21km - la distanza

mercoledì 25 aprile 2012 - ore 12:25 AM

XXV Aprile

Quattordici anni fa lavoravo a sprazzi, tipo il cielo di oggi. Mi concedevo dei gran bei giri, nei giorni di quiete, quelli in cui ti capitano incontri inattesi ma sperati. Scriverne per non dimenticare poi, nasceva spontaneo. Oggi, a distanza di tanto tempo, con i furfanti ancora aggiro ma un po più circondati, viene bene avere un computer ormai decennale, con il lettore floppy, per recuperare il file e incollare qua, la notte prima della Liberazione.
La mia cartina del parco l'avevo sino a oggi tenuta con grande cura, senza spiegature eccessive e macchie. Stasera me la ritrovo sporca di terra e con le giunture consumate, quando si formano i pelucchi di carta. Non è solo una questione di usura o di averci camminato tanto insieme. Ora ha un abitante. Quelle curve di livello prendono forma e volume, e per i pendii boscosi corrono lepri e volpi, strisciano ricci e l'abitante. Un uomo. Ha diritto a camminarci, per la Valle di Santa Croce, e a infrattarsi al minimo rumore. Ha solcato, hanno solcato questi posti umidi, fangosi e verdi da tenere puliti circa cinquant'anni fa, cinquantacinque.
Avevo la borsa che ormai pesava per le castagne, cercando sentieri nuovi che parevano esser stati percorsi da pollicino castagnaio. Poi ho trovato delle macchie arancio nel bosco scosceso. Forse ora sono il solo a sapere che a Montevecchia cresce spontaneo l'Alchechengi. Ne ho presi solo due, per i semi. Uno per me e uno per mia mamma. Poi tornavo verso quel torrente Santa Croce per risalire lungo il corso a cascatelle, c'è qualcuno.
Camicia scozzese e maglia di lana a righe, sul rosso scuro.
Calzoni di velluto beige a coste larghe.
Adidas vecchie, quelle con le righe che si vedono bene.
Lui è Guglielmo. Ha 84 anni, è del '14.
Con sua madre a lavare i panni nel torrente, a volte, nelle giornate terse di trasmissione dei suoni, sentiva i rombi dei cannoni della grande guerra che sparavano al Tonale.
Sua madre di figli ne aveva avuti nove. Una sorella è morta a 13 ani di malattia virale, un fratello a 19, il più forte di tutti, dopo un mese a 40 di febbre; non avevano ancora trovato gli antibiotici e la penicillina, allora. Mi risponde che non è più per lui andare a prendere castagne, ma fare due passi per tenersi un po' in forma. Abita a Missaglia, è nato a Missaglia. L'altro giorno è andato in Valfurva da solo in macchina, poi è andato a Trepalle a fare benzina, sono solo 900 lire al litro, e a lui basta per magari un mese, che fa 10 chilometri al giorno. Beh, ma una volta è andato da Cervia a Missaglia in tre ore, considerando anche i rallentamenti dei caselli. Sì, dice di essere un po' incosciente, ma che non si stanca a guidare. E' andato in Valfurva per cercare qualche fungo, ma bisogna andar presto, e anche perchè voleva vedere la casa che il figlio aveva lì e che ha venduto proprio il giorno precedente al nostro incontro, e lui ha sofferto perché era in alto e con un panorama meraviglioso. Venduta perché la Signora voleva la casa in centro a Bormio, e non poteva farsi 6 chilometri fin lì per fare la spesa, con la sua Golf 1600. Lui a Bormio va sin dagli anni '50, ma mio nonno non se lo ricorda, certo che no, perchè Guglielmo andava a giocare a bocce e mio nonno Carlo credo proprio di no. C'era solo via Roma, adesso è una cittadina, si sta molto meglio in Valfurva. Ad ogni modo sua moglie, che di anni ne ha sette in meno, di camminare non ne ha più voglia e preferisce restare davanti alla televisione, anche perché due mesi fa ha avuto un attacco di angina ed era finita in ospedale, ma due passi potrebbe e anzi dovrebbe farli.
