21km - la distanza

martedì 26 agosto 2008 - ore 11:42 PM

I morsi della fame

Stasera è arrivato il mal di gambe dell'uscita di ieri; ho provato a scacciarlo con 30 minuti di corsa lenta al Lambro, seguita da abbondante stretching e ora pasta con i peperoni.
Altre sarebbero le cose da scacciare, come i tornitori di menti.
Questo articolo mi è tornato per le mani mentre ero seduto sul cesso, e ho pensato fosse troppo brillante per non restare in memoria.


Paura e lecca lecca

di Ingy Mubiayi Kakese

Gli italiani hanno paura. Non della mafia, che controlla vari settori della cosa pubblica, nè della camorra, che gestisce diversi traffici industriali, commerciali e finanziari. E nemmeno della n’drangheta, che si occupa di tutto il resto, lecito o illecito che sia, o della sacra corona unita. Gli italiani non temono l’inquinamento, che sta devastando il pianeta e di conseguenza la salute loro e dei loro figli. Non sono spaventati da quei giocolieri travestiti da imprenditori dell’alta finanza, che con i loro trucchi volatilizzano fortune nel giro di qualche minuto lasciando piccoli risparmiatori a bocca aperta davanti a banche indifferenti e tribunali impotenti. Gli italiani non sembrano neanche preoccupati dal fatto che nel loro paese la libertà di stampa è considerata a rischio. No. Gli italiani hanno paura dei rumeni, dei rom e degli zingari. Un occhio a mandorla o un velo scatenano vere e proprie crisi di panico. Allo stesso tempo, però, gli italiani pretendono che le famiglie (italiane) vengano tutelate. Così se rumeni, neri o altri servono (nel senso che fanno i servi), bisogna prendere dei provvedimenti. Questo atteggiamento ambivalente spiega perchè la percezione che gli italiani hanno della realtà sia solitamente diversa da come questa realtà è presentata con strumenti più o meno scientifici, per esempio le statistiche. Le forze dell’ordine assicurano che stanno facendo un ottimo lavoro, arrestando delinquenti e sventando attentati, eppure il cittadino medio continua a sentirsi indifeso. Tutto questo mi fa pensare a mia figlia, che ha poco più di un anno. La piccola probabilmente non ha ancora perfezionato il suo sitema neurovegetativo, per cui nel tardo pomeriggio spesso è in preda a deliri. A volte desidera, pretende e, quasi sempre, ottiene un lecca lecca. In quei momenti per lei si tratta di un’esigenza irrinunciabile. O per lo meno la percepisce come tale. Dopo aver assecondato quello che in altri tempi era chiamato un capriccio, mia figlia se ne va a dormire senza cenare, e quindi senza il giusto approvvigionamento per affrontare la notte. Il problema sorge quando a notte fonda i morsi della fame si fanno sentire. Forse l’atteggiamento ambivalente degli italiani sembra un comportamento infantile perchè l’Italia, per quanto si vanti di essere tra le prime potenze mondiali, è una giovane democrazia che non ha ancora perfezionato il suo sistema neurovegetativo. Chissà se a un certo punto della notte gli italiani si sveglieranno e si accorgeranno che per attraversare le lunghe ore buie gli è stato dato solo un lecca lecca.

(fonte internazionale.it)

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3 Avete commentato:

Blogger Micio1970 ha scritto...

Gran bel blog Nicola! l'ho inserito nel mio feed reader ... tornerò spesso a leggerti!

9:38 AM  
Blogger nicolap ha scritto...

e grazie vogherese, ti consiglio questo favoloso terreno di allenamento
http://21km.blogspot.com/2007/07/scappata-montescano-nel-tardo.html

10:42 AM  
Blogger Micio1970 ha scritto...

Non è vicinissimo a casa mia (20 km) ma è una zona molto adatta alla corsa. Se passi dalle mie parti fai un fischio e magari facciamo una corsetta insieme!

2:31 PM  

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