21km - la distanza

domenica 8 luglio 2018 - ore 9:52 PM

Oltre Bormio

La mattina dello Stelvio chiuso al traffico motorizzato me ne vado verso zone meno battute e meno estreme (forse), più che altro con una sola oretta a disposizione.
Mi tolgo la voglia di correre comunque 500m circa in salita del passo, poi devio verso l'iconica San Gallo e passo l'Adda insieme a un gruppo di ciclisti, troppa gente sullo Stelvio. Mi ritrovo a correre lungo un bel sentierino che sale il fiume e quasi si perde nel bosco. Mi porta a risalire il versante su tratti in muschio ai limiti del corribile, ma ho gambe allenata dalla prima settimana zaino in spalla e dal fresco che respiro.
Quando la strada smette decisamente di seguire la valle mi volto e rientro, attento a non perdere qualche bivio mal tracciato. La parte finale della ciclabile asfaltata che mi riporta verso casa è a rotta di collo, circa due km da assaporare prima della salita finale.
Sono 51' intensi, dall'inizio alla fine.

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domenica 4 giugno 2017 - ore 11:57 PM

Real time

Seratona a un bar scelto a caso che si rivela quello dei fiorentini, per cui la Peroni gelata da 66 con patatine e 4 gol viola scendono lisci lisci, a soli 3 € e 50, un pensiero alle gabbie salariali subito sopito dall'ipotesi di vivere nello stesso territorio dei 4 tifosi che mi trovo accanto al bar, incluso quello con sciarpa del Real annodata in testa che arriva al via già pieno da tempo. E apre la bottiglia nuova con l'occhio.
La mattina dopo la mia unica possibilità prima di rientrare a Milano. Gioco pesante, completamente disallenato e disallineato vado a prendermi la Valle Pitti, alle 8.30 del mattino ma con un sole che già lascia poca tregua.
Discesa partendo davanti a casa, segno 12.25 scendendo cauto, ma insomma la voglia di andare a zonzo c'è. Tanti ciclisti, soli o in gruppo; sempre attento a salutarli simulando fiato tranquillo, sono senza ruote ma non vi sono da meno.
Inizia la parte in salita sterrata che poi passa a un alternanza di saliscendi; il passo è quel che è, ma almeno c'è voglia di andare e la lucidità di accorciare la boa alla casa dove la strada diventa asfaltata.
Distanza che varia tra 5.6 e 6km, a seconda del servizio mappe, ma interessa poco, conta il tempo del parziale, che è 14.54.
Mi giro e riparto per casa, il mare ci aspetta. Caldo atroce nei tratti lunghi al sole ma testa pronta a conviverci, così che comincio l'ultimo settore, tutto in salita, con soli 14.05 spesi.
Ho quasi 50" da gestire per avere negative split; me la prendo calma e tocca lavorare sui minuti che mancano, per darmi un po' di forze. Le cosce ormai mi stanno abbandonando ma resisto.
Ecco la curva dell'impasto ed ecco casa, dopo 13.08, totale 54.34 (27.20 / 27.14).

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venerdì 14 aprile 2017 - ore 11:01 PM

