Brucio dentro i 40
 Il rito si chiude intorno alla mezzanotte, quando scendo in cortile, nel silenzio della notte, fino al rubinetto dell'acqua per le piante, e lì lavo le scarpe, che tanto sotto è tutta ghiaia e il fango scorre via disciolto. Come da previsioni Venerdì ha nevicato ma Domenica sole, per cui non si gela, il cielo è speranzoso, e il terreno pesante, un misto di neve molle e fango su erba. Me la rido a vedere le batterie prima, con Luciano che quasi le prende da un fenomeno che a 100 dall'arrivo lo passa a doppia velocità, ma che poi subisce il ritorno del puledro; e meno male altrimenti trauma che l'avrebbe segnato fino a Settembre, con tutte le volate su pista che avrà da fare. Riscaldamento quindi ridotto a una decina di minuti, sparsi qua e là, e via si parte. Solita tattica di 400m a bomba e poi a rifiatare, ma sta volta prendo tanti di quei sorpassi, senza averne per reagire. Così fino al passaggio del primo giro e anche oltre; retrocedo fino al 44° posto, da 25° che sarò stato al botto iniziale. Non che faccia una fatica tremenda, ma le gambe non hanno la forza per reagire ai sorpassi. Di buono c'è che non mi scoraggio, e per una volta finalmente comincio a puntare quelli da riprendere prima della fine, guardando avanti, 5 posti oltre. Alla curva che lancia il rettilineo da cui si entra nel bosco lascio i famosi indugi, e parto in progressione, sempre attento a tenere corta la falcata. All'ingresso della stradina del bosco ne ho preso uno, recupero e rimango a 3-4 metri da una riga di 3. Si esce allo scoperto e sulla strada in calcestre cambio corsia, come nelle gare di fondo, e provo a passarne uno, che però tiene, e corriamo appaiati. Prima della curva a destra che reimmette nel penultimo rettilineo mi riporto in coda, ma passata la svolta vedo che ha fatto uno sforzo di troppo e lo passo facile, sulla neve molle. Ora 10m avanti c'è un terzetto, ma io sono in trance e mi butto fuori dove non si dovrebbe passare, dove è pesante, e li infilo prendendomi occhiate poco benevole. Questo km finale di Cinisello è sempre esaltante, alleato, mi appare più corto di quanto sia e le paure scompaiono. Ancora uno, il sesto, è la davanti; potrei aspettare i 200m finali di volata su neve ma qua si corre meglio, e voglio mettere distanza da quelli che ho alle spalle. Allora gli vado via veloce e arrivo all'ultima curva, quella del pubblico, svolta a destra: davanti quel prato innevato molle pesante, tutta la gente, la liberazione della corsa con il terreno che scappa ma un po' si riesce a domare. Aumento, sento qualcuno che grida a un certo Michele di andare a prendere qualcuno; temo di essere io ma forse non sono io, e io intanto ho un passo che se Michele vuole venirmi a prendere prego, ma dovrà metterci un bel po' di rogna. Taglio il traguardo e sono 38°, 6,9k in 26.54; un gran bell'ultimo km è tutto quello che posso concedere, di questi tempi, ma lascia delle belle piccole dolci ferite, e un po' di fango sulle gambe. Etichette: cross
Si comincia a bruciare dopo i 40...
Sentita stamattina mentre affiancavo in bc due jogger dei Giardini Pubblici. Non vorrei si riferisse alle mie gare disputate a 41 anni che, confrontate a quelle dello scorso anno, denotano preoccupanti segni di calo; un'idea più precisa me la farò a Primavera, quando sarà meno astioso allenarsi. Non è che l'anno scorso a questo punto della stagione fossi sempre fuori a correre, e come sonno eravamo lì; è che quest'anno mi diverto molto di più a non andare a correre, per il mio compagno di allenamento al gioco che è sempre più rallegrante, lui e i suoi animaletti, e per via della poca voglia di affrontare l' Air de Merde che brucia la gola (dopo i 40 µm di pm10). Poi 40 sono anche i secondi che il Panda correrà da leone prima di sentir bruciare i polmoni, al Monga del Parco Nord, 3 giorni da oggi, gloriosamente nel gruppo di testa; se poi riuscirà a tenere circa 1500m, laddove finisce il pubblico, potrà lasciare il suo segno sull'immaginario del popolo. Comunque domani si prevede pioggia, e Domenica finalmente sole; si correrà quindi sul morbido, la cosa migliore. Comunque Domenica Panda sbrocco anch'io eh, voglio fare il primo giro veloce e vedere cosa succede dopo, piuttosto arrivo al trotto. E 40 sono anche i minuti che i 2 jogger sostenevano fossero il minimo per poter bruciare i loro eccessi, che posso solo immaginare.
