21km - la distanza

venerdì 7 aprile 2017 - ore 11:43 PM

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Da lunedì mi esce un dolore sulla parte centrale del contatto pianta/dorso destro.
A memoria forse qualcosa di analogo era successo in passato.
La fonte la inquadro facile la prima volta che provo a rimettere le Supernova: mi accorgo che in raltà al centro della scarpa la pianta è strettina ed è solo la morbidezza generale a non farla percepire; per cui nella corsa il lato esterno del piede non poggia esattamente sul plantare e alla lunga la cosa deve aver lasciato qualche strascico. Cammino con leggero dolore per un paio di giorni, mentre giovedì sera mi butto al Giuriati per fare una mezz'oretta con le Rider, girando tranquillo e unendomi agli ultimi 3 200 di Emilio e Ale, che corro senza forzare e alquanto goffo, ancora incriccato, sui 38".
Per il resto il corpo si riprende bene, meglio che dopo Venezia.

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mercoledì 5 aprile 2017 - ore 11:52 PM

Milano parte 2

I've come a long way,
And never even left Milano.

Dal 21 al 25 scorre come miele, grandi viali alberati, uno scorcio dello stadio tanto per, niente vento e quella sensazione di poter andare all'infinito in uno spazio tutto sommato inesplorato; indietro non si torna. Poi c'è questa cosa della sostina ogni 5km dalla quale mente e corpo sembrano trarre linfa. Mi fermo mentre l'orologio segna 1.56.59. Mentre bevo passa Anselmo, era dietro una decina di secondi e mi chiama a sè, ci vediamo tra poco gli dico.
Torno a correre che lo vedo, una quarantina di metri avanti. Temo per un po' che mi vada via ma la distanza è sempre quella. Nel frattempo la città si è fatta conurbo e vecchi borghi, mi dedico a cercare di tirarmi dietro un paio di maratoneti e riportarli su un gruppetto avanti, un possibile branco con cui fare un po' di strada. I miei inviti e il mio cercare l'aggancio in modo graduale funzionano per me ma non per loro. Quelli cui mi accodo sono in buona parte cesenati, in trasferta, a conquistarsela. Passiamo da Trenno vecchia, mood di paese che acclama i passanti e li festeggia. Bello. Sfioriamo per l'ultima volta il Parco al 27 , poi via a tenersi stretto il gruppetto fino al 30, 2.21.53. Sono troppo distratto, me la sto bevendo e lei si beve me, goccia a goccia, senza che me ne accorga. Ne sa molto più di me di quanto ne sappia io di lei. Trovo Frazzei, sempre un sorridere, salto l'acqua per prendere i sali e i sali non ci sono o me li sono sviati. Uno dell'assistenza mi dice più avanti, ma voleva dire il 35, probabilmente. Lì mi gioco diverse carte, non ho la lucidità al limite di tornare indietro, mi bevo un fondo di bottiglia che mi passa Anselmo, in piccola crisi, rifuto uno dei gel che tira fuori dai suo calzoncini dove ci sta di tutto (pure il telefono con cui ci ha preso l'istante del pre-gara), insomma ne sbaglio una in fila all'altra. Mi dico che al 35 son solo 5 km e lì finisce e poi lì ci sono i gel dell'organizzazione, sempre che servano.
Ripartiamo.
Al 31 per la prima volta mi fermo a camminare qualche metro fuori dai ristori, poco dopo che mi ha passato Cesare con i palloncini del 3.20. Avanti Anselmo cammina fuori gara, sembra quasi voglia fermarsi. Mi manca un po' di convinzione ora, ma riesco a dirmi di correrne uno alla volta e poi fermarmi qualche secondo, perché il passo è ancora quello da 4.45, sono le gambe che, dal 32 in poi, cominciano a indurirsi e le energie a mancare.
Fino al 33 è un continuo alternare passo e corsa, superarmi con Anselmo che fa la stessa cosa ma si ferma in punti diversi. Siamo abbastanza comici, io nemmeno troppo abbacchiato; sono in una roba che non è mia e per questo non le chiedo troppo. Poi ho tanto vantaggio ancora per stare sotto alle 3h30 e vedo che ogni km passa poco sopra ai 5 minuti. In fondo Piazzale Accursio, il rientro e soprattutto so che poco dopo c'è il sovrappasso del Portello, dove sta questo 35 che aspetto.
