 Non ricordo bene se l'uso passato fosse di correre l'ultimo dell'anno o il primo. Poi mi sovviene il ricordo di proprio dieci anni fa; stavolta si fa la mattina dopo il Santo e la tombola, introducendo una bella combo per godere di tutte le risorse di questa terra.
Inizio con il giretto discesa più salita, quella da Venturina che mai avevo ancora fatto in bc; sono solo 2.5 km, a pendenza quasi sempre costante e con il peso della Olmo riesco ad arrivare con le gambe abbastanza rintronate. Poggio il mezzo e parto per la salita del sòcero: 10x180 da 42 a 38 in progressione; recupero 80 secondi scendendo a piedi. Etichette: bc, Campiglia, sprint
Giusto un paio di km dagli spogliatoi dell'Arena.
Frequentazione d'intralcio piuttosto limitata, alle 2 del pomeriggio di una giornata fredda ma solare.
Magari all'una qualcosa in più, alla peggio li facciamo scansàre. Etichette: salite, sprint, video
 Cinque giorni dopo l'ultima corsa, ma con la revisione di mezzo, passata a pieni voti, con dottoressa che rinuncia a indurire ancora la salita perché tanto le pulsazioni non ti salgono. Fa freddo sì, ma ci giochiamo il bonus riscaldamento globale dell'Arena, così che si riesce a stare in maglietta e scaldarsi senza sudare troppo, restando con quella bella sensazione nelle gambe da rifugio dopo sci di fondo. Si fa 16 volte il giro con lo sprint su prato lato lungo e recupero lato breve, circa 1.30 a giro, poco più di 23'; Domenico resiste, solo tagliando un po' i recuperi.
A meno di 4 settimane dal'esordio sono arrivate in anticipo, soprattutto di taglia, le fenomenali chiodate; ne ho subito riordinato un secondo paio, un bel numero pieno più grandi. Le altre le rivenderò al Monga, che in Italia nemmeno sono in commercio, meglio che intraprendere la dispendiosa Cerimonia dei Resi. Etichette: Arena, sprint, visita medica
Prato, oggi prato. Sono 13 giri quindi 26 volte l'allungo a fianco del rettilineo con recupero a corsetta sul lato corto, infine qualche giro di pista senza fermarmi, a planare. Quattro ore di sonno alle spalle, quattro chiacchiere nello spogliatoio con un olimpico di Sydney. Mi mette sempre disagio rispondere alla domanda tu cosa corri? Un po' tipo che lavoro fai. Lo sa bene il pasticcere. Etichette: Arena, sprint
In brevissimo e di sfroso:
- 10' di riscaldamento su prato contromano.
- 16' di giochino sprint lato lungo recupero lato corto, 1.20 a giro circa, di cui 18 e qualche per i 95m di allungo; ne escono 24, fatti 2 calcoli.
In altre parole 24x95m in 18.3 recupero 40m di corsetta, in maniche corte, uscito un caldo quasi troppo.
Domenica si va a Treviglio a correre sulle stoppie di granturco, terreno infido ma sul quale spesso annullo gap.
