Reduce. Reduce da un venerdì di Gran Ciclismo urbano e non, per andare al lavoro e poi a Monza dal dentista e poi a casa che son le 8. Mangiare un piatto caldo e risalire in sella per il Direttorio di Società. Infìne a letto ma il mattino dopo accompagnatore dei Giochi Interscolastici del Nenne, primo staffettista sui 50 proprio niente male.
Un piatto di pennoni al pomodoro e via per la mia gara, sulla pista di Pioltello, 3 anni dopo l'ultima volta ma sono almeno il doppio dall'ultima con qualche velleità.
Inizio sfiancato, dal raffreddore e dal caldo che non scalda le gambe molli. Ma c'è pubblico competente e soprattutto esigente, oltre che sinceramente d'aiuto. Provo due tragici allunghi ma la testa comincia a entrare in circolo.
Così parto per come vada, insieme a un ferrarese vero con cui faccio due parole sulla squadra, stupito lui di trovarsi un milanese di parte.
Non prendo la testa, ci va D'Agostino con dietro Merisio e non ho voglia di fare la buttata. Me ne sto tranquillo a metà gruppo cercando il passo che posso. Però qualcuno lo riassorbo e arrivo al 1000 ancora in bolla, dove sento qualcosa più di 3.30. Scatta che mancano solo 600, che altre volte sarebbero stati tanto da fare ma stavolta sono leggero e provo a spingerli. Alla campanella sono l'ultimo del quartetto che in fila segue a distanza i primi 4. Oso e sorpasso tutti, spallino incluso. Rilancio e che vengano a prendermi. Non ci riescono. Il 600 finale è sui 2.02, gambe stanche ma non ancora in acido, grazie anche al pubblico amico che non smette di sostenere.
Non ho nemmeno l'orologio; Ale dice 5.35 e sarà così: 5.35.85; 5° della batteria e 5° su 9 di categoria, a 10" dal podio.
Il tempo che speravo di valere ma in giornata più brillante; fatto così mette di buon umore e predispone al pre-aperitivo serale delle 18, con Negroni, al Tabacchi Sociale.
Giacente sul letto nei giorni dopo l'operazione di Gennaio cercai sollievo dall'iscrizione compulsiva a una gara di lì a tre mesi, più che altro per il percorso che mi avrebbe riportato a casa dalla Bovisa attraversando strade inedite. Oggi è il giorno ma ci arrivo stremato e con le due ultime uscite datate 20 e 10 giorni prima. Per di più nel pomeriggio avrei da fare quella cosa che si chiama Miglio Ambrosiano.
La Polimi Run attraversa zone della città mai toccate prima da gara alcuna e, grazie alle influenze del Poli, si permette di attarevrsare e bloccare viali che nemmeno Stramilano e Maratona si son mai sognati di sfiorare.
Noi però ce la godiamo e io, con una partenza abbastanza avanti, temendo gli oltre 2000 studenti al cimento, prendo un primo km abbastanza veloce e poi mi metto a crociera, subendo qualche sorpasso ma nemmeno troppi. Passo al 5° sotto i 21 ma capisco dopo che sono corti, perché il 7° dura circa 8'... Il percorso attraversa il Sempione e i Giardini di Via Palestro (dove mai avevo corso); verso il km 9 in Via Modena le gambe si appesantiscono ma la volontà rimane. Sapendo che saranno più dei 10km dichiarati, come sentito vociferare, mi tengo fino al cartello dei 10, dentro al Poli, dove passo in 43.20 circa. Da lì distendo le gambe per quanto si può fino all'entrata al Giuriati, con ancora 300m di pista da fare, passerella con due sorpassi di djtenners.
Tre orette a casa, il tempo di mangiare e si va all'arena per il Miglio Ambrosiano.
Gambe di pietra fino alla partenza, perché la gara poi scioglie tutto, nonostante si parli di andature turistiche, passo dopo passo senza forzare per non richiamare l'indurimento che al 10°km del mattino aveva dato qualche segnale.
Non guardo il tempo ma dopo il 1000 comincio a riassorbire qualcuno; alla campanella mi rifaccio sotto la cuffietta del Presidente. Sullo slancio lo passo ai 300 con la reale intenzione di stuzzicarlo e basta. Ma non reagisce troppo, anche perché in curva troppo freschezza inaspettata e vado via felice, chiudendo in 5.55.44 con un paio di secondi di vantaggio.