Ratto e baratto

Dopo un pomeriggio sulla spiaggetta di sassi tra Baratti e la Villa, rientro al parcheggio, saluto tutti e riparto, dopo aver concimato la bella pineta e dopo averne dibattuto con un arcigno vecchio toscano dall'occhio di falco, che da lontano vede tutto.
L'hai fatta? mi chiede mentre deposito nel cestino vicino alla sua panchina la carta. Sì, c'era un buco. E il suo cane l'ha già fatta? Non ancora, lo anticipa la moglie. Buona giornata e vado.
Il primo tratto è nel bosco, dove sorgono le due inconfondibili case; poi un tratto sulla scogliera, il passaggio dietro la spiaggetta e quindi la parte più bella, sulla quale non avevo mai corso e che ogni volta che la camminavo sognavo questo momento. C'è pure il sole e il tratto di scogliera a picco con poi la discesa per lo strettissimo e sinuoso sentiero, tra rami di macchia sono una meraviglia.
Il percorso segue poi la strada privata per la Villa in senso opposto, lungo un passaggio ricavato al confine con i campi.
Si sbuca sulla Strada della Principessa e dopo qualche centinaio di metri già comincia la ciclabile in asfalto, che dopo circa 2km si abbandona per la pineta. Sono senza orologio, ho solo guardato il telefono prima di iniziare per controllare l'ora di partenza e avere un riferimento all'arrivo. Il passo comunque è buono, senza affanno ma senza passeggiare.
Le fontanelle purtroppo son tutte smontate, immagino per disincentivare accampamenti fuori stagione, per cui, partito a secco, mi prosciugo per bene, soprattutto sul tratto asfaltato controvento e sottosole che mi allontana dal mare al termine dei 3km di bosco. Lì patisco ma soffro volentieri, come anche sui 2 km finali di salita che portano a casa, armato di pazienza e scarpe buone.
Ci son voluti 66' circa per fare 14.300km. Lo rifarò, questa bella transumanza.

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giovedì 8 dicembre 2016 - ore 3:58 PM

Caffarella calling

La casa che abbiamo preso in affitto a Roma è a meno di un km dalla Caffarella, un parco che in realtà non è altro che un vallone (tuttora percorso da un torrente) che entra il città dalla campagna e che, grazie a sparse rimanenze romane, è stato in gran parte risparmiato dai palazzinari del Boom.
La prima mattina è presto ed è freddo, ma senza i temuti venti romani. Scivolo fuori dal letto e scappo fuori alla scoperta dei prati. L'infinita distesa verde è coperta di brina controluce, qualche corridore lento e un po' di cani, corpo ancora addormentato ma proteso in avanti. Mi faccio tutte le possibili salite verso i piccoli colli che bordano il vallone, su terreno morbido anche se non facilissimo laddove l'acqua ha scavato solchi. Mi perdo, non mi ritrovo, chiedo lumi per rientrare verso Piazza Zama, il mio riferimento.
Alla fine sto in giro circa un'ora (non ho nemmeno l'orologio) e rientro stanco, segno che non mi sono risparmiato, con tutto il necessario per portarci il Nenne l'ultimo giorno, a scorrazzare prima a piedi e poi in bc, scendendo senza freni dai sentieri che ricordano molto i luoghi del Pinocchio di Comencini (troviamo anche la fonte degli Assassini, non è lei ma sembra proprio). Il pecorino del gregge che pascola la Valle è il ricordo tangibile di questa bella mattina, che ci portiamo dietro per giorni.

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mercoledì 24 agosto 2016 - ore 11:00 PM

In costa

La settimana, l'unica dell'anno in cui gestirmi il tempo a piacimento.
Gambe ancora pesanti, per il ridicolo ma reale aumento di chilometraggio dell'ultimo periodo.
Procedo a corsetta verso il Lambro, a tratti al passo per sciogliere le spalle e chissà risvegliare il resto del corpo. Poi, arrivato alla montagna, si corre. E' sempre stato così, è luogo sacro dei miei lunghi anni di preparazione; lì si corre e ci si diverte.
Dieci giri presi due alla volta.
6.23, 6.20, 6.19, 6.20, 6.16; fanno 4.12/km per 7500m (31.38).
Potrei valere 42.00 sul 10k, a occhio; ma visto che c'è l'aggravante che mi sta piacendo, ora, forse anche qualcosa meno.
Fiato che sale un po' solo sull'ultimo. E faceva caldo.
Senza fermarmi rientro passeggiando, che ho già corso una cinquantina di minuti.

