Trovatomi nel mezzo di una svendita di scarpe e trovando comodo il paio di Nike appena sotto il livello Carbonio, decide di dare una seconda chance circa 15 anni dopo una disastrosa esperienza di Pegasus. E' la Nike Flyknit Technology, un tessuto resistente ma non rigido che avvolge sottilmente la parte superiore del piede; sotto una suola morbida ma abbastanza reattiva.
Le provo al Lambro, sul collinare.
Con la scarsa forma riesco in effetti a correre 3500 sotto i 4.10/km senza eccessivo sforzo.
Poi un giro da 750 a cannone in 2.38, dopo 6'.
Finalmente il caldo concede una piccola tregua e riesco a correre al limite dell'ora, ripercorrendo l'amato collinare del Lambro che mai noia mi diede.
Bei 10 giri con questi tempi, che fanno 4.20/km
6.36, 6.36, 6.34, 6.31, 6.18
Tra tutto 54' totali
Sveglio dalle 6.30, non riesco a riprendere sonno, discuto con il mio ego di andare a correre, che sarebbe una cosa piuttosto normale, di domenica. Una parte di me sbaverebbe per prendere l'auto e fiondarmi in una qualsiasi montagna dove si possa respirare, ma è complicato.
Uscire a correre invece è una decisione ancora più difficile, ho ancora un po' di tosse e raffreddore e non troppe motivazioni. Alla fine i bambini si svegliano e trovo una cosa più gratificante, accompagnarli nel risveglio. Alle 9 finalmente mi decido a uscire e fare la cosa che in automatico mi riesce meglio (a parte la pizza serale): andare al Lambro, girare la montagnetta per una mezz'oretta e poi rientrare, una cosa che si avvicina all'ora di corsa.
Ne farò 8, di giri, 6km in 25.09 (4.11/km), a un passo che già dopo 2 giri impegna non poco.
Molta testa e poca gamba, così che tornando a casa riprendo la progressione e chiudo sfatto ma veloce.
Clima caldo freddo marzolino con aria che secca il sudore, speriamo bene.
Ancora coda dell'influenza e gengiva infiammata sotto al dente, che così finirà che l'antibiotico evitato a fatica per due settimane ora me lo prendo per un altro motivo.
Umore podistico non dei più chiari.
Mi soffio il naso ed esco, sono le 12 e fa caldino anche se tira un vento freddino, lo peggio per rimettersi in sesto. Ma siamo fatti così, almeno io e alcuni altri. Iscrizione Stramilano bucata e un po' schifata. maratona saltata (e il 9 voglio andare il montagna, non al mare, lì si va per le primarie del Partito Di Okan).
Insomma quei fantastici due mesi e una certa sfrontatezza fanno il resto. Reggo 59 minuti di buon passo da casa al Lambro, con 10 giri bassi della montagnetta in 32.59 (media 4.23/km) e rientro a casa altrettanto allegro se non più veloce, quasi 14 km quindi.
E stasera Anita ha corso sulle sue gambe che ormai sono di donna, fuori dalla bagarre e lesta a prendere la corda nei due momenti decisivi.
A Santo Stefano, mattina presto, in giro solo freddo, cani, qualche joggatore e un maratoneta da 2.25 che si alterna con me sulle irte salite della montagnetta. Di mio mi invento un nuovo percorso, da fare senza fretta, che prevede il tornante duro e poi, quasi in cima, la scala in pietra a destra; alla fine di questa un tratto di sentiero in quota, alquanto scenografico per il posto in cui sono, infine una discesa in parte per scaloni in parte per asfalto e prato fino allo skatepart. Lo misuro 666m, tanto per cornificare le feste.
Tempi da 3.15 fino a 3.03, 31.56 per 10 giri. Tra andata e ritorno, fatto senza fermarmi mai, sono altri 62', chiusi a 4.20, perché nel rientro a casa ho cercato di tenere ancora il passo. http://www.gmap-pedometer.com/?r=6999749
Al minuto 49.48 sono sotto al portone di casa, in piena forma nonostante sia partito facendo fatica ad alzarmi dal poltrire di fine mattina, quando dopo la colazione domenicale bighelloni e prima di pranzo torneresti a letto.