Della sua famiglia in guerra sono andati in quattro fratelli, e sono tornati tutti, mica facile. Un suo fratello è stato in Abissinia, lui è stato alpino del V° Reggimento, su in Trentino e in Alto Adige, dove non si combatteva ma si facevano marce e campi infernali. Poi è stato sul fronte francese sopra Cuneo, verso il Lago delle Rovine. Però anche lì son stati scontri ridotti. Dei suoi compagni sono morti in 10. In Trentino una mattina alle 3 son partiti da Ponte di Legno e hanno marciato nella neve con 30 chili di zaino in spalla fino alle 4 del pomeriggio, che gli è venuta qualche linea di febbre. 'Io sono di Milano', rispondo alla domanda. Lui ci veniva in bicicletta a vedere il Milan, che poi in bicicletta ha anche corso, è stato giù fino in Sicilia, e ha fatto il giro del Piemonte per dilettanti, chissà se sarebbe diventato professionista, ma alle settima tappa del Piemonte son stati chiamati in guerra. Lui si era già ritirato, perché alla terza tappa, quando era in fuga insieme ad altri verso Villar Perosa, in discesa a 50 all'ora sullo sterrato ha preso dentro un grosso sasso con la pedivella e quasi cadeva, alla fine no ma ha dovuto ritirarsi, poi è scoppiata la guerra. I cacciatori non li poteva sopportare, non aveva mai cacciato e andar in giro per quei boschi di Missaglia fino a 5 anni prima voleva dire incontrare lepri, e una volta anche una volpe di giorno, e ricci tanti. Lui ha 1000 mq di bosco dietro a casa sua, che è dove finisce il paese, e la sera all'imbrunire venivano sempre fuori le lepri e lui stava lì a guardarle; poi anche i ricci. Una volta aveva messo una trappola per topi nel bosco, e alla mattina ci ha trovato un riccio. Non pensi male, mi dice, non era una vera trappola, era una specie di gabbietta con la porta che si chiude dopo che entra l'animale, che quindi non si fa niente. Poi hanno cacciato tutto, le volpi non perché rubino le galline, ma perché ammazzano le lepri e tolgono il divertimento ai cacciatori e ai bracconieri che ci sono ancora anche adesso che è parco, d'inverno, quando è neve e non si potrebbe. Ha avuto un cane per 17 anni, e poi ha pianto la sua morte, non tanto tempo fa. Di sport bisogna farne, per restare in forma, ma non sforzi violenti, che lui ha visto i suoi compagni quando era ciclista, che poi il cuore non regge a lungo. Lui alla fine di certe tappe, anche se di pasticche non se ne prendevano, aveva l'urina blu, e allora aveva capito che il corpo, biologicamente, non stava bene a fare quegli sforzi.
Ma lo sa che una volta c'era il podestà, qui a Missaglia, quello che oggi è il sindaco? Sa chi era? Era il papà di quel Formigoni che adesso è il rappresentante della Lombardia. Un prepotente, che prima faceva l'industriale del cemento, un porco. All'8 settembre suo fratello era tornato a casa. Il Formigoni l'ha visto dal suo palazzo e ha chiamato la milizia per andarlo a prendere. L'hanno condannato a morte, poi sua madre è andata a Barzanò perchè conosceva un gerarca e implorando sono riusciti a far commutare la pena a trent'anni. E' stato portato ai campi di eliminazione in Germania, dove rubava le buccie di patata dalla spazzatura ed è riuscito a sopravvivere. Io all'8 di settembre ero a Lecco in caserma e son riuscito a comprarmi una licenza falsa da un brav'uomo che stava lì in ufficio. Quando mi hanno visto a Missaglia son venuti a prendermi i fascisti, ho dovuto far vedere la licenza e loro ci sono cascati e non hanno capito che era falsa. Nel maggio del '43 ero riuscito a sposarmi, avevo famiglia. E' ancora vivo il papà del Formigoni, più di 90 anni, ma quanti ne ha fatti prendere, quel fascistone. Ha fatto un po' di galera, ma poi è uscito con l'amnistia, e suo figlio dev'essere come lui, perché le cose passano da padre a figlio, ed è lì a capo della regione. Io un po' di anni fa ero stato proposto come Cavaliere della Repubblica, perché avevo salvato due a nuoto, uno nell'Adda e uno al mare in Liguria, che neanche i bagnini ce la facevano più, era già un metro sott'acqua con gli occhi di fuori. Ho fatto la quinta elementare, mica di più. Ma è mio figlio che si era interessato per farmi conferire questo titolo, a mia insaputa. I Carabinieri hanno fatto le indagini e hanno scoperto che un mio discendente era stato incarcerato il secolo scorso per un furto di polli, figurarsi a quei tempi. Allora per legge tutto è saltato, però quel porco di un fascistone di Formigoni adesso c'ha suo figlio che è il presidente della Lombardia!