Cammino, corro, salgo il passaggio sopra la circonvallazione e intorno a me van tutti più piano; scendo ora verso la Fiera e ancora vado più forte degli altri ma i piedi pestano sto pavimento che è troppo duro, cammino, riparto, ecco il ristoro. Prendo un gel e acqua, passo camminando il cartello e con tutto sto casino ho fatto 5k in 26.44 incluso lo stop. Sono al centro di una cipolla con ancora un sacco di strati profumati, posso prendermela comoda e perdere altri minuti per strada.
Sono 2.48.38 che sono in gioco. Mi mancano 7km. Niente.
Niente. Le gambe non ripartono. Cammino sotto il Portello e nemmeno la Visione di Barac con il cagnulìn che mi dice di correre, nemmeno quella. Poi mi rimetto e ci provo. Alla prima rotonda, Piazzale Chiesa, sono di nuovo vuoto. Cammino, corricchio. Arrivo al 36 che ci ho messo 7 minuti. Riprendo a correre ma ora ho i polpacci che si fanno duri e non si sciolgono. Così anche il femorale. Soprattutto le caviglie, non snodano più, sono come saldate alle gambe, una sensazione mai provata. Cammino, quello riesce, anche se un po' rigidamente.
Andata. Sciolgo subito i sogni di tempo e non va male, anche perché trovo un compagno di nordic walking, passato troppo svelto alla mezza e ora crollato. Lo consolo, sono in vena. Ci facciamo 2km camminando a 10' l'uno, come da manuale della passeggiata sportiva. E' spuntato il sole e non sono quasi sudato, potrebbe andare molto peggio. Potrebbe piovere o tirare vento. Passiamo davanti alla Triennale e sbuchiamo al curvone dove i miei, reduci dal ristoro, aspettano con acqua e tifo da stadio. Ho ancora voglia di sorridere e scherzare.
Cammino un altro km, sullo sterrato del parco Sempione dietro al Castello, una parte che sognavo di correre, quel calcestre che ho pestato tante volte. In Via Legnano provo a corricchiare.
Due passi di corsetta, due passi camminati, due passi di corsetta, due passi camminati.
Supero un passeggiatore ridendo e lo rassicuro. Rido di me gli faccio.
Ora va meglio, un po' alla volta i muscoli si sciolgono ed è corsetta lenta ma continua. Arrivo al ristoro del 40 e mi fermo a prendere i sali. Mentre bevo sento un gran colpo alla schiena e mi cade liquido dal bicchiere. E' un cazzo di staffettista con la maglia EA7 che infoiatissimo travolge chiunque pur di bere e proseguire. Mi prende pure a male parole. Gli tiro addosso l'integratore rimasto ma ormai è fuori tiro e mi mostra il medio. Un altro mi fa andiamo a prenderlo.
Ricomincio a correre, sulla salita del Fatebenefratelli. Correre eh, proprio. Però lo stronzo ha un discreto vantaggio e non riesco a prendergli metri, inoltre il polpaccio si indurisce nuovamente e rallento un po'. Sulla discesa però riparto e ora sto bene. Incredibilmente bene. Arriva in un lampo il km 41; il crono, che fino a poco prima mi serviva per curiosare la possibilità di arrivare entro le 4 ore, dice adesso che il tetto è di 3.45. E sto correndo, adesso proprio veloce, senza alcun dolore, il doppio di quelli che ho intorno. Prendo la salita dei Bastioni di slancio, scendo, ho un largo sorriso in volto. La curva in fondo, dove temevo di lasciare le anche, lascia solo il piacere di vedere in fondo il traguardo e andarci incontro correndo sotto al sole, a zigzag tra quelli che, beati loro, han corso fino a ad allora e giustamente preferiscono salutare.
Sono 3.42.45 di real time. Lo so che questa sembra invece unreal, ma ho preso 8.30 circa dal km 40 alla fine (in effetti un compagno risuperato al 41 finisce 80" dietro e a quelli passati ai -100m di secondi ne rifilo 7 e 9. Per quel che vale.
Ritiro la medaglia dalla signora, cammino fiero fino alla sacca, bevo sali, mangio una banana, incontro Simone al PB, cambio la maglia senza sedermi, che metà di quelli che lo fanno gridano di crampi.
Passeggio fino a Porta Venezia e torno a casa in sella alla mia cavalla a due ruote.


