21km - la distanza

lunedì 1 dicembre 2008 - ore 10:58 AM

Eppur bisogna andar

Neve 15 cm, molle, marcescente; non piove ma si è rotta una piccola chiusa che in primavera allaga la nostra pista, a far crescere il riso. Così 1/4 circa del nostro percorso accidentato si allaga di 30 cm di acqua, a nascondere le buche sottostanti. Quando ci arrrivo, dopo i primi 800 cm di corsa in cui tutti partono come pazzi (visto che la gara allagata è stata ridotta da 2 a 1 giro), provo a correre ma poi penso che voglio portare Emilio in spalla domani e dopodomani e l'altro giorno ancora e allora cammino, mi lascio passare dagli indemoniati, mentre i piedi si sono irrigiditi all'istante, a contatto con il fluido gelante. Poi però torna la neve molle e mi metto fuori, a lato pista, e corro. Corro forte, arriva la discesa bianca di 80 metri ripida ma costante, e lì mi lancio come si fa in montagna, recuperando in poco un'infinità di posizioni: è meraviglioso. Si va avanti così, a strappi, all'ultimo km di nuovo il lago, ma stavolta zampetto un po' meglio, e dal ponticello di legno che manca 300 m finalmente ritrovo gli appoggi, ne agguanto 5 o 6 e chiudo intorno al 40 di categoria, 15 più di quanto avrei voluto, ma sono proprio contento di riportare a casa le penne tutte. Gloria al Vigile La Gatta, che umilmente continua a migliorare, o oggi mi paga il caffè e poi mi rifila a occhio un minutino, finendo nei 20; e il nostro caro Angelo, uso a raccontare episodi di 30 anni fa che nemmeno ci immagineremmo, stavolta riconosce di non aver mai visto un campo gara in condizioni simili.
Foto in secondo piano; ne avrei di più narcise, ma voglio mostrare le espressioni dell'infanzia che il cross sa rinnovare; anche Luciano aveva un'espressione del genere all'arrivo, dopo una volatona in cui si è permesso di batter il buon Valter, velocista puro. Caro Luciano, come dicono le parole di Steve Jones appese al Giuriati "Se all'arivo non crollo a terra, picchiatemi con un bastone" val bene la contemplazione ma, con calma, senza fretta, è il caso di cominciare ad andare un po' più forte.
Dopo 20 minuti ritorna la sensibilità alle dita dei piedi, e posso tornare al focolare, non senza guadare il Ticino al ponte di barche e spingermi per le incantevoli campagne bianche di neve e Garzette fino a Groppello.

http://www.gmap-pedometer.com/?r=2420411

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Blogger Lucky73 ha scritto...

Caro Nicola, ieri mi sono divertito un mondo anche se all'inizio ero un pò titubante sulla partenza (volevo portare a casa la pelle) - così sono partito piano e all'arrivo non volevo innescare la volata. Quando però hi visto schizzare il tuo amico Valter il mio DNA ha sussultato, non potevo tirarmi indietro.
Ammetto di aver beccato un vero osso duro perchè io spingevo, spingevo, ma lui non mollava...e allora ho spinto ancor di più e ce l'ho fatta!

La gioia di una volata vinta o persa non me la toglierà mai nessuno è intrinseca dentro di me!

Ti ringrazio dei complimenti, stasera dovrei mettere un post anche io e pubblicare delle foto compresa quella del tuo arrivo!

Alla prossima!
Ciao

6:09 PM  

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