21km - la distanza

domenica 8 marzo 2020 - ore 8:10 PM

Poco

Una prova di una ventina di minuti al Trotter, quando ormai la città sta pensando di non consentire più questo; tanto la gamba duole, per cui non c'è fretta e non c'è perdita.

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venerdì 6 marzo 2020 - ore 9:57 PM

Burattino

La sensazione, che mi trascino da inizio anno, di avere la gamba destra attaccata al bacino con una vite e niente più, nessun muscolo, legamento, cartilagine.
Ecco questa cosa mi consente una ventina di minuti di corsa, niente di più, a zonzo.

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giovedì 27 febbraio 2020 - ore 11:56 PM

Poca roba

Una mezz'oretta di corsa e ginnastica, in giro per il quartiere.

martedì 25 febbraio 2020 - ore 10:48 PM

Quattro euro

Stasera 6x500 recupero, 1.30 per tornare al via.
Mi sarebbe bastato tenere 1.50, ma è andata un po' meglio; la partenza dal fondo del rettilineo produce sempre qualcosa in più, in fondo quest'anno son 4 € a botta.

1.50, 1.47, 1.49, 1.47, 1.48, 1.47

p.s. ultima presenza al Giuriati per chissà quanto tempo.

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giovedì 20 febbraio 2020 - ore 9:57 PM

Le certezze che non ho

Sempre in cerca di test e certezze, anche quando so già di essere lontano da una condizione decente; sbuca quindi l'ego sfidante che pretende invece di tirar fuori la sorpresa, a discapito del sano allenarsi.
Quattro 1000 recuperando 200m, un po' camminando un po' al trotto.
Potrei dire niente male, servisse a qualcosa.

3.59, 4.00, 3.57, 4.00
recupero 200m in 1.45

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domenica 16 febbraio 2020 - ore 9:05 PM

Dei vari modi per cadere

Yeah I can take a little pain
I could hold it pretty well
I can watch your little eyes light up
When you're walkin' me through hell
Yes I've been your fool before, babe
And I probably will again


Dalla stazione di Pioltello al campo gara sono solo 600m, ma si attraversa tutto il mondo, racchiuso tra i balconi e i cortili delle case popolari, pulsanti anche di domenica mattina. Poi compare lo stradone e il prato con i nastri, batteria donne appena partita. Non posso più tirarmi indietro, che quasi non ci ho dormito.
Mi scaldo sulla pista; stranamente sono meno imbolsito che negli abbozzi di corsa della settimana che sta finendo.
Parto quindi sereno, senza troppi pensieri alla classifica di categoria nella quale sono 3° ma senza troppe speranze, visto il rientro di qualche atleta forte che solo partecipando dovrebbe buttarmi intorno alla 5a o 6a posizione.
Il percorso è cambiato, decisamente in meglio; il dosso si affronta al contrario, evitando la scesa scoscesa su terreno duro, sono pure saltati la carrareccia mezza cementata e il fosso estremo. Ne viene un tracciato finalmente gradevole e abbastanza filante, grazie anche a quel poco di pioggia caduto venerdì. Un solo ostacolo: un piccolo tronco piazzato di traverso, ma proprio roba di 30 centimetri.
In queste condizioni quasi ideali la gara scorre piacevole, con Noire ed io che ci alterniamo a tirare. Alla fine del secondo di 3 giri sono ancora dentro la gara, solo poco peggio delle gare in cui arrivavo meglio allenato; un mezzo miracolo, inaspettatamente posso tenerlo abbastanza bene. Guido una fila di una decina di elementi, gli over50 più o meno decadenti con un discreto passato e un incerto futuro; quelli forti sono già almeno un minutino avanti. Ho ancora in testa ora che scrivo la scena della mia gamba destra che salta il tronco e lo supera ma invece non so come il piede inciampa e vado in terra, oltre l'ostacolo, per fortuna sul morbido. Come ho fatto. Mi rialzo subito, nessuna botta e niente sangue, tutti bravi a non calpestarmi, ma ora il drappello è avanti una ventina di metri, sono da solo a inseguire e di colpo sento tutta la fatica che l'imprevisto ha risvegliato.
Poco più avanti mi passa un M55 e lo lascio andare, cerco di tenere qualcosa per il finale; un po' alla volta riprendo fiato e una corsa decente, ma davanti sono lontani. Quando mancano circa 500m aumento un po' il passo, arrivo in vista del Campo che conto ancora di prendere l'M55, ma davanti a lui c'è comunque un buco.
Provo a sprintare ma è un goffo tentativo, a sorpresa guadagno pochissimo e allora almeno spingo quanto riesco per evitare rientri da dietro. Sento gli zoccoli, frequenza doppia rispetto alla mia; mancano 40 metri e sto per essere sorpassato in tromba da dietro, a un passo altro da me. Finisce che chiudiamo in fila: Noire solo 3 secondi avanti (devo avergli recuperato), l'M55 e il superante, ahimè M50, infine io, che mi butto a terra e mi rialzo dopo alcuni minuti.
Scopro alle premiazioni che il mio timore di essermi giocato qualcosa di interessante con la caduta e il finale è una sensazione reale: sono 4° per un punto; nella foto i due punti persi.
Uscendo dal dramma fin qui dipinto, ne premiano comunque 5 e io oggi sono stato 20° di categoria su 37 (26.12 per poco meno di 6km), altro che podio e podio, quelli forti da cui avrei dovuto perdere nemmeno sono venuti.
La gamba destra, il femore che lamenta hanno tenuto abbastanza, tutto questo lo farò probabilmente di nuovo.