continuato da qua

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martedì 4 aprile 2017 - ore 9:28 PM

Milano parte 1

Sveglia alle 6.40. Sensazione di aver riposato bene, vigile e pronto. La sera ha piovuto bene, oltre le previsioni; le pozzanghere già sparite, fresco il giusto e cielo nuvoloso ma chiaro. Non pioverà.
Acqua melassa e limone. Polline. Pane e marmellata con tè nero, succo di limone e zucchero.
Una colazione giusta, non abbondante, quello che ci sta (la sera prima cenato tardi con pasta e pomodoro - a mezzogiorno gran polpette maison con patate e porri lessi nell'impasto).
La sera ho tagliato netto con le forbici i calzoncini sociali che abbrancano le ginocchia. Ora sono corti su misura, hanno dietro la tasca con la zip dove va il mio tubetto di silicone con melassa e limone appena diluiti.
Alle 8.20 esco di casa, alle 8.30 sono a Porta Venezia, mi trovo un posticino dove legare la bc.
Arrivato in zona mi siedo su un seggiolo di tronco segato del giardinetto in legno e aspetto, mentre intorno tanti si agitano.
Alle 9 mi metto in fila con un londinese e scambio due parole, oltre a guidarlo traducendo gli schiamazzi dello speaker, preoccupato a preoccupare i presenti con possibili scenari di ritardo fatale. Se non vi muovete ora non arriverete in tempo.
Lascio la sacca e guadagno la griglia. Sono in seconda, quella dei 3 ore e qualche, dove han ficcato senza qualifica me e Maurizio. Avranno avuto posti vuoti. Pregara sereno, c'è Mauro e ci sono altri 5 compagni di società.
Botto. Partiti.
Molta meno ressa che a un 10k di paese, si può correre decontratti su per il primo passaggio dei Bastioni (ce ne saranno altri due).
Dopo un km e mezzo Maurizio già mi saluta, dice che sto aumentando il passo e che lui vuol rimanere lì appena sotto 5/km. Poi se no ho alla fine raccoglierò i cadaveri. Io so che uno di quelli sarò probabilmente io, ma per adesso corro senza fatica a 4.40 e le membra sono sciolte e pronte.
Verso il km 4 recupero Anselmo e non mi viene dietro.
In centro ci sono lunghi tratti a pietrone, vie dove cammino ogni giorno da anni. In Cairoli c'è Tommy, poco più avanti il ristoro, dove per la prima volta prendo acqua. Sulla salitella provo a bere ma è faticoso, fa salire i battiti e scende pochissima alla volta. Ci rinuncio.
Passo il km 10 in 46.14, mentre avanti comincio a vedere Stefano Z e Mauro. Qualcosa non quadra ma fa niente, non è il Corrigiuriati, è la maratona.
Il km 11, se giusto, mi dice 4.30, c'è l'Angelo in scalmane al bordo e allungo per sentire la sua mano. Poco dopo raggiungo i due davanti. Eccomi. Non mi seguono. Ma si fa per dire, perché tutto meno che questo si aspettavano e dopo 500m me li vedo sfilare, lungo l'infinita Via Washington. In fondo c'è la boa e inizia il vento. I due prendono metri, io cerco di coprirmi ma trovo Lo Scorreggione. Mi sposto su un altro ma so che l'aria mi fa consumare energie preziose e mi toglie scioltezza. Decido di prendermi ogni 5km 20-30 secondi per camminare e bere sali, non importa perdere il gancio, che tanto se ne trova subito un altro, faccio così al 15 dopo aver lappato a 1.09.17. Il tappeto del 17 segna 1.19.04, in 2km ho recuperato il tempo perso bevendo e la media non è cambiata, siamo sempre a 4.40, una proiezione finale assurda da 3.16, ma a parte le folate sto benissimo. Da City Life in poi il percorso chiede ulteriori energie, c'è la rampa che porta all'autostrada, continua il vento, poi il sottopasso, su cui lascio andare le gambe ma forse non faccio bene. Avrei bisogno di qualcuno che mollasse un po'e di stargli addosso, qualcuno da 4.50/km ma è troppo presto, son tutti più allenati di me e per ora il passo loro è 4.40, tocca seguirlo, almeno fino a che c'è vento.
Dal km 20 il percorso torna a essere più riparato, di nuovo cammino e bevo, si gira intorno all'Ippodromo per i bei viali alberati, recupero serenità e passo la mezza in 1.38.34, media 4.41, ancora con voglia di correre e pensieri positivi che anzi crescono. A Venezia passai 1.35.00; 3' sono niente, 11 anni dopo e a seguito di preparazione parzialmente scriteriata.
Di Anselmo non ho evidenza. Passerà 16" dietro di me.