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domenica 24 luglio 2016 - ore 10:28 PM

Accertarsi bene

Domenica, impossibile seguire il gruppo a Carate per diverse paure, per dire che mi chiami l'ospedale per dirmi qualcosa di brutto mentre sono scollegato e sudato, oppure paura delle discese che dopo l'ernia ci vado cauto ma anche paura delle discese che non correndo mai ho perso tutta l'eleasticità che mi ha tenuto a galla per anni.
La cosa che non mi fa paura è uscire all'una, sotto il sole di fine Luglio che se ne son visti di peggio, ma però. E' che mi vien voglia proprio a quell'ora, forse anche una nostalgia di vacanze randagie mediterranee a impipparsene delle ore se fossero calde o fredde. C'era da andare, camminare, pedalare.
In 13' arrivo ai piedi della montagnetta del Lambro, chiaramente in questa modalità la cosa che viene da sola è il giro bassa, uno dei miei posti. Corro senza spingere ma con voglia, escono 3 passaggi da 1500m (2 giri ciascuno) in 6.19, 6.17, 6.10, ovvero 4.5k a 4.10 di media.
Così son 32', i restanti li faccio senza maglia camminando allegro fino a casa, se allegro si può dire, qui giù in strada.

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sabato 8 agosto 2015 - ore 1:47 AM

Strade blu

Ultima prima delle vacanze e gran chiusura con prima volta della vita tra Monte Stella e XXV Aprile.
Alla fine ce li assaggiamo entrambi, perché gli 8km a 4.20 di Luciano naufragano presto, per millantaggio e per il caldo abnorme.
Devo fermarmi alla fontanella. Quanto manca? Duecento metri. Uff.
Mi salva la vita anch'io stavo per esplodere e poi le cosce son piene di dolori trictrac per le due uscite miserelle della settimana. Ricominciare è diverso per ciascuno, per me è così da sempre: dolorini che poi vanno.

Circa 4km 4.21, 4.12, calando, calando.
I 200 a 38.3, 36.1, 33.9, recuperando ah se recuperando. Andrei avanti ma il ragazzo ha dei fastidi ai suoi delicati polpacci.
Giro montagnetta ostico, non tanto per la salita che Luciano maltollera quanto per il fondo mistocemento di un lungo tratto, che bisognerebbe avere il coraggio e i soldi di rinaturalizzare.
Pista invece al dente, senza il crudo dell'Arena e lo scotto del Giuriati che ti affossa le gambe quando le caviglie cedono.

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lunedì 4 maggio 2015 - ore 6:22 PM

Il Maggio

La Festa del Lavoro letta come festa dal lavoro oppure festa in cui lavorare su quello che è il lavoro dell'animo.
Comunque sia la mattina per le 9 sono fuori, un caffè nero zuccherato in pancia.
Dal momento che mancano 9 giorni all'Ora, facciamola lunga, al passo che viene.
Un po' indormentato ma le gambe girano di loro, misteri dell'amatore.
Arrivato al Lambro mi prendo il giro basso della montagna.
6.18, 6.11, 6.11, 6.10, 6.10 al 1500 (due giri).
Proseguo verso casa a un passo appena meno, che però a 1500 da casa aumento per chiudere più forte.
Sono 56' e li avrò fatti a 4.15 di media.

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venerdì 20 marzo 2015 - ore 11:59 PM

Guiado por otra voz

Giusto qualche ora fa i miei bicipiti femorali stavano meglio.
Li ho portati al Lambro, 14' per scaldarsi, a discreto passo, poi su e giù per la montagnetta, sul collinare da 750.
Due a due i tempi fanno così:
6.23, 6.11, 6.18, 6.14, 6k in 25.07 a 4.10/km
Niente da dire: lì a trottare ci starei anche due ore, non mi stufo mai e non vado mai troppo piano, guidato dal senso di appartenenza, forse.
Proseguo senza fermarmi per rientrare a casa, dopo 52'.
Solo affaticamento, comunque, strascico della mezza; con il poco che corro il sovraccarico non è il mio mestiere, di uomo di carta.