Visualizzazione ingrandita della mappaEtichette: Arena, sprint
 Mal di testa spero passi. Di solito correndo passa. Infatti passa, ma mi devo un po' impegnare; girare su prato lentamente non scaccia tutto, allora mi tocca svegliare forze sopite e cominciare a inanellare prato forte sul lato lungo e prato lento su quello corto, prato forte sul lato lungo e prato lento su quello corto... Dopo circa 15' mi fermo non prima di aver preso il tempo degli sprint, circa un 3/k. Per di più credevo facesse freddo e una volta tanto mi ero portato come croce vestiti esagerati, mica come i ragazzetti del Test di Cooper. Stasera devo telefonare a casa del signore che si occupa dell'Atletica al CSI per sapere se posso correre ad Arcore dopo aver sentito una gentile signora del comitato che ommamma non mi ricordo come si chiama quel signore aspetti che ci do il telefono di casa... Insomma proprio uguale alla FIDAL. Etichette: Arena, sprint
Chiodate da mezzofondo su pratino dell'Arena, sempre da solo (mistero). Corro qualche minuto per scaldarmi e poi via, sprintare in allungo sul lato rettineo e recupero con corsetta sul lato curva, per 10 giri, quindi 20 ripetizioni sugli 80-90m. Tempi presi ogni 2 giri, tanto per vedere e guardati solo a bocce ferme, segnalano progressione, che a occhio non avevo percepito. Buon segno. Fa ancora caldino, all'ora del pranzo. Dopo 10' pista deserta, aria calda e abbastanza ferma, un po' perso nel vuoto parto per un 200 a tutta, convinto di potercela finalmente fare a scendere sotto. Buona tenuta fino in fondo, zero acido, 30.21. Il giochino continua. [10/10/2011 19.54.07] nicolap: nel silenzio irreale e nei 28°C [10/10/2011 19.54.11] nicolap: FISSI [10/10/2011 19.54.13] nicolap: dell'arena [10/10/2011 19.54.23] nicolap: no fatto 10 giri del prato [10/10/2011 19.54.26] nicolap: del rettangolo [10/10/2011 19.54.28] panda: ultime cartucce da torso nudo eh [10/10/2011 19.54.34] nicolap: sprint sul lungo corsetta sul corto [10/10/2011 19.54.43] nicolap: no maglietta [10/10/2011 19.54.46] nicolap: ma si poteva senza [10/10/2011 19.54.57] panda: e certo, fosse per te fino a novembre senza [10/10/2011 19.55.01] nicolap: coi kiodi da mezzofondo sul prato [10/10/2011 19.55.12] panda: peggio che a torso nudo i chiodi sul prato [10/10/2011 19.55.20] nicolap: divertente comunque [10/10/2011 19.55.22] nicolap: ma cosa dici [10/10/2011 19.55.25] nicolap: non va bene? [10/10/2011 19.55.28] panda: ti farai ammazzare negli spogliatoi, investito dal motorino [10/10/2011 19.55.34] panda: :D [10/10/2011 19.55.41] nicolap: ah dici [10/10/2011 19.55.43] nicolap: per LORO [10/10/2011 19.55.49] nicolap: CHE GLI ROVINO IL PRATO [10/10/2011 19.56.19] panda: non saprei dirti se si rovina, ma secondo me loro non sono daccordo A PRESCINDERE [10/10/2011 19.57.33] panda: poi...30.21 [10/10/2011 19.57.49] panda: preso da me certamente era 29.99, ALMENO Giovedì si pesta duro, al 5000 a staffetta. Previsto scontro tra pandalessio e piededelcazzovolatadelcazzo, in un contesto in cui potrebbero presentarsi anche cristianocorrado e domenicoskalovics. Etichette: 200, Arena, sprint
Il pellegrinaggio laico alla pista di Villasanta per l'ultima corsa di stagione anche quest'anno si è compiuto, grazie alle intercessioni del panda. C'è Raffaele con i regazzini e poi noi. Seguo il lavoro di oggi di Danilo, a debita (lui dice non proprio debita) distanza: 4x80 recupero 30", in 12" circa - non ho il crono e aggiungo circa 5/10 ai suoi tempi. 