Va benissimo, a contorno della magniloquente gara di Ale, Cinque Minuti e pochi decimi, 10 degli 11 metri di distacco dal primo recuperati poco alla volta con una volata di forza ma composta.
Lucky ormai entra dappertutto. Stavolta riesce a farci partire tutti insieme, trattando con l'organizzatore; SM40 e SM45, in modo da consentire la gara nella gara, visto poi che siam veramente quattro gatti.
Due gocce d'acqua, freddino, il prete che a sua volta tratta e ritarda la partenza per consentire ai suoi, di gatti, di uscire indisturbati dalla funzione, proprio in fronte alla partenza.
Son due giri della chiesa e altri due un po' più lunghi, divertimento puro, curvette salite e discese su lastricato, tutto spendendo poco più di 1609 metri.
Riscaldamento ridicolo, pronti via parto da abitudine dando il meglio nei primi 30 metri. Poi quelli da under 5.30 ci vanno via e resto in coda a Lorenzo che mi passa, con Luciano dietro di poco, a giudicare dai cori dei suoi supporter. Primo giretto che termina con curva e 50m di salitina; un niente e finisce anche il secondo, inizia il primo di quelli lunghi con Lorenzo che va, ma nella discesa ripida gli riprendo 10m e mi accodo. Dove spiana mi sembra si rilassi e passo davanti, fino alla campanella. Dai Luciano gridano.
Quindi sono davanti. Pensa te. E la gamba si va sciogliendo. Forzo la discesa ma sento che Lorenzo stavolta mi segue bene. Anticipo la volata spingendo nel tratto in piano, dove raggiungo un atleta imballato. Dietro non son più così vicini. Prendo bene la curva e tiro la volata mentre sale Luciano, incitato a gran voce. La foto dice che c'è luce, riesce a prendere solo Lorenzo.
Ingiudicabile 5.40.60, mezzo secondo su Luciano e 70 cent su Lorenzo, 6° su 8 di categoria, ma la gara era un'altra e noi bambini che siamo venuti per la foto ce la portiamo a casa felici come un bel ricordo.
Corrono torme di regazzini, meno male che l'atletica è viva, racconto a tutti. Intanto il tempo passa e il ritmo sbrodola, rimando su rimando e viene quasi sera che la voglia continua a scemare e le nuvole ad addensarsi. Pioggia prevista e arrivata, anche lei in ritardo, puntualissima con la prima partenza uomini del Miglio. Dignitosissimi over65 che lottano contro vento e pioggia battente, scornandosi in volate fuori dal tempo atmosferico. Noi a vederli, appena in tempo a rifugiarci sotto la pomposa tribuna napoleonica i cui soffitti non servono certo a mantenere all'asciutto; scappati sotto dopo miseri 10' di riscaldamento con il calcestre sahariano a minare gli occhi.
Poi sospendono.
Tutti a casa.
Qualche giorno un po' stravolto, mal di gola e generale disagio.
Oggi reazione di pancia, anche per rispetto del ragazzo in carrozzina che gira in prima corsia sotto un sole non da poco. Cinque minuti non più di riscaldamento e andature, poi via sul rettilineo.
Primi 10x100 recupero 30" di cui i primi 2 per ingranare.
18.0, 17.1, 16.6, 16.2, 16.2, 16.5, 16.4, 16.5, 16.2, 16.5
Recupero 5' e bevo.
Riparto non so per quanti; le gambe sono ancora affaticate ma anche finalmente calde, per cui ne faccio 8 e i tempi non ne risentono.
16.4, 16.6, 16.4, 16.6, 16.1, 16.1, 16.3, 16.4
Male a un piede, tattico, sia mai sia dovuto a quel penultimo allungo in cui uno dei Guardiani ha attraversato con la sua canna dell'acqua per lavare salcazzo e io mi son trovato a calpestarla in malo modo a 25/h...?
Poi però la strada casa Arena in stivali da pesca mi restituisce buone sensazioni.
I Mile clubbers sono esentati dalla cuinta conta; tutti in piedi ad applaudire, immaginiamo.