continua

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giovedì 30 marzo 2017 - ore 10:07 PM

Enter now

Martedì 28 Marzo, ore 22.59

N.
il pettorale di Baldo è andato?

M.
sai che non lo so?
in ogni caso la faccio se vieni anche tu altrimenti solo foto

N.
perché io non sono allenato ma sono integro
e non ho molto da perdere
tu non lo so

M.
io non sono allenato, non sono integro ma ho le hoka one one
clifton 2 per la precisione

N.
ah beh
ho fatto ragionamento simile
ho le scarpe
se non le uso ho buttato via 80 euro
quello mi sa che è su INTER CHANNEL.
albanesi è assolutamente favorevole
http://www.albanesi.it/corsa/energia.htm
sotto sotto è un cazzaro

...

M.
Sono a questo punto
Procedendo con l'iscrizione l'atleta dichiara di aver letto e compreso quanto scritto sopra e di accettare integralmente le condizioni del servizio
Non mi tradire adesso
Io mi butto e vaffanculo

N.
comunque
se scegli bonifico
al massimo non paghi
no?

M.
ormai sono troppo avanti con la transazione

N.
io mi sto registrando

M.
paypal paga subito

N.
su enternow
una fatica

M.
fatto
alla peggio accompagno ans

N.
oh ma
se metto FIDAL non mi fa compilare la società e non mi fa andare avanti

M.
poche pamme
cioe' poche palle
:-)
ora vado a nanna

N.
ah

M.
domattina scopriro' se ci sei

N.
ci sono quasi

M.
ma vuoi mettere una maratona improvvisata all'antivigilia del mio compleanno?
se la finisco vanno a pallino decenni di tabelle di pizzolato mai terminate

N.
fatto
_______________

Due sere dopo, la rifinitura.

Circa 50' sullo sterrato del Giuriati, a 4.45, con grande fatica e poca fluidità.
Non un test probante ma quel che conta sarà domenica, io vivo a mezze giornate, no che non sono le fate.