9' di recupero durante i quali infilo i chiodi con un po' di vergogna, anche se è la pista molliccia a consigliarmene l'uso. 4x100 recupero 30" di cui i primi 2 brillanti (lui sotto ai 14 - aggiungere un secondino) e gli ultimi 2 un po' più a raschiare il fondo. In generale prendo sempre 5m nei primi 20 e poi mantengo le distanze. Dopo altri 10', crometrato da Danilo, che invita Raffaele adare un'occhiata al mio incedere, parto da solo per un 200. Cedo un po' di frequenza gli ultimi 20m e anche questa volta il tempo è migliore delle mie previsioni da 32-33: è un 30 e poco (il panda però è sempre molto generoso nel pigiare i bottoncini). Manca forza elastica. I piedi dopo l'atteraggio non risalgono abbastanza. Le braccia devono spingere nella prima parte del movimento a pendolo, non nella seconda. Correvi meglio gli ultimi 30m (quelli in cui ho mollato). C'è da dire che non sono al meglio durante questa prova; dopo gli 8 allunghi tecnici (per lui...) per la prima volta le pulsazioni sono più alte di quelle del panda e anche dopo qualche minuto son sempre superiori alle sue (mentre di solito si inverte). Mettiamoci anche le 5 ore di sonno, la birra media del pranzo e il bicchierino di spumante delle 16, tutti eventi ufficiocratici. Ancora qualche consiglio di Raffaele su come ottimizzare il poco tempo che posso dedicare alla corsa e mi si riaccompagna alla bc. A casa pane e guacamole, con la seconda birra di giornata, rigorosamente di solo orzo, che ora mi vado a finire. Con permesso. Etichette: 200, pista, sprint, video
 Ecco è quella sensazione che provo anche dopo i cross: il corpo vigile che invece di aver perso forza ritrova energia dalle radici, come un albero, dai piedi a salire. Il Campo è popolato dei patiti del Corrigiuriati, perché è Giovedì, anche se per le gare c'è da rientrare a Settembre. Tutti mezzi nudi, tutti impegnati a spassarsela, con palletta da rubgy, ripetute varie, passeggiate, ginnastica all'ombra dei 2 alberi che al 150 piegano la loro ombra sulla settima e ottava corsia. Chiodi. Prima però c'è il riscaldamento, qualche allungo e qualche giro di pista sprintando sul rettilineo e recuperando in curva, un bel 2000 in 8.22, in pratica. Niente di trascendentale ma insomma il cuore si mette a lavorare. La vestizione dei chiodi su un vecchio materasso da asta, mezzo abbandonato. Qualche passo. Partire però è un'altra cosa, come quando l'anno scorso mi feci un 100 a piedi nudi, per sentire un po'. Insomma alla fine parto, corro un 100 in 16.4 e dopo 30" riparto in senso opposto in 16.0. Ci ho messo un po' a sceglierle ma alla fine sono proprio un calzino. Bene adesso bisogna rifiatare un momento e ripartire per andare un po' più in là. Scelgo la seconda curva per un 200 che sul rettilineo prende un po' di vento in faccia. Sono passati 4' e parto, in 5a corsia. La mia prima curva chiodata è un mondo nuovo, in cui non doversi più preoccupare di restare in traiettoria. Entro sul rettilineo e gli ultimi 40 sono un poco in affanno, ma riesco a mantenere compostezza e frequenza di passo, senza sbilanciarmi. Mi aspetto un 31-32 ed è 30.46. Benvenuto. I piedi vivi ancora adesso, a distanza di 24 ore.Etichette: 200, chiodate, pista, scarpe, sprint
Giorno 27 DicembreSubito così, appena arrivati, tra le dune del bosco, in piena tramontana. Pochi minuti tranquilli poi passo che accelera come una lepre in fuga dai cacciatori; al 13' prendo a correre da pazzo e duro fino al 3o', qualche minuto in meno del voluto. Allora 3' di corsa lenta per riprendere e poi arrivo al via del percorso da ripetuta: riparto forte e segno 4.43. Altri 2' di corsa lenta e rientro con pendenze superiori e gambe pesanti dal via, ma cribbio facciamo 4.38. Solo ora posso verificare che me la cavo meglio di 2 anni fa; non che allora fossi in gran forma, però sono piccoli mattoncini e 45' totali su terra mista a sabbia e sulle gambe. Giorno 29 DicembreE' ancor più freddo e pure se n'è andato il sole. Al buio della sera mi scaldo verso il borgo e poi perlustro una frazione mai visitata, dove trovo una bella salita secca in asfalto ma di rarissimo passaggio auto. La corro 12 volte scendendo poi a passi lunghi; per su ci impiego 31-32", per giù circa 70; sembra misurare circa 130m, comunque per la prossima volta dal primo lampione all'ultimo che precede lo sterrato buio. Sia dannato colui che durante la 3a salita ha dato aria al camino, riempiendo l'aria cristallina di nebbia di quercia. E con lui la pasticcera che mi ha accolto dopo questi 35' sulle sue strade negandomi una nuova infornata di Cavallucci e lasciandomi quindi a secco fino a Natale 2011. In tutto questo i tendini hanno tenuto, seppur con qualche segnalino a freddo, ma li ho premiati con un quotidiano bagno alle gambe prima di pranzo, a mollo nel gelido Tirreno, mentre il Nenne giocava. A domani per il racconto della Mezza del Pallino. Foto della salita sprint di Andrea Gentili da Panoramio.Etichette: Campiglia, mappe, sprint
