21km - la distanza

domenica 27 gennaio 2019 - ore 6:33 PM

Stramagenta

Un curioso palazzetto dello sport che sembra la casa dei barbapapà ci accoglie in una fredda e umida giornata di reale inverno. Per me un test, dopo un periodo di allenamenti promettenti. Mi scaldo poco ma solo perché sente le gambe pronte alla battaglia di Magenta.
Primo km nella calca, siamo più di mille. Segno 4.00 il tempo di raggiungere Filippo. Forse mollo per assestarmi e mi prende qualche metro. E' presto per fare gara con lui, lo sarà a primavera. Al quarto sono a 16.11, poco dopo essere stato passato da Mauro; sono comunque in totale controllo. Primo giro e metà gara, 20.17. Sotto i 40 non ancora; sotto i 41 si va, anche se il passo scende di qualche secondo e il passaggio dell'8° dice 32.36. Ultimi 2km con il cuore già alla volata, che parte quando mancano circa 400m. E' in progressione, niente di devastante ma quanto basta a recuperare una decina di posizioni e chiudere bene in 40.28, con ultimo 1000 a 3.50. Miglior tempo dal 2015.

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venerdì 8 giugno 2018 - ore 10:20 PM

Ritorno alle Cascine

Che poi la cascina è una, ma il passaggio sotto l'androne è sempre bello.
Arrivo a questa gara 48 ore dopo una febbre a 38.5 passata dopo una notte di paracetamolo, comunque non proprio nel pieno delle energie; ma visto che mi ci ero iscritto in un attacco di nostalgia, esserci importa eccome.
Fa caldo anche alle 8 di sera e sono sgonfio. Parto abbastanza davanti e con onore, sotto i 4 al km 1 e passaggio in 12.00 al km 3.
La prima donna allunga e non ne ho per tenerla, calo solamente un po' ma continuando a correre in spinta. Il problema è verificare che questa spinta produce un passo superiore ai 4.10 (20.25 al km 5) e io non ho niente da contrapporre a questa frenata. Il tempo ormai è andato, cerco di chiuderla senza mollare e l'ultimo km, che andrà in 4.06, è una vera sofferenza. Ai 400 dalla fine subisco il sorpasso di un gruppetto di 4 di Desio; non ne ho per tenere ma prima dell'ultima curva riesco a passare quello di coda e chiudere in 41.30. Sono tutti M50 e questo mi costa 3 posti di categoria, da 7° a 10°, 50° assoluto. E pensare che si andava a podio con 40.28, sarebbe stato piuttosto freak.
Ci tornerò per la terza, è un percorso da onorare con gambe migliori.
Una Grinbergen enorme e fredda da solo nel dehors dell'Upcycle è il mio premio dell'indefinibile categoria cui sento di appartenere.

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domenica 3 giugno 2018 - ore 4:49 PM

Le stradine giuste

La garetta del Parco con Emergency di zona, striscione con i fili, steso da bucato. Decido all'ultimo e faccio bene, dopo un periodo di stanca. Invece c'è un clima disteso, qualcosa come alle campestri. Tanta gente pochi atleti, nessun esaltato postdjtennista e un percorso che sale in ognuno dei due giri la montagnetta lato basso, teatro di tanti miei riusciti allenamenti.
Dopo 500m siamo in coda al gruppo di testa, o meglio ci van via sono una decina di corridori, divisi tra le due distanze di 5 e 10 km.
Cialfi ce lo lasciamo indietro, io sto poco dietro Brigu e insieme a Maurizio; comincio ad abituarmi al passo e prima della salita sento che mi sto allontanando. Passo al primo giro con una trentina di metri di vantaggio ma altri 5 così non li ho. Decido allora di non rallentare ma di puntare al km 6, che passo in 24.59. Caldo atroce e gambe ormai vuote. Cammino 100m facendomi passare da Maurizio e da altri 2, Grande Blu e Piccolo Giallo. Riprendo che ormai sono andati, quei 2km in cui progressivamente riprendo li pago 9.27, ora però va meglio. Intanto mi raggiunge Padoan ma non mi faccio passare. Il km 9 richiede 4.06, siamo sempre insieme anche con Simone, che passeggia con noi. Sulla salita finale gioco di nervi e vado via, tanto da avvicinare Grande Blu (la foto si riferisce però al primo giro). Sulla discesa lo avvicino e dopo la curva a gomito approfitto dei 50m finali per passarlo (ultimo km in 4.03).
Sono 7° in 42.36 (Maurizio 5°, una ventina di secondi avanti).
Altro che Corrilambro, comunque.