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martedì 28 marzo 2017 - ore 9:15 PM

Un dono

La migliore prestazione italiana maschile sul Miglio appartiene a Gennaro Di Napoli, è vecchia di 21 anni come il manto della pista su cui fu realizzato e che vediamo oltre le sbarre mentre giriamo nel decadente ex parco SNAM, l'area gioco di Metanopoli, una città di frontiera con annessa chiesa di punta dedicata alla Santa Barbara del Gas.
Ora quando mi riscaldo al trotto e le Aero sono rimbalzine vuol dire che ho i garretti in buona, oltre alla voglia di non partire cauto.
Inteso che i km totali erano probabilmente giusti ma i parziali mica tanto, prendo con le pinze l'8.00 del secondo km ma anche il 12.13 del terzo, durante il quale mi era sembrato di spingere. In verità poco dopo spingo un Montestella che per tagliare sul marciapiede scarta di netto mentre gli sono attaccato. Lo accompagno con il braccio lungo le retta via e via madonne, prima le sue, poi le mie e dei miei soci (ma c'è anche un estraneo in corso che si propone se hai bisogno per menarlo io ci sono); in realtà lui non la smette, ci giochiamo diverso fiato e alla fine allungo per affiancarlo e proporgli una stretta di mano, che accetta non di primo acchito.
Poi si torna a correre, passando la metà (il primo giro) in 20.25. Tanto mi è servito per riprendermi dalla smania del conflitto, che il sesto va via bene e così fino all'ottavo, a 32.36. A quel punto rifiato un po', tranquillo dell'under41 e temendo di cuocere di colpo; passo al nono in 36.44 (ma sempre dubbi sulla lunghezza, visto che di posizioni non ne perdo) e poi corro il decimo dando quanto ho, ovvero non troppo. Nel vialetto di ingresso ai 200m finali di pista ho un sussulto, sto finendo muscolarmente, poi però la gommina anni '90 mi accompagna dolce al traguardo, appena dietro la donna dalla bella corsa con la quale ho condiviso tira e molla buona parte di gara.
Tempo 40.39, aiutato dal fresco e dall'aria che la pioggia della notte ha portato.

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venerdì 24 marzo 2017 - ore 1:36 AM

Quasi 3000

Circa 55' di corsa stasera, che c'era il 3000 del Corrigiuriati.
Riscaldamento decente, un po' di lento in compagnia e poi qualche andatura e diversi allunghi.
Il clima peripiovoso aiuta la mia indole.
Si parte e prendo la testa, cosa che mi ero appunto messo in capa nel corso delle ultime ore.
Anche perché nessuno schizza via.
Passo in 41" ai 200 e in 2.06 ai 600. Primo km in 3.37, dietro e non proprio attaccati gli altri.
Proseguo, un giro alla volta, sapendo che non durerà.
Al 1000 sono comunque ancora avanti, in 3.37, anche grazie alla reattività delle Aero.
Il secondo km è il presagio dello stop; lo corro bene ma il tempo cala vistosamente; passo in 7.30, significando un modesto 3.53.
Sempre solo al comando; dietro cincischiano ma intanto io me la godo.
Ai 2200 sono ancora solo ma sto scomponendomi come un Goldrake assalito da un mostro a testa di serpente. Mi fermo e cammino una cinquantina di metri, mentre dietro un folto gruppetto mi passa in tromba. Sono in controllo delle mie intenzioni, vorrei correre ancora, dopo.
Riparto con la corsa abbastanza celermente e chiudo il terzo km in 4.03, sosta inclusa, che fanno 11.33.
Un bicchiere di tè e riparto con corsa lenta insieme a Stefano Z, come sempre pronto a presentarsi alla maratona cittadina, ne ha saltate quasi nessuna.
Un quarto d'ora di corsa dopo la fine del 3000 mi fermo, aspetto un minuto e parto per i 200.
Solidi, oltre le aspettative, con recupero di 60" da fermo.
36.8, 37.5, 35.8, 36.6, 35.1
Potrei andare avanti ma sento i polpacci ormai duri; corro altri 3 giri di pista tranquillo e la chiudo.

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lunedì 20 marzo 2017 - ore 9:16 PM

Extramilano

Il giorno della Stramilano proprio buono per andarsene in montagna. Le mie vie respiratorie soffrono da settimane, quotidianamente. Quelle di tutti, in realtà, ma si vive in anestesia. Poi soprattutto il Nenne se la merita, una gita in quota, a zompare sull'ultima neve.
Saliamo in Val dei Ratti, da 600m fino a 1500, ultima mezz'ora nella neve a chiazze, in piena inversione termica. Lui vorrebbe andare oltre, appena ha una carta per le mani non lo tieni più.
Alla fine ci facciamo comunque 17km +900 e ci dolgono i garretti dal tanto amore per la montagna.