Va così, che dopo qualche minuto di strada verso il Lambro il corpo si risveglia e decide di combattere il raffreddore che mi perseguita da qualche giorno; porto a fondo il compito di arrivare là, girare 8 volte la montagnetta e rientrare a casa.
I giri vanno benone, chiudo 6km in 24.24 senza forzare troppo, nel senso che altri 4 li avrei fatti senza morire e facendo balenare un possibile 10.000 su strada sotto ai 41.
Per adesso sto sotto ai 50 e finalmente arrivo intorno a quel minutaggio senza la sensazione di trascinarmi.
Il giorno prima del Pranzo Sociale, investitura ufficiale del nuovo Consiglio in cui entro come penultimo degli Eletti, esco per un'oretta di lento, ma la gamba scappa via senza avvisare.
Entro baldo al Lambro, prendo il collinare basso e dopo un giro vedo che i 750 son passati poco sopra i 3'. Allora seguito per vedere se ne ho per 6km, la distanza del cross.
Come abitudine prendo i tempi ogni due giri, 1500m. Alla fine del terzo sono a 18.06. Senza sapere da dove ho pescato tengo il penultimo 750 e tiro l'ultimo a 2.50.
6.01, 6.02, 6.02, 5.53 - totale 23.59, che non si vedeva da mesi.
Sulle gambe per 50'.
La Festa del Lavoro letta come festa dal lavoro oppure festa in cui lavorare su quello che è il lavoro dell'animo.
Comunque sia la mattina per le 9 sono fuori, un caffè nero zuccherato in pancia.
Dal momento che mancano 9 giorni all'Ora, facciamola lunga, al passo che viene.
Un po' indormentato ma le gambe girano di loro, misteri dell'amatore.
Arrivato al Lambro mi prendo il giro basso della montagna.
6.18, 6.11, 6.11, 6.10, 6.10 al 1500 (due giri).
Proseguo verso casa a un passo appena meno, che però a 1500 da casa aumento per chiudere più forte.
Sono 56' e li avrò fatti a 4.15 di media.
Giusto qualche ora fa i miei bicipiti femorali stavano meglio.
Li ho portati al Lambro, 14' per scaldarsi, a discreto passo, poi su e giù per la montagnetta, sul collinare da 750.
Due a due i tempi fanno così:
6.23, 6.11, 6.18, 6.14, 6k in 25.07 a 4.10/km
Niente da dire: lì a trottare ci starei anche due ore, non mi stufo mai e non vado mai troppo piano, guidato dal senso di appartenenza, forse.
Proseguo senza fermarmi per rientrare a casa, dopo 52'.
Solo affaticamento, comunque, strascico della mezza; con il poco che corro il sovraccarico non è il mio mestiere, di uomo di carta.
Arriva sta botta di caldo, all'improvviso. La città sale di 10°C dopo un Maggio festoso e ventoso.
Roba da star chiusi in casa ma dopo un po' ci si scoccia, la settimana si prospetta ingestibile, all'Arena alle 13, per cui Domenica sera me ne scappo per un'oretta di lento, cercando la velocità che faccia sudare poco, appena sotto i limiti di sbrocco, il profilo basso.
Arrivo al Lambro pian pianino e comincio a girare sull'anello collinare basso della Montagna, vediamo di farne otto.
No, pur andando cauto escono giri mezzo minuto più veloci di quanto immagini, primi 3 in 10.00 e i successivi più veloci; finisce che ne faccio volentieri 10 in 32.36, 4.20 di media, proseguendo poi per casa con lo stesso passo.
Ora fa caldo, ma è finita, con l'allungo di 300m sotto casa, à la Kergat, fno a 60' secchi.
Ah poco prima di uscire un caffè, non so.
Una giratina per calcare la prima volta la pista azzurra del XXV Aprile, nonostante gli spari dello starter. Vedere il pimpe v2, rivedere il Vanetti Chiodato e quant'altri, incluso il 19.72 di Luciano (sui 150...).
Poi finalmente il nenne ottiene quanto promesso, di raggiungere la vetta del Montestella, al quasi tramonto.
Domenica finalmente tocca a me, mentre son tutti a tavola.
Si ritorna a quello che è un allenamento dei giorni migliori: un'ora divisa in un tratto di avvicinamento al Lambro di 15', 10 giri bassi della Montagnetta (intorno alla mezz'ora), altri 15' per rientrare a casa, di recupero attivo, senza fermarsi mai.