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giovedì 15 marzo 2018 - ore 9:13 PM

Scuola serale

Diluvio tremendo che prendo per arrivare al campo e che continua anche dopo, mentre corriamo allegri in 6; pure vento che soffia.
Parto con l'Ingegnere (non quello forte) che però dopo un paio di km tira il freno.
Corro quindi da solo, con i calzoncini del 2003 che cadono, imbevuti d'acqua pesante.
E' comunque una proba non da poco, correre a sti ritmi.
4.09, 4.09, 4.13, 4.13, 4.11,
4.29 (20" fermo per stringere corda dei vecchi calzoncini),
4.11, 4.11, 4.14, 3.58
Totale 42.03 sotto al diluvio, pausa inclusa.

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giovedì 19 ottobre 2017 - ore 11:54 PM

Diecimilata

Solo in 8 per il 10.000 su pista, mentre l'ottobrata scema scema e finalmente fa un po' di fresco, anche se condito da nebbiolina tossica di fine ottobrata.
Parto e dopo 100m sono ultimo, convinto di voler tenere i 4.15, possibile passo per la Mezza di Verona, alla quale manca un mese.
L'unico a tiro è uno sconosciuto, ricoperto da un bizzarro gilè mimetico. Mi tocca parlargli inglese, il ragazzo è un dottorando ucranio. Same country as Lebid gli dico. Mi fa cenno di sì ma non va oltre. Pace 4.15 mi dice. Rispondo che va bene, che ci si alterni un po'.
Tiro più io e al km 4 lo sento svanire alle mie spalle. Procedo soletto, Ale 50m avanti. passo a metà gara in 21.18, tenendo un passo che mi sembra facile ma non un trampolino di lancio per la gloria.
Difatti dal sesto all'ottavo calo di un paio di secondi nonostante mi sembri di stare spingendo bene; non son comunque per nulla al gancio e l'ultimo mille lo forzo un po' per recuperare il leggero ritardo.
4.17, 4.13, 4.16, 4.14, 4.16 (21.18)
4.17, 4.17, 4.15, 4.17, 4.01 (21.09)
Totale 42.27

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domenica 15 ottobre 2017 - ore 11:15 PM

Campo Volo

Mi sono comperato le Boston.
Le ho provate al negozio Adidas e ho detto pensavo costassero meno. La commessa, peraltro di origini altopianiche, non ha fatto una piega e se l'è riprese senza offirmi agevolazioni.
Le ho riprovate e comperate da Koala, il giorno dopo, a 15 euro in meno. Gialle evidenziatore, ma ormai sono superiore a queste cose, da quante ne ho di scariche da passeggio in tonalità più gradevoli.
Cardano al Campo (Volo), praticamente le ultime terre prima di Malpensa. Uno sfacelo di fabbriche cadenti, quasi tutte abbandonate, paese però a suo modo di carattere e con qualche ondulazione che predispone a un tracciato gara interessante.
Sono due giri, km segnati probabilmente male, ovvero uno lungo e uno corto, per cui non sto ora a lasciarne segno singolo però, alla fine del secondo, in costante leggera salita, sono a 7.53 e sono in compagnia di Katiuscia, un tempo forte atleta delle valli bergamasche che per me è la foto dell'arrivo di Piacenza 2007. Il fatto di essere lì insieme, scaduti ma non arresi, rende questa gara speciale. Lei è a cortissimo di fiato sin dal primo km ma avanza, passo dopo passo, una forza della natura. Dal terzo km in poi, complice la discesa, le sono avanti e tiro io, passando il quarto e poi fino al quinto, metà gara poco prima del traguardo. Qui sono a 19.47 ma gli ultimi 500 ho un po' sofferto e nell'arco di 300m mi sgonfio, maledetto dolore al fianco e maledetto io, sotto sotto pago di quel passaggio. Comunque sia scelgo di aspettare Ale e Antonella che, secondo logica, dovrebbero passare un minutino dopo, per poi accompagnarli senza fretta all'arrivo. Me li trovo però che camminano, ma nella direzione opposta...lei ha mollato già al secondo km. Così è un attimo e riparto. Dolore sparito, salita da affrontare in progressione e, tempo un minutino, son già più veloce di quelli davanti.
Passo al km 7 in circa 29, sto di nuovo correndo con giudizio. Riprendo calma e leggerezza. Arrivo senza danni agli ultimi 500m e chiudo bene, anche se finalmente stanco, tenendo dietro gli ultimi due sorpassati, in 40.52.

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martedì 28 marzo 2017 - ore 9:15 PM