Ci si scalda quel che la pioggia consente, in qualche sprazzo; ancora una volta le porto al giorno della gara fresche, poco allenate ma pronte, per quanto possano esserlo.
Sono tranquillo, ho appena comperato i calzoncini gialli che sognavo da 10 anni, per 8 euro. Non li indosso, ne son stato tentato. Tra le gialle e le arancio scelta difficile, alla fine per tradizione scarpa vecchia, pantofolara, arancio.
Si parte e schizzo, prendendo la quarta. Diventa 5a o 6a ma intanto che quelli davanti scappano faccio gara con un solo uomo. Il Vanetti non pervenuto.
Il crono non si guarda, l'uomo mi passa ma gli sto attaccato, quasi a farlo cadere.
Corro da favola senza alcun affanno respiratorio. Al terzo giro passo l'uomo, sta calando, ai 500 mi involo ma sento che sono in testa a un gruppetto da tre.
Ai 300 finali ecco il Vanetti, che era uno dei tre; mi passa in carriera, fatico a seguirlo ma ce la faccio. Ai 100 rilancio e facciamo un rettilineo finale forte, io appena dietro che mangio, mangio ma la riga si avvicina. Ai 20m sembra persa ma di colpo rimangio ancora. Finisco dietro, ma non più di un metro.
Sensazioni meravigliose, finalmente una gara corsa bene e senza andare in affanno. Ah ma abbiamo fatto 5.33. Ecco perché non si faticava e ci siam potuti godere quel bel finale. Nessuno dei due che abbia preso i passaggi, lui pensava di andar forte perché aveva davanti me, io perché lui era dietro.
Oh ma io sto bene. Faticare senza soffrire. Sentire le gambe girare senza appesantirsi. La pioggia, il vento, l'aria di Milano che non sgasa.
Mi sta piacendo molto. Avere intorno compagni di società di solito altrove, vecchi e nuovi amici, parlare dei figli, di Domenico che nell'ultima frazione di relay è stato pizzicato fermo a corricchiare per incitare una francese al finale di Maratona. Gare piene di colpi di scena, Enrico senza volata. I calzoncini gialli, riconoscersi con un antigiudice Fidal, con il padre del Miglio, con un Guardiano che intima a me e ad Andrea di non correre nel corridoio degli spogliatoi.
Non so se sia facile capirlo, ma rientrando a casa dalla cantina esce la bottiglia numero due.
La terza, quella bianca, è per settembre, per il Flora uno.
Tranquillizzo subito il pimpe che anche oggi su queste distanze skalovics è stato dietro.
Però nonostante (forse a causa delle) chiodate, non riuscivo a schiodarmi da 1.20 a giro; l'unica soddisfazione aver lasciato sfogare un po' di peones e averli ripresi tutti prima dell'arrivo, credo 4° o 5° della serie (quella veloce, a parte Superfantone che ha fatto circa 5.08 nella prima, correndo da solo). Il panda mi ha generosamente tirato il primo 1000, ma in realtà l'ha tirato agli altri, visto che io lo vedevo da lontano; solo alla fine quasi lo raggiungevo.
Insomma niente da recriminare, anche se questo 5.18 è il mio PW di sempre: 2 volte il Miglio in 5 giorni non è un'esagerazione, a patto di non correre i 1000 il giorno prima della seconda e andare a letto un po' prima dell'una, almeno qualche sera a settimana.
Certo non ci fossimo stati noi del Corrigiuriati questo Palio Universitario sarebbe stato un naufragio totale.
Popolatissimo Miglio Ambrosiano, con 40 donne e 101 uomini master al via. La mia serie prende anche gli M35, altrimenti non andiam più a casa, recita un GGG interpellato sulla motivazione tecnica. Gambe un po' molli, per gli ultimi allunghi, forse per via della giornata molto lunga e quasi mai quieta, inclusa l'indimenticabile galoppata sul prato per accompagnare nelle sue scarpe Annamaria per gli ultimi 120m verso il primato italiano.
