21km - la distanza

lunedì 5 agosto 2013 - ore 1:32 PM

La diaria #undici

Vado non vado magari vado in piscina alla Ponzio nella zona dove non nuota nessuno perché non si tocca e mi sparo un po' di vasche no ma la piscina da solo mi mette tristezza.
Così finisce che pazzamente alle 9 di sera, nell'ora della zanzara, faccio l'unica cosa per evitarla, muovere il corpo. In piena para da asfalto però. Questa colata che seppellisce la città continua ad ossessionarmi. L'unico posto con un po' di terra - il Trotter. Basta mezz'ora dai.
In 7' sono lì, giro 6 volte l'anello dei cavalli da 800m, ci prendo gusto, gli alberi portano qualche grado in meno e non finisco mai nelle temibili buche nemmeno nella parte al buio.
Una gazzella dei poliziotti locali gira e mi abbaglia, più volte, fino al sesto giro durante il quale decido di proseguire almeno un altro, ma il parco chiude mi ragguaglia dal finestrino il nostro, ecchè son già le 10.
Chiudo a 37' sotto casa, partito a 4.50 e finito a 4.20.
Le vecchie Brooks Launch scariche vanno ancora che è una meraviglia, devo smetterla di pensare di correre con le Racer, son proprio delle ciabatte, inadatte a me, mortificano e inducono alla paranoia della perdita di elasticità.

[13.07.40] nicolap: stanotte invece mi son fatto il biscotton
[13.07.58] nicolap: s(p)azio ne sarebbe orgoglioso
[13.08.49 nicolap: 500gr farina integrale
200 gr zucchero di canna
3 ova
semi di anice
250 gr di burro
mezzo cucchiaino di 2carbonato
30' a 170°C
[13.09.25] nicolap: a sto a posto per un po'
[13.09.34] nicolap: (oltre ad aver riciclato gli avanzi)

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domenica 5 maggio 2013 - ore 12:12 AM

Biserale

Venerdì a pranzo una corsetta, quattro salti per scalini e stretching, doppiati a sera con una seconda session di forza.



Rimanendo in tema alimentare, mentre rientro al lavoro la giovane e sostenuta cassiera prova a chiedermi 5.50 per uno scontrino da 5.46 di pizza rossa. Non sa di aver sbagliato persona.

Cortesia.

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giovedì 28 ottobre 2010 - ore 3:10 PM

Riconversione

Com è possibile che il piatto che rappresenta la città in cui sono nato, vivo e attingo buona parte del mio dna (fortunatamente con fiammate di sangue sloveno, vicentino e abruzzese che hanno rimescolato un po' il patrimonio), insomma com è possibile che il nostro piatto sia il Risotto allo Zafferano, cucinato peraltro spesso con surrogati dello stesso...? La cucina lombarda è pregevole solo quando cucina di confine (Mantova, Valtellina, Pavese...).
Spiace non aver nulla da offrire al foresto, se non fosse per i radi panettoni ancora fatti con solo burro e senza aromi innaturali (Pasticceria Berti - via Aselli).
Chi non s'allena mangia e beve, peraltro senza prendere peso, nel mio caso.
Riprenderò a correre Domenica, altrimenti non guarisco più. Oggi c'era il 3000 al Corrigiuriati, da non perdere.
Audio di oggi, assolutamente da non perdere.

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sabato 15 maggio 2010 - ore 9:53 PM

Primo Quadrimestre 2010

Ho corso 31 volte nei primi 4 mesi del 2010; facciamo 31/51, perché con 3 uscite a settimana sarei arrivato a 51, che mi basterebbe pure. Gare incluse eh.
Domani sera magari mi faccio una mezz'oretta per riprendere.
C'è forte insofferenza nel Mercato, dicono dai Tg.