Bollito
Dopo un pranzo della Domenica di quelli seri, nonno incluso, teoricamente a ranghi separati ma conclusosi con una parte in sovrapposizione, Nicola Maria e nonno:
Pane con crema di zucca Orecchiette con i broccoli Bollito di vitellone con bagnetto verde, carote e cipolle lesse a contorno 1 bicchiere di Aglianico Caffè corretto Emilio: Mezzo piatto di Bulgur con la zucca Filetto di merluzzo con broccoli Pane con crema di zucca Orecchiette con i broccoli* , dopo una digestione di 3 orette, rimpiangendo il tepore da sole che verso mezzogiorno avrebbe raccomandato di uscire immediatamente (ma non potevo), alle 18.30, con il mondo ghiacciato e la fatica di 7 giorni senza tirare il fiato, ora esco. Al Lambro è come sempre in inverno più umido che altrove e più freddo. Sono indubbiamente stanco, svogliato, e quei pantaloni lunghi da corsa pesanti 1 taglia in meno che ho messo son sempre più stretti, dopo ogni lavaggio, e fanno una resistenza tremenda sulle cosce (bene in calzoncini Domenica volerò). Parto sull'otto per fare giri 8, 8k di medio, sui 4/km, ma capisco subito che quel ritmo oggi è tutt'altro che medio, e al secondo giro sono già in para; arrivare a 6k è un capolavoro di volontà, in 23.53, ultimo giro a 3.54. Totale di 65' sulle gambe. Mentre rientro a casa defaticando un po' di nausea da cemento e scarpe ammortizzate, imbocco la strada di casa, a centro carreggiata, vuota, e allungo quegli ultimi 300m forti, per riconciliarmi con il gesto. * prima assunzione di peperoncino, a memoria. Etichette: Lambro
Dorini impolverati
Giorni di aria tremenda, che quasi tutti fan finta sia buona e necessaria, per non fermare il tran tran padano. Meno male che corro poco vah. Poi ieri sera al Campo faceva pure ben freddo, ed ero vestito troppo leggero, così che mi sono scaldato quei 20' minimi e poi via per 10 dorini allenanti e sempre valido test. Parto tranquillo in 62, per cercare di scaldare meglio le gambe, recupero e riparto, recupero e riparto. L'illuminazione della pista è veramente al minimo, sarà che l'elettricità costa e che si prende tutto, ma a volte sembra un po' esagerato. Riparto e recupero: niente, non mi schiodo da quei tempi, tra 60 e 62, anche nei recuperi. Sicuramente il freddo non aiuta, io non voglio esagerare, finirne per una volta 10 senza pentimenti, e quindi la prendo buona. Alla fine sono 5k in 20.29, un buon 40" più di quando sto bene. Cominciano a mancarmi gli allenamenti diurni invernali dell'anno scorso; correre sempre al buio con il freddo, a Milano poi. Etichette: dorini, pista
Vallone The Movie
Al passaggio dello strappetto (credo primo giro) passo 46°; finirò 44°. Visti così sembra vadano tutti come bestie, ma il primo giro si esagera sempre. La Freccia Vallone comunque ci fa una pipa. Etichette: cross, video
Modelli di riconversione
Che vuol dire anche che tu, amico maratoneta, un giorno l'altro potresti trovarti a correre un Miglio in pista, senza Garmin. Oppure che le tute blu di Mirafiori, Termini, Pomigliano and friends, proprio nel giorno dell'annuncio della chiusura di 2 mesi di tutte le linee auto del paese, scoprono che potrebbero presto trovarsi a confezionare divani, come brillantemente suggerito dagli infaticabili cacciatori di notizie di repubblica.it, sempre attenti ai nuovi trend e pronti a intuirli e a renderizzarli nella sontuosa grafica del sito. Scoperte le montagne Avatar ecco la foresta del kolossalAccomodatevi tranquilli questo è il divano-500India, obiettivo Delhi le notti dei bimbi senzatettoBalla con Microsoft Bill Gates in discotecaCuccarini spaziale il backstage in esclusivaTroppo stress, lo chef Adrià si ferma due anniRecupero aereo nell'Hudson tre giorni in quattro minutiPovero Tiger, guai e beffa arriva anche porno "Wood"Zak equilibrista tra le nuvole guardate cos'è capace di fareL'ultima burla su internet Google aggiorna FacebookLezioni di trucco su Twitter a lezione da Courtney Love"Mamma, mi manchi": Jolie la ricorda col video su YouTubeIn Florida il primo parco a tema per Harry PotterMamma che freddo qui scoiattolo a -15Giakarta contro Armani una t-shirt nel mirino(e non è una delle giornate peggiori, anzi, una delle meno porn) Ultima: INTERATTIVITA' Vintage di famiglia Inviate le vostre foto Guarda le 1500 foto Ecco questa merita un piccolo approfondimento: in un mese han raccolto la bellezza di 1500 foto, un'idea geniale che a nessuno era mai venuta in mente. Meno male che: Before the fanny packs and Andrea Bocelli concerts, your parents (and grandparents) were once free-wheeling, fashion-forward, and super awesome. http://myparentswereawesome.tumblr.com