Al Lambro han tosato i prati. Ci arrivo dopo 20' e così le salite sprint stavolta posso farle dritte, tagliando il tornante. Primi metri sul prato, poi asfalto ripido e infine chiusura in falsopiano duro. Son 170m circa, fatti 10 volte tra 36 e 38, con recuperi al trotto camminato per scendere, di 85; pendenza media intorno al 5% . Tempo totale di 20.47, come riferimento futuro (e libertà). Ultimi metri delle ultime serie ben faticati, che fa ancora caldo e non ci sto troppo, fisicamente. Rientro a casa alternando passo e corsa, frollo per non dir di più. Etichette: Lambro, montagnetta, sprint
Sono due notti che dormo di filato (perché sono solo a casa) e la qualità del riposo è decisamente diversa. Ieri sera verso le 8 e un quarto a Campo già sigillato me ne vado al Lambro per fare un po' di sprint in salita, una scelta basata quasi solo sul fattore mi scelgo il lavoro più divertente. Una volta ben caldo parto in 18 ma dal secondo sono già a 16; purtroppo rispetto alla volta precedente non riesco a scendere sotto i 16.40, forse anche perché ho indietreggiato la partenza di qualche metro (e adesso quello diventerà la standard). Di buono c'è che la resistenza sembra migliore, e quindi mi fermo solo al 13° (recuperi sui 55), quando le cosce non riescono più a sollevarsi a dovere e i tempi passano da 16.60 a 17.00, segno che è ora di tornare a casa. In cima al vialetto, mia zona d'arrivo, c'era vento contrario e zaffate di Dixan (o Dash...?) dalla Cascata del Lambro; niente idrocarburi nell'aria sembra, segno che la Lombarda Petroli è ormai dimenticata, e il fiume graziato da Bertolaso. http://www.gmap-pedometer.com/?r=3594742Etichette: Lambro, mappe, montagnetta, sprint
Sabato sera, dopo aver litigato a sangue con i gommini delle sedie nuove, superata a malincuore l'ora di chiusura del Campo, me ne vado verso il Lambro, che danno rientrato nei parametri abituali di maleodore. In programma (vien da ridere alla sola parola) un po' di velocità media, 8km da fare sui 4-4.05/km. Primo giro da 1000 sull'Otto chiuso in 4.08 senza la necessaria brillantezza; vorrà dire che devo scaldarmi. Secondo giro con cagnara sempre in mezzo ai maroni e ancora 4.08, che mi sembra di tirare. Basta, torno a casa che sono altri 20' e facciamo che questa sia un'uscita transitoria, per aiutare la circolazione, con questo freddo poi. Passo a fianco della Montagna e le vedo: le nuove lucine, i lampioni per la salita, nuovi di pacca. Torna il sorriso e adesso mi diverto un po', altro che 4.08 al km. Prendo 2 punti di riferimento, che a occhio alla fine saranno circa 90m, 4m di dislivello disomogeneo. Su di corsa e giù tra cammino e corricchio. Parto a 18 ma miglioro sempre; entro il 5° sono a 16 alto. Al 7° sono a 16.09, e diventa una questione di orgoglio. Il successivo 16.01. Va bene che è crono manuale, ma questi tempi son piuttosto sfrontati, a prendersi gioco di me. Il 9° cerco di spingere un po' di più. E' bello che non sono stanco. Chissà cosa pensano i cagnari che son là lungo il vialetto ai piedi della salita. Il 9° esce 16.03; è presa per il culo. Il 10° mi impegno a fondo, ma al momento di stoppare mi scivolano le dita e il tempo non si ferma. Sarebbe da mollare, anche perché ho dato tutto, ma in realtà non mi sta pesando troppo, il giochino; tempo di scendere nei soliti 50-55" e parto per l'11°. Tutto fiero del mio 15.76 me ne saltello verso casa. Superata l'ora di svago. Divertimenti da maschi. Etichette: Lambro, montagnetta, sprint
Il testimone del testimone