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lunedì 5 maggio 2014 - ore 12:48 PM

50per50



[12.42.06] nicolap: mi son fatto 41 minuti qua
[12.42.19] nicolap: nell'uliveto di sciòn connery
[12.42.42] nicolap: avrò fatto 400 curve
[12.43.10] panda: QUATTROCENTO
[12.43.14] panda: un numero a caso
[12.43.19] nicolap: beh
[12.43.27] nicolap: 48-50 secondi a giro
[12.43.33] nicolap: vuol dire circa 50 giri
[12.43.50] panda: quasi da impazzire
[12.43.57] panda: non fosse stato un uliveto
[12.43.58] nicolap: son 6 curve a giro di cui 2 sono boe
[12.44.10] nicolap: 300 curve dai
[12.44.14] nicolap: ma bellissimo
[12.44.18] nicolap: tipo gimkana
[12.44.23] nicolap: sarei andato avanti
[12.44.32] nicolap: tutta salita e discesa
[12.44.46] nicolap: a schivare le piante tipo paletti
[12.49.16] nicolap: verso metà ho fatto un giro piano con il nenne

sembrano essere circa 175m

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lunedì 14 aprile 2014 - ore 3:52 PM

Tutti bravi

Una giratina per calcare la prima volta la pista azzurra del XXV Aprile, nonostante gli spari dello starter. Vedere il pimpe v2, rivedere il Vanetti Chiodato e quant'altri, incluso il 19.72 di Luciano (sui 150...).
Poi finalmente il nenne ottiene quanto promesso, di raggiungere la vetta del Montestella, al quasi tramonto.
Domenica finalmente tocca a me, mentre son tutti a tavola.
Si ritorna a quello che è un allenamento dei giorni migliori: un'ora divisa in un tratto di avvicinamento al Lambro di 15', 10 giri bassi della Montagnetta (intorno alla mezz'ora), altri 15' per rientrare a casa, di recupero attivo, senza fermarsi mai.
Va bene.
I 5 tempi presi sul doppio giro (1500m) fanno 4.06 di media.
6.11, 6.11, 6.09, 6.09, 6.05.

Mentre esco dalla tortuta fisioterapica di oggi, ad aspettare sul divanetto c'è il cliente successivo, pasqualinus.

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mercoledì 28 agosto 2013 - ore 3:31 PM

Accesa

Giorno dopo giorno la qualità aumentava, nella fantasia, nel tunnelling, nei colpi.
Premiato con pancia bianca e schiena abbronzata ho riportato la comitiva a casa, stanco ma organicamente provato e quindi allenato, oltre che dalle biglie dalle ripetute brevi da spiaggia corse a fianco ma spesso dietro al piccolo scoordinato ed entusuasta cosino, con quel braccio destro che va un po' per la sua, mentre grido supervelocità e cambiamo passo.
Prendendomi due sonori rimbecchi recuperati con difficoltà e pianti d'amore per appunto due mattine esco di soppiatto dalla stanza per correre il collinare di Valle Pitti versione corta, senza osare ma nemmeno senza conseguenze.
Prima volta giorno 17 Agosto, partenza prudente salita finale ne ho, salgo più veloce della discesa.
Passaggi 12.16, 15.00, 13.42, 11.56, totale 52.56.
Seconda volta giorno 25 Agosto, partenza un po' più balda senza accorgermene; a metà il fiato me lo fa presente, risalgo senza strappare, allungo giusto gli ultimi 400m, ma perdo solo 38" dei 75" di margine accumulato.
Passaggi 11.25, 14.32, 13.46, 12.34, totale 52.19.
La sera mentre intrattengo due marmòk Sciòn Connery maledetto si dilegua dal vicino per vedere la sintesi di sky dei mondiali, diventando la mattina dopo la mia unica fonte d'informazione filtrata sugli eventi. Incredibile c'era un'italiana senza la milza.
Il suo vino locale caldo da 14 gradi mi sostiene, mentre nel frigo soggiorna la tortora che il vicino ha involontariamente abbattuto con il fucile dissuasore a gommini. Sciòn la spenna, la frolla e poi la consegna alla moglie perché lei gliela cucini. La mangia lui solo.
Comunque il nenne in discesa sulle dune un portento, in salita fermo.
Gli costruisco la riviera delle siepi di sabbia, pozza inclusa; passa mezzo a lato come i master vecchi ai Regionali.
Quasi pronto per il brianzolo esordienti 2008.