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giovedì 16 marzo 2017 - ore 10:57 PM

Ripetente

Solo per vedere quanto ho perso nelle 3 settimane di malattia.
Riprovo l'allenamento di 5 settimane fa.
Quel che accade è prevedibile, ovvero che non ho più (ancora) il fondo per farne 12, oltre ad avere un po' di smania da maratoneta mancato che vorrebbe accorciare.
Per cui ripeto 8 volte anziché 12, ma su tempi anche un po' migliori (sugli 8 colpi 20" meno stavolta). Facendo più fatica, vorrei ben vedere.
2.00 - 3.16
1.56 - 3.15
1.56 - 3.15
1.57 - 3.15
1.57 - 3.14
1.58 - 3.13
1.59 - 3.14
1.58 - 3.10
Sono 50' sulle gambe, pianino si riparte.

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domenica 12 marzo 2017 - ore 10:03 PM

Interludio

Sveglio dalle 6.30, non riesco a riprendere sonno, discuto con il mio ego di andare a correre, che sarebbe una cosa piuttosto normale, di domenica. Una parte di me sbaverebbe per prendere l'auto e fiondarmi in una qualsiasi montagna dove si possa respirare, ma è complicato.
Uscire a correre invece è una decisione ancora più difficile, ho ancora un po' di tosse e raffreddore e non troppe motivazioni. Alla fine i bambini si svegliano e trovo una cosa più gratificante, accompagnarli nel risveglio. Alle 9 finalmente mi decido a uscire e fare la cosa che in automatico mi riesce meglio (a parte la pizza serale): andare al Lambro, girare la montagnetta per una mezz'oretta e poi rientrare, una cosa che si avvicina all'ora di corsa.
Ne farò 8, di giri, 6km in 25.09 (4.11/km), a un passo che già dopo 2 giri impegna non poco.
Molta testa e poca gamba, così che tornando a casa riprendo la progressione e chiudo sfatto ma veloce.
Clima caldo freddo marzolino con aria che secca il sudore, speriamo bene.


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venerdì 10 marzo 2017 - ore 12:06 AM

Dieci km per me

4.20, 4.16, 4.18, 4.18, 4.18 (21.33)
4.18, 4.19, 4.18, 4.12, 4.06 (21.14)

Questi sono i 10 passaggi del mio primo 10.000 su pista iniziato e terminato in 42.47.
In passato ne avevo interrotti un paio, sempre del Corrigiuriati.
Poi durante l'ora in pista (credo 39 e poco, nel mio miglior risultato, quello dell'esordio insonne) e anche durante qualche allenamento la distanza è stata completata, ma sempre come semplice passaggio.
Dopo il crollo di ieri, partire con i polpacci rigidi e a freddo, dopo un'altra mattinata di tosse, è stato già un successo.
Scarpe forse sbagliate oggi - le Aero e i crampati non van troppo d'accordo -  ma corsa comunque leggera ed economica. Solo che a schiacciare andrei poco più veloce e muscolarmente lo sentirei.
Per gli ultimi due km un compagno inaspettato, il Vignaiuolo che, svogliato che sembrava me, stavolta è lui a fermarsi poco dopo metà gara e mi rende gran servigio ad accompagnarmi gli ultimi 7 giri; allungo giusto i 200m finali, senza aprire la falcata, solo aumentando la frequenza, all'indiana, per non ravvivare il dolore all'adduttore sinistro che finalmente mi sta lasciando.
E toh, è comparsa anche la Resa dei Conti, cosa che mi illumina la serata (maledette docce tiepide del Giuriati, non bastava lo spogliatoio senza riscaldamento e senza phon; siete in tanti e la caldaia non ce la fa).

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