 Niente a che vedere con staffette o altro, anche se il ragazzo aveva qualche maratona sotto le 3 ore in archivio. Leggo i nomi sul giornale, senza immaginare. Tra i 4 del soccorso alpino c'era anche Diego, cugino del mio testimone di nozze, nonché suo testimone; un fratello per lui. Per me solo suo cugino, mondo diverso dal mio, ma alcuni piccoli punti di contatto, più negli ultimi anni che da ragazzi. Per me un uomo che aveva ancora delle cose da dire, che forse erano lì in cantiere. Spezzarsi l'osso del collo sotto la neve a 42 anni. E noi siamo qua, fortunati a correre. La PRIMA è per lui, il 28, appena vista la foto sul giornale. Che altro posso fare? Scendo a Cafaggio e risalgo per la strada dell'Ospedale, la più km verticale che conosca. Ma salgo con calma, dopo 8 giorni fermo e perché è il mio piccolo corteo. Scendo poi ai vecchi lavatoi della Fonte Botroli per un po' di acqua fresca in faccia, pensando alle montagne. Un passaggio dall'alto del paese e poi giù verso casa. Lascio andare le gambe che ne hanno voglia, pazienza se il giorno dopo faranno male; rientro a 41'. La SECONDA il 30, da Rimigliano. Siamo nel bosco che costeggia il mare, a camminare con Emilio. Io già vestito per rientrare poi di corsa. Passa qualche podista appesantito dalle feste. Poi ne passa un altro, che per superare il nostro gruppo di primipassi esce dal battuto e passa largo, allungando. Non chiede strada; quando si è signori. E' leggero sulla salita ma non forza; lo vedo solo di spalle, una volta transitato. Non posso fare a meno di gridargli ciao Stefano. Lui risponde al saluto alzando un braccio, senza girarsi. Da quel momento Emilio non vuol più camminare. Vuole correre. E così sarà per i giorni a seguire. Non so cosa pensare ma mette un po' i brividi, e le ali a me per rientrare a casa. Controvento per 44', mentre viene buio, sulla vecchia carrareccia tra il Calidario e Monte Pattoni, altro medio collinare. Il giorno dopo lo vediamo ancora dalla macchina, che corre facile su asfalto, sempre l'aria da ragazzino e la testa altrove, a pensare se rientrare per gli Europei o no, probabilmente. La TERZA finalmente ripetute a Monte Pitti, il 2 Gennaio. Scendo a Cafaggio scaldandomi 15', poi riprendo le salite già provate a inizio preparazione. I tempi sono meglio, tra 47 e 48 con anche un 46 (l'ultimo tirato in 47); il recupero lo faccio tutto di corsa, scendendo, senza ricordarmi quanto durasse la volta scorsa, e scopro poi che stavolta ho stretto di ben 10", una media di 80. Cieli belli e ventosi. Adesso un po' di pista e freddo di città. Etichette: Campiglia, medio, salite, sprint
Altri 4 giorni senza correre e al 5° mi ritaglio un'oretta prima di pranzo. Pioggia convinta, ma non siamo qua per sputare nel piatto. Raggiungo il Parco Lambro per le vie deserte, con passo lento ma impaziente; no non è lento. Corro ai piedi della Montagna fino a raggiungere 20' e poi inizio il mio lavoro. Intorno al tornante duro sono segnate la tacca di partenza e quella d'arrivo, suppongo di 100m ma non ne ho certezza, e fa niente, è solo un riferimento. Vorrei fare 20 sprint ma alla fine sono 14, e va benissimo, perché al 10° il bicipite femorale dx denuncia un po' di dolore, che riesco a sopire nelle prove successive allungando un po' la falcata. Salendo impiego 21, 22 nelle ultime 5 prove; scendo corricchiando e ogni andata/ritorno dura una media di 69". Il tutto con gran piacere, bagnato fino al midollo ma reattivo; sarà che corro poco e quindi non carico, ma anche solo salendo le scale di corsa o durante il riscaldamento sento una freschezza che non ricordavo da quasi un anno. Sono a casa 50' dopo essere uscito. Tra un paio di settimane magari provo una competitiva domenicale, che son 4 mesi che mi manca lo sparo. Etichette: Lambro, montagnetta, sprint
Dopo la mezza scoppola di Sabato oggi si ritorna in pista, che 4 giorni di pausa non possono diventare di più. Giro 15' con il panda e poi prendo la 6a corsia per 10 giri, sprintando circa 90m sui 2 rettilinei e correndo fondo il resto. Giro a una media di 1.51.4 per circa 425m; e totale corsa di circa 8km. Il caldo ormai è quasi estivo, ma su queste distanze si tiene bene, e correre in sole braghette è sempre un piacere; 2 mesi fa lo stesso lavoro ma in 7a corsia chiuso 5" più veloce... La testa è sempre un po' spenta, e il 5000 di Cinisello abbaia forte, forse troppo perché azzardi avvicinarmici, ma troverò il coraggio; panda says il tuo giro finale veloce all'ora è segnale che ormai le tue fibre allenate sono quelle veloci. Etichette: pista, sprint