Nonvalescenza
 Il parcheggio per la gara è il solito prato adibito, bello liscio, erba bassa brinata e nessun pericolo di pantano. Non ho ancora ben inquadrato dove correremo, se da lì si vede solamente una strada nel bosco salire. Fuori dall'auto ci sono almeno 5°C meno che a Milano. Ho voglia di caffè e puzza che me lo sono giocato. Prendo il sentiero, e dopo 100m appare di colpo la valle delle meraviglie. Prati verde brina a terrazze dolci a perdita d'occhio, con sparsi alberi da frutta, una serie di tende festivaliere già pronte, i gonfiabili per partenza e arrivo, picchetti e nastri che disegnano un tracciato armonico, mai noioso ma nemmeno aggressivo, da accarezzare. Peccato che non stia ancora bene. Ho deciso di venire Sabato pomeriggio, dopo una mattinata passata a spurgare dal naso viscide creature color uovo, una tonalità mai vista; 3 giorni a letto e 3 a faticare per far finta di niente, notti dormite un'ora alla volta, salire le scale quasi un problema. Domenica mattina però mi sento meglio, ho dormito ben 7 ore e ho voglia di provarci, sperando di non ripiombare nel grande morbo. Una cosa alla volta eh. Per adesso sono arrivato a destinazione. E poi il grande Sarina ha appena spento la mokazza. Fare lo spettatore delle due prime prove è favoloso, perché dal centro del campo gara seguo praticamente tutta la corsa, con movimenti minimi. Quello sarà il mio riscaldamento pregara. Quello è. E poi vedo una gara femminile su tempi lenti ma con 5 donne vicinissime fino all'ultimo km, come quasi mai succede; e vedo anche, come spesso capita, gli ultimi 400m da cineteca del Robi ambrosiano (quei 4 dietro li ha presi tutti agli ultimi 50m) e del Luciano rorànne, imperioso. Si parte; prendo posto una fila dietro rispetto al solito, ma i primi 300m li faccio comunque forte, sapendo che poi dovrò comunque frenare per non marcire subito. Così dopo un minuto circa di gara vedo uno dopo l'altro una buona quindicina di atleti venirmi avanti, partire per la loro gara, e nessuna voglia di fare cazzate per stargli dietro, anche perché i giri stavolta sono 3, uno in più del solito. Le gambe sono quelle classiche del dopo influenza, dure, da non portare all'indolenzimento, ma il percorso è talmente bello e divertente che mi gusto ogni singolo tratto. In discesa mollo le gambe e recupero posti, in piano perdo qualcosa perché non spingo, sulle salite corte sprinto... Eh sì perché non è così faticoso, son sempre 8-10 passi e son in gran condizione di spirito; mi diverto un mondo a superare in quel modo, fa niente se poi magari dopo mi raggiungono, ma oggi è una specie di allenamento in cui giocare senza farsi male. Insomma mettendo tutto insieme finisce che prendo la mia posizione alla fine del primo giro e non perdo più posti; arriva qualcuno forte da dietro ma qualcuno davanti si scoraggia a vedermi aggredire i dossi, e pluf sparisce dalla vista, come in un videogame. Inizia l'ultimo giro, suono di campanella che per noi pistard è musica Sacher. Nel tratto in discesa recupero un paio di posti, poi mantengo e punto gli ultimi 3 sorpassi possibili, all'inizio dello strappetto duro che precede i 400m finali in falsopiano, sempre salita. Uno lo passo alla curva tecnica, più avanti ci sono i miei a spingermi, cambio frequenza senza allungare il passo, la velocità cresce e mi viene da ridere. Un'altro che mi scivola dietro e all'ultima curva punto il terzo, andiamo entrambi in progressione e finisce lì, senza cercare energie che sarebbe solo dannoso consumare. Non ho voglia di tossire all'arrivo, ma di sorridere, così come si era raccomandato Furio. Sono 44°, 25.20 per 6.3k circa; andare nei 50 vuol dire far punti per la individuale, una linea di demarcazione. Come avevo annusato in gara il Vigile La Gatta stavolta era lì vicino, in agguato, ma poi alla fine è 14" dietro (onore ai suoi 140' di lungo del giorno prima). E levata di cappello infine alla fotografia del fotografo dell'Atletica Verbano (cercare quella con Pellizzoni che ha preso la testa, il secondo che gli sbuca sopra al dosso). Etichette: cross