Un dono

La migliore prestazione italiana maschile sul Miglio appartiene a Gennaro Di Napoli, è vecchia di 21 anni come il manto della pista su cui fu realizzato e che vediamo oltre le sbarre mentre giriamo nel decadente ex parco SNAM, l'area gioco di Metanopoli, una città di frontiera con annessa chiesa di punta dedicata alla Santa Barbara del Gas.
Ora quando mi riscaldo al trotto e le Aero sono rimbalzine vuol dire che ho i garretti in buona, oltre alla voglia di non partire cauto.
Inteso che i km totali erano probabilmente giusti ma i parziali mica tanto, prendo con le pinze l'8.00 del secondo km ma anche il 12.13 del terzo, durante il quale mi era sembrato di spingere. In verità poco dopo spingo un Montestella che per tagliare sul marciapiede scarta di netto mentre gli sono attaccato. Lo accompagno con il braccio lungo le retta via e via madonne, prima le sue, poi le mie e dei miei soci (ma c'è anche un estraneo in corso che si propone se hai bisogno per menarlo io ci sono); in realtà lui non la smette, ci giochiamo diverso fiato e alla fine allungo per affiancarlo e proporgli una stretta di mano, che accetta non di primo acchito.
Poi si torna a correre, passando la metà (il primo giro) in 20.25. Tanto mi è servito per riprendermi dalla smania del conflitto, che il sesto va via bene e così fino all'ottavo, a 32.36. A quel punto rifiato un po', tranquillo dell'under41 e temendo di cuocere di colpo; passo al nono in 36.44 (ma sempre dubbi sulla lunghezza, visto che di posizioni non ne perdo) e poi corro il decimo dando quanto ho, ovvero non troppo. Nel vialetto di ingresso ai 200m finali di pista ho un sussulto, sto finendo muscolarmente, poi però la gommina anni '90 mi accompagna dolce al traguardo, appena dietro la donna dalla bella corsa con la quale ho condiviso tira e molla buona parte di gara.
Tempo 40.39, aiutato dal fresco e dall'aria che la pioggia della notte ha portato.

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venerdì 10 marzo 2017 - ore 12:06 AM

Dieci km per me

4.20, 4.16, 4.18, 4.18, 4.18 (21.33)
4.18, 4.19, 4.18, 4.12, 4.06 (21.14)

Questi sono i 10 passaggi del mio primo 10.000 su pista iniziato e terminato in 42.47.
In passato ne avevo interrotti un paio, sempre del Corrigiuriati.
Poi durante l'ora in pista (credo 39 e poco, nel mio miglior risultato, quello dell'esordio insonne) e anche durante qualche allenamento la distanza è stata completata, ma sempre come semplice passaggio.
Dopo il crollo di ieri, partire con i polpacci rigidi e a freddo, dopo un'altra mattinata di tosse, è stato già un successo.
Scarpe forse sbagliate oggi - le Aero e i crampati non van troppo d'accordo -  ma corsa comunque leggera ed economica. Solo che a schiacciare andrei poco più veloce e muscolarmente lo sentirei.
Per gli ultimi due km un compagno inaspettato, il Vignaiuolo che, svogliato che sembrava me, stavolta è lui a fermarsi poco dopo metà gara e mi rende gran servigio ad accompagnarmi gli ultimi 7 giri; allungo giusto i 200m finali, senza aprire la falcata, solo aumentando la frequenza, all'indiana, per non ravvivare il dolore all'adduttore sinistro che finalmente mi sta lasciando.
E toh, è comparsa anche la Resa dei Conti, cosa che mi illumina la serata (maledette docce tiepide del Giuriati, non bastava lo spogliatoio senza riscaldamento e senza phon; siete in tanti e la caldaia non ce la fa).

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mercoledì 30 novembre 2016 - ore 10:19 PM

L'asfalto di Zelo

Gara nella gara. I compagni di società (e negli ultimi tempi di allenamento), il Ritorno di Domenico, 8kg in meno e figlio in più, un asso nel rifilarmi mozzarelle a volontà la sera prima, come quando in trasferta ti battono le pentole tutta notte di fronte all'albergo.
Riscaldamento che, complice anche una notte infausta, dice subito come le gambe buone siano altrove.
Partenza affollata e primo km a cercare di stare in piedi a strappi; poi un po' meglio e bene, al km 2 segna 7.55. Successivo a 11.58, dieci così non credo di averli. Quando arriviamo al rettilineo che porta a metà gara, la fine del primo giro, Domenico è ancora dietro, appena dietro, io allungo per cercare di passare al 5° in 20.00 e portarmi a casa questa piccola soddisfazione. fanno 20.03 ma davvero vedo i demoni, quelli del fermati (nello stesso momento il vignaiuolo stava finalmente correndo 42km a Firenze a un passo appena inferiore). Scelgo in un attimo di rallentare e vedere cosa succede. Domenico e Tommaso mi superano, li lascio andare ma li tengo a vista. Sesto in 24.25, almeno ora posso correre rilassato senza pensare al 39. Riesco a tenere i 4.10 e passo 28.35 migliorando ancora fino al passaggio del 9° in 36.45. ora il limite di dignità dell'under41 dovrebbe essere salvo e provo ad aumentare un po'. Il rettilineo finale di 700 non finisce mai, nessuno mi passa e ne recupero 7-8 (su quei tempi non che ci voglia molto).
Chiudo in 40.38 circa, 30" dietro un Domenico molto costante, con la testa che rimbomba e un recupero lunghissimo, nel caldo artificiale della palestra.
Gran festa sociale comunque, una mattinata indimenticabile, alla fine della quale vinciamo il Corrimilano di partecipazione, 10 prove punto a punto. Di un punto su 464. Contro i Road poi.
Grazie alla runcard dell'Avvocato.

