21km - la distanza

lunedì 6 luglio 2009 - ore 9:54 AM

Due bottiglie

Che piacere incontrare Annamaria e Silvano mentre parcheggio sotto un grande e benefico albero, nei pressi della stazione di Ovada; loro amano girare, un po' come me, cambiare zone, e quindi spesso senza saperlo ci si incontra.
Posto nuovo facce nuove; vengo esaminato da occhi curiosi (così magro potrebbe essere uno forte), come spesso, ma io attacco a parlare solo con un robusto albanese che sfoggia una sontuosa canotta rossa con le grandi aquile nere, che confessa di essersi confezionato da sé. Scaldandomi perlustro il primo giro di lancio, e capisco che dovrò partire forte, per prendere la discesina al mio passo e per affrontare la salita lunga del 3° km senza eventuali tappi davanti. Parto così forte che dopo i 200m iniziali in salita e la discesina mi trovo appena alle spalle del gruppo di testa, poi lascio un po' andare fino all'attacco della salita, che in realtà scopro essere su strada larga asfaltata; è la classica corsa per la quale la conoscenza del percorso può valere anche un minutino, nella distribuzione delle energie fisiche e mentali. Torniamo alla salita, sono lì che corro mica troppo bene, perché la giornata è di quelle medie, a sensazioni; lascio sfogare poiché so che devono passare 1300m al 10%, e verso metà comincio a recuperare le posizioni che avevo perso. In cima spugnaggio e via per la discesa, su ghiaietto con curve e strada stretta; poi dentro al bosco, tra le vigne, perché la zona è doc ma non tanto superwine da segare tutti i boschi di fondo-rio; il paesaggio è mozzafiato, nel senso che non c'è modo di goderselo, con i polmoni che cercano ossigeno per le coscie e per non sbagliare appoggio. Si risale ancora, su sentiero, ripidissimo; anche lì davanti c'è chi cammina, ma per fortuna tengo e recupero ancora, e vedo la fine della salita. Si procede così, tra salite e discese, su sentierini e prati; le gambe ormai sono insensibili. Fino al 7° faccio elastico con la 2a donna, più forte in salita, ma timorosa in discesa; poi con il prevalere delle discese non la vedrò più. Si arriva all'8° con un tratto ripidissimo di ghiaia grossa, pregando con non parta un piede, perchè ci si farebbe male; ultimi 2km a fondovalle, sotto al sole, e la botta è forte; a 8.4 devo camminare qualche metro, perchè qualcosa sta andando fuori giri, perdo un paio di posizioni ma mi riprendo subito, e mi riporto sotto. Al 9° circa di nuovo le gambe chiedono tregua, è un vero massacro ma non solo per me; sembra folle non averne per gli ultimi 1100 m ma ancora faccio qualche passo e poi riparto, senza più cambio marcia. Quando mancano 500m recupero le energie nascoste, riprendo un paio di atleti che avevano approfittato della mia incertezza e mi lancio sull'ultimo a tiro, che è una ventina di metri avanti; il percorso scende su asfalto, poi c'è una curva a 150° che obbliga a un brusco stop per immettersi sul pratino d'arrivo, 60m dritti. Riesco ad arrivare alla boa appena dietro al mio uomo; prendo bene la curva e ci provo, ripartendo. Sono lucido adesso, cerco la frequenza e il passo corto, e la pista si fa sentire; vado via facile e chiudo 29°, in 41.07 per 10100m. Sono decisamente il più stanco di quelli che vedo intorno a me, cerco aria per una paio di minuti buoni; la seconda donna arriva 40" dopo, segno che alla fine nella furia degli ultimi km comunque le gambe andavano; l'amico albanese è 11° assoluto, in 38' alto (vince Sanna della Cover in 34.32, tempi che dicono delle difficoltà del percorso).
A leggere la classifica c'è un po' di casino, perché mi danno 41.11 e 4" di vantaggio su quello che ho battuto di poco, che non torna molto, e anche la consegna dei cartellini è un po' confusa perché il mio non si stacca; vengo premiato 9° dei quarantenni (sarei 6° MM40), con un ciondolino d'oro che spero Emilio un giorno apprezzerà, ma per 2 misere posizioni in peggio mi sarei portato a casa altre 2 bottiglie di Dolcetto oltre a quelle di ordinanza.
Albicocche, focaccia genovese e Bianco Cortese saranno la mia colazione del ristoro, prima del Fiume, l'Orba dove si nuota sotto ai panorami western delle ofioliti, fino a sera.
Ad Adrara sarà una via crucis.

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6 Avete commentato:

Blogger Panda ha scritto...

bravo levriero, altro che garette...le garette

10:44 AM  
Blogger GIAN CARLO ha scritto...

Diciamo che sei andato a fare cassa... evidentemente vedevano bene...così magro potrebbe essere uno forte

4:25 PM  
Blogger Lucky73 ha scritto...

Le bottiglie tienile in fresco per il 1.500 di mercoledì a Rovellasca!

Hai deciso? Io confermo parto forte e vedremo che succede :-))

9:02 PM  
Blogger Panda ha scritto...

allora? questa mega sfida tra amici sull'800 del 14, la facciamo o no?

10:48 AM  
Blogger nicolap ha scritto...

ragazzi vediamo vediamo
io vorrei fare il 1500

gli 800 è cosa vostra

11:46 AM  
Blogger Lucky73 ha scritto...

:-))

Domani senza Nicola mi tocca inseguire gli ASSOLUTI :-)))))

3:01 PM  

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