gruppo di primipassi esce dal battuto e passa largo, allungando. Non chiede strada; quando si è signori. E' leggero sulla salita ma non forza; lo vedo solo di spalle, una volta transitato. Non posso fare a meno di gridargli ciao Stefano. Lui risponde al saluto alzando un braccio, senza girarsi. Da quel momento Emilio non vuol più camminare. Vuole correre. E così sarà per i giorni a seguire. Non so cosa pensare ma mette un po' i brividi, e le ali a me per rientrare a casa. Controvento per 44', mentre viene buio, sulla vecchia carrareccia tra il Calidario e Monte Pattoni, altro medio collinare. Il giorno dopo lo vediamo ancora dalla macchina, che corre facile su asfalto, sempre l'aria da ragazzino e la testa altrove, a pensare se rientrare per gli Europei o no, probabilmente.
La TERZA finalmente ripetute a Monte Pitti, il 2 Gennaio. Scendo a Cafaggio scaldandomi 15', poi riprendo le salite già provate a inizio preparazione. I tempi sono meglio, tra 47 e 48 con anche un 46 (l'ultimo tirato in 47); il recupero lo faccio tutto di corsa, scendendo, senza ricordarmi quanto durasse la volta scorsa, e scopro poi che stavolta ho stretto di ben 10", una media di 80.
Cieli belli e ventosi. Adesso un po' di pista e freddo di città.
E noi siamo qua, fortunati a correre.
La PRIMA è per lui, il 28, appena vista la foto sul giornale. Che altro posso fare? Scendo a Cafaggio e risalgo per la strada dell'Ospedale, la più km verticale che conosca. Ma salgo con calma, dopo 8 giorni fermo e perché è il mio piccolo corteo. Scendo poi ai vecchi lavatoi della Fonte Botroli per un po' di acqua fresca in faccia, pensando alle montagne. Un passaggio dall'alto del paese e poi giù verso casa. Lascio andare le gambe che ne hanno voglia, pazienza se il giorno dopo faranno male; rientro a 41'.
La SECONDA il 30, da Rimigliano. Siamo nel bosco che costeggia il mare, a camminare con Emilio. Io già vestito per rientrare poi di corsa. Passa qualche podista appesantito dalle feste. Poi ne passa un altro, che per superare il nostro gruppo di primipassi esce dal battuto e passa largo, allungando. Non chiede strada; quando si è signori. E' leggero sulla salita ma non forza; lo vedo solo di spalle, una volta transitato. Non posso fare a meno di gridargli ciao Stefano. Lui risponde al saluto alzando un braccio, senza girarsi. Da quel momento Emilio non vuol più camminare. Vuole correre. E così sarà per i giorni a seguire. Non so cosa pensare ma mette un po' i brividi, e le ali a me per rientrare a casa. Controvento per 44', mentre viene buio, sulla vecchia carrareccia tra il Calidario e Monte Pattoni, altro medio collinare. Il giorno dopo lo vediamo ancora dalla macchina, che corre facile su asfalto, sempre l'aria da ragazzino e la testa altrove, a pensare se rientrare per gli Europei o no, probabilmente.
La TERZA finalmente ripetute a Monte Pitti, il 2 Gennaio. Scendo a Cafaggio scaldandomi 15', poi riprendo le salite già provate a inizio preparazione. I tempi sono meglio, tra 47 e 48 con anche un 46 (l'ultimo tirato in 47); il recupero lo faccio tutto di corsa, scendendo, senza ricordarmi quanto durasse la volta scorsa, e scopro poi che stavolta ho stretto di ben 10", una media di 80.
Cieli belli e ventosi. Adesso un po' di pista e freddo di città.
12 Avete commentato:
E'sempre un piacere leggere i tuoi scritti di corsa Nicola!
Prima o poi mel i raccoglierò tutti e me li stampo.....
Lo Zio
ciao Nicola,
sempre un piacere leggere cio' che scrivi..
ottimo il "freddo di citta'" non solo in gradi centigradi.. ;-)
Anche per me il 2009 si è chiuso con il lutto di un amico... sento di aver bisogno della pista anche io
Purtroppo la montagna non perdona, ma anche il mare e anche quando corriamo ...occorre sempre stare molto attenti .....
Buon Anno Nicola ci si vede in pista, si, ma quando? :-))
...baldini?
sì Baldini Stefano, materializzatosi all'istante.
Sarò ripetitivo ma è sempre un gran piacere passar di qua ;-)
..quale peperoncino mi consigli?
Ps mi è successo anche al feed di Lucky, si era perso nel blogroll.. misteri informatici.
ah non me ne intendo troppo di qualità, sui peperoncini, ma mi piacerebbe capirci qualcosa in più, visto che senza manca qualcosa. Dalle parti del panda un ambulante mi disse che lui iniziava dal caffelatte, al mattino, ad aggiungerlo, così il peperoncino cominciava a lavorare.
ho letto da qualche parte che il "piccante", è aggressione alle papille gustative. non va confuso col gusto. anzi un abuso del piccante deavasta col tempo la percezione del gusto
Da quando vivi al nord dici un sacco di sciocchezze :-)))
Io comunque abuso un po'.
Ora chiamo il Giuriati per sapere se è aperto.
ragazzi attenti ai peperoncini, fan bruciare il cù! :-)
Ieri mi son fatto una zuppa di ceci da favola! Un sacco di peperoncino....
Da quest'anno devo cominciare a metterlo anche sull'insalata.....
Nicola che ne dici di venire domenica in montagnetta? Arruoliamo anche il Panda e ci facciamo le salite sui 300!
Ragazzi non ne abuso, ma se in casa c'è diventa un abitudine fin quando non finisce..
..poi nel kebab settimanale vario molto dal piccante al molto piccante, ma talvolta arrivo all'anestesia totale della testa..
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