Va bene.
I 5 tempi presi sul doppio giro (1500m) fanno 4.06 di media.
6.11, 6.11, 6.09, 6.09, 6.05.
Mentre esco dalla tortuta fisioterapica di oggi, ad aspettare sul divanetto c'è il cliente successivo, pasqualinus.
Speriamo nel treno di stasera, che non vada come la volta scorsa; per precauzione tagghiamolo vah...
Ieri si è scatenata finalmente la pioggia, tutti a gridare all'autunno indesiderato ed ad aprire l'ombrello per due gocce d'acqua nel pomeriggio, ma si sà che siamo un popolo di accessoriati e ogni pretesto è buono per sfoggiare.
Così a sera mentre riprende a piovere - ma smetterà subito - esco, dandomi una quarantina di minuti, di lento.
Non sarà così: le gambe vanno da sole ormai, dopo un mese di diaria. I 4 giri bassi della montagna volano a ritmi sempre meno timorosi, ultimo in 3.12.
Esco dal parco per rivedere il terreno dove vogliono costruire torri di 18 piani e lo scheletro del Palafactor, in pieno fervore che nemmeno Don Mazzi.
Lì mi scateno io, accellero e vado, dritto fino a casa, quei 3k che mancano, quelle volte che dici peccato manchi poco, che ne vorresti ancora.
Aspetto le 8 di sera passate poi esco, titubante. Un po' alla volta mi sgranchisco ma l'asfalto e i marciapiedi scottano. Direzione Lambro allora. Lì va molto meglio. Lì poi c'è il giro basso della montagnetta, che svaga. Ci arrivo dopo 13', lo corro 11 volte partendo in 3.26 e scendendo presto a 3.18 e infine a 3.15 (sono 750m no perché poi si vocifera...).
Proseguo verso casa senza decelerare anzi, spingo 2 minuti in più del previsto e sono 62, 14km a occhio sono andati.
A parte i liquidi oggi bene. Pausa. Domani pista.
Domani farà caldo, alla MCM, qualche piovasco non starebbe male, anche se è previsto vento da levante - andarsi a impelagare ancora in sta dannata Fiera.
L'ho sperimentato oggi sulla mia pelle, aggredendo con calma il Monte Crosby, quello del Parco Lambro.
Un quarto d'ora di avvicinamento da casa, poi l'intenzione di girare 10 volte il percorso basso si scontra con una vocina interiore che alla svolta mi ributta su per la salita ripida, dai fai il bravo che sono anni che non fai il giro lungo da km, quello vero. Scollino e prendo la discesa spaccagambe, ma a metà c'è un albero crollato, due tronchi da superare, con rami da tutte le parti, vuol dire quasi fermarsi, scavalcare il primo e poi saltare il secondo, ripartire. Lo prendo come un diversivo, giro 8 volte, 8 km, tutti sotto i 4.20 tranne il primo, senza sfiancarmi, ritmo da medio, considerando i 15m di salita a chilomtero. Le scarpe un po' loose gonfiano due vesciche, una per ciascun piede. L'ultimo giro già rischio, al minuto 48 ho finito ma voglio arrivare a 60, rientro verso casa correndo il più possibile sull'avanpiede, passo il 60° giusto dove ieri notte alle 2 stavo bevendo birra con gli amici di una vita.
Così domani si va a vedere verso il 32, che in un minutino si passa al 37 e al 40, tipo i passaggi segreti che ci sono all'IKEA, casomai il vignaiolo passi svogliatamente.
Sabato mentre tutti pranzano è il momento dell'ora, prevista lenta, divenuta collinare svelta, 62' sul piede dei 4.30-4-40, con andata e ritorno dal Lambro a includere 10 giri della variante, dell'aggravante, della discesa verso il lago di falda su quel pratino così invitante e relativa risalita, circa 10m su e 10 giù ad ogni tornata.
Quasi vesciche, qualche dolore muscolare ma testa da M45, non più da ritirata.
In pratica ultimi giri a 7' per mile, che verrebbe fuori una Maratona da 3.03, niente male, non fosse per le vesciche e tutte quelle cose che contribuiscono ad annacquare il fascino della distanza tra Windsor e il Palco Reale.