Salsa di noci.
Provocare dolcemente per qualche minuto in olio d'oliva (buono) e un cucchiaio d'acqua qualche fettina di porro e uno spicchio d'aglio disanimato e tagliato in 4. Levare l'aglio e mettere il brodetto nel frullatore insieme a una manciata di pangrattato (si consigliano avanzi secchi di francesini dei fratelli Fornaroli - fondatori della mia Società), 5 noci sgusciate e un bicchiere di latte di capra a temperatura ambiente. Correggere le quantità e la densità aggiungendo infine ancora latte e/o pangrattato, un po' di olio crudo, oltre a sale e pepe profumato a piacere.
Perfetta con ravioli di magro.

Preferire noci scure con ancora i resti del mallo; vuol dire che non sono state sbiancate chimicamente.
Nel caso scambio la salsa con nocino fatto in casa.

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venerdì 18 settembre 2009 - ore 11:10 PM

Accidia

L'accidia è l'avversione all'operare mista a noia e indifferenza. L'etimologia classica del termine lo fa derivare dal greco: a (alfa privativo = senza) + kédion (= cura), sinonimo di indolenza.
Nell'antica Grecia il termine acedia indicava, letteralmente, la mancanza di dolore...


E' temibile, oltre la definizione di Wikipedia; stasera sono riuscito a combatterla per benino, con qualche adattamento. Stamattina mi sembrava di stare covando un malanno, ma nel corso della giornata mi sono ripreso al punto di decidere di scendere in pista: è tardi, tra 45' il Campo chiude e ho voglia di correre. Provo a partire con i 1000, cercando di stare sui 3.30 anche alti. Ma non funziona così: il primo pur cercando di rallentare dopo i prmi 400 va a 3.23; cammino 200m in 2' e riparto, un po' più controllato (e consunto) a segnare 3.31. Altri 200m camminati e però non ne ho mica troppe, quindi riduco a 600, in 2.01; 2' camminati e 2.00 per il 2° 600. Riduco ancora con le ultime forze e mi prendo 2x300 recupero 90", entrambi a 54".
Il dolore è arrivato, niente accidia e nient'altro da dare, se non la ricetta della pasta accida per lo Zio, visto che di notte ho ripreso a farmi il pane.
Caro Zio, cosa devo dirti... a me è sempre venuta facile. Di base uso farina bio, un po' bianca e un po' integrale (meglio evitare la semiintegrale). Prendi un contenitore e ne metti qualche cucchiaio, poi aggiungi acqua (senza cloro, al limite minerale, perché il cloro uccide i lieviti) e un cucchiaio di miele (accelera le trasformazioni) fino a fare una pappa densa ma tendente al liquido; copri con uno strofinaccio ben umido e lasci 24 ore, magari rinfrescando a seconda del clima il panno, per evitare che si formi una crosta sull'impasto. Passate le 24 ore aggiungi ancora 3-4 cucchiai di farina (a questo si riferisce la foto) e regoli l'acqua. Al 3° giorno aggiungi ancora farina e meno acqua, per fare un'impasto un po' più denso. In tutto questo tempo saranno apparse un po' di bolle superficiali e poi anche interne, a dimostrare che i lieviti si sono insediati e stanno banchettando. Se a questo punto hai un impasto che, scavato con un cucchiaio, mostra una trama ben areata, sei pronto a fare il pane: metti su un piano 7-800 g di farine miste e aggiungi il 70% della tua pasta acida; aggiungi acqua qb e se vuoi un po' di olio d'oliva (il sale non serve, per mio conto). Impasti una decina di minuti e poi deponi in una teglia con le sponde, coperta di cartaforno (perché l'impasto non è troppo solido, e messo su un semplice piano rischia di produrti focaccia, invece che pane) e con il solito strofinaccio umido a coprire (per sostenerlo io mi son fatto un telaietto di fildiferro plastificato). Lievita per 10-16 ore e aumenta circa il doppio, quindi in principio la teglia dev'essere mezza vuota (io ne uso una di pyrex). La cottura mia è sui 160°C per 70', ma dipende tanto dai forni. La pasta madre rimasta va rialimentata sempre secondo le indicazioni di partenza, ogni 24-36 ore a seconda della stagione (d'estate i lieviti lavorano peggio di marcob).

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