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lunedì 22 luglio 2013 - ore 11:54 PM

La diaria #cinque

Secondo episodio di escursionismo pubblico, sempre serale ma in treno, in una delle prime giornate anticloniche.
Quattro passi fino a Lambrate, Regionale per Greco e cambio, fermata Cernusco Lombardone e sono al via, in 45', per un costo appena doppio del biglietto urbano di Milano.
Neanche 5' e si entra nel bosco, poi c'è solo da giocare, a conoscerlo un po', che alla fine non è altro che un anfiteatro.
In realtà si ritorna subito fuori sulle stradine asfaltate, per la dura salita di Belsedere, che spezza gambe e culo. Poi però tuffo per sentieri tecnici, radici rocce e pozze, passerelle e fango, gioia. Sbaglio strada per entusiasmo (era tutta nella mia testa) e finisco per perdere quota più volte laddove dovrei mantenerla. Oggi però la testa è dura e ogni volta mi rimetto a salire per riprendere il sentiero alto, allungare dove potrei accorciare, correre dove la tentazione sarebbe di camminare, anche in certi tratti di discesa.
La mappa è solo un assaggio, il satellite non riesce a entrare nei boschi. Risbuco verso Cernusco dopo un'ora, ho 20' per rientrare in stazione, lavarmi, fare il biglietto e saltare sul treno di ritorno. Sbaglio ancora strada per eccesso di entusiasmo, allungo. Chiedo in giro e ritorno sui miei passi, a 69' mi fermo, bollore ai piedi ma per il resto ancora pimpante.
In stazione una delle ultime fontanelle di Stato sopperisce all'assenza di biglietteria. Me ne segnalano una in cima al paese: sono altri 5' di corsa a salire e poi a scendere, verificatane la chiusura, con gambe ancora buone.
Il biglietto si fa sul treno; dopo 50' sono sulle scale di casa. Trenta km in 48 ore non li facevo da anni.

http://www.gmap-pedometer.com/?r=6014399

Questo è il post numero 1000.

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sabato 6 aprile 2013 - ore 11:44 PM

Pendolino

Domani farà caldo, alla MCM, qualche piovasco non starebbe male, anche se è previsto vento da levante - andarsi a impelagare ancora in sta dannata Fiera.
L'ho sperimentato oggi sulla mia pelle, aggredendo con calma il Monte Crosby, quello del Parco Lambro.
Un quarto d'ora di avvicinamento da casa, poi l'intenzione di girare 10 volte il percorso basso si scontra con una vocina interiore che alla svolta mi ributta su per la salita ripida, dai fai il bravo che sono anni che non fai il giro lungo da km, quello vero. Scollino e prendo la discesa spaccagambe, ma a metà c'è un albero crollato, due tronchi da superare, con rami da tutte le parti, vuol dire quasi fermarsi, scavalcare il primo e poi saltare il secondo, ripartire. Lo prendo come un diversivo, giro 8 volte, 8 km, tutti sotto i 4.20 tranne il primo, senza sfiancarmi, ritmo da medio, considerando i 15m di salita a chilomtero. Le scarpe un po' loose gonfiano due vesciche, una per ciascun piede. L'ultimo giro già rischio, al minuto 48 ho finito ma voglio arrivare a 60, rientro verso casa correndo il più possibile sull'avanpiede, passo il 60° giusto dove ieri notte alle 2 stavo bevendo birra con gli amici di una vita.
Così domani si va  a vedere verso il 32, che in un minutino si passa al 37 e al 40, tipo i passaggi segreti che ci sono all'IKEA, casomai il vignaiolo passi svogliatamente.