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domenica 21 giugno 2015 - ore 4:47 PM

Cosa non si fa

Cosa non si fa per la Società. Una 10 km a fine Giugno, con la tenuta da spiaggia che il Palio ha diagnosticato. Meno male che siamo in compagnia e che fa caldo ma non troppo. Due giri di un tracciato abbastanza noioso, a parte alcune scomode curve, non certo quanto mi meglio offrirebbe il miglior Parco del milanese. Alcuni tratti passano sullo storico tracciato del Monga, ma senza fango e neve manca molto.
Primo km difficile, a lato strada su prato per sorpassare gli azzardati, 3.56 ma un po' di energie spese di troppo; poi mi stabilizzo ma per 4km segno preciso 4.00, spaccati, senza abbassare mai e senza evitare che la distanza cominci a pesare. Dal 19.56 un leggero tracollo: per 4 km sempre sotto i 15/ora, tato da arrivare al 9 senza speranza di leggere 3 davanti alla fine. Dal 36.24 ci provo comunque, almeno ad andare a riprendere sui due lunghi rettilinei finali quelli che mi avevano sorpassato poco. Sprinto bene gli ultimi 200m con il fondo salvastati, ma prima rischio di scoppiare. Quasi prendo la Conte, meglio che all'Ortica. Il crono dice 40.09, una decina in più secondo la Questura, dal suo sparo.

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lunedì 24 novembre 2014 - ore 2:20 PM

Sotto

Eh la gara.
Tutto un altro correre. Un po' di dubbi ma poi calzo le A1, se ne facciano una ragione.
Al km5 guardo per la prima volta il tempo, intorno ai 20, magari 20.30, dovrei esserci, a vedere le facce che ho intorno. Siamo a 19.45. Bene puoi fermarti, camminare un po' e fare un secondo 5k, sai che bell'allenamento? Un brutto guaio dover sempre trattare con queste voci. Le frego promettendo di arrivare solo al 6, tipocross, così simuliamo eh. Al 7 stessa storia, 27.42. Fermati, hai fatto già tanto. No però al 7 e qualche c'è sempre l'Angelo appostato, quello mi mena. Così arrivo all'8, che sono ancora tutti lì intorno, anche Maurizio. Poi non ci penso più, sarebbe proprio da coglione. Tanto che però Maurizio va, al 9 è avanti una quarantina di metri. Ma a questo punto non è che stia troppo male, era peggio prima. Aspetto di arrivare al rettilineo di 800m e comincio la progressione, primo obiettivo rientare e puntare al gonfiabile giallo della partenza, 200 da quello nero dell'arrivo. Ecco ne prendo un po', Maurizio mi dice vai Nicola, ne prendo altri. Punto l'ambrosiano (faremo lo stesso tempo al decimo), sento dei passi frequenti, che mancano 20m. Mentre mi occupo dei miei, di sorpassi, ne subisco uno: è Maurizio, a uno sputone dalla linea, che ne ho pure per reagire, ma manca troppo poco. Due a uno per lui, separati da 40 centesimi, ma intanto segno 39.28, chi l'avrebbe detto. E a parte mezzo minuto a recuperare fiato, muscolarmente bene.
Scarpe benone; piccole son piccole e lasciano l'alluce arrossato. Son ricordi.

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mercoledì 4 giugno 2014 - ore 7:20 PM

In cascina

Un altro medione messo in cascina. Pure con 3 bei passaggi in corte.
Perché quel passo lo tengo senza morirci, mi struggo solo quando cerco di cambiarlo.
Pochi partecipanti, i 300 idealisti, quelli per cui al via non bisogna rusare troppo.
Schizza subito Mimmo, il nostro egiziano dell'ultima ora, inesperto e scalpitante; Maurizio e Paolo lo lasciano andare, io rintano in 4a posizione. Primo km in 3.50, secondo in 7.39, mi sto già allontanando senza perderli di vista, difficile tengano quel passo. L'andatura (o i cartelli chilometrici...?) mi riportano su passi meno azzardati, metà gara in 19.33, dopo aver comunque riassorbito Mimmo e Paolo, il solo Maurizio là avanti, 6-8 secondi.
Il percorso su 3 giri non è niente di che, se non per il cortile, ma l'aria è da garetta, familiare, nemmeno troppo caldo.
La seconda parte è un po' più sofferta, ma solo a vedere dai tempi; il cuore non sale, ma verso l'ottavo comincia a reclamare qualche sussulto. Al nono ci provo, subito vado in fatica, bocca spalancata e respiro forzato, una roba da volata ma mancano ancora 800m. Però Maurizio è avanti solo una ventina di metri e stavolta è il caso di provarci. Penultima curva, riesco ad affiancarlo, c'è ancora un tratto di falsopiano in salita in cui all'improvviso mi sento mancare ma faccio finta di niente. Dai che è finita. La rotondina e poi i 30m di leggera discesa, in cui provo un ultimo sorpasso che non riesce (ma nell'ultimo km devo averne recuperati diversi). A occhio 3.40 per 39.18 alto, arrotondati in 39.19.
Quel tempo. Con tanti assenti finisco pure primo del gruppo e 7° di categoria, vergognosamente lontano soli 17 secondi dal cesto del 5°, sarebbe stato troppo.
Gran bella maglietta a Villasanta, anni che volevo venirci ma non son mai riuscito.
Doppio giro di penne al ragù, bicchiere di rosso e buona compagnia; oratorio rulez, di tanto in tanto.