Alla curva prendo circa la 7a posizione. Il crono non è partito, corro a sensazione, senza troppa lucidità. Dopo 2 giri vien già voglia di fermarmi, dannata, ma resisto; passo al 1009 in 3.18, a quanto gridano, tempo abbastanza infame, appena dopo aver subito 3 sorpassi secchi. Alla campanella recupero un po' di forze e ai 250 anche la voglia; infilo un atleta ai 200, Marco Frigerio ai 100 e punto una maglia verde che si avvicina sensibilmente; ai 30 però ne ha per reagire e gli finisco dietro di qualche metro, 11° di serie su 29 e 8° di categoria. Mi ero dato un tempo tra 5.10 e 5.15, giorni fa, per cui il 5.12.82 si colloca giusto nel mezzo. Il 5.09 dell'anno scorso, ottenuto passando in 3.15 ai meno 600, è attaccabile. Proverò anche a giocare alle altre prove su strada del Club.
L'oroscopo 2012 di Rob Brezsny per i granchietti, incluso il nenne.
It's impossible for the human body to run a mile in less than four minutes - at least that's what the conventional wisdom used to say. And indeed, no one in history ever broke that barrier until May 6, 1954, when Roger Bannister raced a mile in three minutes,
59.4 seconds. Since then, lots of athletes have done it and the record has been lowered by another 17 seconds. In fact, the sub-four-minute mile is now regarded as a standard accomplishment for middle-distance runners. I suspect that in 2012 you will accomplish your own version of Bannister's feat - a breakthrough that once seemed crazy difficult or beyond your capacity.
Sabato mattina ero in paranoia da crono degna di nota. Poi mi sono messo col Nenne a guardare i cartoni della Talpa e ho avuto la buona sorte di incorrere nel film della sveglia tiranna che rovina la vita del bosco, lo quale mi ha rimesso nella giusta prospettiva; ho corso il mio terzo Miglio della carriera senza guardare mai il tempo, carico quanto ci voleva, lucido e tranquillo. E' stato un gran pomeriggio, per via dei soliti personaggi che compaiono ai meeting e che tanto fanno ridere me, il Panda e Lucky, per via del sole rovente ma adattissimo al mezzofondo, per via delle 7 serie maschili, una per ogni categoria, magicamente popolate di 10-15 atleti ciascuna, il numero perfetto e un'anomala realtà di passione per il Miglio distibuita per tutte le età.
Parto che ormai il sole è calato mentre faccio gli ultimi allunghi. Siamo in 14. Prendo la terza corsia, per non fare troppa strada e parto secco per bruciare quei 9m cui non si pensa mai, a fare calcoli sul tempo. Talmente secco e deciso che potrei andare in testa, ma lascio sfilare Merisio e gli vado dietro. Chiaramente ai 200 mi arrivano quelli forti da dietro: Fontana, Avigo e un altro; chiudo il primo giro in scia al 3° e al 4° e poi li lascio andare per non saltare; alle mie spalle una lunga (lo saprò dalle foto). Mi concentro sulla respirazione e sulla falcata, cercando di non allungarla troppo. Al secondo passaggio son sempre 5°, davanti sono scappati una ventina di metri e nemmeno li guardo (avrei dovuto?). Dietro sento passi e mi sento toccare appena il piede; non so quanti siano (erano tanti). Il panda grida sei costante e anche il terzo giro passa così. Corro sempre da solo ma la serata è perfetta e non tira vento. Comincio a prendere fiducia e sento di non aver avuto il calo di ritmo di metà gara; ai 500 parto e infatti le foto alla campanella mi danno già una quindicina di metri di margine sulla fila sfilacciata. Ormai ognuno fa gara a sé. Ai 300 mi dico che sono meno stanco di quando certe volte parto per le ultime ripetute su quella distanza. Ai 200 parte la volata. Ai 100 finalmente vedo quelli davanti (vincerà Avigo per poco): sono imprendibili ma sono più vicini di qualche minuto prima. Corro composto senza sbandare, butto pure il colpo di reni e faccio bene. Dal panda arrivano i tempi di 1.18 e qualche per i primi 3 passaggi e 1.13 per l'ultimo giro. Dovremmo esserci, sotto al 5.10. Felice in gara come da tempo non accadeva. Dopo qualche minuto è la voce del valoroso Ruffini ad annunciare il mio 5° posto in 5.09.58; a soli 4 secondi da Fontana, per capirci. L'Arena di sera è una meraviglia, a defaticare con il fresco che sale dal prato. Fuori poi per tornare a casa in bc un delirio di fumi d'auto del sabato sera, che vanno a nozze con le mie narici affaticate dalla gara; lo slalom nelle parti pedonali tra ragazzini con la protesi di Birra Corona, uno dei misteri del mondo. Ora vado a riprovare le gambe, ma andava tutto benone già ieri, il giorno che il Nenne salì le ripide scale di casa senza attaccarsi.