Mio figlio lavora in banca, è il direttore della Cariplo di Vimercate, però non riesce ad andare in pensione, con i 40 anni. Ha subito negli ultimi anni 4 rapine, e due volte gli han dato una rivoltellata in testa che è svenuto. Da allora è cambiato, ha paura, ha perso sicurezza e lui la sera lo aspetta sempre che torni, perché con la nebbia e la forte miopia che ha è brutto andare in macchina. E' il mio unico figlio e non ce n'è, i nipoti sono belli, mia nipote è una bella ragazza e ci vado d'accordo, insegna inglese alla elementare delle Quattro Strade, però l'affetto maggiore va sempre sui figli. Prima c'è la madre, quando si è giovani, perché il papà per un maschio spesso è severo ed è difficile. Mio papà era socialista. Un uomo molto severo, l'unico di Missaglia che non aveva preso la tessera di fascista. Ma lo temevano. Una volta le suore dove andava a scuola mio fratello avevano dato al piccolo la divisa da balilla da portare a casa, perché la suor Angelica andava d'accordo con i fascisti. Mia mamma non ha voluto mettergli la divisa, allora Formigoni ha mandato quattro uomini a prendere mio padre, che tra l'altro non sapeva niente della vicenda. Questi quattro disgraziati sono arrivati fino alla casa, poi però non hanno avuto il coraggio di entrare e se ne sono andati. Mio papà incuteva timore a quei maledetti, non hanno avuto il fegato, e la tessera poi non l'ha mai fatta. In Abissinia hanno mandato mio fratello e tanti altri, promettendogli ricchezze che non c'erano neanche e invadendo chi non aveva fatto niente. E mi ricordo anche quando bombardavano da queste parti, che i rifugi mica ce li avevamo, gli italiani credevano che gli inglesi non ci sarebbero arrivati, fin qua; invece avevano gli aerei con l'autonomia per venire a bombardare Milano, quanto l'hanno distrutta, e anche dalle nostre parti, qualche paese l'hanno tirato giù. In Grecia, se non fosse stato per i tedeschi, avremmo perso, e quei poveretti che sono molto più civili di noi li avevamo invasi. Poi abbiamo invaso la Francia che ormai era già conquistata, e la Libia, che tutto quello che han fatto è stato l'autodromo a Tripoli, mentre il petrolio non l'abbiamo trovato, e dopo la guerra s'è scoperto che ce n'era tantissimo. Anche Desio era un fascistone, eh... l'ho visto a Bormio qualche anno fa, un ometto piccolino, fascistone. E anche quello che è stato sul K2, Compagnoni, quello ne ha fatti arrestare tanti della sua valle che, dico io, sono tutti fratelli lì, delle stesse valli, si conoscono tutti. Non s'è poi più fatto vedere da quelle parti per un mucchio di anni, sennò gli facevano la pelle. Poi c'erano i tre fratelli Compagnoni, che non c'entrano niente con lui e con la sua famiglia, son di un altro ramo, campioni di fondo, Severino, Aristide e un altro. Uno stava salendo da Trafoi ed è finito in un crepaccio d'inverno, portava la radio al rifugio dov'ero stato anch'io in tempo di guerra, credo il Severino. E' rimasto lì 5 giorni e poi l'hanno recuperato a trenta metri di profondità in mezzo al ghiaccio, vivo. In Adamello c'è il rifugio dove stavamo noi di stanza e che gestiva uno che si chiamava Collini, che era guida alpina che scalava le montagne come io e lei camminiamo qua nei boschi. Lui ci portava, come quella volta che siamo partiti alle 3 del mattino. Era un bravissimo uomo, che aveva tenuti nascosti dei partigiani su in montagna. I fascisti l'hanno scoperto ed è andato in Germania ai campi. Non è più tornato. Il figlio adesso è lì che gestisce un altro rifugio e gli ha fatto una lapide che ricorda quello che è successo. In viaggio di nozze ho portato mia moglie sui miei luoghi della guerra, l'ho fatta camminare da incosciente, un'altra volta quando siamo stati in Valfurva anche su per una ferrata col ghiaccio. Là in viaggio di nozze ho scoperto che al Lago delle Rovine era pieno di vipere, e non me n'ero mai accorto in guerra. A lei non ho detto niente, quando ce ne siamo trovate quattro vicino al pic-nic, per non spaventarla, ci siamo spostati. Non ho paura di niente, ma delle vipere sì, che col caldo anche a Montevecchia ce ne sono tante, e le ho viste.