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lunedì 19 maggio 2014 - ore 3:48 PM

Diecimillesimato

Non dovrei esserci, ci sono. Ho preso sonno alle 3, alle 6 suona la sveglia, mi alzo che son le 7 meno cinque ma l'adrenalina mette voglia. Alle 7.15 scendo dalla bc in Piazza Udine, dove l'equipaggio più sonoro e assortito del distretto è pronto a partire per la Missione 10.000, per mio conto assente da 30 mesi.
Percorso paesano, tutto di falsopiani; primo km con il vignaiuolo in carburazione, dopo 2k finisco nel gruppetto della Zugnoni; passo al 5k già cotto in 19.37, la stacco poi mi riprende e insieme a un altro la tiriamo, mentre Maurizio è sempre avanti quella trentina di metri che terrà fino alla fine. Al nono non tiriamo più, complice l'ennesima curva alla quale non salgo sul marciapiede perdo contatto (credo di aver corso una trentina buona di metri più della maggior parte dei passanti), lei se ne va. Io chiudo cotto, quasi cammino sullo strappo finale, perdo due posti e finisco a 39.19.
In assenza del saten il ristoro offre colomba millesimata del 2012. Senza canditi, pure.
Gran sport il tamburello del campo limitrofo.

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domenica 11 dicembre 2011 - ore 9:34 PM

9960 metri

Un caffè fatemi bere un caffè...
Brillante idea uscire di casa senza un soldo, quando poi ti viene voglia di caffè per svegliarti 20' prima della gara. Poi racimolo monete sempre più piccole da tutte le tasche e cassettini dell'auto, fino ai 2 cent e invado il bar Acli della Cava. Rimangono 15' per mettersi le scarpe fosforescenti e far girare un po' le gambe, per fortuna con la preziosa compagnia del podista parvenu. Poi si parte, da una fila decente; oggi non ho proprio voglia di perdere 15" per via di certi corpi che già vedo cercare di affollare le prime linee. A dettare il count down un vecchiazzo GGG che conosco bene di vista, che anni fa alla MM girava il nostro ristoro cercando di prenotare scatole di integratori da portare via come trofeo quando ancora la massa morente doveva passare; avanzo della FIDAL, colei che per far fuori il Brianzolo e Viganò tramite il Monga (dopo averlo obbligato al patrocinio), quest'anno lancia un 3° circuito di Cross Invernali in date concomitanti.
Intanto si parte; non guardo il crono ma capisco di essere veloce, recupero posizioni, le gambe girano e il corpo avanza, con un occhio all'appoggio. Al km 3 mi passa Massimo, MM50, forte. Cerco di tenere lui e il gruppetto da 4 che si forma, ma non è facile, sono un po' al limite, la strada è ancora lunga però c'è il caro Angelo che mi grida parole d'amore. Passato il km 4 parte il rettilineo di 700m che porta al passaggio di metà gara; forzo per rientrare prima del km 5 e appena compiuto l'aggancio, sotto al traguardo, sento gridare un allenatore che siamo a 18.30. Dopo 100m sento il dolorino al lato destro e capisco che questo allungo rischia di farmi male; mi lascio sfilare e proseguo del mio passo, a sensazione; anche con 19' nella seconda parte porterei a casa il tempo che credo di valere. Perdo qualcosa, certo, ma non troppo; al km 7 sono dietro solo 7-8" e il distacco sembra essersi stabilizzato. Verso il km 8 capisco che arrivare si arriva, le gambe sono ancora in spinta, non ho mollato. Verso gli 8500 mi sorpassano 4-5 furie, ma all'ennesimo sorpasso mi metto in coda e punto il cartello dell'ultimo km. Lì si entra in un'altra dimensione, spariscono ogni paura e cautela, affiora un sorriso, la voglia di divertirsi. Ne passo subito 3 e poi punto Massimo; c'è una curva secca da cui rilancio bene e all'imbocco del rettilineo è ancora 4-5" avanti ma so che non ha un gran finale. Il tempo non lo guardo ma allungo che è un piacere; ai 300 lo passo e sento che, come mi confermerà più tardi, ci è rimasto amichevolmente male. Proseguo. Comincio a sentire fatica e di colpo, ai 100 metri, da entrambi i lati mi passano due baldi giovani, sbucati chissà da dove. Non reagisco, non fan parte dei miei obiettivi di giornata, prendono 5 metri. Poi il corpo contraddice il cervello e riparte secco. Uno lo prendo facile, l'altro gli arrivo sotto, giusto al tappeto rosso, basta così.
Gli organizzatori confessano un 30-40 di decifit, per motivi di viabilità, oltre al taglio dei marciapiedi, del quale a occhio sono l'unico a non voler beneficiare. Ultimi 2k in 7.17 e tempo finale di 37.04, 18° di categoria, su percorso obiettivamente filante. Adrenalina forte, gambe fresche e subito via per i prati a defaticare per qualche minuto.
A 20" dal personale si rischia di perdere nuovamente la serenità. Meno male che arrivano i cross.