2.49

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lunedì 2 gennaio 2012 - ore 12:42 PM

Corbezzoli

Tutti belli infreddati per il Natale, con strascichi che nemmeno le spose. Ma le gambe non vogliono saperne e al primo risveglio mi buttano fuori dal letto richiamate dalla strada bianca della Valle Pitti. Ora io chiedo pietà e parto per una roba tranquilla, tanto che il primo quartino, la discesa, prende circa 40" in più di quando c'ho le intenzioni, come direbbe 3monti. Accade però che le prime rampe mi trovano baldo senza dannazioni e allora proseguo allegro. Chiudo il secondo quartino, la boa, in 30.03; pensavo un filo meglio, ma il 59 stavolta potrebbe anche scapparci: quest'estate ero passato in 29.32 per poi spegnermi a causa del mortificante caldo. Il terzo quartino risulterà assatanato senz'accorgermene, una quarantina di secondi meglio dell'andata. Rifiato un poco nell'ultimo tratto in discesa e affronto l'ultimo quartino, la salita, ancora in condizioni di freschezza. Una chianina dalle lunghe corna si sporge ad osservarmi. Alle ultime curve aumento e arrivo finalmente in affanno, quando il crono segna 58.26 (salita fatta 30" più veloce della discesa...). Ho levato un minuto e mezzo al mio giro, faccio al panda per la telefonata di fine anno; ah guarda anche lo zio mi ha detto così, sulle sue montagne, vedremo al Campaccio.
Poi due giorni dopo, sempre con la testa impastrugnata, la seconda uscita: il primo quartino ma poi dritto per la salita dell'Ospedale al 15% e giù in discesa fino al rondò, circa 32' svelti. Un paio di minuti di corsa lenta, altri 2 di attesa e poi 5x120 al 10% circa, recupero camminando la discesa: 24.0, 25.1, 25.3, 25.6, 23.9.
Bucata l'uscita del primo anno con previsto rientro dal mare di corsa, per motivi vari, ma in soldoni per aver infilato le scarpe sbagliate nella fretta di andare a cogliere i corbezzoli col nenne.

Appena rientrato in treno a Milano vengo a sapere che mio suocero (Sciòn Connery) uscendo dal garage al buio con la solita verve ha tamponato secco la mia auto parcheggiata poco fuori (01/01/2012).
...
La prima domanda dell'anno è: ma i cani domestici che Safran Foer tanto celebra, cosa mangeranno mai? Ogni libro è illuminato, ma ancora non sono pronto a rinunciare alla poca carne che prendo, anche se da anni cerco di sceglierla bene. Continuo a provare grande simpatia per il miglior amico dell'uomo, ma non mi sono sentito in colpa mentre mangiavo la mia unica fetta di cotechino, poco prima della mezzanotte. In giro comunque c'è gente che sgozzerebbe il vicino pur di non rinunciare alla carne, mettiamocelo bene in testa.

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lunedì 10 ottobre 2011 - ore 6:26 PM

Altro che blocco del traffico

Domenica senz'auto (ma non ricordandomelo non è che me ne sia accorto subito) verso le 9, nella prima giornata fredda della stagione, tersa, mi spingo verso un luogo un po' più oscuro, sperando che il freddo abbia fatto ai battitori lo stesso scherzo che fa alle zanzare. Mi sbaglio. Quel giro con le scalinate rade è veramente bello e ho deciso che qualunque cosa accada in cima mi prenderò i miei 10 giri. Parto a 2.46 ma son subito a 2.38, chiudo gli ultimi 4 sotto a 2.30, ultimo a 2.20, progressione con totale sui 10 di 25.28, 2.32 di media. Di notte ci rompono pure le bottiglie, in quel piazzale sulla cima. Che merda.
Altri 10' lenti per tornare a casa e poi in Piazza Bottini mi rimetto a pestare e faccio l'ultimo km a grandi falcate fino all'arrivo, il citofono.