I fascisti avevano la loro milizia, e non ci potevano sopprtare a noi dell'esercito, che delle volte ho rischiato di venir buttato giù dal treno in corsa solo perché non ero come loro. Ci disprezzavano, ma certo che per entrare nella milizia bastava dire di sì, e molti galeotti sono stati fatti uscire solo per ingrandire quel corpo, e poi ci volevano comandare. Qui a Missaglia nei boschi c'erano i partigiani, ma quanti che ne han denunciati e li han presi, quei porci fascistoni e i preti che li aiutavano: il Cardinale Schuster, quello che ha detto che per l'Italia Mussolini era l'uomo della Provvidenza, ha tirato fuori Montanelli dalla galera, quel fascistone di Montanelli che alla fine si era messo a fare il mezzo partigiano perché aveva capito che il vento era cambiato, ma lui che oggi lo ritengono il miglior giornalista italiano, che secondo me invece è Biagi e quello lì non merita tanto, lui era proprio un fascista, e i partigiani li ha sempre odiati. Ma queste cose se le dimenticano tutti, a scuola non si dicono. I ragazzi oggi credono che noi siamo stati invasi, ma eravamo noi gli invasori! Chi l'ha voluta la guerra? A uccidere Matteotti c'era anche uno di Lissolo, ma cosa aveva fatto quell'uomo? Era un buono, non massimalista, come socialista, solo perché aveva parlato male in Parlamento, ma quanti che ne hanno uccisi. Si dice tanto dei morti nei campi, ma tanti sono quelli che sono morti perché son stati mandati a combattere senza niente, in Russia, per esempio, alla sacca del Don, che quando i tedeschi scappavano gli italiani si aggrappavano ai camion e venivano buttati giù schiacciandogli le mani coi piedi. Io al fronte francese avevo i fucili della prima guerra mondiale che potevano sparare solo un colpo per volta e poi si inceppavano, dovevano essere liberati e poi di nuovo caricati, ma meno male che quello non era un fronte caldo. E quanti ne abbiamo uccisi, dalle altre parti, in Libia, c'era un generale maledetto che ha ucciso 1000 civili quando la guerra la stavamo perdendo, e Marzabotto, e poi dicono le foibe, ma se si fosse dovuta far la pelle a tutti quelli che se lo meritavano, Formigoni, per esempio, ma non ci sarebbe più nessuno. Adesso è come prima, perché son sempre fascisti quelli in alto, e Fini e Berlusconi che faceva le orchestrine sulle navi una volta e poi ha comperato il terreno per due lire e l'ha venduto per tanto, e l'altro giorno dul giornale dicono che son stati scarcerati Curcio e Fioravanti, terroristi. Ma se Fioravanti ha confessato di aver ucciso tre carabinieri e chissà poi le stragi, ma Curcio era un ideologo, lui non ha mai sparato a nessuno, come fanno a metterli insieme, come fanno? E mia moglie, che ha studiato dalle suore, che poi mio figlio ha preso il suo carattere, adesso da mio figlio hanno tre macchine, si sono appesa presi l'Audi quattro, 48 milioni, poi hanno la Golf 1600 e la Mini di mia nipote, quella che insegna. Ha vinto la cattedra tre anni fa e solo da quest'anno fa una supplenza per maternità, ma mandatene un po' in pensione! Mia moglie, dicevo, ha studiato dalle suore, che dai culecc dei söri vegnen föra rimbambit. Arrivederci, e se mi incontra ancora da queste parti, mi chiami, che io non la riconoscerò perché poi mi dimentico, ma lei si ricorderà.
E lo dica a sua moglie, se le piace quel Formigoni, di che razza di farabutto è figlio! 
Autunno 1998

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4 Avete commentato:

Blogger Daniele ha scritto...

Un fiume in piena, una vera liberazione. Dopo 14 anni, sempre drammaticamente attuale.

PS: alla peggio, io e mister F ci metteremo in cerca di alchechengi.

7:31 AM  
Blogger GIAN CARLO ha scritto...

Bei cromosomi il Formigoni ...tutto torna.

8:19 AM  
Anonymous Anonimo ha scritto...

incontri interessanti, non c'è dubbio...però...mmm...la pipì blu...mmm...
credere a tutto ma proprio a tutto è sempre un pochino rischioso

panda

10:32 AM  
Blogger Hal78 ha scritto...

Certo che quelli del ventesimo, di secolo intendo, di roba da raccontare ne hanno da far impallidire quelli appartenenti agli altri.
Ma io cosa diavolo dovrò inventarmi da racconte ai miei nipoti?
Facile per loro. La povertà, due guerre mondiali, una dittatura, il boom economico, il benessere, la rivoluzione tecnologica.
così son capace anch'io.
Ciao.

PS comunque mi piace veramente come scrivi, complimenti.

8:41 AM  

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