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lunedì 24 ottobre 2011 - ore 6:37 PM

Monte*

Al 2° km la frittata è fatta; passi il 1° in 4.08 ma devo aver rallentato ancora causa intralci e causa timore di esagerare dopo gli 8 secondi già persi (che in realtà come passaggio andavano bene) e così al 2000 abbiamo un fardello di 19". Dal 2° al 6° faccio il mio porco lavoro, grazie anche all'aiuto di un altro compagno di società con il quale formiamo un compatto paravento a Hal, riducendo di 3" al km l'errore e arrivando a 24.06 al 6° passaggio. Perfetto, ma un po' strappato. Hal ha il respiro pesante, voglio solo pensare sia un suo modo naturale di prendere aria, ma così non è. Nella seconda parte del tratto di Parco di Trenno, in parte su erba, per il nuovo percorso provvisorio, la coda dell'occhio perde l'ombra del gigante alle mie spalle. Rallento per farmi prendere, senza palesemente aspettarlo, che non è cosa, ma al 7° siamo nuovamente in alto mare, a 13" dalla meta. Ancora qualche centinaio di metri e comincio a parlargli di personale, di pensare solo a quello, adesso. Al segnale dell'ultimo km siamo sopra di 43", dovremmo stare almeno sotto ai 41'. Allungo appena in progressione e vedo che Hal rantola ma non molla. Sorpassiamo diversi atleti e riusciamo a correre gli ultimi 200 bene. Mi concentro sul tagliare il traguardo insieme, ma a 3 metri dalla linea il socio scompare, per riapparire poco dopo chino sul prato, oltre la meta, oltre i suoi limiti. Il 40.42 vale il suo personale e una green card per riprovarci più avanti.
Confesso l'imbarazzo con cui ho corso il medio più facile, a memoria, da che corro, secondo solo all'imbarazzo con cui differenzio il pacco gara prima di andare a nanna. Levo la copertina plastificata del Runner's e metto il resto con la carta; cestino il portachiavi di Radio Italia e purtroppo fallisco nel principale obiettivo di serata: sturare il lavandino della cucina perennemente otturato con il Potere di Powerade Blu.

* la stella è per Cristina Lena

foto di Antonio Capasso da andocorri.blogspot.com

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martedì 15 marzo 2011 - ore 12:00 PM

Via Ciovasso c'è una corsetta

E' scesa l'acqua che aspettavamo. Non forte. Il giusto per fare pozzanghere ovunque e pulire l'aria, perché freddo non fa.
Davanti non vogliono indietreggiare così parto circa in 20a fila giusto sotto il gonfiabile, per cui percorro 10k giusti giusti, anche se per mettermi a correre devo aspettare una decina di secondi. Ai piedi le fosforus, una calzata meravigliosa e l'occasione per annebbiarle.
Km 1: non inciampo; scazzo con uno che va a zig zag senza guardare; passaggio decente viste le premesse, 4.02.
Poi non guardo più il crono e corro nella selva. Ci sono proprio tutti oggi. Primo passaggio in pista con un paio di compagni di società a tiro davanti una decina di secondi. C'è il crono ufficiale sotto al gonfiabile che segna un tempo che chiaramente non sarà quello dei 5k, visto che i 2 giri in parte differeiscono. Il secondo giro inizia con un fior di atleta che mi sorpassa; ultimamente è calato molto ma resta sempre uno di quelli che non mi son mai messo dietro. Aumento e cerco di stargli dietro, ma si apre un buco di qualche secondo. Al km 8 è tempo di dare quel che c'è, nella zona della salitella che porta alla Piazza del Cannone; mi passano un amico e una ragazza, mi accodo e ne escono diversi sorpassi. All'ultimo km intanto si è avvicinata anche la maglia del povero compagno Cialfi, che era uno dei 2 avanti e che anche stavolta rischia di essere acciuffato alla fine; grande tenuta comunque per i suoi 56 anni. Costeggiamo l'Arena e lì supero il fior d'atleta, con un po' di pena confesso. All'ingresso del campo ancora qualche sorpasso e ai 150 anche Cialfi capitola. Finisco poco dietro la ragazza, in 38.56 snocciolati dal display che mano mano metto a fuoco, con un finale veloce ma non velocissimo.
Ecco. Ero convinto di aver fatto un minutino in meno; va bene le curve continue e il fondo difficile, ma son pur sempre 2' dietro i miei tempi di 3 anni fa. Convince la tenuta di testa e tutto sommato la lucida presenza fino in fondo, segno che forse avrei potuto osare qualcosa in più e sorridere un po' di meno.
Passate 48 ore garretti in condizioni quasi buone.