5 regole del Trofeo Monga
 1- Non pensare mai di passare inosservato; i tuoi ti curano, curano i tuoi piazzamenti, li confrontano, si ricordano, che vi salutiate o meno. In caso di guerra civile si ricorderanno di te e ti porteranno rispetto. 2- C'è sempre qualcuno più veloce di te in volata. Ma potresti essere tu. E comunque devi farla, la volata, perché al Monga c'è sempre pubblico. Il tuo pubblico. 3- In teoria ai cross si va talmente più piano che basterebbero 400m forti (se ce la fai meglio 1 km), come essere in pista, per capovolgere una situazione andata in vacca. Se parti troppo presto ti inchiodi. Se parti troppo tardi t'incazzi e ti passa (forse) verso il Mercoledì sera, a patto che ci sia un bel tramonto. 4- Non fidarti mai a seguire nessuno per più di 500m. Potrebbe essere molto più forte di te, quel giorno; potrebbe avere i demoni che gli strappano il cervello e non lo lasciano correre, e rischi di prenderli anche tu. E potrebbe anche avere dormito 3 ore o avere 38 di febbre, oltre ai demoni. E tu non puoi saperlo. Puoi solo rischiare di farti portare in un buco nero e accorgertene troppo tardi. 5- Sei andato forte? Sì bravo, ma se quel giorno sono arrivati 10 fenomeni locali ti sei preso comunque un piazzamento di merda. Etichette: cross
202 in batteria
 Questa è da annali; raccontano sempre i veci di quando al Monga erano in metà di mille, le legnate in partenza, la sfida al limite. Bene. Ieri causa il fatto che la gara era valida anche come Campionato qualcosa Fidal al via si sono presentati in tanti, e la nostra batteria di 40enni era popolata da 202 astanti. Due notti dormendo mezz'ora alla volta e un sentore in gola che l'influenza del picinin si stava cominciando a manifestare dalle mie parti nulla son valsi versus la possibilità di fare punti pesanti. Al via come sempre sprinto bene e mi piazzo, poi proseguo fino al primo passaggio di metà gara senza avvertire gran fastidio dalla debolezza del risveglio. Recupero alcuni, mi passano pochi altri. La posizione sembra un po' quella delle ultime prove, le solite facce note. All'inizio del secondo giro tiro un po' i remi in barca, perdo posizioni come a Treviglio (6- 7...) ma in vista dell'ultimo km mi rianimo, affronto la spalla del cavalcavia in erba con decisione e recupero un po' alla volta 4-5 posizioni. Ai 400 sono dietro un atleta dell'Atletica Lambro che era parte della fila che non riuscii a raggiungere a Treviglio. Fila deciso, non sembra affatto in crisi come altri che ho passato facile; l'arrivo è un'arco di circonferenza continuo, e a 100m dallo striscione parte l'attacco buono. Scarico energie inaspettate sull'erba, rimbalzo come un leprotto e mi prendo con gioia un posto che sarà 45, una cosa che sembrerebbe deludente, ma che vista la partecipazione e gli ostacoli della settimana lascia il sorriso. Tempo 26.20. Etichette: cross
3 in una settimana
Erano mesi che non correvo 3 volte in 7 giorni. Il Campo chiude alle 20, e riesco a uscire di casa alle 19.30; 10' per scaldarmi fino là, con un paio di giri di pista esterni, e poi si parte, nel quasi deserto, imboscato senza tessera che quella del 2009 non la trovo più e quelle nuove ancora non son pronte. Dorini senza troppe energie, ancora un po' di peso del medio di Martedì. Non ho grandi ambizioni, li affronto con serenità, perché è già tanto essere lì, a 3 giorni dal Cross di Paderno. Primo 300 senza forzare in 62, poi alcuni un po' meglio, e recuperi abbastanza lunghi, anche 60, che ultimamente stavo sui 57. Ne corro 8 e in totale fanno 16.02 (sono 4km). Unico momento di gloria un 58 stimolato dalla voglia di sorpassare un forte Daino che gira spesso lì alla sera tardi, sui 3.30, passeggiando. Etichette: dorini, pista
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