 Come spesso succede negli ultimi mesi mi riesco a ritagliare un pezzetto di corsa solo la Domenica sera; esco dopo che, in un attimo fortunello, ho acceso la tv proprio alla partenza della 4x400 degli Euroindoor di Torino, con quel finale che mi fatto saltare sulla poltrona. Esco comunque stanco, e con il mal di testa, ma rientrerò pimpante, anche se un po' acciaccato. Dopo 25' di riscaldamento, quando ormai sono prossimo alla montagnetta, sento che l'esterno della gamba dx vicino alla testa del femore s'incricca, come se si fosse accavallato qualcosa, o contratto il muscolo, non so. Mi era già successo mesi fa, facendo salite, e stavolta devo ancora iniziare. Solo che di rientrare a casa non se ne parla, e allora avventatamente non cambio programma. Qualcuno ha gentilmente segnato in gesso i 100 metri di salita; certo la curva sarebbe meglio non ci fosse, ma noi milanesi dell'Est non abbiamo niente di meglio. Mi limito a 10 sprint, con tempi che migliorano progressivamente da 21 a 20.30; la pendenza è circa 7% di media; il recupero 70 per scendere al passo. Nel buio della montagnetta ci sono certi che cercano un labrador nero in fuga, uno con felpa in testa da pugile che risale per prato fino alla cima, uno che scende losco alquanto, e alla base un ciclista ciclone senza fari che gira per tutto il parco; la ronda di sempre. Il fastidio permane, mi impedisce di spingere come vorrei, ma non è un dolore vivo. Rientro a casa dopo 50' di corsa; passata la notte rimane dolente la muscolatura tra rotula e gluteo, ma solo premendo, e ogni tanto sento questo strano accavallarsi solo se faccio movimenti in rotazione con l'anca. Mah...passerà; basta passi per Domenica, posso star fermo anche tutta la settimana. Ma Domenica c'è il Ciovasso. Per entrare nei 100 bisogna stare sotto ai 37, su un percorso che l'anno scorso ai più è sembrato ben oltre 10k. http://www.gmap-pedometer.com/?r=2619311 Etichette: infortunio, mappe, montagnetta, sprint
 Ieri sera son riuscito ad avventurarmi verso il Lambro, dopo 4 giorni senza corsa; queste uscite hanno l'unico scopo di evitare di far passare una settimana tra un allenamento e il successivo, cosa che comporta sempre un fastidioso mal di gambe, soprattutto nell'interno coscia. Nessuna ambizione, insomma. Sono stato fuori 42', girando 8 volte l'anello da circa 650m in leggera progressione da 3' a 2.45. http://www.gmap-pedometer.com/?r=2601954Oggi il meteo è ritornato un po' sui suoi passi, dando un rischio di pioviggine, niente più, e sapendo che tra domani e dopo dovrebbe venire giù l'acqua vera, minando anche il 5000 del Corrigiuriati, mi son preso questa libertà di andare al Campo, tanto per muovere le gambe e vedere facce diverse da quelle del downtown. Poi, si sa; 15' di riscaldamento e il lavoro nuovo consigliatomi da marcob: girare girare girare sprintando in rettilineo e recuperando in curva. Ho scelto la 7a corsia per la curvatura meno accentuata e il fondo più sano. Giravo i circa 430m in 1.51, spezzati non so bene come; ne ho fatti 10, in 18.29. Poi mi è venuta la smania da panda, e dopo aver recuperato un giro camminando in 5', ho provato a chiudere con un 400 forte, che ne avevo proprio voglia. Le ginocchia salivano ben volentieri, le gambe giravano meglio che negli sprint, senza cedimenti, nemmeno sul rettilineo. Guardo il crono e son sorpreso: 68, il mio miglior 400 di sempre (chiaramente in allenamento), e senza alcun babau a saltar fuori dalla pozza della riviera. Ecco, due sessioni in 17 ore, una volta nella vita. Particolare di un disegno dello Zio. Etichette: Anello, Lambro, mappe, pista, sprint
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