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lunedì 25 ottobre 2010 - ore 6:13 PM

Un po' da pellegrino

E' possibile ora affermare che oltre a polmoni e cuore serve anche un po' di efficienza muscolare.
Al km 5 del Montestella la cosa si è manifestata in tutta evidenza.
Ero partito con il proposito di guardare il crono giusto al km 5, correndo a sensazione senza spingere troppo, ma evidentemente la cosa non era compatibile con la mia assenza quasi totale di preparazione. Verso il km 4 le gambe hanno cominciato a perdere efficienza; i sorpassi che avevo effettuato fino a qul punto si sono ridotti e mi sono trovato in una fila di gruppetti che non riuscivo più a recuperare. Meno male che ho raggiunto Robi, uno dei migliori animali da cross del mio album delle figurine, messo ancora peggio di me, ma almeno si son fatte 2 chiacchiere, mi ha subito detto arriva il secondo, io a complimentarmi e poi tutti e due a dire che finire oggi sarebbe stato già bello, che la testa non c'era. Dopo un po' lo lascio anche indietro, ma passano circa 500m e transito a metà corsa: guardo il 19.16 e decido di camminare un po', molto forrest e molto gump. Lui ripassa mi dice di andare ma aspetto ancora un po'. Riparto tranquillo con l'idea che mi sono fatto i miei 5k tiratini e adesso si arriva tranquilli, che con la caviglia che ho va già bene non sentir male. A distanza di 30 ore non rinnego la scelta; avrei dovuto usare tanta testa per un 38 alto, costringendo anche la muscolatura a uno sforzo prolungato che ora come ora non è il caso di affrontare. I km comunque erano segnati un po' ballerini, a sensazione; ho preso 7.27 al 2k, 7.52 quello dopo - mi sembra troppo veloce l'avvio. Dal km 4 al 7, la passeggiata, sono 13.16; sono comunque in leggera progressione, non subisco quasi più sorpassi. L'8° va a 4.00, arrivo a 32.35 e ricomincio a sentire l'odore del traguardo. E proviamoci, tanto per rimettersi dietro un po' di gente e per non lasciar andare via Cristian, il giovanotto che mi ha appena passato e che giusto il giorno prima spruzzava testosterone alla Dottorina. Il nono lo corro aumentando, recuperando una decina di metri e accodandomi a lui. Il crono segna 37.20. Si parte per l'ultimo km. Passo Cristian e vado per la mia, a tutta. Ci sono cartelli ogni 50m! All'800 comincia a scorrermi sotto i piedi una pista immaginaria da percorrere 2 volte. Entro nella Scuola e via rilancio per le stradine; ai 350 sono stanco ma non mollo. Si arriva finalmente alla pista in terra e davanti si profila la sagoma inconfondibile del vekkietto Padania, ultimo sorpasso possibile; ha molto vantaggio ma insomma finire dietro non se ne parla, a questo punto. In realtà povero cristo è già un grande a correre così, a parte quella maglia infelice. Chiudo in 39.54, ultimo 1000 in 3.34, lui una decina di metri dietro; 9" e arriva Cristian.
Ho fatto una specie di fartlek, guidato da fenomeni che al momento riesco a controllare poco, ma fare 40 sui 10k mi avrebbe comunque dato fastidio, vero Runner Blade...? La grande notizia è che il mio stinco ha sopportato e ho messo qualche km tirato per i cross a venire.

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lunedì 3 maggio 2010 - ore 1:11 PM

Solinsky




Altri video qua, se volete vedere subito gli ultimi minuti di corsa.

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lunedì 29 marzo 2010 - ore 9:58 AM

