21km - la distanza

lunedì 8 febbraio 2010 - ore 2:46 PM

Brucio dentro i 40

Il rito si chiude intorno alla mezzanotte, quando scendo in cortile, nel silenzio della notte, fino al rubinetto dell'acqua per le piante, e lì lavo le scarpe, che tanto sotto è tutta ghiaia e il fango scorre via disciolto.
Come da previsioni Venerdì ha nevicato ma Domenica sole, per cui non si gela, il cielo è speranzoso, e il terreno pesante, un misto di neve molle e fango su erba. Me la rido a vedere le batterie prima, con Luciano che quasi le prende da un fenomeno che a 100 dall'arrivo lo passa a doppia velocità, ma che poi subisce il ritorno del puledro; e meno male altrimenti trauma che l'avrebbe segnato fino a Settembre, con tutte le volate su pista che avrà da fare. Riscaldamento quindi ridotto a una decina di minuti, sparsi qua e là, e via si parte. Solita tattica di 400m a bomba e poi a rifiatare, ma sta volta prendo tanti di quei sorpassi, senza averne per reagire. Così fino al passaggio del primo giro e anche oltre; retrocedo fino al 44° posto, da 25° che sarò stato al botto iniziale. Non che faccia una fatica tremenda, ma le gambe non hanno la forza per reagire ai sorpassi. Di buono c'è che non mi scoraggio, e per una volta finalmente comincio a puntare quelli da riprendere prima della fine, guardando avanti, 5 posti oltre. Alla curva che lancia il rettilineo da cui si entra nel bosco lascio i famosi indugi, e parto in progressione, sempre attento a tenere corta la falcata. All'ingresso della stradina del bosco ne ho preso uno, recupero e rimango a 3-4 metri da una riga di 3. Si esce allo scoperto e sulla strada in calcestre cambio corsia, come nelle gare di fondo, e provo a passarne uno, che però tiene, e corriamo appaiati. Prima della curva a destra che reimmette nel penultimo rettilineo mi riporto in coda, ma passata la svolta vedo che ha fatto uno sforzo di troppo e lo passo facile, sulla neve molle. Ora 10m avanti c'è un terzetto, ma io sono in trance e mi butto fuori dove non si dovrebbe passare, dove è pesante, e li infilo prendendomi occhiate poco benevole. Questo km finale di Cinisello è sempre esaltante, alleato, mi appare più corto di quanto sia e le paure scompaiono. Ancora uno, il sesto, è la davanti; potrei aspettare i 200m finali di volata su neve ma qua si corre meglio, e voglio mettere distanza da quelli che ho alle spalle. Allora gli vado via veloce e arrivo all'ultima curva, quella del pubblico, svolta a destra: davanti quel prato innevato molle pesante, tutta la gente, la liberazione della corsa con il terreno che scappa ma un po' si riesce a domare. Aumento, sento qualcuno che grida a un certo Michele di andare a prendere qualcuno; temo di essere io ma forse non sono io, e io intanto ho un passo che se Michele vuole venirmi a prendere prego, ma dovrà metterci un bel po' di rogna. Taglio il traguardo e sono 39°, 6,9k in 26.55; un gran bell'ultimo km è tutto quello che posso concedere, di questi tempi, ma lascia delle belle piccole dolci ferite, e un po' di fango sulle gambe.

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4 Avete commentato:

Blogger the yogi ha scritto...

così si fà! altro che 'tra fango e neve impazzirò'.......

3:06 PM  
Anonymous Anonimo ha scritto...

sembri un "regazzino" in mezzo a tanti "veci"

Panda

3:12 PM  
Blogger Pimpe ha scritto...

sei un ragazzino in mezzo a sti veci...! grande Nic!

3:22 PM  
Blogger Lucky73 ha scritto...

Nicola, ma chi era quello??? Flash Gordon? Vabbè che stavo litigando con le mie gambe in quel momento, ma andava ad una velocità assurda....
Poi l'ho ripreso :-)) Altrimenti davvero non dormivo più ....

Ieri ti ho visto proprio bene! Allegro, spensierato, leggero, brillante.....
Lascia perdere il tempo, non ti alleni, sei miracoloso!!

Bellissima la foto dell'arrivo, poi metto la mia :-)) Mandelli mi ha fatto 3 foto in sequenza :-)

4:27 PM  

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