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martedì 21 gennaio 2020 - ore 10:11 PM

Rampante

Il piano di rinfoltimento per arrivare pronto a Pioltello fallisce miseramente. Sarà per il luogo prescelto, dove la cordata Politecnico Comune ha iniziato una contestata opera di sfoltimento e impermeabilizzazione del terreno per costruire una nuova palazzina, ma dopo 20 prove di sprint in salita sulla triste rampa in cemento di fronte al Giuriati, mi trovo a notte con la gola che comincia a bruciare.
sarà stato anche che quella fosse è probabilmente dove si raccolgono tutte le polveri sottili di Milano, fuori norma e fuori pioggia ormai da settimane, oppure l'ardita prova cui mi sottopongo appena terminata la ventesima salita: correre fino a casa a bomba. Ci arrivo abbastanza provato, attraversamenti inclusi, dopo un piccolo viaggio che misuro essere di circa 900m.

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domenica 19 gennaio 2020 - ore 5:57 PM

Bolgare

Ormai si corre per ricordare la fatica.
Bolgare non possso mancare, per via della classsifica di categoria che per varie coincidenze mi vede 4° ma ancor di più perché è un toponimo che è presente da sempre nel mio immaginario, in quanto intorno al 1975 la mia fui parte di un progetto di scambio epistolare tra bambini di città e bambini di campagna, per cui ricevevo ueste lettere che raccontavano realtà di cascina e che mi immaginavo come un mondo lontano, io che non ho mai avuto parenti in campagna.
Arrivo con comodo e prima di raggiungere il campo sportivo passso dalla via centrale per scoprire se sia rimasto qualcosa di questo mio immaginario. Nulla. Il paese è orrendamente posticcio; le solite case e villette anni '70 cresciute a caso, la A4 appoggiata, zone industriali e pochi prati a produzione.
Mi riscaldo con Gianluca, che quest'anno mi arriva circa un minutino avanti ogni volta e il prossimo anno entrerà tra noi M50; ma è costante e metodico nell'allenarsi, cossì che invecchia benone.
Parto forte per evitare il tappo della strettoia, poi il resto della gara su 3 giri è un certo calvario, per la mia scarsa condizione, per i lunghi sstratti in vialetto duro di parco su cui è già un miracolo non infortunarsi. All'ultimo km mi passa un giovane compagno di società, sempre stato dietro; ho almeno le rissorsse mentali per tenerlo 30m avanti e buttar fuori tutto agli ultimi 300m: acchiappo lui e un altro dalle ignobili movenze in breve tempo e la vera volata la faccio con un canottiere gagliardissimo, che avvicino ma non sorpasso.
Sono 11/20 di categoria e 70/115 totale (dai 18 ai 59 di età); tempo 25.17 per circa 5800m. Il Verdi 15" avanti.
Risalgo al 3° posto di categoria dopo 4 prove su 5; probabile che, con la forma che ho adesso, si tramuti in un 5° finale (uno forte che ha saltato una prova ma mi mangia 7-8 punti a prova e un altro che all'inizio andava piano ma che le ultime due volte mi ha bastonato).
Dopo la corsa mi spingo ssui colli vinicoli di Grumello a vedere, fino a San Pantaleone; orbene uesto patrono dei medici non mi salverà da un virulento virus nelle due settimane a venire (post scriptum hopefully not post mortem).

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mercoledì 1 gennaio 2020 - ore 5:29 PM

Combo dell'Anno

Non ricordo bene se l'uso passato fosse di correre l'ultimo dell'anno o il primo. Poi mi sovviene il ricordo di proprio dieci anni fa; stavolta si fa la mattina dopo il Santo e la tombola, introducendo  una bella combo per godere di tutte le risorse di questa terra.
Inizio con il giretto discesa più salita, quella da Venturina che mai avevo ancora fatto in bc; sono solo 2.5 km, a pendenza quasi sempre costante e con il peso della Olmo riesco ad arrivare con le gambe abbastanza rintronate. Poggio il mezzo e parto per la salita del sòcero: 10x180 da 42 a 38 in progressione;  recupero 80 secondi scendendo a piedi.

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sabato 28 dicembre 2019 - ore 5:31 PM

Su quell'uncino del Lambro

Succede che dopo Natale c'è un ultimo giorno per correre prima di partire. Chiedo compagnia per il mattino e mi ritrovo Mauro con due soci di allenamento da seguire. Ritrovo in Piazza Leonardo ma poi ci si mette a trotterellare verso il Lambro. Mi accontententerei di mettere minuti, ma il loro piano prevede qualità, ovvero almeno 8x1000; roba che non oso da chissà quanto, ma andar dietro costa poco, provarci.
E invece farli in 4.00 diventa una passeggiata, tanto che un poco alla volta scendiamo tutti e scendo anch'io, praticamente sempre secondo dietro Mauro, 2-5 secondi davanti. Piuttosto facile fino al quinto, grazie anche ai 2' secchi di recupero da fermo; fa freddo ma le gambe girano. Mi aiuta la memoria di ogni singolo metro di quel millino, quello iniziale che va da 0 a 1000, avanti e indietro.
Il sesto è già più in spinta, anche perché continuo a migliorarmi. Il settimo è l'entusiasmo e chiaramente è l'ultimo, come decido a 300m dalla fine, sprintando. In realtà mi spingono a partire anche l'ottavo, ma dopo 250m mollo, perché il femore è un po' al limite. Camminiamo io e un altro che ha mollato, che sereno mi racconta di quando gli han trovato un'arteria chiusa al 99%.
Il rientro corricchiando verso casa è freddo e dolente; c'è soddisfazione ma anche consapevolezza degli strascichi ne l'ingresso negli Anni Venti porterà.

3.55, 3.53, 3.50, 3.50, 3.46, 3.49, 3.44
recupero 2' fermi

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