Uno e quindiciiiii... Venerdì sera Consiglio Direttivo della Società, quasi a digiuno; Sabato mattina ancora bamba e un po' raffreddato, aspirapolvere, pane, pensieri ondivaghi (vado, non vado, NON vado, vado, non vado, VADO). Sabato pomeriggio una smolla terrificante, ma Emilio è infaticabile; cena veloce e a letto, che Domenica ci aspetta una gita al lago da amici con grande ristoro. Tutta notte sudando con i brividi, allucinato, mi sveglio con 38 e salirà, mentre emetto pranzo e cena del giorno prima, toccando con mano delle specie di valvoline in fondo alla gola (epiglottide...?). Poi stamattina sfebbrato, e si riparte. Per 409 m 1.15, andiamo bene, è Sabato di primo pomeriggio; ho lasciato scappare avanti quelli forti, mi sembrava di esser stato calmo, invece così è troppo lo so, e non volevo no non volevo guardare il crono, ma c'era quell'allenatore che dava i tempi a tutti, a ogni giro. Passaggio successivo a 2.35, va bene così, poi alla campanella ho la testa altrove, anche perché pur rallentando ancora ne ho preso uno, di quelli scappati al via, e sono una ventina di metri dietro un ragazzo giovane in fase di ridimensionamento. L'ultimo giro riesco a correrlo bene, aumentando un po' dai 200, adesso che non ho più paura di saltare. Il ragazzino chiude 5.11 e io 5.17. Così almeno adesso so da dove si parte, e mi avrebbe dato noia saltare la prima gara a 700m da casa. Ho la mia bella medaglietta di 3° MM40 (su 4) con scritto Miglio di Natale che fa allegria, come molta allegria mi han fatto i tanti bambini che all'uscita dallo spogliatoio mi son trovato lì ad aspettare il loro turno di gara, dopo che in 13 ci eravamo presentati, dai 16 anni ai 90. Eh ma è un Club.
Oggi arrivo presto senza troppo correre in bc, e faccio in tempo a scaldarmi decentemente. Per il mio primo Miglio mi vorrei sotto 5.20, che vuol dire circa 1.19 al giro. La distanza ha il fascino delle vecchie sfide Coe Ovett Cram della mia adolescenza. Quasi piove. Al via siamo una trentina, e prendo un buon 7° posto, senza perdere troppo da Marco che guida; ai 409 passo in 1.20, agli 809 in 2.40. Nel terzo giro davanti allungano un po' ma uno cede e lo recupero; transito in 4.00 alla campanella e cambio passo, raggiungendo il 5° ai 250. Lui è cotto io no, non vedo l'ora di arrivare al rettilineo, perchè lì c'è Cristiano, per una volta a tiro, ma ancora 20 metri avanti. Per un po' il divario decresce lentamente, ma ai 50 abbiamo ormai due passi diversi, e a 15 dalla fine lo infilo all'esterno, chiudendo 4° in 5.14, a soli 3" dal podio virtuale. Sono ben felice, e girello un po' con il Panda prima di venirgli incontro e provare qualche allungo. Facciamo 3 giri alternando 100 di allungo con 100 camminando, e infine provo un 100 forte, sui 15 (a me risulta 14.9 ma il velocista storce in naso, e comincia ad avere una certa fame); tempo comunque lusinghiero, endorfine raggianti.
We don’t want our runners like weight lifters, we don't like our runners like gymnasts; we want them like ballet dancers.
(Arthur Lydiard).
what's this blog?
(in english)
Writing about my running experience, mainly
in Milano, Italy. To know more or join my training (if you pass
by), use your chance to add comments to my posts, or drop an
email to nicolap, thanks to gmail.
La maggior parte delle foto che mi ritraggono sono tratte da podisti.net
o dal blog Andòcorri,
due siti che forniscono un servizio impagabile; le rimanenti sono in gran parte mie, scattate con la già vetusta DX 3500 e con la SX220 a partire dal 2012.