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lunedì 29 agosto 2011 - ore 11:26 PM

Tanto per fare

Nei 10 giorni di Maremma, unico padre solo con figlio in spiaggia, corro 3 volte in momenti insperati e mai pianificati, senza tuttavia incrociare la pantera.
19 Agosto: Giro di Valle Pitti al mattino presto digiuno - discesa cauta in 12.14, andata collinare in crescendo in 17.58 ed esagerato dietrofront in 17.24, tanto che lì finisce la corsa, dopo 47.36 comunque molto buoni; la salita finale è di recupero alternando passo e corsa.
25 Agosto: stessa cosa, ma alle 6 di sera di una giornata di scirocco e grappino, un tentativo di suicidio, alimentato anche da intenzioni bellicose: passaggio in 11.13, un minuto sotto, che pago solo in parte nel tratto colinare da 18.19 (29.32 credo minor tempo di sempre); l'ultimo km però il mio corpo si surriscalda a tal punto da obbligarmi a 2' di recupero da fermo e a un rientro pesantissimo in 19.36 con 4a e ultima parte del percorso ancora a passeggio.
27 Agosto: 28' di lento in salita per rientrare a casa dalla Coop - gambe legnose all'inizio ma speranzosse nel finale, a segnalare i pochi segni lasciati dalle bestiate delle precedenti uscite.

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lunedì 18 aprile 2011 - ore 4:04 PM

Primo bagno

Mare calmo, la duna protegge dal vento.
Primo bagno dell'anno alla Torre del Sale.
Una ventina di bracciate a rana.
Dovrei tornare a casa di corsa poi, lungo una dritta strada di campagna di una quindicina di km, a mezzogiorno suonato. Fortunatamente Maria ha scordato la patente e devo guidare io; corsetta rimandata alla sera. Nel mezzo il vino forte del suocero e la cotoletta della suocera. Alle 7 di sera riparto da Rimigliano per risalire, mentre ancora si gioca sulla spiaggia ventosa. Il primo caffè del baracchino mi restituisce forse la pressione che mancava e parto finalmente in palla, tranquillo per i primi 20' ma poi, complice la discesa leggera che porta a Venturina comincio a prendere tempi da 3.40, senza faticare. Anche questa volta quindi la salita dietro al Calidario e la rimonta del Pattoni sono all'assalto, ma più come passo che come sforzo, che si mantiene piacelvolmente medio. Prendo 5.16 dall'imbocco del Pattoni allo scollinamento, come riferimento futuro. Arrivo a casa con i 200m finali di discesa, mollando tutto, dopo 43' circa.

Oggi 10' di riscaldamento, quindi stretching e ginnastica all'Arena.
E' partita la Boston Marathon.

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lunedì 19 marzo 2007 - ore 2:32 PM

Sistemo Cafaggio e torno

Ripreso dall'influenza: un'uscita test di 40 minuti leggeri al Giovedì e poi tre giorni a Campiglia in pieno sole, ma con lo spauracchio del grande freddo che starebbe arrivando, a rischiare di rovinare le fioriture anticipate degli alberi da frutto.
Sabato pomeriggio, carburato di pasta ai broccoli e Ruché, affronto il noto percorso che da casa porta a Cafaggio lungo i tornanti asfaltati e poi nella valle di Monte Pitti, fino all'incrocio retto. Andata in 31.25, ritorno in 30.45, con grande risposta di gambe e fiato, considerando anche che si parte da 144, si scende a 31, e poi misto collinare.
Questo segno mi convince della necessità di provare un'altra mezza in queste settimane; oscillo tra Vigevano e Milano, ma magari alla fine le salterò entrambe, chissà...

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