Oltre all'irrisolta domanda che mi fa star sveglio come stasera all'una di notte del percome i cani li facciano cagare sul marciapiede invece che sulla carreggiata, si aggiunge il paritetico inspiegabile fenomeno per cui quei mostri di decibel che lavano intelligentemente le strade di Milano la notte non vengano utilizzati per lavare i marciapiedi invece delle carreggiate, per levare gli aloni di piscio e i corollari di merda che altrimenti solo una pioggia a settimana può risparmiare alle nostre passeggiate in ora d'aria.
Pensieri funesti che altri non possono essere, consequentemente a una quasi ora di Caronte, parzialmente collinare, sul piede del 4.30-4-40, nella finestra in cui l'asfalto esce dall'asfalto sotto forma gassosa.
Farà mica male respirare bitume eh...?
Come che nel fotofinish Meucci è 2 metri dietro al secondo, avrà fatto una di quelle chiusure da demonio?
Certo che sta fissa del cappellino che a volte è inguardabile a livello master, in una finale continentale...
Chi oserà mai fare il testimone di nozze a Simone Collo, o mangiare Pasta Dalverde...?
Nota: le infettive di stagione mi hanno tenuto lontano dall'attacco ai 100" nel 600.
Altra giornata quasi autunnale da fare primati in pista, ma fa niente, ci si accontenta di correre senza bagnare i capelli di sudore e soprattutto senza Penati, su per la montagna del Lambro, a superare anche qualche bici. Sulle gambe per 61', di cui una quindicina di avvicinamento, già brillante, e poi 10 volte l'anello basso da 750m in 29.44 totali, progressivi. Alla fine dell'8° incrocio il Vigile La Gatta e lo invito a seguirmi; lo fa per un solo giro, a distanza, perché ha altri programmi. Per me lo stimolo ad allungare un po' pavoneggiandomi della mia facilità di corsa, tanto che, alla fine dell'ultimo, conto alla carlona pulsazioni vicine ai 200, anche se mi sembrava di correre facile; 132 dopo 1'. 3.10, 3.06, 3.02, 2.59, 2.58, 2.58, 2.57, 2.55, 2.51, 2.45
Sabato sera mancherò di poco, e un po' mi spiace, il Trofeo del Crostino di Rosignano, 9.6k su 3 giri nel paese vecchio irto irto.
Al Lambro han tosato i prati. Ci arrivo dopo 20' e così le salite sprint stavolta posso farle dritte, tagliando il tornante. Primi metri sul prato, poi asfalto ripido e infine chiusura in falsopiano duro. Son 170m circa, fatti 10 volte tra 36 e 38, con recuperi al trotto camminato per scendere, di 85; pendenza media intorno al 5% . Tempo totale di 20.47, come riferimento futuro (e libertà).
Ultimi metri delle ultime serie ben faticati, che fa ancora caldo e non ci sto troppo, fisicamente. Rientro a casa alternando passo e corsa, frollo per non dir di più.
Mattinata alla Bustighera di Mediglia, a salutare e accompagnare il sorriso di Enrico verso chissà dove. Ancora un po' di campi e rane, intorno alle poche case della frazione. In tanti, in maggior parte quelli che mi sarei aspettato, adatti a prendersi un po' di tempo quando è necessario farlo. Non certo con i modi che ha usato il prete definendoci tutti servi che il padrone chiama a sé quando vuole e ricordiamoci di non scordare il post-it con tutti i nostri peccati elencati. Nemmeno un ricordo di Enrico, trattato anonimamente, lui che era tutto fuorché anonimo; solo questo linguaggio da latifondismo delle anime, appunto in zona agricola. Poi a sera, quasi alle 9, finalmente a correre. Subito a buon ritmo, che tanto se caldo deve fare almeno andiamo veloci. Dopo una ventina di minuti arrivo al Lambro, cambio ancora passo e giro 4 volte il km del circuito della Montagnetta, senza esagerare, in 4.02, 4.00, 3.55, 3.53, stufo solo del caldo. Si prevedono 2 uscite a settimana ad andar bene anche per i tempi a venire.
We don’t want our runners like weight lifters, we don't like our runners like gymnasts; we want them like ballet dancers.
(Arthur Lydiard).
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