Vota Gamber

Con un bicchierino di Marsala si chiude la cena di Sabato, intorno a mezzanotte; non che sia stato a tavola così a lungo, ma poiché la mattina della gara salto colazione, ho fatto un rinforzo di pandolce genovese e vino prima di infilarmi nel letto. Notte un po' agitata, sveglia puntata alle 7 (che sarebbero le 6) ma sono verticale alle 8 meno 20; tempo 10' sono fuori, con il minimo per correre e le sole A1, ai piedi, per scaldarmi e correre il fenomenale Desmila dei Gamber, l'unica gara lombarda tutta dentro un parco (Monza), non presidiata, non motorizzata, non segnata (devi solo seguire quelli davanti), a iscrizione gratuita aperta fino all'ultimo minuto prima del via senza sparo.
Insomma arrivo in tempo, buttando un occhio dalla macchina alla Lombarda Petroli (siamo a 300m dal parco in linea d'aria); lunga coda per iscriversi, quattro passi di corsa al fresco con un cielo in sovraesposizione delle grandi occasioni. Correrò senza guardare mai il tempo, con l'idea di tenere un passo che non mi mandi in ansia, e che possa somigliare a quello da tenere a Zelo per l'ora in pista; è a dire che cominciamo a portare in testa un 10k, che poi ci sarà da attaccarci ancora una ventina di minuti.
Partendo a metà gruppo primo km in sorpasso, poi verso il terzo mi stabilizzo, anche se un po' alla volta qualcun altro lo si recupera; non che le gambe girino alla grande, ma respiro bene e i viali alberati fanno il resto. Verso metà gara formiamo un piccolo gruppetto che ogni tanto si allunga e poi si ricompatta; io sto un po' dietro per sciogliere le gambe e in effetti al riparo dall'arietta si spende veramente poco. Due anni fa era cominciata lì la mia crisi di testa, che avevo forse anche tirato troppo, ma quest'anno, senza crono ne obiettivo, procedo sereno. Al sesto riprendo la testa, ma il vento è veramente fastidioso; calo di proposito per farmi passare e mi riaccodo. Alla discesa del settimo rimaniamo in 3, io ultimo staccato di pochi metri. Si costeggia il Lambro contro corrente, a serpentina, per circa 2km, nei quali il terzetto si ricompone e riassorbe altri 2 atleti che stanno mollando; verso la fine di questo tratto, prima del ponte che rimanda indietro sulla sponda opposta, uno dei 2 compagni molla, l'altro se ne accorge e sembra aspettarlo, così ho via libera e parto in progressione. Dopo il ponte sono circa 600m, curva a dx e 100m finali. Dietro non sento più nessuno; davanti ce ne sono 3 con 7-8" di vantaggio. Un po' ci provo, ma gli ultimi 3000m li ho corsi a un passo decisamente oltre le intenzioni, quindi è già tanto averne per continuare in spinta e avvicinarmi a pochi metri dai fuggitivi. Chiudo in 38.01 dal non-sparo, intorno al 25°, mentre Turbone fa 4° :-0, grazie alla superdieta vegetariana normale.
Finirò per mandare in Consiglio regionale il Capocomico Nobel, e magari pure la moglie, così fanno il carsharing quando Formigone convoca; non è così che avrei voluto spendere la mia scelta, votando i Coniugi Fu (che dovrebbero fare i pensionati o magari gli animatori culturali, non politici) ma Penati nein danke, e che le liste siano bloccate e io non possa mandare nel Palazzo-tirato-su-da-queste-grandissime-teste-di-cazzo uno come Molinari perché l'han piazzato solo 6° mi rovina un po' la pizza della cena.
Gambe pesantucce oggi, ed è ora di tagliare i capelli.

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giovedì 19 marzo 2009 - ore 3:14 PM

25 giri anzi 15

Oggi c'era il 10.000 del Corrigiuriati; avrei voluto correre ieri perché dopo il Ciovasso avevo una certa paura di tutti quei giri. Ma visto che ieri non ce l'ho fatta a presentarmi al campo, e visto che oggi l'ufficio ha prodotto malumori oltresoglia, ho deciso di purgare il mondo con 25 giri di pista.
Al campo arrivo che sono tutti pronti, scalpitanti, che vogliono partire in anticipo perché la strada è lunga; va bene che è una cosa in amicizia, ma arrivare facendo l'impossibile alle 12.50 per scaldarsi 5 minuti e sentirsi dire che si parte cozza un po' con certe buone abitudini, e con il sano principio che vorrebbe preservare muscoli e tendini degli amatori tutti.
Via tutti pazzi forti e ai 400 sono 7° in 1.29...; io tengo quel passo, tra 1.29 e 1.30, e passin passetto ai 2000 sono 5°. Certo che 25 giri sono tanti...e poi fa veramente caldo, nonostante la canotta. Passo ai 4km in 14.55, sempre 5°, con il 4° che ha 9" di vantaggio che non cambiano mai. Corro da solo, e la cosa non aiuta; si fa sotto l'idea di tirare solo fino ai 5km, che va già bene così, perché le gambe sono un po' meglio di Domenica, ma esagerare non porterebbe a molto. Trovo una mediazione e aggiungo un 1000 per fare 6, come ai cross. Finisco in 22.22, proprio mentre il 4° comincia ad allungare e infatti finirà 3° (maglietta SOMMOZZATORI) a soli 6" da Cristiano 2° in calando (36.32); vince Nicola Galliena in 36 circa, se non sbaglio.
Alla fine sono contento: non ho massacrato le gambe e ho lasciato un po' di voglie per le prossime garette, tenendo pure un 3.43 di media senza morire.

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