21km - la distanza

lunedì 25 gennaio 2010 - ore 3:43 PM

Nonvalescenza

Il parcheggio per la gara è il solito prato adibito, bello liscio, erba bassa brinata e nessun pericolo di pantano. Non ho ancora ben inquadrato dove correremo, se da lì si vede solamente una strada nel bosco salire. Fuori dall'auto ci sono almeno 5°C meno che a Milano. Ho voglia di caffè e puzza che me lo sono giocato. Prendo il sentiero, e dopo 100m appare di colpo la valle delle meraviglie. Prati verde brina a terrazze dolci a perdita d'occhio, con sparsi alberi da frutta, una serie di tende festivaliere già pronte, i gonfiabili per partenza e arrivo, picchetti e nastri che disegnano un tracciato armonico, mai noioso ma nemmeno aggressivo, da accarezzare. Peccato che non stia ancora bene. Ho deciso di venire Sabato pomeriggio, dopo una mattinata passata a spurgare dal naso viscide creature color uovo, una tonalità mai vista; 3 giorni a letto e 3 a faticare per far finta di niente, notti dormite un'ora alla volta, salire le scale quasi un problema. Domenica mattina però mi sento meglio, ho dormito ben 7 ore e ho voglia di provarci, sperando di non ripiombare nel grande morbo. Una cosa alla volta eh. Per adesso sono arrivato a destinazione. E poi il grande Sarina ha appena spento la mokazza. Fare lo spettatore delle due prime prove è favoloso, perché dal centro del campo gara seguo praticamente tutta la corsa, con movimenti minimi. Quello sarà il mio riscaldamento pregara. Quello è. E poi vedo una gara femminile su tempi lenti ma con 5 donne vicinissime fino all'ultimo km, come quasi mai succede; e vedo anche, come spesso capita, gli ultimi 400m da cineteca del Robi ambrosiano (quei 4 dietro li ha presi tutti agli ultimi 50m) e del Luciano rorànne, imperioso. Si parte; prendo posto una fila dietro rispetto al solito, ma i primi 300m li faccio comunque forte, sapendo che poi dovrò comunque frenare per non marcire subito. Così dopo un minuto circa di gara vedo uno dopo l'altro una buona quindicina di atleti venirmi avanti, partire per la loro gara, e nessuna voglia di fare cazzate per stargli dietro, anche perché i giri stavolta sono 3, uno in più del solito. Le gambe sono quelle classiche del dopo influenza, dure, da non portare all'indolenzimento, ma il percorso è talmente bello e divertente che mi gusto ogni singolo tratto. In discesa mollo le gambe e recupero posti, in piano perdo qualcosa perché non spingo, sulle salite corte sprinto... Eh sì perché non è così faticoso, son sempre 8-10 passi e son in gran condizione di spirito; mi diverto un mondo a superare in quel modo, fa niente se poi magari dopo mi raggiungono, ma oggi è una specie di allenamento in cui giocare senza farsi male. Insomma mettendo tutto insieme finisce che prendo la mia posizione alla fine del primo giro e non perdo più posti; arriva qualcuno forte da dietro ma qualcuno davanti si scoraggia a vedermi aggredire i dossi, e pluf sparisce dalla vista, come in un videogame. Inizia l'ultimo giro, suono di campanella che per noi pistard è musica Sacher. Nel tratto in discesa recupero un paio di posti, poi mantengo e punto gli ultimi 3 sorpassi possibili, all'inizio dello strappetto duro che precede i 400m finali in falsopiano, sempre salita. Uno lo passo alla curva tecnica, più avanti ci sono i miei a spingermi, cambio frequenza senza allungare il passo, la velocità cresce e mi viene da ridere. Un'altro che mi scivola dietro e all'ultima curva punto il terzo, andiamo entrambi in progressione e finisce lì, senza cercare energie che sarebbe solo dannoso consumare. Non ho voglia di tossire all'arrivo, ma di sorridere, così come si era raccomandato Furio.
Sono 44°, 25.20 per 6.3k circa; andare nei 50 vuol dire far punti per la individuale, una linea di demarcazione. Come avevo annusato in gara il Vigile La Gatta stavolta era lì vicino, in agguato, ma poi alla fine è 14" dietro (onore ai suoi 140' di lungo del giorno prima). E levata di cappello infine alla fotografia del fotografo dell'Atletica Verbano (cercare quella con Pellizzoni che ha preso la testa, il secondo che gli sbuca sopra al dosso).

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9 Avete commentato:

Blogger Lucky73 ha scritto...

Post spettacolo, come bere una bella birra fredda in una calda estate milanese ...

ti sei difeso alla grande nonostante il tuo stato fisico...

Le foto dell'atletica verbano sono bellissime peccato che non abbia preso anche le retrovie :-))

Io ne ho trovate su corsamica e podisti.net ....
hai qualche altro sito?
le classifiche non sono ancora uscite vero?

5:15 PM  
Blogger nicolap ha scritto...

come no

http://www.lamichetta.it/

5:23 PM  
Blogger the yogi ha scritto...

buona l'idea di usare le img a corredo, non che fossero indispensabili....

7:40 PM  
Blogger LO ZIO ha scritto...

Wow!

Hyper link!!!!!!

;-)

9:54 AM  
Blogger nicolap ha scritto...

lo so yoghi son foto senza cani :-)))

10:10 AM  
Blogger Panda ha scritto...

e bravo il levrieraccio
io sono ko con lo stomaco
ma mo mi ripiglio

5:24 PM  
Blogger nicolap ha scritto...

che scemo il cane sono io
me lo dimentico sempre

5:31 PM  
Blogger Furio ha scritto...

Ieri sera avevo visto il post, ma avendo poco tempo e volevo leggerti bene e senza fretta; direi che ne è valsa la pena come sempre :-)
Io che ho corso un solo cross (non è vero, due, ma il primo era su sentieri battuti! conta?), e che non ne ho un gran ricordo, leggendoti mi viene voglia di comprarmele ste benedette scarpette chiodate, ma quest'anno con i miei problemini mi farei solo del male, dunque desisto anche quest'anno.
Però anche se solo a scattar foto, mi faresti sapere in quali altri cross trovare tale tende festivaliere?! eh??
Son davvero contento che hai corso e che ti sei divertito; dopo quelle uova nasali, non poteva andare meglio, ciao.

9:35 PM  
Blogger Daniele ha scritto...

Regola numero sei: mai fidarsi di chi lamenta malanni vari. Se sono sul posto, specialmente se affrontano i rigori invernali in pantaloncini e maglietta, lo sono per buttarsi nella mischia.
Non é mica gente che fa passerella, quella.

Bel post, ciao.

10:05 AM  

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